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IL MOSTRO DI FIRENZE È TORNATO NELLE LIBRERIE

Risultati immagini per nelle fauci del mostroNelle fauci del mostro” è un’antologia di racconti italiani recenti scritti attorno alle vicende del cosiddetto “Mostro di Firenze”, che imperversò contro le coppiette che si appartavano in auto per vari decenni, fino al 1985 e su cui molte furono le ipotesi e numerosi gli arresti, che però hanno lasciato nella popolazione fiorentina la sensazione che non tutto sia stato portato alla luce. Come ben evidenziato anche dal racconto di Sergio Calamandrei, la presenza del mostro ebbe effetti pesanti sull’approccio alla sessualità dei fiorentini, ancora fortemente legati alla mentalità cattolica, nonostante la rivoluzione del 1968, e provati, come tutto il mondo, dalle paure dell’AIDS, sommando la paura per il sesso in luoghi appartati. Paura, che ancora non abbandona chi ha vissuto quegli anni, come evidenziato da Arianna Niccolai.

L’antologia affronta il tema con gli approcci più disparati.

Il primo racconto (“Due” di Mirko Tondi) ipotizza un ritorno del Mostro, che adesca un nuovo collaboratore e lo spinge a compiere nuovi delitti, cambiando però alcuni particolari del rituale omicida.

Il secondo (“Phobia”) della giovanissima Arianna Niccolai, si svolge in due tempi e mostra i traumi lasciati nella psiche di un cinquantenne d’oggi dalle paure di allora. Fobie che possono essere più letali di certi mostri.

Con “Francobolli e vecchi castelli” di Paolo Piani siamo nell’indagine. Uno studente universitario esamina indizi trascurati, arrivando a fare scoperte sconcertanti.

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Alcuni autori. Il curatore Andrea Gamannossi è il terzo da sinistra.

Con “La finestra sul mondo” Andrea Gamannossi (curatore del volume) esplora ipotesi paranormali di possessione, offrendoci una visuale tra le più angoscianti della raccolta.

Stefano Rossi ne “Il Mostro è tornato” ipotizza una ripresa dei delitti e offre un’insolita chiave di lettura nella numerologia, con sviluppi agghiaccianti.

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Tre autori (il secondo è Calamandrei, il terzo il curatore Gamannossi).

Attenta ai risvolti sociologici e psicologici è l’analisi di Sergio Calamandrei in “Eros e morte”, in cui troviamo un giovane detective Renzo Parisi che già abbiamo conosciuto, in vicende ambientate anni dopo, nei romanzi “L’Unico Peccato” e “Indietro non si può”, facenti parte del “Progetto Sesso Motore”, con cui Calamandrei esplora gli effetti sociali del sesso, tema che ben si presta alle vicende di questa antologia.

In “Amori Perigliosi”, Vario Cambi crea un’ambientazione che ci riporta indietro fino ai tempi del medioevo per narrare le vicende della fine di un amore e della nascita di un altro, complice il clima e gli eventi connessi all’opera dell’assassino delle coppiette.

Bernardo Fallani in “Ouroboros” immagina i delitti essere opera di una setta di distinti personaggi.

Con “La voce delle macchine” Simone Innocenti ci regala forse la storia più inquietante della raccolta, con un protagonista folle, di certo con un profilo psicologico assai diverso da quello del presunto “Mostro di Firenze”, ma non per questo meno suggestivo.

Chiude la silloge il racconto di Paolo Romboni “Il mostro dentro”, che orienta l’indagine poliziesca verso un agghiacciante profilo criminale da schizofrenico.

La lettura del volume, nel complesso piacevole, è un’occasione per ricordare quegli anni e per tornare a riflettere su delitti che hanno lasciato il segno e anche un profondo senso d’incompiutezza, sia per la sensazione che le indagini non abbiano portato a galla tutto ciò che c’era, sia per la paura che la storia non sia finita.

 

Presentazione de "Nelle fauci del mostro" alle Oblate di Firenze - 12 novembre 2016

Presentazione de “Nelle fauci del mostro” alle Oblate di Firenze – 12 novembre 2016

 

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Arianna Niccolai

AUTORI PER IL TERZO MILLENNIO: SERGIO CALAMANDREI

Sergio CalamandreiAvendo letto varie opere di Sergio Calamandrei e avendone scritto in varie occasioni, mi farebbe piacere ora riunire in un unico post i link ai principali post da me scritti su questo interessante autore, ancora troppo poco conosciuto e che meriterebbe una maggior distribuzione.

