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UN LIBRICINO DELLA ROWLING

Le Fiabe di Beda il Bardo - J.K. RowlingsLe Fiabe di Beda il Bardo” sono raccolte in un libricino di 127 pagine, scritte a caratteri grandi e interlinea doppia. Sono in tutto 5 fiabe, che occupano, direi, 47 pagine del volumetto, compresi alcuni disegni, dato che il resto è occupato in gran parte dai commenti alle stesse del (immaginario) Professor Albus Silente, personaggio della saga di Harry Potter (la traduzione dalle rune sarebbe invece  stata – secondo la trovata dell’autrice –  effettuata dall’amica di Harry Potter, Hermione Granger). A queste vanno aggiunte l’introduzione dell’autrice e le pagine dedicate allo sponsor dell’iniziativa benefica cui vanno i proventi di questo lavoro.

Come dichiara J.K. Rowling nelle prime righe: “Le Fiabe di Beda il Bardo sono una raccolta di storie scritte per giovani maghi e streghe”.

Peccato, però, che questi non esistano. Per chi è stato scritto allora questo libro? Essendo delle fiabe direi per dei bambini. Essendo i riferimenti al ciclo di Harry Potter quanto mai insistenti, direi, invece che il libro è dedicato ai lettori delle avventure del mago di Hogwats, dato che solo chi ha letto almeno uno dei sette volumi, potrà apprezzare la presenza delle note del Preside di Hogwarts e analoghi riferimenti. Esistono però dei bambini, diciamo sotto i nove anni, che abbiano letto questi romanzi? Probabilmente non molti, dato che il target della saga direi sono ragazzini dai dieci ai diciotto anni. Per chi (bambini compresi) non conosce le avventure del maghetto contro il perfido Voldermort, credo che anche il volume perda buona parte del suo valore.

J.K. Rowling

Diciamo allora che queste Fiabe non si sa bene a chi siano destinate, ma i fan di Potter, a quanto pare le apprezzano, viste le numerose copie vendute, anche se, da leggere per loro c’è ben poco di nuovo, considerando, oltretutto, che la quinta fiaba (La Storia dei Tre Fratelli) è ben nota ai lettori del ciclo, dato che i tre Doni della Morte sono la Bacchetta di Sambuco, la Pietra Filosofale e il Mantello dell’Invisibilità, oggetti il cui mito c’è già stato descritto in uno dei volumi e che sono ben presenti nella saga.

Come sono queste fiabe? Non essendo io né un giovane mago, né un bambino (ma avendo letto tutti i libri della Rowling) devo dire che non mi hanno appassionato e, tolta l’ultima che ha un suo senso inserita nel ciclo, già mi sto dimenticando delle altre quattro, per non dire delle riflessioni di Silente. Fingendomi un bambino, penso che il mio interesse non durerebbe molto oltre il tempo della lettura (ma forse m’inganno).

Probabilmente per apprezzarle ci vorrebbe davvero un giovane mago.

 

Firenze, 28/01/2013

 

Emma Watson nel ruolo di Hermione Granger

NON FERMARTI, É PERICOLOSO!

Everlost - Neal Shusterman

Everlost – Neal Shusterman

Everlost, il romanzo di Neal Shusterman, è una storia di fantasmi, anche se i protagonisti dichiarano di non esserlo e di chiamarsi “ultraluce”. Come chiamereste, infatti, delle anime bloccate sulla terra, che attraversano cose e persone del mondo vivo, non possono essere visti dai viventi, anche se a volte li infestano o muovono o rubano le cose di chi non è morto?

Anche se è una storia di fantasmi, ha comunque una certa originalità, un po’ come i primi western visti dalla parte degli indiani o le prime invasioni aliene descritte dal punto di vista degli extraterrestri, dato che qui il punto di vista è quello di due “ultraluce”: due ragazzi di 15 anni morti assieme in un incidente d’auto e risvegliatisi dopo nove mesi in una strana foresta abitata da un bambino morto da almeno un secolo, che non ricorda più il suo nome.

