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STORIA DI UNA REMOTA VICINANZA

Risultati immagini per europa e islam franco cardiniCon “Europa e Islam – Storia di un malintesoFranco Cardini (Firenze, 5 agosto 1940, storico, saggista e blogger italiano, specializzato nello studio del Medioevo) sembrerebbe voler dimostrare che i rapporti tra il nostro continente e l’altra sponda del Mediterraneo abbia avuto alti e bassi, con, comunque un intenso scambio economico e culturale. Già nell’introduzione, infatti, scrive:

Nonostante crociate e guerricciole, scorrerie di pirati, saccheggi e tratta di schiavi, nonostante Lepanto e l’assedio di Vienna, la verità è che con l’Islam abbiamo sempre commerciato bene e avuto, in sostanza, buoni rapporti.”

Peraltro, in tutti questi secoli di scambio a volte militare, a volte pacifico, c’è quasi sempre stata una profonda incomprensione reciproca, nel senso di mancanza di conoscenza dell’altra cultura e la “cristianità” (così come il mondo che ne deriva oggi) è spesso stata, tra i due, quella che meno ha compreso quell’altro mondo.

Del resto, anche leggendo le pagine di Cardini, quando s’immerge nelle diatribe tra i vari popoli di quel variegato cosmo, si rimane sopraffatti da nomi di paesi, dinastie, stati (il concetto di stato, in realtà è piuttosto alieno per i mussulmani che si identificano piuttosto nella “umma”, la comunità dei credenti) di cui a volte, chi pur conosce la storia europea, stenta a orientarsi. Il fatto è che se è difficile definire l’Europa, così diversa nelle sue varie componenti e ancora così lontana da essere considerata Patria, ancor più è difficile definire l’Islam.

Basti immaginare la complessità dei rapporti dell’Italia comunale o anche solo rinascimentale, per comprendere come pure oltre mare vi fosse una varietà di poteri e posizioni che erroneamente accomuniamo sotto un unico nome o un’unica idea di Islam.

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Franco Cardini

Lo stesso concetto di Islam non può essere raffrontato correttamente a quello di cristianità o, come nel titolo del volume, di Europa.

L’Islam non è un luogo;” scrive Cardini “è una religione. Ma per i musulmani la parola «religione» non ha la stessa connotazione che ha per i cristiani o che aveva per i cristiani del medioevo […]. Per i musulmani l’Islam non è soltanto un sistema di fede e di culto […] Esso indica piuttosto il complesso della vita e le sue norme comprendono elementi di diritto civile, di diritto penale e persino di quello che noi chiameremmo diritto costituzionale.

In questo sarebbe, dunque, più unitario dell’Europa, dove l’esistenza di un Unione non cancella giurisprudenze, modi di vita, concetti di civiltà assai dissimili.

Quando s’immaginano i rapporti con l’Islam vengono in mente le crociate, le battaglie di Roncisvalle e di Lepanto, eppure questi avvenimenti cui tanto peso ha dato l’occidente, mitizzandoli, nell’ottica della storia dell’Islam sono poco più che scaramucce.

Le piccole vittorie delle crociate o quella più importante di Lepanto sono forse paragonabili a quelle di una squadra di calcio a rischio retrocessione e che una volta si trovi a battere la capolista. Qualcosa di cui gloriarsi a lungo, ma che non permette certo di vincere il campionato e magari non salva neppure dalla retrocessione.

A lungo l’Europa è stata in profonda inferiorità cultura, politica e militare nei confronti dell’Oriente. Le corti di Federico II in Sicilia e Alfonso di Castiglia in Spagna, erano fortemente intrise di cultura araba, di cui sentivano la superiorità. Fu attraverso l’opera dello Svevo che parte di questaRisultati immagini per turco cultura poté penetrare in Italia ponendo i semi per lo sviluppo del nostro Paese.

Sino ad allora la superiorità araba in quasi tutti i campi del sapere era innegabile, dalla matematica, ad astronomia, poesia, geografia, filosofia. Fu grazie a loro che l’occidente poté poi recuperare tanta parte del sapere greco-romano che si era perso nel medioevo europeo. Persino caffè e the ci sono arrivati dall’Islam.

Uno degli equivoci che Cardini cerca di sfatare è la presunta “malvagità” mussulmana. Dopo la battaglia di Lepanto, scrive, finire prigionieri degli eserciti cristiani significava per gli islamici trovarsi a marcire in qualche prigione, per un cristiano essere catturato da turchi poteva invece persino essere un’occasione per entrare nella vita di questo impero e farvi carriera. E tra gli esempi, cita persino la vicenda di Cervantes, l’autore del Don Chisciotte.