Conosco ormai da vari anni Sergio Calamandrei, di cui mi considero amico e con cui ho collaborato, con mia grande soddisfazione e piacere, in alcune iniziative editoriali quali:

Per quanto riguarda la sua biografia e la sua produzione letteraria, che comprende, romanzi, saggi, racconti e recensioni, credo che la cosa migliore sia rimandare direttamente al suo sito www.calamandrei.it.

Per un’informazione più “dinamica” sulla sua attività letteraria, rimanderei invece al blog https://sergiocalamandrei.wordpress.com/

Per le sue letture un riferimento, credo incompleto, può essere la sua Libreria su anobii: http://www.anobii.com/calamandrei/books

Il suo profilo professionale si può leggere su Linkedin.

A proposito di Sergio Calamandrei, lettore attento, recensore acuto, autore poliedrico e meticoloso, ho scritto in varie occasioni e anche se non credo di ricordarle tutte, ne vorrei menzionare alcune:

IL MESTIERE PIÙ ANTICO, IL MESTIERE PIÙ BELLO E IL MESTIERE DI SCRIVERE

Approfittando della loro pubblicazione all’interno della nuovissima collana “Sesso motore”, ho riletto i racconti scritti da Sergio Calamandrei attorno all’investigatore privato fiorentino Domenico Arturi e agli altri personaggi del romanzo “Sesso Motore Zero – L’unico peccato” e che ritroviamo, sempre nell’ambito del progetto “Sesso motore”, anche nel romanzo “Sesso Motore 1 – Indietro non si può”.

In genere preferisco leggere romanzi piuttosto che raccolte di racconti, perché con queste si corre il rischio di faticare molto di più, dovendoci riambientare ogni volta dopo poche pagine.

È vero, però, che i racconti che compongono questa raccolta sono autonomi tra loro e rispetto ai due romanzi o al saggio “Sesso motore 2 – Perché si fa poco sesso”, ma la silloge “Sesso motore 3 – Il mestiere più bello del mondo e altri racconti” ha una forte unitarietà, dovuta proprio alla presenza di questi personaggi, che avevamo imparato ad amare leggendo i romanzi, all’ambientazione fiorentina e a un’impostazione comune, che sovrappone alla trama gialla un’analisi della nostra società, sia come rapporti interpersonali e trai sessi, sia come Paese Italia, con le sue distorsioni, quali il traffico di droga, la camorra o le altre mafie, gli abusi edilizi (centrali nel secondo romanzo) o l’assurda macchina del divertimento delle crociere.

Il ritmo nei racconti, per loro natura, accelera, però, rispetto ai romanzi e Calamandrei si permette qualche tocco ironico in più, dato anche dallo sviluppo a volte imprevisto delle indagini, che spesso partono da poche cose, come la morte di una coppia di gatti o la verifica della soddisfazione della clientela su una nave da crociera, per arrivare poi a scoprire un marciume assai più profondo, che Calamandrei ci presenta magari con leggerezza ma non per questo senza fare una denuncia significativa del nostro vivere quotidiano, che lascia il suo segno.

Completo dunque con questo volume, la lettura/ rilettura (dato che anche i racconti li avevo letti man mano che Calamandrei li pubblicava altrove) di questa collana / progetto, che non saprei se definire quadrilogia, dato che i volumi principali vanno da Zero a 3, ma forse lo Zero (scritto a lettere, proprio per distinguerlo dagli altri) non lo dovrei contare e dovrei contare invece “Sesso motore 4 – Assaggi gratis”, l’ebook che contiene stralci degli altri tre volumi e, allora, contandoli tutti dovrei parlare di pentalogia.

Quanti siano i volumi, lascio a voi di giudicarlo, ma posso certo dire che Calamandrei, sia che scriva romanzi, saggi, racconti o articoli (che ho letto altrove) è autore che si fa leggere volentieri e che lascia sempre qualcosa al lettore, siano spunti di riflessioni o siano vere e proprie informazioni che ci arricchiscono culturalmente, come qui, per esempio, la descrizione della vita della pittrice toscana Artemisia Gentileschi, il cui stupro ha reso una bandiera della lotta contro la violenza sessuale. Cito proprio questo brano tra tanti, per lo strano caso che mi è capitato: avevo appena finito di leggere il racconto in cui se ne parla (un furto di una pala d’altare da un museo fiorentino), quando sono entrato in un’azienda e sul bancone all’ingresso trovo un pacco di volantini in cui campeggiava la scritta “Artemisia”: proprio come era scritto nel racconto si trattava dei depliants di questa associazione contro la violenza, di cui non avevo ancora mai sentito parlare, e di cui scriveva Calamandrei!

Insomma, se tutti sapete qual è il mestiere più antico del mondo, non vi voglio rivelare quale sia quello più bello, ma vorrei almeno dire che il mestiere di scrivere Calamandrei lo conosce bene.

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Sergio Calamandrei (Coimbra, agosto 2013)

 

INDIETRO NON SI PUÒ: AVANTI TUTTA (CON 4 LIBRI ASSIEME!)

Anni fa lessi “L’unico peccato” (Editrice Zona, 2006) di Sergio Calamandrei e mi colpì come, inserito nella struttura del giallo, ci fosse un romanzo decisamente più mainstream, intendendo con questo quella parte di narrativa che non si lascia ingabbiare nei generi letterari. Già “L’unico peccato”, insomma, incamerava in sé alcuni interrogativi fondamentali sulla nostra società, sui rapporti interpersonali, in particolare uomo-donna, sul mondo dell’editoria e dei libri.

Non mi stupisce dunque che, in occasione della pubblicazione di un nuovo episodio delle indagini dell’investigatore privato fiorentino Domenico Arturi, Sergio Calamandrei abbia pensato di inserire i due romanzi non già in una semplice serie di gialli, ma in un progetto di assai più ampio respiro che ha denominato “Sesso motore”, in quanto, le varie opere si incentrano sull’interrogativo fondamentale: il sesso è il motore principale delle azioni umane? Se non lo è, lo è la sua assenza, come nota uno dei personaggi del secondo romanzo “Indietro non si può”?

Calamandrei, dunque, ha ridenominato “L’unico peccato” “L’unico peccato – Sesso motore Zero”, definendo così il secondo romanzo “Indietro non si può – Sesso motore 1” e aggiungendo a questi, con pubblicazione contemporanea, un saggio “Perché si fa poco sesso – Sesso motore 3”, una raccolta di racconti “Il mestiere più bello del mondo – Sesso motore 3”, un’antologia gratuita “Assaggi gratis – Sesso motore 4”, un sito internet http://www.calamandrei.it/sessomotore.htm e un blog http://sessomotore.wordpress.com.

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Firenze – Foto di Carlo Menzinger

Indietro non si può” è comunque un romanzo del tutto autonomo, questo per tranquillizzare chi tema di dover per forza leggere tutto, e altrettanto lo sono gli altri volumi: ciascuno può essere letto autonomamente dagli altri, anche se è consigliata la lettura integrale per rendersi meglio conto dell’ampiezza degli intenti dell’autore

 

Come già “L’unico peccato”, “Indietro non si può” è ambientato a Firenze negli anni ’90 (tra fine 1995 e inizio 1996).

Calamandrei è fiorentino, Firenze la conosce bene e questo certo giova al romanzo, perché ne esce fuori un’ambientazione corretta, precisa ma, state tranquilli, non puntigliosa o invadente.

L’autore sembra ben conoscere la regola aurea degli scrittori: scrivi di ciò che conosci. Si capisce quindi bene che si è accuratamente documentato su ogni aspetto (e un’idea del suo grande lavoro si percepisce leggendo i ringraziamenti finali, rivolti a tanti professionisti che lo hanno consigliato su vari aspetti). Oltre che di Firenze, nel romanzo si parla dell’Italia, della politica nazionale di quei tempi di primo berlusconismo (ma l’autore ci parla soprattutto degli altri personaggi dell’epoca, tralasciando, forse volutamente, il fondatore del partito-azienda), delle grandi novità che cominciavano a cambiarci la vita, come l’avvento dei cellulari, che i protagonisti, con riflessioni che ricordano le stesse che si sentivano allora, non riescono ad accettare, delle infiltrazioni mafiose, delle speculazioni edilizie.

Positiva, dunque, l’ambientazione, ma positivo anche tutto il resto, i personaggi, la trama, i contenuti.

I personaggi non sono pochi, oltre al citato protagonista Domenico Arturi, voce, narrante, ma neanche troppi e questo permette di caratterizzarli piuttosto bene.

