Posts Tagged ‘cristoforo colombo’

Gruppo di lettura per IL COLOMBO DIVERGENTE – Libri (cartacei) in regalo per tutti

Ho aperto un Gruppo di Lettura su anobii per IL COLOMBO DIVERGENTE.

IL COLOMBO DIVERGENTE è un romanzo ucronico sulla mancata scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo, o meglio sulla sua difficoltà a comunicare la scoperta, con un ribaltamento della storia.

Il romanzo non è però solo un’ucronia. Da una parte si interroga su chi realmente fosse il navigatore, dall’altra ce lo mostra nella sua cocciuta testardaggine, nel suo inamovibile desiderio di realizzare il proprio sogno di scoperta e avventura.

Colombo, nella realtà fu spesso sconfitto, ma andò sempre avanti. In questa storia alternativa la sorte è ancor meno benigna nei suoi confronti, ma lo vedremo ugualmente lottare fino all’ultimo, trascurando altre cose, la famiglia, gli affetti.

In questa allostoria lo vedremo spostarsi da un continente all’altro, incontrando e cercando di capire popoli diversi, in questo primo assaggio di globalizzazione, che proprio dal suo omonimo storico c’è stata aperta e avviata.

A narrare le sue vicende due voci misteriose, che si alternano, una in caratteri normali, l’altra in corsivo. Solo alla fine scopriremo a chi appartengono.

Di questo libro ho realizzato due edizioni. Ormai la prima è fuori commercio, ma me ne rimangono alcune copie che ho deciso di regalare a chi volesse partecipare a questo Gruppo di Lettura.

Ci si può iscrivere qui:

http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3271499#new_thread

I LIBRI SONO IN REGALO (comprese le spese di spedizione).

NON COSTA NULLA.

Vi aspetto.

Buona lettura

 

VIAGGI UCRONICI DI UN CRONODETECTIVE

Avendo appena pubblicato il secondo volume della serie “I Guardiani dell’Ucronia” (“Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”) mi ha incuriosito riprendere in mano un libro il cui titolo richiama un po’ quello della serie: “I Guardiani del Tempo” di Poul Anderson. Si tratta del primo volume (1960) di una serie (Time Patrol) di 5 romanzi, pubblicati fra il 1960 e il 1991 (in realtà l’ultimo è una versione estesa del primo).

La mia edizione è del giugno 1977 e immagino di averlo letto più o meno allora, pur non conservandone alcun ricordo.

Ha in comune con i miei romanzi l’idea che esistano delle squadre di guardiani che controllano le alterazioni temporali, ma le somiglianze tra i due cicli finiscono lì.

Anderson immagina, come di consueto, un tempo lineare. I suoi guardiani cercano di evitare che questo venga modificato dal suo percorso “reale”. A decidere quale sia il giusto succedersi degli eventi sono i Danelliani, un’evoluzione degli umani, che vivrà tra un milione di anni. A volte, però, i Danelliani non si limitano a mantenere inalterato il Tempo, ma lo orientano a loro modo.

Anche la visione della Storia di Anderson è piuttosto classica: la Storia segue il suo corso, piccole variazioni non sono determinanti e i grandi eventi non ne vengono alterati.

Nei miei romanzi questi due concetti sono invece completamente diversi. Innanzitutto immagino il tempo come un frattale. Ogni minimo evento crea un diverso corso della Storia, che è tutt’altro che inalterabile. Questo fa sì che esistano infiniti universi divergenti, in ciascuno dei quali il tempo e la Storia hanno seguito un diverso corso. Questi universi ucronici coesistono tra loro. I miei guardiani non si preoccupano affatto che la Storia muti percorso, ma cercano solo di arginare gli spostamenti da un universo all’altro degli Intelliraptor, una razza evolutasi dai velociraptor e che ha costruito le Porte del Tempo. Sono loro a dominare i viaggi nel tempo. I guardiani sono non solo umani, ma esseri derivati dall’evoluzione di molte altre specie, tutti alleati tra loro per arginare la violenza e la malvagità fine a se stessa dei raptor.

Nei romanzi di Anderson i guardiani (solo umani) hanno la loro base nella preistoria (dove è anche ambientato il primo romanzo con Jacopo Flammer), mentre i mei guardiani si ritrovano in un universo “de-raptorizzato” che ha la sua capitale in Govinia, dove tutti i tempi possibili si mescolano.

Ciro Il grande

Ciro Il Grande (moderinizzato)

Ciro il Grande

Ciro il Grande

Protagonista de “I Guardiani del Tempo” è un cronodetective, Manse Everard, proveniente dal 1954. Viene assoldato per far parte della Time Patrol e si unisce ad altri guardiani provenienti da altri tempi, tutti compresi in un arco di alcuni decenni.

Jacopo Flammer, invece, è un bambino, nato nel 1997, nipote di un Guardiano dell’Ucronia, che si ritrova per caso coinvolto in un’avventura in una preistoria alternativa (“Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale”) e, da lì, in altri universi. Anche lui avrà accanto compagni provenienti da altri tempi, innanzitutto i due bambini Elisa (nata nel 1964) e Marco (1961), oltre alla loro nonna. Incontreranno poi Guardiani di numerose altre razze e tempi (orsi, suricati, pappagalli, maiali, tigri, scimpanzé…).

Il primo volume scritto da Anderson riunisce alcune avventure attraverso il tempo.

In una, uno dei suoi compagni scompare ed Everard lo ritrova nei panni di Ciro il Grande, l’Imperatore persiano. Il suo dilemma è come riportarlo indietro al suo tempo, senza alterare la Storia.

Poul Anderson

Poul Anderson

In un altro racconto Everard viene incaricato dai Danelliani di alterare la Storia: i Mongoli hanno scoperto l’America prima degli Europei e deve rimettere le cose a posto (ne “Il Colombo divergente” scrivo del fallimento della missione del genovese).