Everlost è il nome di questa sorta di limbo, dove si fermano alcuni bambini morti (non se ne è mai visto uno con più di 17 anni e del perché di questo il romanzo non dà una spiegazione convincente). Già il nome del posto fa pensare ai Bambini Perduti dell’Isola che Non C’è. Anche qui l’infanzia è eterna. Nulla muta. I bambini restano con l’abito e le macchie che avevano quando sono morti. Ricorda un po’ anche il Paese dei Balocchi, all’apparenza un mondo felice, ma non privo dei suoi mostri.

 Neal Shusterman

Neal Shusterman

Everlost” è una bella fiaba e, come ogni favola, ha una sua morale, in fondo piuttosto importante: attento alla routine, non ti fermare!

I veri pericoli di Everlost nascono, infatti, dall’abitudine, che porta a ripetere in eterno lo stesso gesto, se la volontà non prevale e dallo stare fermi, perché se lo si fa in zone che non siano “morte” (che non esistono più nel mondo vivo), si sprofonda, come nelle sabbie mobili, fino al centro della terra.

È una morale importante, perché sono due rischi concreti e reali anche nel nostro mondo (anche se non in senso così materiale!).

Everlost ha le sue oasi tranquille e felici, ma anche i suoi mostri e, come ulteriore morale, ci insegna a non fidarci neppure di chi sembra troppo buono: potrebbe essere la Strega del Cielo!

Come in ogni Limbo, anche qui c’è redenzione e i mostri possono perdersi per sempre, ma anche diventare buoni, come i buoni possono rivelarsi cattivi. Non siamo (ancora) né in paradiso, né all’inferno.

Che dire di questa lettura? Piacevole. Molto godibile. Scorrevole. Non priva di trovate originali, pur inserite in un genere ben sfruttato. Una storia di ragazzi per ragazzi, ma non solo. Degna di diventare un classico della letteratura giovanile, se non altro per la sua freschezza. Nulla di troppo profondo o articolato, ma dà promuovere a pieni voti. Anche se nel Paese dei Balocchi di Evelost, ovviamente, non ci sono scuole.

 

Firenze, 07/10/2012

 

ghost

TRE FIABE

I RACCONTI CELATI NEL LIBRO NASCOSTO NEL GIARDINO DELLA BELLA ADDORMENTATA

Ciro Comini - Il Giardino Nascosto di Lilith

Ciro Comini – Il Giardino Nascosto di Lilith

Chi era Lilith? Come ci ricorda Ciro Comini nel suo meta-romanzo “Il Giardino Nascosto di Lilith”, costei era la prima compagna di Adamo. Come lui plasmata dalla terra e a lui pari in tutto. Adamo però ne era insoddisfatto, poiché Lilith era troppo autonoma per i suoi gusti. Dio allora, da una costola del primo uomo, creò Eva, che i più credono fosse la prima donna biblica. Deriva da tale visione, la soggezione e l’inferiorità di tutte le donne all’uomo. Se Lilith avesse potuto generare la discendenza di Adamo, il futuro della donna nel mondo semitico (e non solo) sarebbe stato diverso.

Il mito ebraico di Lilith è poco conosciuto, ma non privo di fascino per le implicazioni sociali che comporta.

Ciro Comini

Ciro Comini

Ciro Comino ha giocato con questa storia, inserendola nell’ultimo dei racconti di quest’antologia che, forse un po’ impropriamente ho appena definito “meta-romanzo”. In un cero senso lo sarebbe. È infatti un romanzo (direi un racconto, considerata l’esilità della trama e il piccolo numero di pagine) che contiene al suo interno una raccolta di novelle il cui legame tra loro e con la storia principale, mi pare, in realtà troppo esile perché si possa davvero parlare di meta-romanzo, sebbene “Il Giardino Nascosto di Lilith” contenga persino uno pseudobiblion. Questo testo senza titolo è a sua volta il meta-romanzo (con gli stessi limiti di cui sopra) che contiene i racconti che dicevo.