Le pagine di “Europa e Islam” sono pagine di storia, più che riflessioni sociologiche (come forse mi ero aspettato), che ripercorrono lunghi secoli, dall’Egira del 622 d.c. ai giorni nostri, passando per la spartizione del mondo tentata dall’Europa negli ultimi secoli, per arrivare ai flussi di migranti odierni, che, come spiega Cardini, sono i primi mussulmani a trovarsi fuori dal Dar al-Islam, in terre che non conoscono la shari’a come legge fondamentale. Per la prima volta si trova a vivere in posizione minoritaria tra gente con un’altra morale e altri costumi, subendo quindi anche la tensione dei cosiddetti gruppi “fondamentalisti”. Il “fondamentalismo”, però, spiega Cardiniesprime un’istanza di «ritorno alle origini» dell’Islam che non appartiene affatto alla tradizione musulmana, nemmeno a quella più rigorista, ma ch’è anzi esso stesso moderno e largamente ispirato a ideologie e a metodologie occidentali”.

Risultati immagini per ottomanoI musulmani che in Europa giungono, legalmente o meno, di solito in cerca di lavoro e di sistemazione personale e familiare, hanno spesso una cultura religiosa molto elementare: ma, al tempo stesso, tale cultura è il loro unico strumento d’identità e d’autocoscienza.

Riusciranno Europa e Islam a ritrovare occasioni e volontà di dialogo? Riuscirà l’Europa a liberarsi del giogo di un’America che cerca ancora di tenerla sotto controllo e a trovare opportunità di scambio con questi popoli cui siamo uniti da tanti secoli di storia ma divisi da così tanta e grande incomprensione?

Sarà possibile superare questo divario, magari non come si cercava di fare in passato, occidentalizzando o cristianizzando l’Islam, ma cercando di conoscersi e scambiandoci diverse visioni del mondo e della vita alla ricerca di un comune sentire?

Nel mio piccolo, cercherò di colmare questo vuoto leggendo, prima o poi, il Corano.

 

P.S.: ricordo di aver già letto di Franco Cardini “Giovanna D’Arco”, utilizzato per scrivere “Giovanna e l’angelo”, e “Il Barbarossa”, su cui forse un giorno riuscirò a scrivere qualcosa. Ho, inoltre, avuto occasione di incontrarlo a Firenze durante una gremita presentazione letteraria in piazza, cui partecipò persino il neo-sindaco Renzi, per due libri, uno di Riccardo Nencini e uno del giovane Berlincioni.Risultati immagini per Carta Islam

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TEMPO DI TORNARE A RIFLETTERE SUL RAZZISMO

In questi giorni appena successivi all’attentato alla rivista satirica francese “Charlie Hebdo”, mi è parso appropriato leggere il veloce manualetto scritto da un marocchino residente a Parigi, il giornalista (anche per “La Repubblica”) e scrittore (vincitore del Premio Goncourt) Tahar Ben JellounIl razzismo spiegato a mia figlia”, scritto nel 1997.

Il titolo è quanto mai esplicito nell’indicare il target di lettori: ragazzini attorno ai dieci anni di età e quindi non dobbiamo meravigliarci della grande semplicità e dell’ovvietà dei concetti espressi in questo testo. Lo consiglierei dunque soprattutto a loro, anche perché come scrive Jelloun, non si nasce razzisti ma lo si diventa per effetto di una cattiva educazione ed è bene cominciare presto a dotarsi dei necessari antidoti.

Eppure, se è vero, come anche qui si dice, che il razzismo nasce, tra le altre cose, dall’ignoranza, a giudicare dalle reazioni di tanta gente nei confronti di tutti gli immigrati e di quelli di religione islamica in particolare a seguito dell’attacco terroristico perpetrato da un gruppetto di estremisti jiaidisti, sembrerebbe proprio che le idee essenziali di questo volumetto siano ignorate (o dimenticate) da molti di noi e che sarebbe bene cercare di ripassarle con spirito critico e riflessivo, così come approfondire la conoscenza del mondo islamico, che non è certo un blocco compatto, ma diviso in diversissimi orientamenti religiosi e approcci alla fede e al modo di viverla.

Occorre dunque, in momenti simili, sempre interrogarci quanto le nostre reazioni siano razionali o emotive e quanto siano motivate da sentimenti umanitari o razzisti, perché il razzismo nasce, come dicevamo, dall’ignoranza, ma è alimentato dalla paura dell’altro e dalla violenza e si nutre di dogmi e certezze.

copertina attentato

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