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LA SCRITTURA SI IMPARA

Ogni tanto affronto un nuovo volume della raccolta di lezioni di scrittura uscita anni fa in allegato a La Repubblica “Saper Scrivere” della Scuola Holden fondata da Alessandro Baricco.

Spesso passano molti mesi tra uno e l’altro. Ho così ora finito di leggere il “Volume 8”.

Come di consueto è articolato nelle sezioni:

  • Scrivere per raccontare
  • Scrivere per immagini
  • Scrivere per mestiere
  • Scrivere per lavoro

Scrivere per raccontare” ci parla di Giallo & Noir, scrittura umoristica, poesia narrativa, enigmistica (“il materiale di gioco più duttile in assoluto è costituito dalle parole” scrive Ennio Peres), scrittura per ragazzi.

Oggi tendiamo considerare la poesia come una forma espressiva non finalizzata alla narrazione, eppure in passato, basti pensare ai poemi epici, la poesia serviva anche a raccontare qualcosa. Preferisco considerarmi un romanziere piuttosto che un poeta ma quando scrivo poesie, spesso amo raccontare qualcosa, piccole scene. Viceversa quando scrivo un romanzo, mi è capitato di ricercare nella prosa una certa poetica. I due generi vengono spesso tenuti separati ma hanno punti di contatto che potrebbero riavvicinarli.

Scrive Mara Dompé: “scrivere significa soprattutto scrivere per se stessi, mentre scrivere per bambini significa scrivere per gli altri”. La prima parte
dell’affermazione può non essere del tutto vera, ma lo è senz’altro la seconda. Se scriviamo per bambini possiamo cercare di scrivere per il bambino che siamo stati, ma questo non esiste più, non siamo più lui, dunque anche in questo caso scriviamo per un terzo.

La prima volta che mi sono trovato a scrivere pensando a un lettore specifico è stato proprio quando ho voluto scrivere per mia figlia di otto anni il romanzo “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale”.

Scrivere per le immagini” ci parla delle serie TV Noir, della scrittura delle sit-com, della poesia sullo schermo (fatta di luci, inquadrature, montaggi, movimenti di macchina, dissolvenze, stacchi, trucchi ottici, dilatazioni temporali), della scrittura dei giochi per la TV e della sceneggiatura dei film di animazione (quanta più libertà che nei film con attori ma quanto più lavoro!).

Scrivere per mestiere” affronta la scrittura degli articoli di cronaca nera, il giornalismo musicale, le traduzioni, la pubblicità di rottura, la scrittura storica.

Scrivere per lavoro” parla delle forme espressive della Pubblica Amministrazione, degli SMS, dell’insegnamento della poesia, di come imparare giocando e di come insegnare in genere.

 

Leggi anche:

Volume 7

Volume 6

TUTTI I LIBRI DEL 2015

Anche questa volta, ecco l’elenco dei libri letti nell’anno. Ho continuato a censire regolarmente le mie letture su anobii e questo mi semplifica il compito, dato che per ognuno ho riportato, di volta in volta, varie informazioni, compreso la da di inizio e fine lettura.

 