In un’altra storia, i Cartaginesi hanno sconfitto (a causa di un’alterazione temporale causata da dei ribelli) i Romani, alterando tutto il corso della Storia e facendo scomparire i guardiani da tutti i secoli futuri. Everard, con i pochi guardiani rimasti nel passato antecedente, cerca di riportare le cose a posto.

Questo è il racconto per me più interessante, perché è il solo di questo volume che ci mostra un tempo ucronicamente modificato.

Le lingue moderne sono tutte scomparse ed Everard deve comunicare in greco antico con una studiosa locale. Di Roma è rimasto solo un vago ricordo. La terra è divisa in nazioni molto diverse. La scienza non si è sviluppata, anche se esistono alcune macchine. Il cristianesimo non è mai nato e l’ebraismo si è estinto.

Il romanzo (in realtà una raccolta di racconti) non presenta grandi approfondimenti storici e ogni tema viene forse trattato troppo velocemente, ma rimane una piacevole avventura, quanto mai suggestiva per gli amanti dei viaggi nel tempo e, in parte, dell’ucronia.

Mi ha poi, senz’altro, messo voglia di leggere gli episodi successivi, cosa che è sempre un buon segno! Mi pare però di capire che in edizione italiana siano piuttosto difficili da trovare.

Firenze, 18/08/2013

TUTTE LE UCRONIE DI CARLO MENZINGER

Non mi considero un autore di genere, ma tra i libri che ho scritto le ucronie hanno un peso (ancora) determinante.

Eccole qui:

Carlo Menzinger di Preussenthal - Il Colombo Divergente

Carlo Menzinger – Il Colombo divergente

Ne “Il Colombo divergente” il navigatore ligure, dopo essere approdato nell’isola da lui denominato San Salvador (come storicamente avvenuto) fa rotta più a nord che nella realtà storica e questa semplice deviazione lo porta a raggiungere le coste del Messico, dove incontra gli aztechi e ne è fatto prigioniero. Questa è l’occasione per descrivere l’incontro con questa diversa cultura e le difficoltà di un Colombo “perdente”. La storia è qualcosa di più di una semplice ucronia, in quanto cerca di sintetizzare teorie contrastanti su questa figura. Era genovese o spagnolo? Era davvero un fervente cattolico o era legato e pagato dagli ebrei di Spagna? Quale connessione c’era con la contestuale cacciata di questi dalla penisola iberica? Si ipotizzano persino rapporti con i Cavalieri di Cristo, gli eredi dei Templari. Ci si interroga anche sul fatto che qualcuno a quei tempi già sospettasse dell’esistenza di terre in mezzo al “Mare Oceano” (vedi le teorie di Lullo). La narrazione è inframmezzata da allusioni letterarie, rosacrociane, leggendarie e di altra natura che sta al lettore scoprire. Tra le tante anomalie di questo romanzo c’è la voce narrante, la cui identità sarà la sorpresa finale.

 

.

.

.

.

.

Carlo Menzinger - Giovanna e l'Angelo

Carlo Menzinger – Giovanna e l’Angelo

Giovanna e l’angelo” è la storia di Giovanna d’Arco vista attraverso gli occhi di un insolito angelo che non ha contatti né con Dio né con altri. Un angelo che stenta a capire la propria reale natura e il proprio ruolo ma che nonostante ciò guida la Pulzella d’Orléans. Questa, con continua meraviglia dell’angelo, ne percepisce la voce come la Voce dell’Arcangelo Michele, prima, e delle due sante Margherita e Caterina, poi. In “Giovanna e l’angelo” si narra tutta la vita dell’eroina francese dalla nascita al rogo e poi (parte ucronica) si narra della sua vita (sognata) futura. Tutto pare solo un sogno fatto tra le fiamme del rogo al punto che l’angelo e la santa stentano a comprendere il confine tra verità e sogno, umano e divino, bene e male. In questo sogno sono entrambi eternamente imprigionati, in una ciclicità che pian piano l’angelo comincia a sospettare e che troverà la sua piena evidenza nel finale.

La forza del sogno (o del desiderio) è tale da mutare la natura dei personaggi, il loro stesso destino e persino la loro sessualità. Ecco che la mascolinità dell’eroina si muta in piena transessualità, che capovolge i rapporti tra i sessi di coloro che le sono più vicini, dell’angelo in primis. Un’ucronia estrema.

.

.

.

.

Dott. Menzinger e gli Ucronici - Ucronie per il Terzo Millennio - Allostoria dell'Umanità da Adamo a Berlusconi

Dott. Menzinger e gli Ucronici – Ucronie per il Terzo Millennio – Allostoria dell’Umanità da Adamo a Berlusconi

Ucronie per il terzo millennio” è un’antologia di racconti di diciotto autori diversi, curata da Carlo Menzinger, che ne anche uno degli autori.

Le storie sono in ordine cronologico e descrivono, come dice il sottotitolo un’ “allostoria dell’umanità da Adamo a Berlusconi”. Sono storie dai registri narrativi molto vari, ora seri, ora umoristici, a volte scanzonati. Tra i racconti di Menzinger uno in cui Hitler diventa pittore, un altro in cui Berlusconi fa il cantante, uno in cui Dio rinuncia a creare l’uomo e uno in cui Dante odia Beatrice. Ogni racconto ha, in fondo, una nota che spiega in cosa la vicenda narrata differisca dalla realtà.

.

.

.

.

Carlo Menzinger - Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale - I Guardiani dell'Ucroniua

Carlo Menzinger – Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale

Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale” pur essendo un romanzo di fantascienza per ragazzi ambientato nella preistoria, si avvale dell’ucronia per spiegare l’esistenza di civiltà animali, frutto di una preistoria divergente nella quale l’evoluzione ha premiato razze diverse dall’umanità. Non è ucronia “pura” perché si avvale di macchine del Tempo, anzi Porte dell’Ucronia, con cui i protagonisti si spostano non solo da un’epoca all’altra ma anche da un flusso temporale all’altro, da un universo divergente a un altro, con una diversa Storia.

