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IL MONDO AI TEMPI DELLA WORLD WIDE ENERGY (WWE)

Anni fa avevo già avuto modo di apprezzare la capacità di visione di uno dei più acuti economisti dei nostri tempi, Jeremy Rifkin (“Economia all’idrogeno”, “L’era dell’accesso”). Ho ora letto una delle sue opere più recenti (2011) “La terza rivoluzione industriale”, che mi ha forse colpito meno delle precedenti letture, perché alcune delle intuizioni presenti le avevo già trovate nelle opere precedenti. Il volume mi è parso però un’interessante summa del pensiero di Rifkin sulle sorti del mondo, sebbene particolarmente concentrato su una delle sue idee portanti: l’energia diffusa.

L’economista sostiene che il corrispondente e il supporto dell’informazione diffusa, consentita dall’avvento di internet, dovrebbe essere l’energia diffusa.

Come nel web, le informazioni si muovono liberamente da innumerevoli (virtualmente infinite) fonti verso altrettanti fruitori finali, in uno scambio spesso diretto, così dovrebbe avvenire per l’energia.

Jeremy Rifkin

Per Rifkin l’età del petrolio è finita (come non essere d’accordo?) ed è iniziato (anzi dobbiamo fare in modo che inizi) l’era dell’energia da fonti rinnovabili. Già ora abbiamo grandi centrali eoliche e fotovoltaiche oltre alle già più tradizionali centrali idroelettriche, ma non è questa la modernità del modello proposto dallo studioso americano. L’energia alternativa dovrà essere prodotta localmente e in maniera diffusa. Ogni abitazione dovrà essere dotata di pannelli fotovoltaici, di piccole pale eoliche, di sistemi per sfruttare l’energia geotermica e potrà sia sfruttare direttamente l’energia prodotta, sia immetterla in rete.

Sarà in questo modo che potremo salvarci dalla scarsità di petrolio (e dalle guerre connesse), dall’inquinamento, dal riscaldamento globale e fornire energia a un mondo in cui non solo cresce la popolazione, ma in cui, anche e soprattutto, cresce il tenore di vita e con esso le esigenze di energia. Il processo di trasformazione potrà anche essere un volano per riattivare lo sviluppo e la crescita economica.

Il mondo immaginato sarà basato sull’empatia, sullo scambio, sulla sostituzione dell’affitto alla proprietà, sulla mobilità, temi peraltro più diffusamente affrontati in altri libri.

Qui Rifkin ci mostra come si potrebbe uscire dalla crisi attuale e avviare un terzo periodo di crescita industriale basato su un nuovo sviluppo del settore immobiliare, che dovrebbe riconvertirsi all’energia diffusa e su un ritorno alla produzione artigianale e alla piccola impresa, grazie anche allo sviluppo di nuove tecnologie come la stampa tridimensionale.

Il volume presenta anche, come esempi, alcuni “masterplan” approntati dal gruppo di studio di Rifkin per la trasformazione di alcune città secondo i criteri della terza rivoluzione industriale. Da (ex-)romano ho trovato un po’ utopistica l’immagine di una Roma tagliata da fasce “verdi” e riconvertita al fotovoltaico. Abbiamo impiegato decenni per costruire due linee di metropolitana, dubito che si riesca a trasformare in meno tempo una città plurimillenaria, in cui non si riesce a smuovere un sasso senza chiamare in causa le Belle Arti e in cui le abitudini sono ancor più difficili da cambiare. Le altre città le conosco meno e spero che l’analisi non sia stata altrettanto ottimistica.

In ogni caso, la parte più interessante del libro non è la descrizione dei progetti, ma l’idea di fondo.

Condivido con l’autore la preoccupazione che se non troveremo presto un’alternativa all’economia da petrolio, la nostra civiltà rischi l’estinzione, dunque non posso che consigliare questa lettura, se non altro per una riflessione sul nostro futuro.

 

Cinquale, 12/08/2014

Jeremy Rifkin

IL NUOVO LEGGO TOUCH LUX 2 DI IBS

Dopo aver utilizzato (abbondantemente) e apprezzato la prima versione dell’e-reader Leggo della IBS, volendone ricomprare un altro, mi è parso che nulla potesse esser meglio che acquistarne la nuova release. Il primo Leggo era a mio giudizio, infatti, unico tra tutti i lettori per la capacità di leggere ogni sorta di formato (epub, mobi, pdf, doc, rtf…) e, soprattutto, in quanto disponeva di un’applicazione di cui la gran parte dei lettori sono sprovvisti, il TTS, ovvero Text-To-Speech, cioè un software in grado di riconoscere ogni tipo di testo (nei molteplici formati segnalati), trasformandolo in voce.

Questo mi ha permesso di ampliare notevolmente i miei tempi di lettura, non essendo costretto, per farlo, a usare gli occhi. Con il TTS posso ascoltare i libri (senza dovermi procurare un audio-libro, considerato che non di tutti gli e-book ne esiste una versione). Posso dunque leggere mentre guido, cammino, cucino o svolgo altre attività poco impegnative.

Ho dunque acquistato il Leggo Touch Lux 2.

I miglioramenti rispetto alla versione precedente sono evidenti e s’intuiscono dal nome stesso: ha la possibilità di illuminare lo schermo, che è touch. Inoltre ha un numero di pollici inferiore e questo lo rende assai più comodo da infilare in tasca, senza rendere meno agevole la lettura. Anche la prima versione era touch, ma occorreva usare la pennetta in dotazione, però, era dotato di alcuni pratici tasti che rendevano del tutto evitabile il ricorso alla (scarsa) sensibilità dello schermo.

Se la prima versione aveva numerose parole pronunciate dal TTS con accento sbagliato, qui il solo errore che ho notato per ora è il verbo “fosse” che viene letto “fesse”.

Consente anche la navigazione in internet in zone coperte da wi-fi.

Alcune cose però mi sembrano peggiorate. Personalmente preferivo la gestione mediante i pochi tasti (ora ne rimangono 4 più quello di accensione, ma non sono sufficienti per gestire l’e-reader) che quella con touch. La voce del TTS è più espressiva, ma non c’è più il microfono interno, quindi per attivarlo occorre inserire le cuffie. Lo usavo alla guida, accendendolo con veloci passaggi, ora invece, con il Touch Lux, devo fermarmi per infilare gli auricolari!

Il nuovo Leggo Touch Lux 2 di IBS

Non mi pare di aver commesso errori, eppure ho dovuto eseguire più volte la procedura di registrazione!

Quando mi è arrivato a casa, per giunta, il mio lettore aveva due difetti: caricava lentamente i libri e quando ne leggevo uno cambiava in continuazione pagina senza che io facessi nulla!

Ho contattato l’assistenza che mi ha consigliato di risolvere il primo problema aggiornando il software sul sito della IBS e il secondo problema cambiando il tempo di refresh della pagina.

La seconda soluzione si è rivelata inutile, ma l’aggiornamento del software ha risolto entrambi i problemi.

Che cosa vorrei su una nuova versione?

Un tasto solo per attivare il TTS e magari un lettore delle dimensioni di un cellulare, tanto lo uso soprattutto con il TTS e lo schermo mi serve solo per scegliere i titoli. L’ideale, anzi, sarebbe un cellulare con TTS!

Il vecchio Leggo di IBS

Leggo mentre guido

Leggo IBSDue o tre settimane fa mi sono deciso ad acquistare un lettore di e-book. Per la cronaca ho scelto “IBS Leggo”, il modello distribuito da InternetBookShop. Era un po’ di mesi che pensavo di dover trovare un supporto per la lettura di testi elettronici e l’uscita dell’I-pad mi aveva molto stimolato in tal senso. Il prodotto della Apple però offriva troppi gadget rispetto alle mie esigenze. Ero infatti convinto che un simile strumento mi sarebbe servito solo per la lettura. Avevo però (ed ho ancora) un buon centinaio di libri su carta che ancora mi riprometto di leggere. Mi pareva dunque prematuro un simile acquisto. Contavo di smaltire prima la pila cartacea. Con il passare del tempo, pur senza volerlo, mi sono ritrovato ad avere anche una ventina di e-book. La lettura al computer non era l’ideale e ne ho letto in tal modo uno solo. Il loro crescere di numero mi ha così indotto a riflettere ancora sul prodotto. Escluso il mondo troppo raffinato dei tablet, mi sono allora concentrato sui più concreti e pratici e-reader (o ebook–reader).
Qualcuno li rifiuta con l’idea che la carta sia un’altra cosa, ma questo concetto romantico non mi ha mai turbato troppo. “IBS Leggo” non è certo il massimo della tecnologia. Ha uno schermo in bianco e nero (ma la tecnologia e-ink in effetti non affatica la vista più di un libro cartaceo), non dispone ancora del software per le note e le sottolineature (spero arrivi presto, perché è importante) e non aveva un dizionario (che ho installato da me in modo facilissimo). Ha però una caratteristica che conoscevo ma che al momento dell’acquisto avevo del tutto sottovalutato, non pensando l’avrei mai usata: la voce sintetica. IBS Leggo è infatti in grado di leggere ogni tipo di file (non solo i formati specifici come l’epub, ma anche i doc, i pdf e i txt)  e per leggere intendo come potrebbe fare una Vietato leggeremamma con il bambino, con una vocina sintetica che ricorda i più comuni navigatori satellitari. Anche qui ci sarebbe da lavorare sul software, perché ogni tanto ci scappa qualche accento del tutto sbagliato anche sulle parole più comuni (tipo “albéri” e “lampàda”) e le parole in altre lingue vengono lette alla “italiana”. Questo piccolo gadget però mi ha totalmente conquistato. Come lettore cerco di sfruttare tutti i momenti possibili della giornata e per vari anni ho letto nei mezzi pubblici, soprattutto corriere e autobus, in cui ho trascorso varie ore. Da circa un anno non avevo quasi più quest’opportunità dovendomi muovere ora in auto. La voce sintetica d’un tratto mi ha regalato quaranta minuti giornalieri di lettura in più!  Accendo il lettore e questo comincia a leggere per me mentre guido, senza ovviamente doverlo guardare. Dato che riconosce anche i testi word, posso farmi leggere anche relazioni o altri elaborati scritti per lavoro. Con un auricolare posso fare lo stesso camminando per strada.
Già questo è per me sufficiente a indurmi a mutare radicalmente i miei orientamenti nel tipo di leggere al volosupporto per i libri. Se poi si aggiunge la possibilità di aumentare la dimensione dei caratteri, per chi come me che, causa l’avanzare dell’età, deve ora usare due diversi tipi di occhiali a seconda che legga o cammini, significa poter continuare a leggere anche senza indossare gli occhiali corretti!
E che dire poi della possibilità di immagazzinare fino a 15.000 libri (1.500 senza la scheda micro SD) in un supporto con le dimensioni di un tascabile? Ne ho già sperimentato i vantaggi in un viaggio in treno: finito un libro ho potuto scegliere sul momento quale altro iniziare, senza dovermi appesantire portandomi dietro due volumi.
Quanto poi alla lettura di certi romanzi immensi che non si sa come reggere o che appesantiscono la borsa? Nessun problema: il supporto non cambia dimensioni con il crescere del numero delle pagine.
Temevo che scaricare i libri fosse operazione lunga, ma un romanzo si scarica nel tempo in cui  si fa il download di una singola canzone.
Immagino poi come potrà cambiare in meglio la vita per gli studenti delle scuole: un singolo e-reader in borsa invece di sette libroni e due vocabolari! In più potranno portarsi anche l’enciclopedia, senza nessun problema per la schiena.
Insomma, il mondo della lettura sta cambiando radicalmente, anzi è già cambiato del tutto. Tornare a leggere libri su carta per me è ora quasi difficile come tornare a guidare un auto con il cambio manuale, dopo averne guidata una con cambio automatico. E sono più di quaranta anni che leggo, figuriamoci chi impara ora a farlo. Le nuove generazioni non toccheranno carta e schiferano i vecchi libri come oggi, nell’era del 3D e degli effetti speciali, schifano i vecchi film in bianco e nero!
Si aprono nuove prospettive anche per gli autori, ma di questo parleremo un’altra volta.
 
 

LA RIVOLUZIONE IPAD NEL MONDO DEI LIBRI

 Steve Jobs presenta IpadNell’assistere alla presentazione del nuovo prodotto della Apple, l’Ipad, ho avuto la sensazione che si sia al punto di svolta di una vera e propria rivoluzione culturale.
Non so se la nascita dell’Ipad possa essere paragonata all’invenzione della scrittura e a quella della stampa di Gutemberg e farlo forse sarebbe esagerato. Dopo tali eventi dovremmo comunque inserire prima la nascita del PC e quella di internet, e-mail e SMS.
L’Ipad è un supporto per la scrittura, un po’ come lo sono state la carta e il computer. Del computer è il figlio diretto. La madre pare sia il cellulare, ma il figlio somiglia di più al padre!
Certo non è il primo supporto per la lettura digitale dei libri. Sono decenni che si cerca uno strumento per dare sostanza all’e-book. Kindle già esiste e non è certo il solo supporto per la lettura di libri digitali, ma non mi ha mai convinto (e non mi pare abbia convinto neanche i lettori, in genere). Quello chelibro su ipad  c’è in giro ha spesso un’aria antica o comunque non ha dietro le spalle grosse di un gigante come Apple a sostenerlo. Né una libreria digitale come quella che dovrebbe offrire l’apposito ibookstore.
L’Ipad è invece il supporto che aspettavamo. Elegante, leggero, moderno, senza tasti, senza pesanti cornici. Essenziale e complesso al tempo stesso. E non è solo un lettore di e-books: è un vero PC.
“Ebbene?” Dirà qualcuno. Ebbene, in realtà, è un PC ma è anche qualcosa di più. È qualcosa che potrò portarmi in borsa, dove ora The book of Job- Steve Job presenta l'Ipadtengo l’ombrello pieghevole, il giornale e un libro. Al posto del giornale e del libro. E i giornali con Ipad saranno una cosa diversa. Saranno come le versioni digitali che già guardiamo sui ns PC fissi o portatili, ma che ora potremo leggere anche in autobus, seduti o in piedi. Alla fermata. Ai giardinetti. A letto. In poltrona. Ovunque.
E potremo portarci con noi non un solo libro ma un’intera libreria, alleggerendo, ad esempio la valigia quando partiamo per il mare (se siamo buoni lettori).
Credo poi che un supporto così (con i prezzi relativamente bassi che ha), potrà essere soprattutto una rivoluzione per il mondo della scuola.
Pensate agli assurdi zaini dei nostri figli, colmi di sei, sette o più libri. Un domani potranno portasi solo un Ipad e magari un paio di quaderni (ma perché non scrivere direttamente sull’Ipad?).
Certo l’evoluzione della tecnologia porterà altri concorrenti sul mercato. La potenza di queste macchine potrà aumentare e potranno ospitare librerie immense.
Quello che ancora mi pare disallineato è il prezzo degli e-books. Amazon per il Kindle li offre a 9,99 dollari. Apple, con il suo ibookstore, li offrirà attorno a  14 dollari. Sono prezzi destinati, io credo, a dimezzIpad della Applearsi in fretta. Con un supporto così, il mondo dei libri digitali non potrà non esplodere e dato che questi non hanno nè costi di stampa, né di distribuzione, rimarranno solo i diritti d’autore, le percentuali degli editori e quella delle librerie on-line e un po’ di pubblicità (che potrebbe ripagarsi inserendo pubblicità nei testi stessi). Un libro corredato di pubblicità, potrebbe arrivare a essere offerto gratis, pur facendo guadagnare autori e editori.
È questa la vera rivoluzione: la possibilità di allargare la diffusione dei libri con un’accelerazione del processo che non si ricordava dai tempi dell’invenzione dei caratteri mobili per la stampa.
E i libri non saranno più gli stessi: il multimediale diventerà realtà. Il confine tra romanzo e film si assottiglierà.
Potremo leggere libri coLa libreria digitale dell'Ipadn il sottofondo musicale scelto dall’autore o con quello che vogliamo noi. Sfogliarli facendoceli leggere da attori esperti (dando finalmente spazio al mercato degli audiolibri). Leggere libri corredati da link e immagini in quantità (senza i limiti economici della stampa a colori).
Tutto ciò si può già fare sui nostri PC, ma con l’Ipad (e i suoi fratelli futuri), sarà tutta un’altra Storia!
 
 
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Per sdrammatizzare (se sapete l'inglese), guardatevi questo video (di qualche tempo fa) che anticipava l'Ipad, prevedendone funzioni che Steve Job non ha segnalato! 😉
(per chi non lo sapesse "pad" vuol dire assorbente!)
 
Qui c'è un video simpatico che prende in giro la presentazione di Job, presentando un antenato dell'Ipad.
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