  1. Haruki Murakami – 1Q84 – Libri 1 e 2: Aprile – Settembre – (ebook) – romanzo surreale
  2. Tahar Ben Jelloun – Il razzismo spiegato a mia figlia – (ebook) – saggio sociologico
  3. Ernst Jünger – Il libro dell’orologio a polvere – (ebook) – saggio storico
  4. VV. – IF – Insolito & Fantastico n.16 – Protofantascienza – (cartaceo) – rivista letteraria
  5. Giovanni Agnoloni – Sentieri di notte – (ebook) – romanzo
  6. James Dashner – Maze Runner n. 2 – La via di fuga – (ebook) – romanzo fantascientifico
  7. Delphine de Vigan – Gli effetti secondari dei sogni – (ebook) – romanzo
  8. Veronica Roth – Divergent – (ebook) – romanzo fantascientifico
  9. Amélie Nothomb – Antichrista – (ebook) – romanzo
  10. Haruki Murakami – 1Q84 – Libro 3: Ottobre – Dicembre – (ebook) – romanzo surreale
  11. Isaac Asimov – Il libro di fisica– (ebook) – saggio
  12. Aleksandr Solgenitsing – Una giornata di Ivan Denissovic – (cartaceo) – romanzo
  13. Stephen King – La Torre Nera n. 6 – La canzone di Susanna – (ebook) – romanzo fantastico
  14. Sergio Atzeni – Passavamo sulla terra leggeri – (ebook) – romanzo
  15. James Dashner – Maze Runner n. 3 – La rivelazione – (ebook) – romanzo fantascientifico
  16. Tiffany Baker – La ragazza gigante di Aberdeen – (ebook) – romanzo
  17. Platone- Simposio – (cartaceo) – filosofia
  18. Isaac Asimov – Paria dei cieli – (ebook) – romanzo fantascientifico
  19. Arthur C. Clarke – 2001 odissea nello spazio – (ebook) – romanzo fantascientifico
  20. Natalie Goldberg – Scrivere zen – manuale di scrittura creativa – (cartaceo) – saggio letterario
  21. Amélie Nothomb – Barbablù – (ebook) – romanzo
  22. Haruki Murakami – Nel segno della pecora – (ebook) – romanzo surreale
  23. Louis-Ferdinand Céline – Viaggio al termine della notte – (ebook) – romanzo
  24. Stephen KingLa Torre Nera n. 7La Torre Nera – (ebook) – romanzo fantastico
  25. Saul Below – Herzog – (cartaceo) – romanzo
  26. Valerio Massimo Manfredi – Il mio nome è nessuno – Il giuramento – (ebook) – romanzo storico
  27. Irving Stone – Il tormento e l’estasi – (ebook) – romanzo storico
  28. Italo Calvino – Lezioni americane – Sei proposte per il prossimo millennio – (ebook) – saggio letterario
  29. Malgorzata Omilanowska, Johanna Egert Romanowska – Le guide Mondadori – Germania – (cartaceo) – guide
  30. Victor Hugo – Notre Dame de Paris – (cartaceo) – romanzo storico
  31. Philip Roth – Pastorale americana – (ebook) – romanzo
  32. Christopher Hibbert – Ascesa e caduta di casa Medici – (cartaceo) – saggio storico
  33. VV. – IF – Insolito & Fantastico n. 17 – Fantapolitica – (cartaceo) – rivista letteraria
  34. Franz Werfel – Una scrittura femminile azzurro pallido – (cartaceo) – romanzo
  35. Barbara Radcliffe – Monaco – (cartaceo) – guide
  36. Vincent Grandferry, Giullaume Girard, Diane Gilly, ecc. – Monaco – Cartonville – (cartaceo) – guide
  37. Joe R. Lansdale – La foresta – (ebook) – romanzo
  38. Robert Galbraith (alias J.K. Rowlings) – Il richiamo del cuculo – (ebook) – romanzo giallo
  39. Roberto Baricco – Mr Gwyn – (ebook) – romanzo
  40. Mikhail Bulgakov – I racconti di un giovane medico (ebook) – romanzo autobiografico
  41. Oliver Sacks – L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello – (ebook) – saggio medico
  42. Nadia Mogni – La bambina surgelata – (ebook) – racconti
  43. Silvia Ronchey – Ipazia – La storia vera – (ebook) – saggio storico
  44. Vittorio Bacelli – La filosofia dei viaggi nel tempo – (ebook) – saggio filosofico
  45. Jules Verne – Cinque settimane in pallone – (ebook) – romanzo d’avventura
  46. Nadia Mogni – Storie senza mutande – (ebook) – racconti
  47. Michael Suk-Young Chwe – Rational ritual – Culture, Coordination, and Common Knowledge – (ebook) – saggio sociologico – In inglese.
  48. Andy Weir – The Martian – (ebook) – romanzo fantascientifico – In inglese
  49. Stephen King – On Writing – Autobiografia di un mestiere – (ebook) – saggio letterario
  50. Mark Rowlands – Il lupo e il filosofo – Lezioni di vita dalla natura selvaggia – (ebook) – saggio filosofico
  51. Don De Lillo – Punto Omega – (ebook) – romanzo
  52. Jonatham Lethem – Concerto per archi e canguro (ebook) – romanzo giallo surreale
  53. Michael Crichton – L’isola dei pirati – (cartaceo) – romanzo d’avventura
  54. Iain M. Banks – L’Impero di Azad – (ebook) – romanzo fantascientifico
  55. Simon Beckett – La chimica della morte – (ebook) – romanzo
  56. Svetlana Aleksievic – Tempo di seconda mano – La vita in Russia dopo il crollo del comunismo – (ebook) – saggio politico
  57. Isaac Asimov – Preludio alla Fondazione – (ebook) – romanzo fantascientifico
  58. Jack London – Il vagabondo delle stelle – (ebook) – romanzo fantastico d’avventura
  59. Stephen King – La Torre Nera n. 8 – La leggenda del vento – (ebook) – romanzo fantastico
  60. VV. – IF – Insolito & Fantastico – Star Trek – (cartaceo) – rivista letteraria
  61. Iain M. Banks – Volgi lo sguardo al vento – (ebook) – romanzo fantascientifico
  62. Ubaldo Nicola, Enzo Ruffaldi, Piero Carelli – Il nuovo pensiero plurale –Vol. 1A, 1 B – (cartaceo) – saggio filosofico – in lettura

 

Analizzando la lista dei libri letti nel 2012 avevo notato una prevalenza (per la prima volta nella mia vita di lettore) degli ebook sui cartacei (43 contro 21). Nel 2013 l’elettronico ha aumenta il distacco: i volumi in ebook sono stati 49 contro 23. Nel 2014 gli e-book sono stati 44 contro 12. Nel 2015 conto solo 12 cartacei su 61 letture (la 62esima, essendo incompleta non la considero in queste statistiche). Stesso valore assoluto dell’anno precedente, ma meno ancora in percentuale. Occorre poi notare che, anche questa volta, la maggior parte dei cartacei li ho letti nel periodo estivo, durante le ferie. Normalmente leggo in contemporanea un e-book e due cartacei (uno che tengo sul comodino e uno che mi porto appresso). Il libro che avevo sul comodino a inizio anno (“Il nuovo pensiero plurale”) è ancora lì e non per colpa sua. Se fosse stato un e-book l’avrei finito in un paio di settimane. Insomma, tolto i periodi di vacanza, per me ormai il solo modo di leggere è in e-book, grazie a quell’invenzione geniale che è il TTS (Text-To-Speech) con cui riesco a leggere durante i miei spostamenti a piedi o in auto, con le auricolari. Occorre dire che ogni volta che scrivo di aver letto un e-book, intendo (quasi totalmente) che l’ho ascoltato con il TTS. Evviva allora la tecnologia, evviva gli e-book ed evviva il TTS, senza dei quali quest’anno avrei letto meno di 15 libri; una vera tristezza!

Per la prima volta ho usato, con soddisfazione, il TTS anche con due libri in inglese.

 

Alessandro Baricco

Anche quest’anno ho letto alcuni autori “poco noti” (esordienti o comunque editi di recente da case editrici minori o autoprodotti). Sono stati 7 (contro i 9 del 2014 e del 2013, nel 2012, invece, ne avevo letti 12, nel 2011 altri 10 e nel 2010 ben 30) . Conto però anche 3 volumi di “IF – Insolito & Fantastico” che riuniscono, accanto altri famosi, autori meno noti.

 

Gli autori che ho letto di più quest’anno sono stati:

Stephen King: 4 (5 nel 2014)

Isaac Asimov: 3 (2 nel 2014)

Haruki Murakami: 3 (1 nel 2014)

Nadia Mogni: 2

James Dashner: 2 (1 nel 2014)

Amélie Nothomb: 2

 

King e Asimov erano presenti anche nella lista dei libri più letti nel 2013 con 2 volumi ciascuno.

 

Nel 2013 avevo letto 7 libri di premi nobel, nel 2014 ne ho letti 4 e nel 2015 solo 3 (Italo Calvino, Saul Below e Svetlana Aleksievic), forse per effetto delle delusioni che spesso gli autori premiati mi hanno dato.

 

Nel 2015 le letture non di narrativa sono state più abbondanti, con 11 saggi di vario argomento, 3 riviste letterarie, 1 classico della filosofia e 3 guide, per un totale di 18 volumi, 3 più che nel 2014.

Stephen King

Se i romanzi espressamente fantascientifici sono 9, questi, assieme a opere di carattere variamente fantastico (da Murakami a King), arrivano a 16. Le opere di narrativa a carattere storico quest’anno sono solo 2, senza contare “L’isola dei pirati”, a sfondo storico (erano  8 nel 2014).

 

Gli italiani sono stati solo 12 (erano 25 nel 2014), anche per effetto della lettura di un minor numero di esordienti.

 

E ora la domanda più difficile: quali letture mi sono piaciute, di più, senza limiti di genere?

 

Sulla Mia Libreria di anobii, ho assegnato 5 stellette (il massimo) a:

  1. Mr Gwyn – Alessandro Baricco
  2. La Torre Nera- Vol. 7 – Stephen King
  3. L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello – Oliver Sacks
  4. La chimica della morte – Simon Beckett
  5. Una giornata di Ivan Denissovic – Aleksandr Solgenitsing
  6. Antichrista – Amélie Nothomb
  7. Una scrittura femminile azzurro pallido – Franz Werfel
  8. Il libro dell’orologio a polvere – Ernst Jünger
  9. 1Q84 – Libri 1 e 2 – Haruki Murakami
  10. L’isola dei pirati – Michael Crichton
  11. La ragazza gigante della Contea di Aberdeen – Tiffany Baker

    Oliver Sacks

  12. Gli effetti secondari dei sogni – Delphine De Vigan

 

Ho provato a ordinarli da quello che mi è piaciuto di più a quello che mi è piaciuto di meno, ma la classifica è molto “fragile”. Domani potrei anche rovesciarla! Per ora diciamo che la palma di miglior lettura del 2015 va a Baricco.

Molti di quelli cui ho assegnato 4 stellette sono comunque interessanti, anche se, per qualche motivo, non mi hanno convinto a pieno.

Quale libro mi ha deluso di più? A differenza di altri anni, nel 2015 nessuna lettura mi è parsa del tutto inutile o negativa.

 

I libri che ho letto gli anni precedenti li trovate qui:

Nella mia Libreria su anobii trovate i commenti da me fatti a ciascuno. I link invece rimandano ai commenti sul mio blog.

 

Buon 2016 ricco di nuove letture!

 

 

DUE SETTIMANE A MONACO

Sono stato per due settimane a Monaco di Baviera con mia moglie e mia figlia. Devo dire che due settimane sono il tempo giusto per visitare questa città che offre davvero molto, se si vogliono visitare musei, palazzi, chiese. Ha anche un gran numero di bei parchi che l’attraversano e meritano qualche ora ciascuno. Per chi ama lo shopping  il centro della città non può certo deludere, con negozi di ogni livello e enormi centri commerciali.

Mia figlia la mattina frequentava un corso di tedesco alla BWS Germanlingua, in pieno centro, ad Hackenstrasse 7. Mi pare ne sia rimasta abbastanza soddisfatta.

Abbiamo alloggiato presso la Pension Seibel in Reichenback strasse 8, a 30 metri da Viktualienmarkt e a mezzo WP_20150804_09_29_03_Prochilometro da Marienplatz. Insomma difficile trovare una posizione più centrale. L’hotel offriva un’ampia colazione in una saletta arredata in stile bavarese. Pur essendo l’offerta di pietanze abbastanza ampia, in due settimane del nostro soggiorno non è mai variata. Sui tavoli c’era una caraffa di caffè e frutta fresca (non sempre ben assortita) e sul tavolo a buffet piatti, solo freddi, salati e dolci. In sostanza un paio di formaggi, uno tipo brie e uno tipo gorgonzola, philadelphia classico e alle erbe e sottilette, vari affettati, verdure secche (pomodori, peperoni, ecc), uova sode condite e no, caprese, pani bavaresi di vario tipo, una decina di dolci diversi, succo di arancia e di mela, yogurt bianco, alla fragola e ai cereali, varie marmellate, miele e credo di aver detto quasi tutto.

La prima stanza che ci hanno offerto (n. 46) , pur essendo una tripla (eravamo tre) era molto piccola e l’accesso al terzo letto era difficoltoso. Ci è stata prontamente sostituita con una quadrupla (n. 51), più spaziosa ma all’attico (quinto piano con ascensore) e quindi assolata. Dopo i primi giorni, con un modesto sovrapprezzo (€ 20 al giorno) ci siamo fatti spostare nella suite (n.31), un appartamentino di tre stanze decisamente più moderno come arredi, con cinque letti, ampio divano angolare con chaise longue, poltrona di vimini, tavolino con TV a schermo piatto, quattro sedie, cucina (ma senza pentole e con ben pochi piatti – che non abbiamo usato minimamente), due letti matrimoniali e un singolo, tre armadi, bagno nuovo (quello della n.51 meritava un completo rinnovo) con vasca, tutto molto meglio che nell’altra camera. Ottima soluzione, sebbene al terzo piano, senza ascensore, cosa che per me va benissimo, essendo abituato a fare le scale a piedi anche quando è possibile evitarlo.

Le ragazze che pulivano le stanze ci sono parse un po’ in affanno e difficilmente riuscivano a completare il giro prima delle 13,00. Ho fatto presente la cosa alla proprietaria che subito ci ha fatto pulire l’appartamento entro le 9,00. Insomma, l’hotel ha fatto il possibile per venire incontro alle nostre richieste, pur nei limiti di una struttura familiare di poche stanze.

Avevo tre guide con me:

  • Monaco Cartoville – Touring Editore
  • Low Cost Monaco – Morellini Editore
  • Germania – Le Guide Mondadori

Ho usato la guida Mondadori soprattutto per le escursioni fuori città (escursione al lago Chiemsee con visita al palazzo Herrenchiemsee – imitazione di Versailles – e giro in battello tra Stock, Herren e FruenInsel, il castello da fiaba Neuschanstein e l’adiacente Hohenschwangau, i paesi di Füssen, Augusburg e Oberammergau, nonché il campo di concentramento di Dachau). La consultavo poi la sera anche per le visite in città. Amo molto le guide Mondadori, per la presenza di foto e piante tridimensionali.
In tasca tenevo, invece, sempre la guida Touring Cartonville. Ogni zona della città ha la sua cartina (dalla A alla F), con indicazione di ristoranti, locali, negozi e, ovviamente, monumenti. Piccola e maneggevole, è stata utilissima soprattutto come stradario.

La guida della Morellini mi è servita solo come lettura generale e mi ha suggerito la visita del quartiere Jugend still di Schwabing, che era meno valorizzata sulle altre guide, seppur comunque indicata. Sostanzialmente però, avendo le altre due guide, avrei potuto farne a meno.

I ristoranti li abbiamo scelti “a naso”, senza consultare guide o web.

Abbiamo cercato di cenare quasi sempre bavarese e quasi sempre in pieno centro, non lontano da Viktualienmarkt, dove c’è una scelta notevole di esercizi. Alcuni dei locali in cui siamo stati sono i seguenti (il prezzo è per 3 persone):

  • Zum Dürnbraü – Dürnbraustrasse, 2 – € 82,00 – 1 agosto – bavarese;
  • Altes Hackerhaus Famillie Pongratz – Sendlinger Strasse, 14 – € 59,20 – 2 agosto – bavarese;
  • Bratwurstherzl am Viktualienmarkt – Dreifaltingkeitsplatz, 1 – € 46,50 – 3 agosto – bavarese;
  • Haxnbauer – Sparkassenstrasse – € 62,00 – 4 agosto – bavarese;
  • Der pschorr – Viktualienmarkt, 15 – € 72,10 – 5 agosto – bavarese;

    Schloss Neuschawnstein

    Schloss Neuschwanstein

  • Tarullo’s – Kreutzstrasse, 18 – € 55,01 – 6 agosto – italiano;
  • Maredo München – Frauenplatz 7 – € 57,70 – 7 agosto – spagnolo;
  • Laurin – S.Riedl & M. Augustburger GbR – Heiliggeiststrasse, 6 – € 67,20 – 8 agosto – bavarese;
  • Yum Thai Kitchen & bar – Utzschneiderstrasse 6 – € 85,20 – 10 agosto – thailandese;
  • Winter Garten – Elisabethplatz 4b – € 41,20 – 11 agosto – bavarese;
  • Restaurant Zum Alten Markt – Dreifaltigkeitsplatz 3 – € 49,20 – 12 agosto – bavarese;

Abbiamo mangiato bene in tutti e non vale la pena di fare particolari descrizioni di ognuno. Quasi ovunque, per questa categoria di prezzo, i tavoli sono senza tovaglia, gli ospiti si succedono sullo stesso tavolo senza che venga pulito e spesso la gente si siede dove trova posto libero, senza chiederlo al cameriere. Questi sono quasi tutti frettolosissimi (e sostanzialmente poco simpatici). Danno per scontato che si voglia solo bere (birra ovviamente) e una volta che gli hai ordinato le bevande scappano via e si fa sempre fatica a ordinare anche da mangiare. Le birre arrivano in fretta, ma il cibo tende ad arrivare con lentezza. Ci siamo ostinati a ordinare acqua frizzante, nonostante il prezzo che è quasi pari a quello della birra e il disprezzo più o meno evidente dei camerieri per “l’acqua miserabile” come l’ha persino chiamata uno di loro (in italiano) portandoncela, credendosi, forse, spiritoso. Nei locali bavaresi di solito i menù sono in tedesco, ma i camerieri capiscono bene l’inglese. Talvolta abbiamo trovato menù anche in inglese o persino in italiano.

Hohenschwangau

Hohenschwangau

L’unico locale con camerieri cortesi e attenti, tovaglie e un’apparecchiatura decente (di solito tovaglioli e posate stanno in boccali al centro della tavola e ognuno li prende da sé) è stato quello thailandese.

In molti locali (quasi tutti) i tavoli vengono condivisi. Se siete in tre e il tavolo è da sei, aspettatevi di dividerlo con altre due o tre persone.

A parità di prezzo in Italia si mangia meno, e soprattutto meno carne (o pesce), ma il servizio di norma è ben superiore. Sulla qualità del cibo, nulla da dire, se uno ama, carni e salumi.

Nei ristoranti è sempre stato possibile pagare con la carta di credito. Non così nei negozi. In uno hanno persino detto che non la accettavano sotto gli € 150! Gli ho lasciato l’acquisto sul bancone! Spesso nei negozi non la accettavano sotto 20 o 30 €.

Cosa abbiamo visto?

Neu Rathaus

Neue Rathaus

Tutto il centro, un gran numero di musei (il tecnologico Deutches, i bavaresi Müncher Stadtmuseum e Bayerisches Nationalmuseum, quelli dedicati all’arte moderna Haus der Kunst, Neue Pinakothek, Pinakothek der Moderne, Museum Brandhorst, Lenbachhauss e Schack Galerie e quelli di arte antica come la Glyptothek piena di statue romane, la Staatliche Antikensammlungen e l’imperdibile Alte Pinakothek), i due municipi (Altes e Neues Rathaus, quest’ultimo un imponente edificio tardo-gotico), molte chiese (Frauenkirche, Peterskirche, Heilinggeiskirche, Mikaelskirche, la barocchissima Asamkirche, St.Paulkirche e la decentrata St. Georgekirche), vari palazzi (Alte Hof, l’immensa Residenz, le terme Müller’sches Volksbad, Maximillianeum, Villa Stuck in jugenstill, come le case del quartiere Alt-Schwabing, il grandioso Schloss Nymphemburg con i suoi immensi giardini e l’adiacente quartiere di Neuhausen ), giardini (Hofgarten, Westermülbach, gli enormi Englischer Garten con lago e fiumi in cui i tedeschi facevano surf), piazze (Marienplatz con il municipio tardogotico che sembra Notre Dame, Viktualienmarkt con il suo mercato alimentare, Theresienwiese dove fanno l’Oktoberfest, la fiorita Gartenplatz vicino al nostro hotel, St.Anna con le due chiese omonime, Königplatz con i due musei e la porta in stile greco) porte torri e monumenti (Isartor, Sendlinger Tor, Friedensengel) e persino cimiteri (Alter Südicher Friedhof).

Loggia dei Lanzi a Firenze

Odeonplatz

Odeonplatz

Insomma, in due settimane c’è poco da fermarsi e quasi tutto quel che abbiamo visto meritava. Magari si potevano evitare la Schack Galerie e l’Haus der Kunst, avendo già visto altri tre musei di arte moderna. Imperdibili le visite fuori porta ai castelli nel sud della Baviera Neuschanstein e Hohenschwangau, ma anche la Residenz con l’adiacente loggia che imita quella dei Lanzi a Firenze, Marienplatz, Schloss Nymphemburg, Villa Stuck e gli Englischer Garten. In questo parco è incredibile cosa non riescano a fare i tedeschi: si tuffano nei fiumi dagli alberi, nuotano in correnti fortissime e gelide, fanno surf, rischiando di spaccarsi la testa contro gli argini strettissimi del fiume, prendono il sole in piena città come fossero al mare!

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Cinghiale davanti al museo della caccia e della pesca a Monaco

“Porcellino” della Loggia del Mercato Nuovo a Firenze

A proposito della Loggia di Odeonplatz che imita quella fiorentina, bisogna dire che ci hanno copiato anche il porcellino, quello della Loggia del Mercato Nuovo. Davanti al museo della caccia e della pesca (Jagd-und-Fischereimuseum di Neuhauserstrasse 2) ce n’è uno identico! Va detto però che il nostrano cinghiale (impropriamente detto “porcellino”) deriva da una copia romana di un marmo ellenistico, dunque i bavaresi potrebbero aver copiato uno di questi e non quello del Mercato Nuovo.

Per quanto bella, Monaco è in parte imitazione di cose di altre epoche, dall’imponente Neues Rathaus che, edificato tra il 1867 e il 1909, si rifà a uno stile gotico ormai superato, a Königplatz con i due musei e la porta che somigliano a templi greci. Quando poi si va sull’isola di Herren nel lago Chiemsee, il palazzo è un’autentica copia, incompleta, del palazzo di Versailles, ancor più somigliante della Reggia di Caserta.

Per quanto riguarda il viaggio, ci siamo mossi in auto (Firenze, Modena, Brennero, Inssbruck, Monaco), attraversando l’Austria (fa un po’ rabbia

Surf a Englischner Gartner

Surf a Englischner Gartner

dover acquistare le “vignette” per l’autostrada che durano 10 giorni minimo, quando l’attraversata si risolve in circa un’ora!).

La partenza di sabato 1 agosto, come temevo, ci ha trascinati nel pieno del traffico e, comprese pause per circa 1 ora, abbiamo impiegato più o meno 10 ore e mezza. Il ritorno è stato più veloce, con traffico solo in Germania, ma comunque di 8 ore e mezza, con la solita oretta di soste.

Per muoversi a Monaco sono quasi sempre sufficienti i piedi, avendo un hotel centrale come il nostro, comunque abbiamo preso due abbonamenti settimanali per le zone 1 e 2. Forse poteva bastare la sola zona 1, ma le poche puntate nella 2 erano quelle che più difficilmente si potevano fare a piedi.

L’auto è impossibile parcheggiarla in centro. Non solo è caro, ma davanti all’hotel non si possono mettere monetine per più di 2 ore di seguito (tranne la notte)! Ho quindi lasciato l’auto al parcheggio Riemer See P+R al capolinea della Linea U2 di Messestadt-Ost. Costa € 1 il primo giorno ed € 3 i giorni successivi, più il prezzo per l’estensione dell’abbonamento alla metro di altre 2 zone (€ 5,40 ogni viaggio).

Conclusioni? Ottima vacanza, ottima location dell’albergo, ottima scelta della durata del soggiorno, ottimo il cibo. Interessante e piacevole il tutto.

IMPARARE A SCRIVERE

Ancora non ho finito di leggere la raccolta di volumi pubblicati nel 2008 da La Repubblica e realizzati dalla Scuola Holden di Alessandro Baricco. L’ultimo volume, il sesto, l’ho letto nell’aprile 2013 (ne ho acquistati 9 anche se ne sono stati pubblicati di più). Non si può dunque dire che li stia leggendo a un gran ritmo, ma questo non vuol dire che non siano interessanti.

Del resto, di imparare non si smette mai e perfezionarsi nello scrivere è un’attività per la quale non basta una vita. Questi volumi offrono senz’altro spunti interessanti.

Ho così letto anche il settimo volume di “Saper scrivere – corso di scrittura”.

Come al solito, il volume, scritto da diversi autori, è articolato in diverse sezioni:

  • Scrivere per raccontare;
  • Scrivere per immagini;
  • Scrivere per mestiere
  • Scrivere al lavoro.

La prima parte è per me sempre la più interessante, sebbene io scriva anche per lavoro e quindi legga anche l’ultima con un certo interesse, ma solamente “funzionale”.

Nella sezione “Scrivere per raccontare”, questa volta, si parla di come scrivere un saggio, come fare una traduzione (rispetto letterale del testo o del senso della storia narrata?), come preparare la quarta di copertina (chi la fa, con quali obiettivi e come), dei rapporti tra scrittore e editor e delle recensioni.

Nella sezione “Scrivere per immagini” vengono ripresi alcuni argomenti della prima sezione nella loro versione visiva: il documentario (il saggio per immagini), le traduzioni (per il doppiaggio), il trailer (quasi la quarta di copertina di un film), l’editing cinematografico e la recensione televisiva.

Si parala ancora di recensioni (questa volta di film) nella parte “Scrivere per mestiere”, che tratta anche di giornalismo sportivo, ambientale e della moda e di strateghi pubblicitari.

Nell’ultima sezione (“Scrivere al lavoro”) sono trattati il comunicato stampa, la citazione bibliografica, i moduli assicurativi, la revisione di un sito web e scrittura per la pubblica amministrazione.

 

I volumi sono integrati da un DVD, ma devo dire che ne ho visto solo uno. Ho letto il volume in cartaceo, cosa che da quando uso il TTS dell’e-reader, faccio ormai sempre più raramente e lentamente, questo spiega perché un volume che in formato elettronico avrei certo finito in una settimana, è rimasto nella tasca della mia auto dal 13 settembre al 7 novembre. Da quando ho scoperto la lettura elettronica, la lettura su carta mi pare sempre meno pratica e scomoda!

UN PO’ DI FOTO DI GATTINI

Da quando, in occasione dell’ultima epifania, abbiamo preso in casa una gattina, sto pensando di trovare un libricino per aggiornarmi in merito alle cure domestiche per queste creature. I volumetti che ho in casa sono infatti piuttosto datati e anche l’ultimo che ho letto mi ha dato poca soddisfazione (“La piccola bibbia per chi ama i gatti” di Cerys Owen). Nel negozio di libri usati sotto casa ho visto un libro illustrato di ampie dimensioni (circa 30×25 cm), anche se di poche pagine e visto il modesto prezzo, in mancanza di meglio, l’ho preso.

Contiene alcune graziose foto di cuccioli di gatto di varie razze con alcune semplici informazioni su ciascuna di queste e altrettanto sbrigative notizie sulla cura e le abitudini dei gatti, senza alcuna pretesa di esaustività, completezza o rigore descrittivo. Un volume piacevole da sfogliare. La lettura integrale non richiede più di dieci o quindici minuti.

 

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Bri a tre mesi

SOPRAVVIVENZA STEAMPUNK

Ho scoperto lo steampunk analizzando le correnti della letteratura ucronica. Con questo genere di opere si intendono, generalmente, quelle che descrivono il protrarsi sino ai giorni d’oggi della cultura vittoriana inglese e, soprattutto, della civiltà industriale ottocentesca, con le sue grandi macchine a vapore, i suoi ingranaggi, i suoi motori a carbone.

ragazza steampunk

ragazza steampunk

Il volume “Guida steampunk all’Apocalisse” dà una diversa definizione del genere. In realtà, mi pare più una non-definizione.

L’Introduzione comincia così:

Come il cyberpunk un quarto di secolo fa, lo steampunk è oggi soprattutto negli Stati Uniti e nella rete, un movimento culturale in sboccio, una tendenza estetica, uno stile di vita che prende le mosse dalla moderna fantascienza di Gibson, Sterling (La macchina della realtà) e Stephenson (L’era del diamante”) per citarne solo alcuni, ma si spinge molto più indietro nella storia della letteratura, attingendo ai mondi immaginati da Verne e da H.G. Wells.”

Insomma, lo steampunk, pur fortemente connesso alla letteratura, è anche “una tendenza estetica, uno stile di vita”.

La guida scritta da Margaret Killjoy, in effetti, ha poco a che fare con l’ucronia (dato che parla di un mondo futuro) e molto con lo “stile di vita”. Scritto in tono umoristico, fornisce dei consigli molto concreti e pratici per sopravvivere in un mondo post-apocalittico secondo i principi dello steampunk.

Gli steampunk non sono per un ritorno alla natura, ma per un ritorno alla meccanica essenziale, quella in cui chiunque, con un buon manuale e un po’ di intelligenza, può riparare una macchina guasta. Amano gli ingranaggi, ma odiano l’elettronica.

ragazza steampunk

ragazza steampunk

Il volumetto della Killjoy è simpatico ma non comico (ne penso intenda essere diverso). Se dovessi sopravvivere a una qualche apocalisse, lo infilerei in borsa. Non risolve certo tutti i problemi, ma dà suggerimenti utili su come distillare l’acqua e renderla potabile, come difendersi da alcune malattie, procurarsi e conservare cibi, trovare alloggio e altre cose utili in un mondo devastato.

Una lettura piacevole, soprattutto per chi come me ama questo tipo di scenari, i trapper, per gli amanti della vita alla Robinson Crusoe o i sopravvissuti a qualche apocalisse.

Firenze, 23/06/2013

macchina steampunk

macchina steampunk

NON SI SMETTE MAI DI IMPARARE

Nel 2008 il quotidiano La Repubblica se ne uscì con un’iniziativa editoriale interessante: una serie di volumetti, corredati di CD, intitolati “Saper Scrivere – Corso di Scrittura”, realizzati in collaborazione la Scuola Holden fondata da Alessandro Baricco (uno dei più creativi autori italiani contemporanei).

Acquistai i primi numeri del corso e sto ancora completandone lentamente la lettura. Tra quando affronto un volume e il successivo passano, infatti, vari mesi. Sono così arrivato al numero 6.

Il volume, come sempre, è diviso in più sezioni.

–          Scrivere per raccontare: questa volta tratta della riscrittura, degli aforismi, del registro linguistico, dei finali e della progettazione di un romanzo.

Articoli tutti interessanti. Citerei solo un paio di concetti importanti: “non c’è romanzo che possa dirsi davvero finito”. Credo che ogni scrittore lo scopra presto. Non si finisce mai di correggere e rettificare. A un certo punto, però occorre metter fine alle correzioni e rielaborazioni e consegnare l’opera alle stampe, con un senso di insoddisfazione mai totalmente placato. Certo, oggi, con gli ebook e l’autopubblicazione è molto più facile fare poi delle nuove edizioni. Ognuna esprime la medesima ansia di voler migliorare ancora l’opera.

Un altro concetto su cui riflettere è “spesso non c’è niente di peggio di una buona idea”. L’idea iniziale del romanzo spesso cambia, il romanzo si muove per conto proprio, prende vita e segue strade che all’inizio non pensavamo. Se restiamo ancorati alla buona idea iniziale, probabilmente la nostra storia non prenderà mai il mare.

–          Scrivere per le immagini: si parla qui delle diverse versioni della sceneggiatura, del pitch (presentare la sceneggiatura a un produttore), di teatro, del punto di vista del produttore e del location manager (non si pensa spesso a quanto possa essere importante in un film una buona scelta dei luoghi in cui girare).

Alessandro Baricco

–          Scrivere per mestiere: mettersi in salvo dalle querele, separare fatti e opinioni, internet come divagazione, pubblicità e neologismi. Qui per mestiere si intende quello del giornalista!

–          Scrivere al Lavoro: le slides, l’abstract, il regolamento, il naming, gli ipertesti e la scrittura delle banche.

Se per hobby scrivo romanzi e, talora, racconti o poesie, per mestiere lavoro in banca e, in effetti, facendo i conti, ho scritto molti più testi (anonimi ovviamente) in ufficio che romanzi a casa. In banca ho svolto attività diverse: marketing, rapporti con altre banche, analisi di mercato, analisi di rischio, finanziamenti a grandi gruppi industriali, per l’acquisto di aziende o per progetti infrastrutturali o energetici. Mi sono così trovato sia scrivere relazioni, regolamenti, testi promozionali e persino slogan. Dunque, questo capitolo riguarda argomenti che ho vissuto professionalmente e quindi vi ho trovato pochi elementi aggiuntivi rispetto alle mie attuali conoscenze. Certo, mi ha fatto un po’ sorridere la parte finale dedicata specificamente alle banche, quando si invita a parlare semplice ed evitare termini stranieri. In effetti, nella comunicazione esterna si cerca di farlo, ma la comunicazione interna, specie in ambiti specialistici come quelli in cui opero ora, tende invece a essere sempre più tecnica e densa di termini inglesi. Credo che sia ormai difficile trovare nelle nostre relazioni finanziarie una riga che non contenga almeno un termine straniero! Questo, purtroppo, si riflette anche nella comunicazione esterna, perché lo sforzo di trasformare un linguaggio interno tecnico e complesso in uno semplice e non tecnico è grande e non sempre porta a risultati felici.

Comunque, ogni tanto è sempre bene prendere in mano testi come questo e riflettere un po’ su come scriviamo e su come potremmo scrivere.

 

Firenze, 13/04/2013

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