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Gruppo di lettura per IL COLOMBO DIVERGENTE – Libri (cartacei) in regalo per tutti

Ho aperto un Gruppo di Lettura su anobii per IL COLOMBO DIVERGENTE.

IL COLOMBO DIVERGENTE è un romanzo ucronico sulla mancata scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo, o meglio sulla sua difficoltà a comunicare la scoperta, con un ribaltamento della storia.

Il romanzo non è però solo un’ucronia. Da una parte si interroga su chi realmente fosse il navigatore, dall’altra ce lo mostra nella sua cocciuta testardaggine, nel suo inamovibile desiderio di realizzare il proprio sogno di scoperta e avventura.

Colombo, nella realtà fu spesso sconfitto, ma andò sempre avanti. In questa storia alternativa la sorte è ancor meno benigna nei suoi confronti, ma lo vedremo ugualmente lottare fino all’ultimo, trascurando altre cose, la famiglia, gli affetti.

In questa allostoria lo vedremo spostarsi da un continente all’altro, incontrando e cercando di capire popoli diversi, in questo primo assaggio di globalizzazione, che proprio dal suo omonimo storico c’è stata aperta e avviata.

A narrare le sue vicende due voci misteriose, che si alternano, una in caratteri normali, l’altra in corsivo. Solo alla fine scopriremo a chi appartengono.

Di questo libro ho realizzato due edizioni. Ormai la prima è fuori commercio, ma me ne rimangono alcune copie che ho deciso di regalare a chi volesse partecipare a questo Gruppo di Lettura.

Ci si può iscrivere qui:

http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3271499#new_thread

I LIBRI SONO IN REGALO (comprese le spese di spedizione).

NON COSTA NULLA.

Vi aspetto.

Buona lettura

 

TUTTE LE UCRONIE DI CARLO MENZINGER

Non mi considero un autore di genere, ma tra i libri che ho scritto le ucronie hanno un peso (ancora) determinante.

Eccole qui:

Carlo Menzinger di Preussenthal - Il Colombo Divergente

Carlo Menzinger – Il Colombo divergente

Ne “Il Colombo divergente” il navigatore ligure, dopo essere approdato nell’isola da lui denominato San Salvador (come storicamente avvenuto) fa rotta più a nord che nella realtà storica e questa semplice deviazione lo porta a raggiungere le coste del Messico, dove incontra gli aztechi e ne è fatto prigioniero. Questa è l’occasione per descrivere l’incontro con questa diversa cultura e le difficoltà di un Colombo “perdente”. La storia è qualcosa di più di una semplice ucronia, in quanto cerca di sintetizzare teorie contrastanti su questa figura. Era genovese o spagnolo? Era davvero un fervente cattolico o era legato e pagato dagli ebrei di Spagna? Quale connessione c’era con la contestuale cacciata di questi dalla penisola iberica? Si ipotizzano persino rapporti con i Cavalieri di Cristo, gli eredi dei Templari. Ci si interroga anche sul fatto che qualcuno a quei tempi già sospettasse dell’esistenza di terre in mezzo al “Mare Oceano” (vedi le teorie di Lullo). La narrazione è inframmezzata da allusioni letterarie, rosacrociane, leggendarie e di altra natura che sta al lettore scoprire. Tra le tante anomalie di questo romanzo c’è la voce narrante, la cui identità sarà la sorpresa finale.

 

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Carlo Menzinger - Giovanna e l'Angelo

Carlo Menzinger – Giovanna e l’Angelo

Giovanna e l’angelo” è la storia di Giovanna d’Arco vista attraverso gli occhi di un insolito angelo che non ha contatti né con Dio né con altri. Un angelo che stenta a capire la propria reale natura e il proprio ruolo ma che nonostante ciò guida la Pulzella d’Orléans. Questa, con continua meraviglia dell’angelo, ne percepisce la voce come la Voce dell’Arcangelo Michele, prima, e delle due sante Margherita e Caterina, poi. In “Giovanna e l’angelo” si narra tutta la vita dell’eroina francese dalla nascita al rogo e poi (parte ucronica) si narra della sua vita (sognata) futura. Tutto pare solo un sogno fatto tra le fiamme del rogo al punto che l’angelo e la santa stentano a comprendere il confine tra verità e sogno, umano e divino, bene e male. In questo sogno sono entrambi eternamente imprigionati, in una ciclicità che pian piano l’angelo comincia a sospettare e che troverà la sua piena evidenza nel finale.

La forza del sogno (o del desiderio) è tale da mutare la natura dei personaggi, il loro stesso destino e persino la loro sessualità. Ecco che la mascolinità dell’eroina si muta in piena transessualità, che capovolge i rapporti tra i sessi di coloro che le sono più vicini, dell’angelo in primis. Un’ucronia estrema.

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Dott. Menzinger e gli Ucronici - Ucronie per il Terzo Millennio - Allostoria dell'Umanità da Adamo a Berlusconi

Dott. Menzinger e gli Ucronici – Ucronie per il Terzo Millennio – Allostoria dell’Umanità da Adamo a Berlusconi

Ucronie per il terzo millennio” è un’antologia di racconti di diciotto autori diversi, curata da Carlo Menzinger, che ne anche uno degli autori.

Le storie sono in ordine cronologico e descrivono, come dice il sottotitolo un’ “allostoria dell’umanità da Adamo a Berlusconi”. Sono storie dai registri narrativi molto vari, ora seri, ora umoristici, a volte scanzonati. Tra i racconti di Menzinger uno in cui Hitler diventa pittore, un altro in cui Berlusconi fa il cantante, uno in cui Dio rinuncia a creare l’uomo e uno in cui Dante odia Beatrice. Ogni racconto ha, in fondo, una nota che spiega in cosa la vicenda narrata differisca dalla realtà.

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Carlo Menzinger - Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale - I Guardiani dell'Ucroniua

Carlo Menzinger – Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale

Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale” pur essendo un romanzo di fantascienza per ragazzi ambientato nella preistoria, si avvale dell’ucronia per spiegare l’esistenza di civiltà animali, frutto di una preistoria divergente nella quale l’evoluzione ha premiato razze diverse dall’umanità. Non è ucronia “pura” perché si avvale di macchine del Tempo, anzi Porte dell’Ucronia, con cui i protagonisti si spostano non solo da un’epoca all’altra ma anche da un flusso temporale all’altro, da un universo divergente a un altro, con una diversa Storia.

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Carlo Menzinger - Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati - I Guardiani dell'Ucronia

Carlo Menzinger – Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati

Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”, il secondo volume della serie “I Guardiani dell’Ucronia” vede il piccolo Jacopo e i suoi amici in un universo in cui le razze dominanti sono suricati e lontre, in lotta tra loro. Scoipriremo anche le meraviglie di Govinia, la sede dei Guardiani dell’Ucronia, dove ogni tempo passato, presente o futuro possibile convive nello stesso periodo.

Sto poi scrivendo quella che, spero, sarà la mia “migliore ucronia” (ma temo di non poterla completare quest’anno) nonché ho abbozzato l’inizio del terzo volume della saga di Jacopo Flammer.

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Leggi anche:

–         La mia esperienza come autore ucronico

–           Ucronia, la Storia sognata

–          I principali romanzi ucronici

–          Alterazioni temporali e ucronie al cinema

–          Il Colombo divergente

–          Giovanna e l’angelo

–          Ucronie per il terzo millennio

–          Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale

–          Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati

–          Tutti i post sulle ucronie

–          romanzi con una divergenza preistorica

–          La svastica sul sole

–          Invasione

–          Fatherland

–          Il Libro degli Yilané

–          Il mondo perduto

–          22/11/’63

–          Darwinia

–          Bastardi senza gloria

–          Lost

–          Dylan Dog

–          Shrek Forever After

–          IF – Insolito & Fantastico

–          Il Vangelo secondo Gesù Cristo

–          L’Ultima Tentazione di Cristo

–          Finzioni

–          Nero italiano

–          L’inattesa piega degli eventi

–          Roma eterna

–          Quali sono i principali romanzi ucronici (vecchio elenco)

–          Cos’è un ucronia? (precedente versione)

LA MIA ESPERIENZA COME AUTORE UCRONICO

Carlo Menzinger - Il Colombo divergente

Carlo Menzinger – Il Colombo divergente

degli anni ’90, riflettendo sul concetto che un semplice gesto possa avere conseguenze che si dilatano nel tempo (non pensavo alla famosa teoria della farfalla il cui battito d’ali può generare un terremoto, ma il concetto era simile), mi chiesi quali eventi avessero davvero avuto una rilevanza determinante nella Storia dell’umanità e quanto poco sarebbe bastato per mutarli.

Scelsi così uno di questi momenti fondamentali del nostro passato e decisi di scriverci su un romanzo. Pensai alla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo.

Fu così che, tra il 1993 e il 1996, scrissi “Il Colombo Divergente”.

Nel 2000 volli ripetere la cosa, prendendo un altro personaggio di rilievo. Questa volta non ero tanto determinato ad analizzare le conseguenze storiche di una divergenza ucronica, quanto a raccontare una vicenda usando un punto di vista particolare, sviluppando quanto già fatto con “Il Colombo Divergente”. Scelsi così di scrivere di nuovo un romanzo in seconda persona, facendo narrare la vita di Giovanna D’Arco a lei stessa da un essere ignaro della propria natura, forse un angelo.

Fu mentre scrivevo “Giovanna e l’angelo” che un lettore, complimentandosi con me per “Il Colombo Divergente” (che avevo pubblicato nel 2001 con l’editore genovese Liberodiscrivere), mi disse “fammi sapere quando pubblicherai una nuova ucronia”.

Carlo Menzinger - Giovanna e l'angelo

Carlo Menzinger – Giovanna e l’angelo

Fino a quel momento, confesso di aver ignorato l’esistenza di questo genere letterario. Scoprii, così, di non essere il solo a scriverne. Eravamo, credo, nel 2002 e il termine era ancora assai poco conosciuto e diffuso. Anche i romanzi ucronici non erano poi molti.

Trovare informazioni in merito non era semplicissimo.

Decisi così di cominciare a leggere altre ucronie e di capire meglio i limiti e le regole dell’allostoria e, se possibile, di individuare quali fossero le opere più significative scritte.

Mi resi conto delle enormi potenzialità narrative di questo genere. Ogni momento storico poteva essere reinventato!

Decisi di fare il possibile per diffondere la conoscenza di questa forma letteraria.

Ne parlai in rete e attivai un Forum sul sito del mio editore Liberodiscrivere (all’epoca aveva una Community di scrittori piuttosto attiva) e misi assieme un gruppo di diciotto autori, chiedendo a ognuno di scrivere una o più storie, cercando di coprire la maggior parte dei periodi storici, in modo da avere alcuni racconti ambientati nell’antichità, altri nel medioevo e altri ancora in epoca moderna.

Realizzammo così l’antologia “Ucronie per il terzo millennio”, sottotitolo “Allostoria dell’umanità da Adamo e Berlusconi”.

Il volume fu pubblicato da Liberodiscrivere nel 2007 e potemmo così presentarlo in varie città, contribuendo, nel nostro piccolo, a far conoscere meglio la storia alternativa.

Quando un giorno mia figlia, che aveva otto anni, mi chiese (era dunque il 2005), di scrivere un libro che potesse leggere anche lei, cominciai la stesura di “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale”. Non era un vero romanzo ucronico, ma piuttosto un’avventura di fantascienza in cui ho inserito alcuni elementi allostorici.

Il Dott. Menzinger e gli Ucronici - Ucronie per il Terzo Millennio

Il Dott. Menzinger e gli Ucronici – Ucronie per il Terzo Millennio

Il protagonista, un bambino di nove anni, accompagna il nonno, un Guardiano dell’Ucronia, in una recente preistoria, attraverso una Porta del Tempo costruita da una razza, discendente dai velociraptor, che, in un universo divergente ha sviluppato una civiltà evoluta e la capacità di spostarsi da una realtà alternativa a un’altra, perché, in ucronia, il tempo non è una retta ma un frattale.

L’anno successivo ho scritto il secondo volume di questa serie (I Guardiani dell’Ucronia): “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”.

Nel 2010 ho pubblicato con Liberodiscrivere “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale” e nel 2012 ho sottoposto a web-editing il secondo volume (Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati), per il quale sto ancora cercando illustratori  e che spero di pubblicare nel 2013.

Leggi anche:

–          Ucronia, la Storia sognata

–          I principali romanzi ucronici

–          Alterazioni temporali e ucronie al cinema

–          Il Colombo divergente

–          Giovanna e l’angelo

–          Ucronie per il terzo millennio

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–          romanzi con una divergenza preistorica

–          La svastica sul sole

–          Invasione

–          Fatherland

Carlo Menzinger - Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale

Carlo Menzinger – Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale

–          Il Libro degli Yilané

–          Il mondo perduto

–          22/11/’63

–          Darwinia

–          Bastardi senza gloria

–          Lost

–          Dylan Dog

–          Shrek Forever After

–          IF – Insolito & Fantastico

–          Il Vangelo secondo Gesù Cristo

–          L’Ultima Tentazione di Cristo

–          Finzioni

–          Nero italiano

–          L’inattesa piega degli eventi

–          Roma eterna

–          Quali sono i principali romanzi ucronici (vecchio elenco)

–          Cos’è un ucronia? (precedente versione)

PERCHE’ JACOPO FLAMMER?

Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale - Carlo Menzinger

Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale – Carlo Menzinger di Preussenthal

Dopo aver scritto romanzi complessi e densi di significati, spesso stratificati come piani di lettura e contenuti, con marcate scelte stilistiche, come “Il Colombo divergente” (giugno 1995-agosto 1997) e “Giovanna e l’angelo” (dicembre 2000-gennaio 2006), desideravo fare un percorso verso la semplicità e la linearità narrativa. Il primo passo, ancora un po’ inconsapevole, fu la stesura di “Ansia assassina” (luglio-ottobre 2006), un romanzo veloce e leggero, senza la pretesa di lanciare messaggi, ma solo con il desiderio di scrivere una storia. C’è stata allora (senza considerare i racconti e romanzi brevi di “Ucronie per il terzo millennio” e “Parole nel web”)  la scrittura a sei mani del romanzo “Il Settimo Plenilunio” (marzo 2006-marzo 2007), un tentativo di scrivere per un target di lettori giovanile e non particolarmente sofisticato.

Il vero passaggio verso la “narrazione per la narrazione”, mi parve però potesse essere la stesura di un romanzo per ragazzini. Mia figlia nel 2005 aveva otto anni, cominciava a interessarsi alla lettura e mi chiedeva dei miei libri, che però ancora non si prestavano a esser letti da lei. La sua richiesta di una storia a sua misura coincideva con il mio desiderio di semplificare la scrittura, fu così che mi cimentai con la stesura di un’avventura fantascientifica: “Jacopo Flammer e il Popolo delle amigdale” (novembre 2005-giugno 2007). Purtroppo il tempo che ho a disposizione per la scrittura è poco e così mia figlia cresceva più in fretta del protagonista, Jacopo Flammer, che nella prima stesura aveva otto anni e che feci invecchiare a nove, per adattarlo a lei.

Essendo un romanzo per ragazzi, mi sembrava doveroso illustrarlo. Cominciai così la ricerca di un disegnatore che mi piacesse. Dopo un paio di tentativi a vuoto, che mi fecero perdere tempo, perché la persona prescelta, pur essendosi mostrata interessata, non produceva i disegni richiesti, trovai su internet (Splinder) il bravo, preciso e creativo, Ludwig Brunetti, che si mise subito al lavoro producendo le prime tavole. Il tempo però continuava a passare. Fu così che il progetto del romanzo “Il Settimo Plenilunio” si trasformò da semplice romanzo collettivo in quella che chiamai una “gallery novel”: una storia illustrata da 17 artisti con 117 immagini, tra dipinti, disegni e foto.

Grecia 2012 - Carlo  Menzinger

Carlo Menzinger

Tra gli illustratori c’era il bravo, veloce e fantasioso Niccolò Pizzorno, cui chiesi di affiancare Ludwig Brunetti per completare i disegni di “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale”. Siamo così arrivati a luglio del 2010, quando Liberodiscrivere (l’editore dei romanzi precedenti) accetta di pubblicare questo mio nuovo libro, anche se “dopo l’estate”. Ed eccoci a novembre 2010, con il libro stampato e pronto per essere distribuito! Peccato solo che mia figlia ormai abbia tredici anni e per lei sia forse più adatto “Il Settimo Plenilunio”, anche se confido che “Jacopo Flammer” possa piacere a lettori di qualunque età, purché amino le avventure in nuovi mondi di fantasia. Si tratta, in fondo, di un romanzo di fantascienza, con un bel viaggio nel tempo, fughe e scontri e tutte le avventure che possono capitare a tre ragazzini dispersi da soli nella preistoria. Che poi sia una preistoria un po’ particolare, perché visitata non solo dai protagonisti, ma anche da altre, misteriose e pericolose presenze provenienti da un tempo ucronicamente mutato, penso possa aggiungere ulteriore interesse alla storia. Ma spero possiate dirmi voi stessi cosa ne pensate.

Tra dicembre 2005 e ottobre 2006 ho scritto anche il seguito di questo libro, “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”. Tra il 2009 e il 2011, mentre il primo episodio aveva la storia che dicevo, l’ho revisionato più volte.

Nel frattempo, ho scritto anche “La Bambina dei Sogni (dal 20/02/2007 al 29/09/08), di nuovo una storia per adulti. Una sorta di thriller come “Ansia assassina”, ma più articolato e più ricco di riferimenti letterari, insomma una risalita verso il tipo di scrittura de “Il Colombo Divergente” e di “Giovanna e l’angelo”, ma per un’altra strada.

Per evitare gli errori e i refusi che sempre emergono quando un autore non dispone di un buon editor che lo corregga, ho deciso di sottoporre (01/09/2011-14/04/2012) il romanzo alla revisione on-line, un processo che ho chiamato “web-editing” e che vede il coinvolgimento di vari lettori disponibili a fornire ciascuno il proprio apporto per migliorare la stesura prima della pubblicazione.

Il volume l’ho autoprodotto il 4 febbraio 2012 con Lulu e il 29 luglio 2012 con Ilmiolibro de La Repubblica. Il web-editing è un processo che continua ancora, dato che il volume, essendo autoprodotto, può venir corretto anche dopo la prima pubblicazione. Inoltre, ne ho fatto un’edizione ebook, che distribuisco in copy-left e che posso modificare all’istante. Di fatto, però, a oggi il libro è lo stesso del 14 aprile 2012.

Vista la positiva esperienza di web-editing de La Bambina dei Sogni, sto ora applicando lo stesso metodo a “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”.

Spero che vorrete partecipare anche voi con i vostri consigli! Vi aspetto qui.

Laura Costantini parla di 5 libri di Carlo Menzinger e Michele Ciardelli lo intervista

Laura Costantini, un'autrice che stimo molto, il 4 giugno 2011 mi ha dedicato questo bell'articolo in cui parla de "Il Colombo divergente", "Giovanna e l'angelo", "Parole nel web", "Il Settimo Plenilunio" e "Ansia assassina". Questa è la Libreria su anobii di Laura Costantini e Loredana Flacone (ovvero LauraetLory) (scrivono in coppia) e questo è il loro blog. Di loro ho scritto qui e qui.Giovanna e l'angelo - Carlo MenzingerCon questo post vorrei ringraziare due persone: Laura Costantini e Michele Ciardelli.

Laura Costantini, un'autrice che stimo molto, il 4 giugno 2011 mi ha dedicato questo bell'articolo in cui parla de "Il Colombo divergente", "Giovanna e l'angelo", "Parole nel web", "Il Settimo Plenilunio" e "Ansia assassina".
Ai miei libri non mancano certo recensioni e commenti, ma una panoramica su cinque testi è qualcosa che mi pare degno di essere segnalato, soprattutto quando a farla è una delle autrici più promettenti del panorama nazionale.

Questa è la Libreria su anobii di Laura Costantini e Loredana Flacone (ovvero LauraetLory) (scrivono in coppia) e questo è il loro blog. Di loro ho scritto qui e qui.

 
Lo stesso giorno Michele Ciardelli mi ha intervistato su Apostrofando.

Anche lui è un valido autore di cui ho parlato qui.

Il commento di Laura Costantini comincia così:

Oggi vi parlo di: Carlo Menzinger di Preussenthal

 

Ci sono autori che meriterebbero molto di più. Storia vecchia? Come il mondo, probabilmente. Ma senza voler aprire un nuovo capitolo nella vexata quaestio circa le capacità di talent-scout dell’editoria italiana, voglio parlarvi di un autore che se pubblicato da una grande casa editrice sarebbe, senza ombra di dubbio, un nome di spicco nel panorama letterario italiano. Il nome è altisonante: Carlo Menzinger di Preussenthal. E’ nato a Roma, vive a Firenze e scrive in una dimensione temporale che appartiene solo a lui. Menzinger è uno scrittore ucronico. Non solo, ma principalmente. Cos’è un’ucronia? In parole povere è immaginare come sarebbero andate le cose se la Storia avesse preso un altro corso. Se scrivere un romanzo storico credibile è una bella fatica, scrivere un romanzo ucronico credibile è un’impresa titanica. Eppure a Menzinger riesce con quella facilità apparente che solo i veri talenti sanno imprimere alle loro opere. 

(CONTINUA QUI)
 

E questo è l'inizio dell'intervista fattami da Michele Ciardelli:

Il Colombo divergente - Carlo Menzinger1 Innanzitutto carissimo Carlo, ti ringrazio per avere accettato d’essere intervistato da me, che intervistatore non sono. Poi volevo metterti in guardia, perché sono anch’io, come te, toscano, e quindi irriverente. Sei pronto a partire? Ok, partiamo…
Hai scritto molti libri, fra cui alcuni di genere fantasy che toccano un argomento che spesso ci poniamo come domanda: “cosa sarebbe successo, se…” Ovvero l’Ucronia. Spiegami esattamente cos’è.

R- Non so se l’Ucronia possa essere definita Fantasy in senso stretto. Lo è in senso lato, in quanto narrativa fantastica, ma come genere si pone a metà strada tra il romanzo storico e la fantascienza. Mi piace dire che l’Ucronia è la Storia Sognata. Scrivere allostorie significa raccontare qualcosa in un contesto storico ricostruito in cui un dato evento che nella realtà si è verificato nella finzione del romanzo non è accaduto. O viceversa. Credo che un esempio possa aiutare. Nel mio romanzo “Il Colombo divergente” immagino che il navigatore genovese arrivato nella prima isola americana cambi rotta e rimanga così prigioniero degli aztechi, mutando la propria storia e quella dell’umanità, orba della scoperta dell’America. 

(CONTINUA QUI)e lui è An A  A

MENZINGER È UN NEW ITALIAN EPIC WRITER?

Leggo  Ansia assassinasu Wikipedia
New Italian Epic è una definizione proposta dallo scrittore
Wu Ming 1 per circoscrivere un insieme di opere letterarie scritte in Italia da diversi autori – tra cui lo stesso collettivo Wu Ming – nel periodo dal 1993 (fine della "Prima Repubblica") al 2008. Tale corpus di libri è descritto come formato da romanzi – in prevalenza, anche se non esclusivamente, romanzi storici – e altri testi letterari, che avrebbero in comune diverse caratteristiche stilistiche, costanti tematiche e una natura allegorica di fondo. Si tratterebbe di un particolare tipo di narrativa metastorica, con tratti peculiari derivanti dal contesto italiano
 
Secondo Wu Ming 1, le caratteristiche della New Italian Epic (vedi il suo celebre Memorandum) sono:
1- Rifiuto del tono distaccato e "gelidamente ironico".
2- "Sguardo obliquo" o “azzardo del punto di vista”. Sperimentazione di punti di vista inconsueti e inattesi.
3- Complessità narrativa unita a un'attitudine “pop” che spesso porta al successo di pubblico.

4- Narrazione di storie alternative e “ucronie potenziali”.
5- Sperimentazione linguistica dissimulata che mira a sovvertire “dall'interno” il registro della prosa.
6- Oggetti narrativi non identificati (anche chiamati UNO: Unidentified Narrative Objects).
7- Comunità e transmedialità.

 
La prima volta che ho visto un elenco simile a questo mi sono posto tre domande:  Il Colombo divergenteesistono davvero degli autori che appartengono a questa corrente? Ne conosco qualcuno? Io sono un New Italian Epic Writer (un NIEW, dico io)?
Se per la prima domanda mi mancano gli elementi per una risposta (chiedo indicazioni a chi mi legge) ma propenderei per rispondere con un no, per la seconda  la risposta non potrbbe che essere “no”, per la terza la questione è più complessa.
 
Ormai la definizione di New Italian Epic sembra cosa vecchia e fuori moda, ma vorrei rispolverare lo stesso alcune mie riflessioni di un paio d’anni fa in merito, che non avevo ancora avuto tempo di postare.
Evidenzio, innanzitutto, che, rispetto alla definizione di wikipedia posso dire di avere alcune delle caratteristiche sopra elencate:

  1. ho scritto e pubblicato in Italia nel perido indicato (anche se si tratta di una limitazione temporale che non condivido, sia perché la Prima Repubblica, secondo me, non è mai finita, sia perché anche il 2008 non mi pare rappresenti nessun tipo di spartiacque letterario o culturale);
  2. ho scritto soprattutto romanzi;
  3. non mancano aspetti allegorici in alcuni di questi come “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l'angelo”.

Giovanna e l'angeloQuanto poi a parlare di “narrativa metastorica” nel 2010 per libri scritti nel decennio precedente, mi pare quanto meno azzardato, dato che con una prospettiva così ristretta mi pare ben difficile dire se un’opera trascende la storia o meno. Mi pare ardua sentenza necessariamente da rimandare ai posteri.
 

Esaminando, invece, i miei scritti alla luce dei punti dell’elenco di Wu Ming 1, in effetti noterei:

1- Rifiuto del tono distaccato e "gelidamente ironico": Questo punto è un po' difficile da definire ma direi che mi ci ritrovo abbastanza, anche se, certo, “Ansia assassina” ha uno stile narrativo piuttosto netto e tagliente, ma altri romanzi, come “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo” sono piuttosto “riflessivi”.
2- “Azzardo del punto di vista”: "Il Colombo divergente" è scritto in seconda persona da due voci narranti molto particolari; "Giovanna e l'angelo" è la storia di Giovanna D'arco vista attraverso gli occhi di un angelo inconsapevole della propria natura e che non conosce Dio; in "Ansia assassina" il protagonista compare solo nell'ultimo capitolo e viene descritto come assenza.
3 – Complessità-pop: "Il Colombo divergente" e "Giovanna e l'angelo" sono romanzi Ucronie per il terzo millennio stratificati e tutt'altro che semplici ma che possono essere letti, soprattutto il primo, anche solo come "avventura", si alternano dunque piani di lettura colti e complessi a piani di lettura più superficiali e “popolari”;
4- “Ucronie potenziali”: "Il Colombo divergente" e "Giovanna e l'angelo" sono due vere e proprie ucronie (altro che “potenziali”), descrivendo uno un Colombo che rimane prigioniero degli aztechi e l'altro immaginando che Giovanna D'Arco sopravviva al rogo e, addirittura, oniricamente, muti sesso;
5- Sperimentazione linguistica: "Il Colombo divergente" alterna prosa e cantilene (non oserei dire poesie) e si muove sul piano dei giochi di parole, dell'allegoria e della metafora; "Cybernetic love" narra un triangolo amoroso usando le parole dei classici della letteratura riscritte in linguaggio informatico anglofono.
6- Unidentified Narrative Objects: vale quanto detto al punto 5, inoltre ho tentato contaminiazioni tra narrativa e immagine, sia con romanzi illustrati, sia con la c.d. "gallery novel": un romanzo collettivo, illustrato da numerosi artisti, progetto sviluppato in rete con il nome "Il Settimo Plenilunio". Anche “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale” nasce come mix di narrativa e illustrazione.
7- Comunità e transmedialità: oltre a quanto detto al punto 6 (“
Il Settimo Plenilunio”, con 20 autori è davvero opera “comunitaria” e con la presenza di scrittori, pittori, fotografi e disegnatori, quanto di più “trans mediale” si possa immaginare), ho curato e stimolato la realizzazione dell'antologia allostorica "Ucronie per il terzo millennio", nata nel web e ho scritto oltre a "Cybernetic love" e a "Il Settimo Plenilunio" altri lavori a più mani, come il romanzo "Se sarà maschio lo chiameremo Aida", scritto per e-mail e che narra la costruzione di un teatro lirico tra le nevi di un'inesistente altissima montagna del sud Italia.
 
 Il Settimo PlenilunioIl nome “New Italian Epic” non mi è chiaro cos’abbia a che fare con i sette punti di sopra. Ma se vogliamo dire che i romanzi di questo genere rappresentano un nuovo modo di fare epica, e che l’epica parla di eroi, credo che ancora una volta “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo”, descrivendo due eroi reali in modo fantastico, stravolgendone il ruolo, facendo di un vincitore un perdente e di una vittima una vincente, siano esempi di NIE. E le avventure del piccolo Jacopo Flammer nei romanzi del ciclo “I Guardiani dell’Ucronia”, quali “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale” non sono un po’ epiche?
Vi pare allora che mi possa considerare un NIEW?
 
Certo se si osa dire che uno come Saviano è un NIEW, allora possono esserlo tutti. Ditemi voi cos’ha a che fare uno che ha scritto una sorta di reportage giornalistico con la letteratura e ancor più con quanto si dice sopra? Eppure è uno degli esempi di NIEW, più spesso citato! Persino Wu Ming 1 segnala espressamente GomorraJacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale
Sarà una cosa seria? A me non pare. Credo che una simile corrente letteraria non sia mai esistita e che il solo autore che mi venga in mente che ne possa essere additato come esempio è proprio il sottoscritto, il che mi pare proprio pochino. Oppure qualcuno di voi è in grado di motivarmi dettagiatamente (almeno come ho fatto sopra rispetto ai miei libri) perché un dato autore (De Cataldo? Lucarelli? Blisset? Saviano ? Santoni? Chi altro?) debba considerarsi NIEW?
Diciamo allora che la trovata di questa (ormai non più tanto) nuova etichetta sa tanto di trovata pubblicitaria, probabilmente legata al lancio del saggio “New Italian Epic. Letteratura, sguardi obliqui, ritorni al futuro” o alla sponsorizzazione degli autori fantasiosamente inclusi nella corrente letteraria.
Diciamo allora che in fondo sia un bene che Wu Ming 1 si sia inventato anche una (pur arbitraria) scadenza per il fenomeno, così almeno possiamo trogliercelo di torno. E pace all'anima sua (se ne ha una). 

LETTORI E INTERVISTATORI

Il Colombo divergente - Carlo MenzingerLeggendo le schede dei miei libri su aNobii mi sono accorto che ormai ci sono tanti lettori che hanno letto più di un mio libro. Ne ho trovati vari che ne hanno letti anche quattro o cinque e qualcuno persino sei!
Questo, come capirete, mi fa molto piacere. Penso, infatti, che se qualcuno legge un tuo libro la prima volta, può essere per caso ma se il libro non gli piace, sarà difficile che ti legga una seconda volta. Magari lo fa perché legge o sente dire da altri lettori che quell’autore vale e decide di darti una seconda possibilità.
Però se uno ti legge tre volte o di più, beh, allora penso che sia davvero un buon segno!
 
Uno di questi lettori è Enrico Matteazzi (anche lui scrive e ho letto il suo Luigino e le pietre della vita, sebbene sia un libro per bambini. Enrico con i ragazzini ci lavora e sa come ci si rivolge a loro. Questa capacità l’ha usata anche nel suo romanzo).
Matteazzi mi ha ora dedicato su La Macchina del Tempo un bel post, in cui parla di tre dei miei libri: Il Colombo divergente, Ucronie per il terzo millennio e  Il Settimo Plenilunio (i link sono quelli ai suoi precedenti commenti).
 
Ecco le prime parole:

Nonostante le cose siano oggi estremamente più facili di un tempo, emergere dal mondo dell’editoria è Ucronie per il terzo millennio - Il Dott. Menzinger e gli Ucronicidifficilissimo. Forse proprio perché in tanti ci possono provare e il mercato si intasa di cose più o meno banali.

Rispetto al “vecchio mondo”, in quello “nuovo” si può pubblicare qualunque cosa, anche gratuitamente, con costi relativamente bassi sia per gli editori che per gli scrittori auto-pubblicantesi. Così la favolosa Rete Internet dà immense opportunità. Allora perché non usare la rete per diffondere la qualità?

Il Settimo Plenilunio - Menzinger e i NotturniTra i colleghi, sempre se posso osare definirmi collega di queste persone fantastiche, uno si chiama Carlo Menzinger di Preussenthal. Ho letto tre dei suoi libri, due dei quali scritti a più mani. Ecco i titoli:

Il colombo divergente (in assoluto il mio libro emergente preferito!)

 
Ucronie per il terzo millennio
(raccolta di racconti ucronici "curati ma non guariti" da Carlo Menzinger)
  
Il settimo plenilunio
(storia di licantropi e vampiri ambientata in un futuro prossimo), 
 

 Luigino e le pietre della Vita - Enrico Matteazzi

Con questo mio post lo voglio dunque ringraziare e augurargli in bocca al lupo per i suoi romanzi.

Se anche voi avete letto più libri miei, fatemelo sapere! Grazie. 

Vorrei poi segnalare un’altra scrittrice, di cui avevo parlato qui, che oggi mi ha intervistato sul suo blog Fragole e Mirtilli.
Si tratta di Giusi Vanella (come blogger usa il nickname HappySummer), la spiritosa autrice della raccolta di aforismi
Se i dolci facessero dimagrire, io sarei anoressica.
Parlando con un’autrice di aforismi, l’intervista non poteva che essere velocissima, con domande e risposte brevi.

Ecco l’inizio:Giovanna e l'angelo - Carlo Menzinger
1 –  Perché hai un Blog?
RPerché il Times, The Guardian, La Repubblica e Il Corriere della Sera non vogliono che scriva l’editoriale sulle loro prime pagine!
2 – Hai pubblicato diversi libri, tra cui "Giovanna e l'Angelo", che ho letto. Cosa significano per te?
RHo infinite storie che si accavallano dentro di me e implorano di uscir fuori. Ogni tanto ne devo liberare una. Mi piace vederle muoversi da sole, in libertà. Sono come dei figli ormai cresciuti. Li hai curati per anni e alla fine è una soddisfazione vedere che hanno una loro vita. Alcuni sanno darti delle soddisfazioni, altri magari ti deludono un po’, ma non si amano meno dei figli solo perché non sono diventati famosi. Si spera sempre che trovino la loro strada. Per ora il posto migliore per incontrarli è su www.menzinger.too.it

CONTINUA QUI

Grazie anche a lei.
Se i dolci facessero dimagrire, io sarei anoressica -Giusi Vanella

ALTRE INTERVISTE CHE MI SONO STATE FATTE RECENTEMENTE sono qui sotto, con domande di:
Stefano Cafaggi su Fragmenta
Irene Pecikar su Tutto sui Libri
Barbara Risoli su Nobili Possidenti
Barbara Risoli su Sovrano Lettore
Argeta Brozi su Ali di cuore
Chiara Sardelli su Lafinestrasulcortile

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