.

.

.

.

Carlo Menzinger - Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati - I Guardiani dell'Ucronia

Carlo Menzinger – Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati

Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”, il secondo volume della serie “I Guardiani dell’Ucronia” vede il piccolo Jacopo e i suoi amici in un universo in cui le razze dominanti sono suricati e lontre, in lotta tra loro. Scoipriremo anche le meraviglie di Govinia, la sede dei Guardiani dell’Ucronia, dove ogni tempo passato, presente o futuro possibile convive nello stesso periodo.

Sto poi scrivendo quella che, spero, sarà la mia “migliore ucronia” (ma temo di non poterla completare quest’anno) nonché ho abbozzato l’inizio del terzo volume della saga di Jacopo Flammer.

.

.

.

.

Leggi anche:

–         La mia esperienza come autore ucronico

–           Ucronia, la Storia sognata

–          I principali romanzi ucronici

–          Alterazioni temporali e ucronie al cinema

–          Il Colombo divergente

–          Giovanna e l’angelo

–          Ucronie per il terzo millennio

–          Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale

–          Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati

–          Tutti i post sulle ucronie

–          romanzi con una divergenza preistorica

–          La svastica sul sole

–          Invasione

–          Fatherland

–          Il Libro degli Yilané

–          Il mondo perduto

–          22/11/’63

–          Darwinia

–          Bastardi senza gloria

–          Lost

–          Dylan Dog

–          Shrek Forever After

–          IF – Insolito & Fantastico

–          Il Vangelo secondo Gesù Cristo

–          L’Ultima Tentazione di Cristo

–          Finzioni

–          Nero italiano

–          L’inattesa piega degli eventi

–          Roma eterna

–          Quali sono i principali romanzi ucronici (vecchio elenco)

–          Cos’è un ucronia? (precedente versione)

LA MIA ESPERIENZA COME AUTORE UCRONICO

Carlo Menzinger - Il Colombo divergente

Carlo Menzinger – Il Colombo divergente

degli anni ’90, riflettendo sul concetto che un semplice gesto possa avere conseguenze che si dilatano nel tempo (non pensavo alla famosa teoria della farfalla il cui battito d’ali può generare un terremoto, ma il concetto era simile), mi chiesi quali eventi avessero davvero avuto una rilevanza determinante nella Storia dell’umanità e quanto poco sarebbe bastato per mutarli.

Scelsi così uno di questi momenti fondamentali del nostro passato e decisi di scriverci su un romanzo. Pensai alla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo.

Fu così che, tra il 1993 e il 1996, scrissi “Il Colombo Divergente”.

Nel 2000 volli ripetere la cosa, prendendo un altro personaggio di rilievo. Questa volta non ero tanto determinato ad analizzare le conseguenze storiche di una divergenza ucronica, quanto a raccontare una vicenda usando un punto di vista particolare, sviluppando quanto già fatto con “Il Colombo Divergente”. Scelsi così di scrivere di nuovo un romanzo in seconda persona, facendo narrare la vita di Giovanna D’Arco a lei stessa da un essere ignaro della propria natura, forse un angelo.

Fu mentre scrivevo “Giovanna e l’angelo” che un lettore, complimentandosi con me per “Il Colombo Divergente” (che avevo pubblicato nel 2001 con l’editore genovese Liberodiscrivere), mi disse “fammi sapere quando pubblicherai una nuova ucronia”.

Carlo Menzinger - Giovanna e l'angelo

Carlo Menzinger – Giovanna e l’angelo

Fino a quel momento, confesso di aver ignorato l’esistenza di questo genere letterario. Scoprii, così, di non essere il solo a scriverne. Eravamo, credo, nel 2002 e il termine era ancora assai poco conosciuto e diffuso. Anche i romanzi ucronici non erano poi molti.

Trovare informazioni in merito non era semplicissimo.

Decisi così di cominciare a leggere altre ucronie e di capire meglio i limiti e le regole dell’allostoria e, se possibile, di individuare quali fossero le opere più significative scritte.

Mi resi conto delle enormi potenzialità narrative di questo genere. Ogni momento storico poteva essere reinventato!

Decisi di fare il possibile per diffondere la conoscenza di questa forma letteraria.

Ne parlai in rete e attivai un Forum sul sito del mio editore Liberodiscrivere (all’epoca aveva una Community di scrittori piuttosto attiva) e misi assieme un gruppo di diciotto autori, chiedendo a ognuno di scrivere una o più storie, cercando di coprire la maggior parte dei periodi storici, in modo da avere alcuni racconti ambientati nell’antichità, altri nel medioevo e altri ancora in epoca moderna.

Realizzammo così l’antologia “Ucronie per il terzo millennio”, sottotitolo “Allostoria dell’umanità da Adamo e Berlusconi”.

Il volume fu pubblicato da Liberodiscrivere nel 2007 e potemmo così presentarlo in varie città, contribuendo, nel nostro piccolo, a far conoscere meglio la storia alternativa.

Quando un giorno mia figlia, che aveva otto anni, mi chiese (era dunque il 2005), di scrivere un libro che potesse leggere anche lei, cominciai la stesura di “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale”. Non era un vero romanzo ucronico, ma piuttosto un’avventura di fantascienza in cui ho inserito alcuni elementi allostorici.

Il Dott. Menzinger e gli Ucronici - Ucronie per il Terzo Millennio

Il Dott. Menzinger e gli Ucronici – Ucronie per il Terzo Millennio

Il protagonista, un bambino di nove anni, accompagna il nonno, un Guardiano dell’Ucronia, in una recente preistoria, attraverso una Porta del Tempo costruita da una razza, discendente dai velociraptor, che, in un universo divergente ha sviluppato una civiltà evoluta e la capacità di spostarsi da una realtà alternativa a un’altra, perché, in ucronia, il tempo non è una retta ma un frattale.

L’anno successivo ho scritto il secondo volume di questa serie (I Guardiani dell’Ucronia): “Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”.

Nel 2010 ho pubblicato con Liberodiscrivere “Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale” e nel 2012 ho sottoposto a web-editing il secondo volume (Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati), per il quale sto ancora cercando illustratori  e che spero di pubblicare nel 2013.

Leggi anche:

–          Ucronia, la Storia sognata

–          I principali romanzi ucronici

–          Alterazioni temporali e ucronie al cinema

–          Il Colombo divergente

–          Giovanna e l’angelo

–          Ucronie per il terzo millennio

–          Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale

–          Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati

–          Tutti i post sulle ucronie

–          romanzi con una divergenza preistorica

–          La svastica sul sole

–          Invasione

–          Fatherland

Carlo Menzinger - Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale

Carlo Menzinger – Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale

–          Il Libro degli Yilané

–          Il mondo perduto

–          22/11/’63

–          Darwinia

–          Bastardi senza gloria

–          Lost

–          Dylan Dog

–          Shrek Forever After

–          IF – Insolito & Fantastico

–          Il Vangelo secondo Gesù Cristo

–          L’Ultima Tentazione di Cristo

–          Finzioni

–          Nero italiano

–          L’inattesa piega degli eventi

–          Roma eterna

–          Quali sono i principali romanzi ucronici (vecchio elenco)

–          Cos’è un ucronia? (precedente versione)

Vincere una copia de IL COLOMBO DIVERGENTE

IL COLOMBO DIVERGENTE è stato messo in palio qui http://scrittoriditalia.forumfree.it/?t=49363382
Chi risponde per primo al questionario ne vince una copia.

IL COLOMBO DIVERGENTE IN OFFERTA SPECIALE

  IL COLOMBO DIVERGENTE - Carlo Menzinger - Seconda edizioneUltimamente ho pubblicato anche altre cose, ma vorrei ancora proporvi un libro uscito ormai da tempo e che mi sta molto a cuore, essendo il primo romanzo che ho pubblicato.
Si tratta de IL COLOMBO DIVERGENTE, un’ucronia che narra la vita di Cristoforo Colombo, immaginando che arrivato in America cambi rotta e finisca prigioniero degli aztechi. Il navigatore, però, non si arrenderà. Riuscirà a tornare in Spagna e a raccontare delle sue scoperte o consegnerà al mondo una nuova Storia, senza la scoperta dell’America?
……..
Potete leggerne i commenti più recenti su aNobii. Quelli alla prima edizione sono qui. Quelli alla seIL COLOMBO DIVERGENTE - Carlo Menzinger - Prima edizioneconda edizione invece sono qui. La scheda su www.menzinger.too.it è qui.
……..
Chi volesse prenderlo in prestito, può mettersi in coda in questa catena di lettura.
……..
Vorrei fare ora un’offerta speciale per l’acquisto di una copia della prima edizione, ormai fuori commercio, al prezzo di € 8,00. Potete prenotarvi qui sotto, nei commenti o scrivermi a menzin@virgilio.it
……..
Chi invece preferisse acquistare la seconda edizione al prezzo di 14,00, può richiederla direttamente all’Editore Liberodiscrivere sul sito www.liberodiscrivere.it, compilando questa scheda.   

LIBRI SCONTATI

Babbo NataleVisto che le feste si avvicinano, forse a qualcuno potrebbe interessare di regalare (o regalarsi), qualcuno dei miei libri.
Per informazioni rimando alla scheda relativa qui su aNobii o al mio sito o al blog.

 I prezzi scontati che vi offro sono:

Ansia Assassina: € 8
Giovanna e l’angelo: € 12
Il Colombo divergente prima edizione: € 8
Il Colombo divergente seconda edizione: € 13
Parole nel web: € 9
Ucronie per il terzo millennio: € 13

Come spese di spedizione chiedo € 2.
Le spese di spedizione non cambiano fino a 5 libri (chiedo sempre solo € 2 per tutti e 5).
Un ulteriore sconto di € 5 per chi ordinasse 5 copie (di qualunque libro, anche dello stesso).

Quest’offerta vale solo per i libri richiesti direttamente al sottoscritto, non per quelli richiesti all’editore, nei negozi o in rete.

Di alcuni ho solo poche copie, dunque l’offerta è ad esaurimento e fino a Natale.

   

  

 

Grazie ai lettori del Colombo divergente

Quetzalcoatl - Il Serpente piumatoCon questo post, avevo ringraziato gli ultimi lettori che hanno commentato il mio romanzo “Ansia assassina”, vorrei, ora, ringraziare chi ha letto e lasciato nuovi commenti a “Il Colombo divergente”, un romanzo di cui l’anno scorso è uscita la nuova edizione riveduta e corretta:
 
Il primo commento che vorrei citare è di 1949Paperina (che ha anche letto e commentato Ansia Assassina) e si può leggere su aNobii:
 
E se Cristoforo Colombo il 12 ottobre 1492 avesse incontrato al suo sbarco gli Aztechi? E se lo avessero accompagnato nella navigazione di rientro?? Certamente il corso della storia sarebbe stato diverso, e su questi presupposti si snoda il bellissimo romanzo di Carlo Menzinger. Storia reale e storia ucronica viaggiano fianco a fianco in una narrazione ed uso della lingua magistrali. Inserti ermetici in corsivo di una bellezza coinvolgente legano capitoli e brani, mentre la voce narrante si svelerà soltanto alla fine. Molto interessanti la "Nota alla seconda edizione", da leggere rigorosamente dopo il libro, e la vastissima bibliografia, mastodontico lavoro di ricerca e documentazione.
Uno degli inserti:
Goccia di mare, granello di sabbia, soffio di vento.
Mare, mare, onda, onda. Mare senza fine. Fine in mare. Sabbia fine che scorre nella clessidra della vita. Vita che finisce. Vita che fiorisce. Sboccia la vita. Abbraccia la vita. Braccio di mare. Bracciata in mare. Braccato in mare.
Bracciata infrange la cresta dell’onda. Bracciata che accosta alla costa.
Rossa croce. Rosa+Croce. Croce rosa dal vento. Venti rose rosse per te. Venti rose rosse d’amor.
 Venti rose rosse sul tuo cuor.
Goccia di mare, granello di sabbia, soffio di vento.
Da leggere e rileggere.
 