Lilith

Lilith – la prima donna

La trama del romanzo principale di questa matrioska letteraria è un semplice viaggio in treno in cui un ragazzo fa un duplice incontro: con un libro “misterioso” (ma neanche tanto, per i miei gusti) e con due ragazze straniere, una delle quali dorme per quasi tutto il viaggio. Il ragazzo legge il libro prima da solo e poi con l’altra viaggiatrice.

Il vecchio manoscritto è scritto da un tale che narra le sue vaghe pene d’amore per una misteriosa Lei, intervallandole con alcuni racconti. Con l’ultimo dei quali, che dà il titolo all’opera, ci svela che il nostro “misterioso” autore era innamorato nientemeno che della mitica Lilith.

Alla fine ragazze e libro scompaiono e il giovane si trova, non saprei bene dire perché, considerato il contenuto della lettura, più maturo.Firenze, 10/03/2012

LA MAGICA CACCIA AL TESORO

Luca Ventura - Il Libro della Vita

Luca Ventura – Il Libro della Vita

Luca Ventura è nato a Roma nel 1982. Da sempre interessato alla scrittura, di recente ha ritrovato le bozze di un racconto ideato a 13 anni e ha deciso di trasformarlo in un libro: nasce così Il Libro della Vita”. Questo è quanto si legge nella quarta di copertina di questo romanzo edito da 0111 Edizioni, nella collana Fantasy dedicata ai ragazzi.

In queste informazioni, mi pare ci siano molte indicazioni sulla natura di questo libro. Innanzitutto il target giovanile cui si rivolge, ma anche l’origine dell’idea che nasce da un periodo della vita dell’autore assai vicino a quello dei suoi lettori ideali, cosa che, nonostante un evidente rimaneggiamento in età più matura, si sente soprattutto nella trama, in sostanza una caccia al tesoro di un gruppo di ragazzi, il cui numero cresce progressivamente, in una sorta di rovesciamento della storia dei dieci piccoli indiani. Il loro è il tentativo di ricomporre un puzzle, andandone a ricercare le parti nei cinque continenti, che raggiungono magicamente e disinvoltamente grazie al potere magico di volare, donato loro da cinque misteriosi libri, che ciascuno di loro possiede e che contengono il sunto della vita degli abitanti di ciascun continente, di tutti tranne che del proprietario del libro.

Partono così in volo, lasciando genitori solo moderatamente preoccupati (forse lo sono un po’ di più quelli della ragazza, Jessica) di vedere i figli sparire e mandare loro cartoline un giorno da un continente e il giorno dopo da un altro.

La fiaba, come ogni favola, ha la sua morale e i ragazzi, giunti finalmente alla metà, sapranno rinunciare a quello che dovrebbe essere il
loro premio in nome della libertà dalla forza del Destino, che vivono come una gabbia da cui doversi liberare.

Firenze, 26/02/2012

LE VOCI DEL  TEMPO

Silvia Damiani - Le Voci di Nike

Silvia Damiani – Le Voci di Nike

Quante volte muore Nabil? Non saprei dirlo. Leggendo “Le voci di Nike” di Silvia Damiani, più volte ho dato per spacciato il principe zio della protagonista Nike e più volte l’ho ritrovato ancora vivo, a volte era lui, altre volte no. A volte era buono, più spesso cattivo.

Questo è uno degli effetti del tempo contorto in cui si muove la principessa Nike. Un tempo che muta per magia, perché è nella magia la chiave di questo racconto dal gusto fantasy, ma senza elfi o gnomi.

Silvia Damiani

Silvia Damiani

È una storia familiare. Un conflitto per il potere all’interno di una famiglia reale di un mondo immaginario, con voci sussurrate dal vento, parenti che da amici si fanno nemici, amori indissolubili che invece si spezzano, dolori intensi come le passioni da cui sono nati.

Si tratta del primo romanzo della giovane Silvia Damiani (nata a Milano nel 1987) e l’editore è ExCogita. Le pagine sono 136.

Firenze, 13/02/2012

 

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