La trama verte attorno al classico omicidio di un nobile fiorentino e al furto di un libro antico, avvenuti separatamente. Partendo da questa struttura di base, Calamandrei ci mostra i rapporti tra i vari personaggi, denuncia un mondo di sfruttamento del lavoro, con segretarie non pagate, laureati che fanno gli autisti. Ci parla di abusi edilizi, di corruzione, di mafia, per riflettere così sul nostro tempo e, soprattutto, tema centrale del progetto “Sesso motore”, per interrogarsi – sia tramite i rapporti dei personaggi l’uno con l’altro, sia tramite la loro visione – sulla funzione del sesso nella nostra società e, persino, nell’evoluzione della nostra specie. Rilevante appare la considerazione sull’interessenza tra sesso, potere e ricchezza.

Romanzo insomma denso di contenuti, scritto con professionalità, intenso e di piacevolissima lettura.

Infine, posso anche osservare di aver imparato da questa lettura qualcosa di nuovo sull’affascinante mondo del collezionismo di libri antichi.

 

Chi lo ha pubblicato, vi chiederete forse ora, chi ha sostenuto questo suggestivo progetto? Qualche grande editore? Niente affatto! Qualche medio editore di buon fiuto? Neppure.

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Sergio Calamandrei – Lisbona, agosto 2013

Sergio Calamandrei, che già aveva pubblicato con editori minori, non solo “L’unico peccato” nella prima edizione ma anche altre sue opere, conosce ormai bene il mondo dell’editoria, su cui ha scritto interessanti studi (il tema viene accennato anche nel romanzo che ci parla oltre che di libri antichi, anche di moderni editori) e così sembra aver capito che ormai un editore, soprattutto se non è veramente importante e non vuole investire in modo significativo su di te, serve davvero a poco e, quindi, ha pubblicato da solo, con l’aiuto di alcuni amici per le copertine (il bravo Paolo Milanese) e per la revisione dei testi, avvalendosi di uno dei servizi di self-publishing che si può trovare on-line: Youcanprint. Forse il solo modo per avvalersi in modo proficuo di un editore è quello escogitato dallo stesso protagonista Domenico Arturi, ma non voglio rivelarvelo qui, perché merita scoprirlo nel romanzo, così come leggendo le pagine scritte da Calamandrei penso sia più piacevole scoprire lo sviluppo dei vari misteri che vi compaiono (non solo l’omicidio del Conte Puccetti e il furto de “Les liasons dangereuses”) e, delle varie storie, amorose e non, che vi si dipanano, dall’attrazione dell’investigatore per la bellissima vedova dell’assassinato, agli incerti amori dell’Avvocato Parisi, alle imprese letterarie di Arturi, che, oltre a condurre le sue indagini sta scrivendo un romanzo, che si chiama “L’unico peccato” (proprio come il primo romanzo di Calamandrei! Un metaromanzo, insomma, che si scrive da solo!), ai rapporti familiari della famiglia Puccetti, dilaniati dalle questioni ereditarie dopo la morte del Conte.

Insomma, questo romanzo è la dimostrazione che anche tra i romanzi autopubblicati si possono trovare ottime letture.

L’UNICO PECCATO SAREBBE NON LEGGERLO (SESSO MOTORE)

In occasione dell’uscita della seconda edizione del romanzo “L’Unico Peccato” del fiorentino Sergio Calamandrei, sono andato a ricercare la recensione che avevo pubblicato quando uscì la prima edizione, per scoprire che il mio post risaliva addirittura al 30 gennaio 2008: non pensavo fosse passato tanto tempo, tanto bene ricordo questo romanzo!

La prima edizione fu edita da Zona. Per questa seconda edizione Calamandrei ha fatto ricorso ai servizi di Youcanprint, ma non si è limitato a rieditare il volume, l’ha invece inserito in una serie di testi, di cui “L’Unico Peccato” rappresenta il volume “Zero” e che costituiscono il progetto “Sesso motore”.

Il progetto “Sesso motore”, come si può leggere qui: http://www.calamandrei.it/sessomotore.htm dunque si compone di ben cinque opere:

0 – il romanzo “L’Unico peccato”;

1 – il romanzo “Indietro non si può”, seguito de “L’Unico peccato”;

2 – il saggio “Perché si fa poco sesso”;

3 – L’antologia di racconti “Il mestiere più bello del mondo”;

4 – L’antologia di estratti “Assaggi gratis”.

 

Se il primo romanzo era già opera complessa e articolata, che si delineava come qualcosa di più di un semplice giallo, divenendo esplorazione sociale dei rapporti umani, la raccolta in cui è ora inserito dimostrano che quella vocazione era ben forte, se ha potuto portare persino alla generazione di un saggio, sulla forza motrice del sesso nella nostra cultura, nella nostra società e nel nostro tempo.

 

Vi lascio allora alle parole che avevo scritto per la prima edizione:

 

* * * * *

Sergio Calamandrei a Firenze

 

L’unico peccato” di Sergio Calamandrei: ecco un giallo che è qualcosa di più di un semplice giallo.

 

Con quest’opera prima Sergio Calamandrei ci guida in un’avventura che è un intreccio di storie e di personaggi, d’incontri e di riflessioni.

L’ambientazione fa subito capire dove dobbiamo collocare questo lavoro. Si svolge, infatti, nella Biblioteca Nazionale di Firenze e non mancano le pagine dedicate ad un Circolo di aspiranti scrittori.

Siamo dunque più dalle parti della letteratura che non altrove.

L’autore riesce, infatti, a cogliere sempre la giusta occasione per offrire al lettore occasioni di riflessioni sempre nuove, man mano che la ricerca investigativa attorno al delitto procede.

E non manca l’esplorazione psicologica, il lavoro di definizione e tratteggio dei personaggi.

Si tratta, dunque, di un libro completo e “pieno”. Di un libro in cui si sente che l’autore ha riversato anni di riflessione e di vita e un lungo ed intenso impegno di scrittura.

Il risultato, quindi, non può che essere ottimo: un romanzo piacevolevariegato e coinvolgente, un testo che, pur edito al di fuori delle “major” dell’editoria, ha tutte le caratteristiche per essere un libro “importante”, che ben avrebbe figurato nelle principali collane gialle dei massimi editori nazionali, un libro che non può mancare nella vostra libreria (io ne ho già acquistate varie copie, che ho regalato ad amici e, purtroppo, ho prestato la mia copia personale e ancora non l’ho riavuta… credo che finirò per comprarne una nuova!).

Non perdetevi allora questa occasione per scoprire un nuovo, brillante autore.

 

La trama in estrema sintesi è questa: Firenze, inizio anni novanta. Un investigatore privato conduce un’indagine sul suicidio di uno studente fuoricorso che lo porta a scoprire un misteriosi traffici che ruotano attorno alla Biblioteca Nazionale. Nel corso dell’indagine l’investigatore incontra il Club degli Aspiranti Scrittori dove si riuniscono persone che si dilettano a scrivere. Due storie d’amore che coinvolgono alcuni di questi aspiranti scrittori si intersecano con la trama gialla.
Vorrei ora rivelarvi il finale: il colpevole è…. No, scherzavo! Lascio a voi di scoprire chi sia e soprattutto quale sia questo Unico Peccato, scoprendo così anche quella che è la filosofia che c’è dietro un’opera tanto intensa, dalle cui pagine traspare, come scrivevo, il lavoro di anni e la ricerca continua di una qualità da offrire a un pubblico che, vogliamo augurarci, potrà crescere sempre più.

 Lascio ora la parola all’autore che così descrive questo libro:

 

<<“Ci sono dei libri gialli in cui il detective arriva alla soluzione del caso per intuizione, al termine di un lungo processo di empatia con l’assassino. Egli a poco a poco assorbe, se così si può dire, l’ambiente in cui è maturato il delitto e arriva a ragionare come il colpevole, identificandolo in tal modo. In altri gialli la soluzione viene trovata come freddo risultato di un processo esclusivamente logico, un po’ come risolvere un’equazione alla lavagna. In alcuni libri, infine, il colpevole è il maggiordomo e tutto quello che c’è scritto in mezzo è uno spreco di tempo.

Io, tra i miei personaggi non avevo alcun maggiordomo e quindi decisi che dovevo risolvere il caso Berti col mio metodo personale, il metodo Arturi, detto anche della logica per forza.”

 

Così riflette Domenico Arturi, investigatore privato fiorentino dal passato non limpidissimo e dalle amicizie inquietanti prima di affrontare una lunga notte che lo porterà a scoprire cosa si nasconde dietro l’apparente suicidio di uno studente universitario fuorisede.

Siamo a Firenze, agli inizi degli anni novanta e un fuoricorso, aspirante scrittore e collaboratore saltuario con la Biblioteca Nazionale, muore precipitando dalla finestra del suo appartamento. Il padre incarica Domenico Arturi di chiarire le motivazioni del suicidio. L’investigatore, il cui motto è “lo scopriremo solo vivendo”, si immerge in un’indagine atipica che lo porta in contatto con un originale Club popolato da personaggi particolari; tra questi: un professore amante di Borges e con un lontano passato sudamericano, uno studente che crede nella “Teoria Romantica dell’Amore” e che litiga in continuazione con un seguace della “Teoria Casualistica dell’Amore”, un vecchietto che parla solo per citazioni, ritenendo che ormai a questo mondo tutto quel che merita di essere detto, lo sia già stato.

Seguendo le labili tracce lasciate dal giovane morto l’investigatore si imbatte in uno spacciatore, ex poliziotto, estremamente pericoloso, e in una cittadina svizzera dove producono ottimi cioccolatini. Accompagnato da un’insegnante di ginnastica ormai specializzata nel respingere i pretendenti, Arturi partecipa a una spettacolare festa in una villa nelle campagne attorno a Firenze. Quella sera ci scappa il secondo morto, questa volta sparato, e a quel punto diventa chiaro che il volo fatto dal presunto suicida deve essere riletto da un altro punto di vista.

Nel frattempo appaiono libri antichi della Biblioteca Nazionale che non dovrebbero esistere e si sviluppano due storie d’amore. La prima è quella di un avvocato trentenne già consumato dal proprio lavoro che cerca di rigenerarsi con un pericolosissimo amore per una ventenne. La seconda nasce tra una ricercatrice universitaria, ossessionata dalla propria abilità nell’interpretare il linguaggio del corpo, e un bibliotecario il quale ritiene esista un unico peccato che cerca in tutti i modi di evitare, commettendone molti altri nel frattempo.

Tra ulteriori spari, “amici” svizzeri, irruzioni della polizia, pranzi sentimentali al caffè Neri-Peruzzi di Piazza Santa Croce e momenti di amore intenso, tutte le storie precipitano verso la conclusione e alla fine l’investigatore resta con un po’ di amaro in bocca perché forse non tutto è andato a finire com’era giusto.>>

 

Su http://www.calamandrei.it/unicopeccatointervista.htm c’è, infine, un’intervista a Calamandrei, in cui l’autore ci parla del libro.

* * * * *

In bocca al  lupo, allora, a Sergio Calamadrei, per questa sua nuova avventura con l’ormai inossidabile Domenico Arturi.

IL SESSO È UN MOTORE

Sesso motore 2 - Perché si fa poco sesso - Sergio CalamandreiAnni fa ho avuto il piacere di leggere in anteprima il romanzo di Sergio CalamandreiL’unico peccato”. Di recente, ho potuto leggere anche “Sesso Motore 2 – Saggio sul poco sesso”. Entrambi i volumi fanno parte del Progetto SESSO MOTORE, che consiste in una serie di pubblicazioni e iniziative con cui l’autore intende aiutare a dare risposta ad alcune domande. La principale è: “Qual è il motore immobile attorno al quale ruota l’esistenza umana, ovvero qual è la motivazione profonda che guida le azioni degli uomini e delle donne?” ovvero “Se quello che vogliamo è essere felici, perché impieghiamo così tante energie nel cercare di accumulare potere e beni quando l’esperienza dimostra che non basta essere ricchi e potenti per essere felici?”

Le altre questioni cui Calamandrei cerca di dare risposta, legate alla domanda principale, sono:

  • Perché il sesso è così esibito (in tv, in pubblicità) nella nostra società e così osteggiato nella sua messa in pratica?
  • Perché un’attività tanto soddisfacente e in teoria anche priva di costi viene praticata relativamente così poco?
  • Perché nel mondo reale s’incontrano tante difficoltà ad avere piena soddisfazione sessuale?

 

L’autore, nel saggio, fa spesso riferimento a tesi sostenute dalla psicologia evoluzionistica, per la quale i meccanismi psicologici che stanno alla base delle nostre scelte, preferenze e comportamenti sono stati selezionati in maniera darwiniana e formati dalla pressione evoluzionistica perché capaci di dare risposte efficienti ai problemi che gli antenati dell’uomo hanno dovuto affrontare per milioni di anni. Questi modelli di comportamento che adottiamo tuttora sono nati e si sono consolidati nel lunghissimo periodo in cui i nostri progenitori hanno vissuto in piccolissimi gruppi di cacciatori-raccoglitori nomadi e sono stati ben poco modificati nella breve fase di appena diecimila anni in cui gli uomini hanno scoperto l’agricoltura, sono diventati stanziali e hanno formato comunità numerosissime.

 

Il Progetto nel suo complesso è formato da:

  • L’unico peccato. SESSO MOTORE ZERO – romanzo (versione cartacea ed ebook)
  • SESSO MOTORE 1: IL ROMANZO. Indietro non si può (versione cartacea ed ebook)
  • SESSO MOTORE 2: IL SAGGIO. Saggio sul poco sesso (versione cartacea ed ebook)
  • SESSO MOTORE 3: I RACCONTI. Arturi e i suoi amici (versione cartacea ed ebook)
  • SESSO MOTORE 4: ASSAGGI GRATUITI – un ebook gratuito, dove viene illustrato il progetto e vengono forniti estratti di tutte le opere che lo compongono
  • Il blog http://sessomotore.wordpress.com
  • La sezione del sito http://www.calamandrei.it/sessomotore.htm  dedicata al progetto SESSO MOTORE.

 

Sesso motoreDi questi per ora, ho letto solo il primo romanzo e il saggio, anche se di Sergio Calamandrei ho letto altre cose, come il recente “Sangue gratis”, alcuni racconti, tra cui quello presente nell’antologia da me curata “Ucronie per il terzo millennio”, il racconto “Lei si sveglierà” che abbiamo scritto assieme per il volume “Parole nel web” e il romanzo, alla cui stesura abbiamo collaborato entrambi, “Il Settimo Plenilunio”.

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Sergio Calamandrei – Algarve, agosto 2013

Autore molto attento al mondo del giallo, con questo saggio, Calamandrei dimostra di saper spaziare in campi assai diversi, come se non bastassero in tal senso le prove nel campo del romanzo gotico o dell’ucronia. In realtà, l’intero progetto, con i suoi presupposti, ci fa capire come il giallo sia sì il genere in cui si muovono i personaggi delle sue storie, ma dietro ci siano il desiderio e la volontà di analizzare e meglio comprendere questo nostro mondo, i rapporti umani e le loro dinamiche. Ecco allora l’esigenza di estendere e protendere taluni contenuti che nei romanzi non possono trovare adeguato sviluppo. Nasce così questo saggio che si presenta leggero e colloquiale, ma non per questo non riesce a porre importanti quesiti e a ricercarne risposte non banali.

La lettura fa venir voglia di aprire vari dibattiti su più temi.

Per esempio, siamo sicuri che lo scopo delle nostre vite sia essere felici? Chi se lo pone davvero come obiettivo? Seguendo un approccio evoluzionistico non dovremmo considerarlo piuttosto un mezzo? Non è, principalmente, lo strumento per favorire la riproduzione?

Oppure, premesso che lo scopo della vita sia la sua propagazione e conservazione, come anche Calamandrei giustamente scrive, allora ricchezza e potere servono a farci sentire più sicuri (conservazione), ma ci rendono anche più appetibili come compagni per chi vuole riprodursi e quindi ci permettono di avere più scelta e migliorare la qualità o la quantità della nostra riproduzione. La società moderna non punta (non può più) sulla quantità, ma sulla qualità (cerchiamo di dare tutto ai figli, piuttosto che farne tanti). Forse la nuova selezione consiste nell’accesso a un quantitativo crescente di risorse, quasi che i ricchi volessero diventare una razza diversa rispetto ai poveri? Come stiamo cambiando in rapporto a queste premesse?

E ancora: perché il sesso è tanto esibito, ma tanto osteggiato, come nota l’autore? Lo è, dico io, perché socialmente pericoloso o per le ragioni che cita Calamandrei? Lo è perché allo Stato fa comodo avere nuclei stabili di individui come le famiglie e nulla ne mina di più la stabilità che il sesso libero? Eppure, come scrive Sergio, il sesso è un forte “motore”, perché serve a soddisfare uno dei due obbiettivi della vita:  la riproduzione.

Altri argomenti di dibattito stimolati da questa lettura potrebbero essere: da cosa nasce il rapporto tra il sesso e la religione? Come lo vivono le nuove generazioni? Davvero le cose cambiano da una generazione all’altra come sostengono i giovani ogni volta? Quanto le nostre scelte sessuali rispondono a esigenze dei nostri antenati primitivi? A chi conviene veramente la monogamia?

Ho trovato molto interessanti i raffronti con la sessualità degli altri primati, l’analisi dei tre stati dell’io, il collegamento tra peccato e burocrazia (mai avevo pensato potessero avere la stessa origine!), la distinzione tra capitalisti e proletari sessuali!

UNO SPIN-OFF DE “IL SETTIMO PLENILUNIO”

Sangue Gratis e Altri Favolosi Racconti - Sergio Calamandrei

Sangue Gratis e Altri Favolosi Racconti – Sergio Calamandrei

Come potremmo definire “Sangue Gratis e altre Favolose Offerte”, il primo dei tre racconti lunghi che compongono il volume “Sangue Gratis e Altri Racconti” scritto da Sergio Calamandrei?

È una storia che nasce dalla costola del romanzo “Il Settimo Plenilunio” da me scritto assieme a Simonetta Bumbi e, come ha voluto lui di dicesse “con la collaborazione determinante di Sergio Calamandrei”.

Avevo definito “Il Settimo Plenilunio”, edito da Liberodiscrivere nel 2007, una gallery novel, per dire che è un’opera collettiva, scritta da tre autori e reintepretata da ben 17 artisti tra illustratori, pittori e fotografi.

Ebbene “Sangue Gratis e altre Favolose Offerte” si potrebbe forse considerare come una nuova reinterpretazione del romanzo, questa volta non in forma grafica, ma narrativa. Non è ne un sequel, né un prequel, né una storia parallela.

L’interessante esperimento di Sergio Calamandrei, autore di numerosi racconti e del romanzo L’Unico Peccato”, consiste nel prendere uno dei personaggi de “Il Settimo Plenilunio”, Piero De Mastris, e riraccontare la sua storia a modo suo.

Ritroviamo così sia i contatti del vampiro con la società telefonica, con la banca, con il venditore ambulante, ma cambia l’approccio, non più incentrato sullo scontro epico tra vampiri e licantropi, ma volto a utilizzare ironicamente la figura del vampiro per descrivere (come solo in parte faceva il romanzo originale) un mondo consumistico prossimo venturo, che, come Calamandrei nota nell’introduzione, si sta già avverando con tempi ancor più stretti di quelli che potevamo immaginare solo sei, sette anni fa, quando romanzo e racconto furono concepiti.

In quel periodo, tra l’altro, il romanzo gotico non aveva ancora ritrovato la sua rinnovata attuale popolarità e ci stupimmo del contemporaneo successo di altre storie, come il celeberrimo ciclo di “Twilight”. Ho dunque avuto modo di interrogarmi sul perché di questo rionnovato interesse per vampiri e licantropi e ne ho scritto sulla rivista “IF – Insolito & Fantastico”, nella monografia dedicata ai vampiri e sul mio blog  https://carlomenzinger.wordpress.com/2011/09/17/perche-scrivere-di-vampiri-e-licantropi-nel-terzo-millennio/. Rimando dunque a quegli scritti per un approfondimento, limitandomi a dire che le motivazioni sono molteplici: il vampiro può raffigurare lo straniero che incombe in un mondo globalizzato, può essere la natura violenta che ciascuno reprime in sé, la paura dell’adolescente per un nuovo essere che cresce dentro di lui e lo trasforma, un simbolo della moderna schizofrenia e non solo. Insomma, credo che, in tempi di crisi come il nostro, i mostri fantastici tornino per simboleggiare e esorcizzare i mostri reali.

Sergio Calamandrei - Firenze, Settembre 2012

Sergio Calamandrei – Firenze, Settembre 2012

Dunque ben venga questa raccolta di Sergio Calamandrei.

Gli altri due racconti sono “Tsunami” e “Alba a Chinde”. Con il primo dei due, Calamandrei ci porta negli orrori delle isole di Sumatra, dello Sri Lanka e dell’Indonesia, devastate non solo dallo tsunami del 2004, ma anche dalla presenza di un vampiro che si rifà non alla tradizione europea e “transilvana”, ma a quella locale, sebbene non si differenzi molto da quelli che conosciamo.

In “Alba a Chinde” troviamo un vampiro malinconico e viveur, un ricco Conte, che per sfuggire alla maledizione della luce del giorno, che ogni vampiro teme, vive in un’eterna notte volando di città in città, di continente in continente, cercando sempre di precedere l’alba, ma questa, lo sanno tutti, prima o poi arriva. Questo racconto non è in fondo una metafora delle nostre vite? Non corriamo sempre in avanti, cercando di essere più veloci di una morte che comunque sappiamo che prima o poi arriverà?

Firenze, 06/04/2013

Il Settimo Plenilunio - Carlo Menzinger, Simonetta Bumbi e Sergio Calamandrei

Il Settimo Plenilunio – Carlo Menzinger, Simonetta Bumbi e con la partecipazione determinante di Sergio Calamandrei

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