Ci sono nuovi commenti anche su Internet Book Shoop:
Claudio Martini (22-10-2008):
 
Il Colombo divergente" di Carlo Menzinger (Liberodiscrivere Editore) nasce da un’idea originaleQUetzalcoatl e stimolante: cosa sarebbe successo se Cristoforo Colombo avesse incontrato nel suo viaggio verso le "Indie" la costa del Messico e gli Aztechi, invece che le popolazioni caraibiche, come è realmente accaduto? Sulla base di questa domanda, tipica di un romanzo ucronico, Menzinger sviluppa il suo romanzo, fino a rovesciare il corso della storia e i rapporti tra America India e Europa. Colombo è descritto come una persona posseduta dal suo progetto, a cui dedica impegno totale per più di vent’anni e una dedizione assoluta. È colto nel momento della nascita, dell’infanzia, dell’adolescenza già come un navigatore in potenza, è un ragazzo affascinato dalle mappe che vuole diventare un cartografo. Concepisce i rapporti umani e affettivi come tappe nel suo percorso verso le Indie, il suo amore reale è rivolto al mare Oceano, avverte una sintonia forte e quasi alchemica con il mare, come se fossero entrambi composti da una materia affine. Un romanzo innovatore e, a tratti appassionante, frutto di un grande lavoro di documentazione e di ricerca delle fonti che, nonostante qualche eccesso lirico e qualche squilibrio nel registro narrativo, contiene squarci di scrittura vibrante come una freccia che fende l’aria e raggiunge il proprio bersaglio.
 
 
CaravellaAntares666 (18-10-2008):
Il Colombo Divergente è un caposaldo della letteratura ucronica contempo-ranea.
Fondamentale per capire i meccanismi che determinano la divergenza dei molteplici corsi storici prodotti da ogni singola scelta. Come ci insegna la fisica quantistica, anche alternative microscopiche ridisegnano l’intero universo, e qui basta il semplice gesto di un capo amerindiano per mutare la rotta di Colombo e farlo cadere prigioniero degli Aztechi. Le conseguenze di questa cattura si rivelano incommensurabili… Oltre a intessere nel modo più scorrevole e ispirato un’immensa mole di storia, di conoscenza e di cultura, il Colombo Divergente è anche poesia allo stato puro. Ne consiglio vivamente la lettura a tutti!
 
kikmaster (11-10-2008):

Il COlombo divergente - Seconda edizione

Il Colombo divergente è entrato di diritto fra i miei libri preferiti. E’ la storia alternativa di Cristoforo Colombo: cosa sarebbe successo se fosse stato bloccato dagli Aztechi? Carlo Menzinger scrive una "prosa poetica" che riesce a rendere l’atmosfera del racconto mistica e magica. Questo autore mi ha fatto innamorare del genere "Ucronia", che desidero approfondire con altri suoi romanzi. Da leggere con una musica adguata in sottofondo. Consiglio a tal proposito: "Era, the very best of".
 
Il Colombo divergente- Prima edizioneLaura Costantini (11-10-2008):
Un passato e un futuro diversi. È questo che Menzinger ci propone, immaginando un bivio nella vita e nelle esplorazioni di Cristoforo Colombo. Un bivio che avrà conseguenze tali da creare un futuro del tutto diverso da quello che noi, oggi, stiamo vivendo. Un lavoro enorme di documentazione, una penna felicissima, una voce narrante misteriosa e onnipresente, interventi poetici con ballate che si snodano come un coro greco in una tragedia. In fondo di questo si tratta: della tragedia di un uomo cui è stato affidato l’atroce compito di cambiare il mondo. In cambio deve rinunciare a se stesso, vivendo all’inseguimento di un sogno di gloria che, a ben vedere, non gli apparteneva. Da leggere ASSOLUTAMENTE! Laura
Su aNobii, ho appena ricevuto il seguente commento da una mia ormai “assidua” lettrice, Booskop67:
La prima cosa che si pensa leggendo Il Colombo divergente è quanto impegno abbia richiesto all’autore – dal punto di vista della ricerca storica – scrivere questo libro. Ci si immerge, infatti, fin dalle prime pagine, nella Storia (scritta volutamente con la maiuscola), nelle vicende che abbiamo studiato a scuola, e accanto ad essa la storia minore, quella di un uomo – Colombo – animato dal fuoco della scoperta, dall’amore per il viaggio, e da una notevole ambizione. Un uomo – appunto – con le sue debolezze, i suoi difetti, le meschinità. Non un personaggio leggendario, né un eroe. Solo un figlio del suo tempo dotato di intelligenza, lungimiranza e coraggio.
Ma non dimentichiamoci che si tratta di un romanzo ucronico (dello stile ucronico ho già parlato qui: http://cartaecalamaio.splinder.com/post/1843928… ) che racconta la storia delle possibilità mancate e dei se. Cosa sarebbe accaduto se Colombo e i suoi avessero incontrato un re azteco che gli rendesse pan per focaccia? Che non avesse assecondato le loro mire colonizzatrici ma – addirittura – avesse avuto velleità di conquista maggiori e più belligeranti degli spagnoli? Mi fermo qui per non anticipare nient’altro.
Bravo Carlo e decisamente interessanti le soluzioni che si immagina per dare alla storia direzioni molto originali e, forse, verosimili.
 
Un commento un po’ meno entusiastico è di Maui, sempre su aNobii:
Romanzo ucronico, cioè che descrive, letteralmente, nessun tempo: la Storia che non è mai avvenuta, ma Cristoforo Colombo sbarca nel nuovo continenteavrebbe potuto verificarsi se qualcosa, in passato, fosse andato diversamente.
L’arrivo di Cristoforo Colombo nel "nuovo mondo" cambia radicalmente la storia dell’uomo, anche nel romanzo di Menzinger. Ma, in questa realtà alternativa, gli esiti si capovolgono: infaustamente, la "scoperta geografica" per antonomasia diviene l’occasione per la conquista del "vecchio mondo" da parte dei guerrieri Aztechi, che rovesciano la sorte guidati da un potente ed abilissimo, quanto spietato, condottiero.
Invece che con fama, gloria e ricchezza, ci ritroviamo un Colombo che deve far i conti con senso di colpa, sconfitta e problemi personali. Che si interroga, come ogni uomo di fronte alla tragedia, sul senso della vita: la nascita, la vita e la morte.
Da questo confronto interiore si ritrova però, paradossalmente, ed è questo il messaggio che ho apprezzato di più, un uomo migliore.
Un difetto: troppa carne al fuoco.
 
_____________________________________
_____________________________________
Premio Arte Punto della VitaVisto che siamo in tema di ringraziamenti, uno anche a Giuliana Argenio, la brava autrice di Vento Rosso, per avermi conferito il premio "Punto d’arte della Vita".

Il premio Punto d’Arte della Vita è stato creato per onorare e riconoscere bloggers che nei loro blog rappresentano la

"Terapia d’arte".

* REGOLE *
1) Indicare da chi si è ricevuto il premio.
2) Dire il motivo per cui si è deciso di creare il proprio blog.
3) Dire qual’è la propria arte preferita.
4) Onorare altri 13 blogs amici.

1) Ho ricevuto il premio da Giuliana Argenio;

2) Ho creato questo blog per parlare di libri: i miei, i nostri, i vostri, i loro.

3) Ovviamente la mia arte preferita è la letteratura.

4) Onore sia a Annehecche, Cronomoto, Rossella Drudi, Acchiappaeventi, Annalisa Fracasso, Sabrina Campolongo, Daniela Raimondi, Giulia Ghini, FIAE – Forum Italiano Autori Emergenti, Enrico Matteazzi, Laura Costantini e Loredana Falcone, Sergio Calamandrei, Vanni Santoni

TANTE NUOVE RECENSIONI PER I MIEI ROMANZI

A questo punto avrei dovuto postare un nuovo capitolo de Il Settimo Plenilunio, ma continuo a ricevere tanti commenti (quasi tutti positivi) sui miei libri, che mi sento in dovere di ringraziare ancora i miei lettori e di citare le loro parole.

Vorrei cominciare con il lettore che mi è parso più "entusiasta": Antares666, che sul suo blog "Esilio a Mordor, dove già mi aveva dedicato uno spazio tempo fa con questo post, mi ha ora dedicato qui delle parole molto belle che quasi mi imbarazzano. Credo che meriti riportare per intero quanto scrive :

martedì, 23 settembre 2008

 

IL COLOMBO DIVERGENTE DI CARLO MENZINGER DI PREUSSENTHAL, IL CAPOLAVORO DELLA LETTERATURA UCRONICA CONTEMPORANEA

A chi almeno una volta nella vita non è capitato di chiedersi come sarebbe il mondo se Colombo non avesse scoperto l’America? Il problema della scelta e della fatalità si pone ad ogni evento della nostra vita quotidiana, visto che a tutti può capitare un incidente o un’occasione in grado di stravolgere la vita, sia in senso positivo che negativo.
Quando però abbiamo a che fare con un evento cruciale per l’intera Storia umana, sorge occasione di meditare. Cosa sarebbe accaduto se si fosse presentata una difficoltà insormontabile nel viaggio del navigatore genovese, al punto di innescare un corso degli eventi radicalmente diverso da quello che noi tutti conosciamo? Le domande che ognuno di noi si pone a questo proposito, nella maggior parte dei casi rimangono irrisolte e non portano a nulla: molti le ritengono oziose e non ne capiscono l’immensa portata filosofica.
Non è stato così per lo scrittore Carlo Menzinger di Preussenthal, che ha costruito un romanzo di rara bellezza ed efficacia, intitolato Il Colombo Divergente. Anticipo soltanto il presupposto su cui la densissima trama si costruisce. A causa di un gesto fatto da un anziano cacique, un capo tribù di un’isola dei Caraibi, Colombo decide di intraprendere una rotta verso settentrione anziché verso meridione com’è avvenuto nella nostra realtà. Così procedendo, le caravelle arrivano fino alla terra dei Totonachi, soggetti all’Impero di Ahuitzotl.
Questi, per nulla intimorito dai prigionieri europei, concepisce un piano folle quanto immaginifico: costruire navi per raggiungere la terra da cui sono giunti stranieri tanto ricchi e potenti.
Alla narrazione sono inframmezzate mirabili poesie, evocatrici di immagini surreali ed esotiche. Notevole la descrizione dell’infanzia di Cristoforo, in particolare il brano in cui si descrive il suo primo incontro con la morte. La narrazione del condottiero morente sul suo cavallo in agonia, sembra la trasposizione in letteratura di un convulso dipinto leonardesco.
Qualcuno potrà dire che è stata sopravaluta un po’ la personalità decisa e creativa di Ahuitzotl – così contrastante con quella dell’inetto Moteuczoma Xocoyotzin – attribuendo a tale sovrano un eccessivo titanismo. Altri potranno pensare che si sono sottovalutate per contro le difficoltà tecniche che lo Huey Tlahtoani avrebbe incontrato imbarcandosi in un’impresa tanto azzardata.
Secondo me non dovrebbe stupire più di tanto: non sono mancate tra le genti amerindiane personalità eccezionali, in grado di sfidare nemici molto più potenti di loro e anche di riportare vittorie. Basti pensare all’Inca Manco Capac II, che imparò a cavalcare e a adoperare l’alabarda, o ai capi Mapuche Caupolican e Lautaro, che sconfissero gli Spagnoli strappando ai vinti i segreti della fusione del ferro e dell’uso delle armi da fuoco.
A questo punto mi rendo conto che le parole non bastano, così consiglio vivamente a tutti la lettura di questo originalissimo romanzo.

Fornisco qualche link utile: il post del blog dell’autore che descrive il libro in questione, il sito in cui sono presentate le sue opere ucroniche, alcune recensioni e commenti, e per finire le pagine di anobii sulla prima e sulla seconda edizione di questo prezioso volume.

_____

Fin qui le parole di Antares666 ed io… sono rimasto senza!

Di questo stesso libro ha parlato qui solo pochi giorni prima anche la bravissima scrittrice Laura Costantini (di uno dei cinque libri che ha scritto con la Falcone vi dirò presto). Ecco le sue parole:

domenica, 14 settembre 2008
Quota 35/7788

(…)
E per finire un libro che sarà il mio quota 36: Il Colombo divergente di Carlo Menzinger . Carlo è uno scrittore ucronico, ovvero una degenerazione della figura, già abbastanza autolesionista, dello scrittore di romanzi storici. Per chi non lo sapesse l’Ucronia è il divertirsi a immaginare a come sarebbero andate le cose se… In questo caso quel satanasso di Menzinger si diverte ad immaginare cosa sarebbe accaduto se Cristoforo Colombo avesse incontrato gli Aztechi molto prima dei Conquistadores. Vi dico solo, giunta a trenta pagine dalla fine, che per immaginare quello che Menzinger ha immaginato ci vogliono: una gran penna, una grandissima cultura e un ancor più grande gusto per cambiare le carte in tavola. Ve lo consiglio caldamente.
Laura
 
Di questo stesso libro Laura Costantini scrive anche qui:
 
Un passato e un futuro diversi

E’ questo che Menzinger ci propone, immaginando un bivio nella vita e nelle esplorazioni di Cristoforo Colombo. Un bivio che avrà conseguenze tali da creare un futuro del tutto diverso da quello che noi, oggi, stiamo vivendo. Un lavoro enorme di documentazione, una penna felicissima, una voce narrante misteriosa e onnipresente, interventi poetici con ballate che si snodano come un coro greco in una tragedia. In fondo di questo si tratta: della tragedia di un uomo cui è stato affidato l’atroce compito di cambiare il mondo. In cambio deve rinunciare a se stesso, vivendo all’inseguimento di un sogno di gloria che, a ben vedere, non gli apparteneva. Libro da leggere.

___________
 
Fin qui "Il Colombo divergente", ma non sono mancati nuovi commenti anche per "Giovanna e l’angelo" e "Ansia assasina".
 
Cominciamo da "Giovanna e l’angelo". Così ne scrive qui, sul suo blog "Carta e calamaio", Carla Casazza (alias Boskoop67):
 
giovedì, 18 settembre 2008, 20:18
 

Cosa sarebbe accaduto se la storia fosse andata in modo diverso? E’ questa la domanda da cui prende spunto la letteratura ucronica, che non conoscevo ed ho scoperto grazie a Carlo Menzinger e al suo romanzo "Giovanna e l’angelo".

Carlo spiega: “L’ucronia o allostoria o fantastoria o storia controfattuale, è un genere letterario intermedio tra la fantascienza e il romanzo storico, in cui il racconto si differenzia dalla storia comunemente conosciuta, sostituendo a degli eventi storicamente avvenuti altri eventi immaginari.

Si differenzia dalla fantascienza, perché riguarda sempre fatti del passato e non ricorre, di norma, ad artifizi per modificare la storia.

Le mutazioni descritte devono avere un grado accettabile di probabilità di verificarsi.

L’ucronia può descrivere il momento in cui la storia muta o gli effetti di questo mutamento.”

Così in "Giovanna e l’angelo" l’autore gioca con la storia immaginando una Giovanna d’Arco il cui destino sarà diverso da quello che abbiamo studiato sui libri di scuola; una Giovanna raccontata attraverso le parole di un angelo ateo in cerca di Dio e innamorato della Pulzella d’Orleans.

Il romanzo, che denota padronanza della materia frutto anche di un accurato lavoro di ricerca (perchè per cambiare il corso della storia è necessario innanzitutto conoscerla bene), ha un ritmo lento, da gustare con calma, per apprezzare la scrittura elegante che in alcuni momenti si fa poesia. E da leggere con attenzione, per cogliere dove finisce la storia reale ed inizia l’invenzione ucronica.

Per approfondire la conoscenza di questo genere letterario consiglio di leggere l’approfondimento pubblicato da Menzinger nel suo blog.

_______________
Ed ecco, infine, le parole di Cristiana su aNobii che qui ci parla di Ansia assassina:
 
Più che Ansia Assassina l’avrei intitolato Angoscia cittadina!
Scherzo!
Alcuni dialoghi li ho trovati senza tensione ed un pò "bloccanti" rispetto alla trama: nel senso che il testo porta la mente a correre sul filo della scoperta, dell’investigazione e le parole, i dialoghi appunto, mi hanno fatto un pò da tirante. Ovviamente questa è una mia personale interpretazione, non me ne voglia l’autore.
Per quanto riguarda il testo nel suo complesso, ho trovato molto affascinante la trama, la velocità con cui gli avvenimenti trascorrono e, soprattutto, corrono e concorrono a sballottare il lettore da una storia all’altra.
Si sa quello che sta per accadere, ma non se ne capisce il motivo.
Il finale?
Calmo, quasi statico, il tempo fermato su quello che dovrà velocemente accadere.
Da leggere.
Ringrazio Carlo.
p.s.
per caso, sotto sotto, sei un pò misogino?
A questa domanda le ho risposto:

<!–

–>

<!–

–>

A proposito dei miei libri

Vorrei ringraziare altri due lettori per avermi dedicato delle recensioni, la prima riguarda il romanzo "IL COLOMBO DIVERGENTE", la seconda l’antologia da me curata "UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO".

La recensione del mio romanzo ucronico è di Niccolò Abbate ed è la seguente:

Ho letto un romanzo ucronico: Il Colombo divergente di Carlo Menzinger

IL COLOMBO DIVERGENTE - Prima EdizioneAlcuni mesi fa scrissi alcuni racconti ucronici come divertimento.
Mi commentò Carlo Menziger un cultore ed uno studioso dei meccanismi della scrittura ucronica.
Molto meglio di me lo descrive il suo editore LDS in questa esaustiva scheda.
Da cosa nasce cosa ed è nata un’amicizia virtuale.
E così  io gli ho inviato la Tana del Salmone ed ho ricevuto il Colombo Divergente.
L’ho letto, mi ha molto interessato  e mi piace sottolineare gli aspetti significativi dell’opera.
Per chi è interessato e vuole approfondire lo rinvio alla  presentazione dell’opera  sul  sito dell’editore.
Un mio caro amico  giornalista,  ottimo critico letterario,  afferma che una buona  recensione  deve  essere  sintetica (se no chi  legge  si annoia  e  se la prende con il libro recensito), deve  incuriosire (così chi la legge   il libro lo compra) ed infine deve   contenere  solo impressioni di lettura come un qualcosa di  soggettivo e non una sentenza inappellabile (il critico non è un giudice che assolve o condanna ed il lettore il libro lo vuole scoprire e valutare personalmente).
Mi attengo a queste pillole di saggezza ed  in breve  queste sono le mie impressioni di lettura.
Ho apprezzato molto l’attenzione da attento studioso dei particolari storici che sono alla base del romanzo.
Ma mi piace sottolineare : 
a)La modalità narrativa, l’autore che "dialoga" anzi ragiona con il singolo personaggio del blocco narrativo, insomma non la terza persona oggettiva o la prima persona della soggettiva, ma un insolito e raffinato tu che l’autore usa con grande maestria e raffinatissima proprietà
b)Il mutamento del punto di vista a seconda del personaggio con il quale l’autore  dialoga e ragiona. E questo consente uno sviluppo dell’intreccio,  qualche volta complesso, ma sempre appropriato e controllato.
c)La raffinatezza del lessico che passa dalla descrizione attenta a voli lirici che non appesantisce ma avvince chi legge.

Non è una facile lettura sia ben chiaro, ma merita  lo sforzo  della lettura.
La lettura è anche conquista. 

______________________________________________________
Questa recensione si può leggere anche qui.
______________________________________________________
La recensione dell’antologia è stata fatta da Enrico Matteazzi ed è questa:
Menzinger, gli Ucronici
e il "sogno della Storia"

UCRONIE

Pe alcuni questo non è un vero e proprio genere; altri non l’anno neanche mai sentito nominare; i più hanno difficoltà a carpire il significato della parola. Ma che cos’è questa benedetta "Ucronia"?

E chi meglio degli scrittori ucronici può rispondere a questa domanda! Se parole come "allostoria" o "storia divergente" vi incuriosiscono, forse dovreste fare come me e leggere l’antologia di racconti: "Ucronie Per Il Terzo Millennio: allostoria dell’umanità da Adamo a Berlusconi" (Edizioni Liberodiscrivere).

Questa raccolta di racconti la potete portare sotto l’ombrellone: si legge velocemente e molto volentieri: ogni racconto è appassionante, coinvolgente e lungo al punto giusto. Il mio consiglio? Leggete una di queste storie la sera prima di dormire. Ne vale la pena!

Una raccolta fuori dalla storia curata (… ma non guarita!) facendo attenzione alla divergenza storica, dove cioè il nostro mondo avrebbe potuto prendere un’altra direzione. Ad ogni allostoria segue un paragrafo intitolato: "storia e divergenza", che elimina ogni confusione dovesse sorgere in merito all’effettiva piega che la storia ha preso.

Il mio racconto preferito resta "La macchina del tempo", ovviamente (vedi post del 4 giugno 2008), anche se il più geniale, nato, tra l’altro, un po’ per caso, è "Genesi" di Carlo Menzinger, il quale giunge all’estremo ucronico chiedendosi: e se Dio avesse titubato durante la creazione del mondo…?

Secondo me l’Ucronia è un vero e proprio genere che meriterebbe di essere riconosciuto e nobilitato, ma che per ora, almeno per la grande distribuzione, rincorre la Fantascienza. Bellissima comunque la definizione del curatore, che nell’introduzione scrive: "l’ucronia è il sogno della storia. E’ la storia sognata da ciascuno di noi".  Teniamola buona come definizione.

Vi ricordo che altri libri li potete trovare nella mia libreria e alcune recensioni sono anche nel mio sito. (da questo link, cliccate sui nomi degli autori di Ucronie per spulciare la loro libreria!)

Ciao, alla prossima lettura!

______________________________________________________
Questa recensione si può leggere anche qui.
______________________________________________________
ANCORA GRAZIE!

<!–

–>

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: