Posts Tagged ‘invito alla lettura’

LA BAMBINA SALVATA DAI LIBRI

Markus Zusak - La Bambina che salvava i Libri

Markus Zusak – La Bambina che salvava i Libri

Ho scelto di procurarmi “La Bambina che salvava i Libri” dell’australiano Markus Zusak, dopo averne letto molto bene su anobii. Ho deciso poi di leggerlo prima di tanti altri libri ancora in attesa, perché parlava dell’adozione di una bambina, come “La Bambina dei Sogni”, il romanzo che sto finendo di editare. Nel leggerlo ho scoperto altre analogie con miei romanzi, a parte il fatto che la protagonista ha nove anni come Jacopo Flammer nel ciclo omonimo. Innanzitutto, questo è un rarissimo esempio, come “Il Colombo Divergente”, in cui la voce narrante è quella della Morte. Nel romanzo su Cristoforo Colombo, si scopre però solo alla fine che a rivolgersi al navigatore ligure è proprio la Morte (assieme alla Nascita, in un caso forse unico di personificazione), qui lo sappiamo da subito.

La Morte che ci parla della piccola ladra di libri Liesel Meminger ne è una personificazione davvero unica, sensibile, gentile, attenta, quasi materna. Non è certo la Morte crudele e spietata che si incontra più spesso in letteratura. Lei stessa, nelle pagine di Zusak, sorride all’idea che la si rappresenti come uno scheletro armato di falce. Sa essere anche ironica, la Morte triste che segue le avventure dell’orfanella di Molching.

Il fascino di questo romanzo non sta però solo nella voce narrante. La trama stessa è interessante: una bambina che si rifugia durante la Seconda Guerra Mondiale con il fratellino presso una famiglia sconosciuta. Il fratellino che rimane ucciso prima di arrivare, la madre che scompare. L’adozione. Le difficoltà a leggere. I piccoli furti. La Guerra sempre più presente. Le morti. L’arrivo di un ebreo che la sua famiglia adottiva nasconderà, con grandi pericoli, in cantina e cui la ragazza si affezionerà. La scoperta della lettura, dei libri. Il desiderio di possederne pur senza averne i mezzi. La strana amicizia con la moglie del sindaco, che la lascia rubare libri in casa propria, per non turbare la sensibilità della bambina, che non accetta libri in regalo.

La lettura come mezzo per sopravvivere e persino per salvarsi. La Morte sempre più vicina.

Markus Zusak

Markus Zusak

Poi, ci sono personaggi indimenticabili. La stessa Ladra di Libri, come viene chiamata nel libro. Il titolo originale era The Book Thief (La Ladra di Libri) ma al traduttore forse deve essere parso più “morale” il titolo “La Bambina che salvava i Libri”. Più che salvarli, in realtà li ruba, anche se il primo furto è quello di un manuale per necrofori, abbandonato accanto alla tomba del fratellino. Più che altro un ritrovamento, ma anche un salvataggio dall’abbandono. Gli altri furti Liesel li fa a casa della moglie consenziente del sindaco, che le lascia persino un dizionario sulla finestra, sempre aperta per la lasciarla entrare nella sua biblioteca, luogo che affascina Liesel. Sono doni mascherati da furti. In un certo senso però è vero che li salva, i libri, anche fisicamente. Non solo li porta con sé nei rifugi antiaerei, dove li legge agli altri, alleviando la tensione, ma, in fondo, ogni volta che prendiamo in mano un libro per leggerlo lo salviamo, gli diamo nuova vita. Il bambino della moglie del sindaco era morto. Quando Liesel prende quei libri li fa rivivere e fa anche rivivere un po’ il loro vecchio proprietario, almeno nel cuore della madre.

Più ancora che essere Liesel a salvare i libri, sono loro a salvare lei, riempiendo il suo tempo, dandole una ragione per vivere, cementando il suo rapporto con il padre adottivo Hans, aiutandola a crescere e, infine, salvandole davvero la vita durante un bombardamento.

Rogo nazista di libri

Rogo nazista di libri

Accanto a Liesel troviamo la madre adottiva, che sembra un armadio, con la faccia di cartone e che dà del maiale a tutti (in tedesco, perché molti termini sono scritti nella lingua del paese in cui è ambientata la storia). Troviamo il padre, un imbianchino disoccupato dagli occhi d’argento che le insegna a scrivere dipingendo le parole sulle pareti della cantina in cui salveranno poi il piccolo pugile ebreo dai capelli di piuma, che, quando non è tormentato dagli incubi, sogna di fare a pugni con Hitler, che gli ha rovinato la vita. C’è poi Rudy, il bambino dai capelli destinati a restare per sempre color limone e che sogna di essere un campione di corsa dalla pelle nera. E tanti altri personaggi, ciascuno con il suo spessore di umanità ferita.

C’è poi la Guerra, la padrona crudele della Morte. Ci sono i campi di concentramento, i bombardamenti, padri e figli partiti per combattere, i reduci, i feriti, i caduti e tutti gli orrori che la Guerra porta con sé. Tutto ciò in un libro che mostra il nazismo con gli occhi di una bambina in modo esemplare ed emozionante, al punto che lo suggerirei come lettura scolastica sulla Guerra e il Nazismo, al posto, magari, del Diario di Anna Frank.

Firenze, 01/02/2012

Leggi anche:

La Bambina dei Sogni

Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale

La Bambina che amava Tom Gordon

Accabadora

La Strada

Il Donatore

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: