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UNA BUONA GUIDA PER LA FINANZA DI PROGETTO

Sono ormai alcuni anni che mi occupo di Project Finance e di altre operazioni di finanza strutturata, gestendo numerosi progetti, ma ogni tanto mi fa piacere rispolverare un po’ di teoria. Ho così letto il “Manuale del project finance” di Stefano Gatti, sottotitolo “Come disegnare, strutturare e finanziare un’operazione di successo”, testo consigliato da altri operatori del settore. Non immaginavo certo di trovarvi particolari scoperte, essendo oltretutto la “nuova edizione” che ho letto di novembre 2006, e così è stato. Il volume, però, è un buon testo, innanzitutto perché vi ho ritrovato in pieno l’operatività a cui sono abituato. Inoltre, è abbastanza ben strutturato e organizzato in diverse sessioni, che affrontano ciascuna un argomento diverso. Occorre, peraltro, dire che alcuni temi sono trasversali ai capitoli e li troviamo ripresi più volte in ciascuno. Del resto, questo avrebbe potuto essere ovviato probabilmente solo facendo avere analoga sorte ad altri argomenti, tanto le materie sono intrecciate.

Le parti principali riguardano:

  1. Un’introduzione al Project Finance;
  2. Il mercato;
  3. Il ruolo delle banche;
  4. La strutturazione;
  5. Gli aspetti industriali;
  6. I consulenti;
  7. I flussi di cassa;
  8. Gli aspetti legali;
  9. Il rischio di credito;
  10. Un caso campione
  11. Un modello di simulazione.

Stefano. Gatti is Director of the B.Sc of Economics and Finance at Università Bocconi, where he’s been also Director of the International Teachers’ Programme. His main area of research is corporate finance, investment banking and project finance.

Trattandosi di un libro pubblicato prima che cominciasse, nel 2007, la lunga crisi da cui ancora non riusciamo a uscire, la parte sul mercato descrive un mondo che è già molto cambiato e, forse, tra i capitoli, sebbene si parli di waiver, manca uno spazio adeguato alle ristrutturazioni e rimodulazioni delle operazioni, che sono divenute negli ultimi anni ben più frequenti.

In ogni caso, credo che possa essere senz’altro un testo da consigliare a chi voglia approcciare, in modo professionale, per la prima volta la materia o per chi, cimentandosi da poco nell’operatività, voglia un supporto teorico cui fare riferimento.

IL GIOCO DELLE PARTI del politico, dello storico e del poeta

L'antiico centro della città da secolare squallore a vita nuova restituitoÈ raro assistere alla presentazione di un libro in una piazza gremita di gente. Mi è capitato ieri sera e la piazza non era quella di qualche località di villeggiatura ma Piazza della Repubblica a Firenze, il cuore sabaudo del capoluogo toscano, « L’ANTICO CENTRO DELLA CITTÀ, DA SECOLARE SQUALLORE A VITA NUOVA RESTITUITO ».
Anche il pubblico non era dei più comuni, dato che dal palco sono stati salutate e ringraziate per la loro presenza varie personalità del mondo culturale e politico fiorentino, tra cui il neo-sindaco della città Matteo Renzi, del quale era atteso un intervento, che, però, non c’è stato.
Il libro capace di catalizzare tanta attenzione si chiama “L’imperfetto assoluto” ed Matteo Renzi, sindaco di Firenzeè edito da “Mauro Pagliai Editore”, la casa editrice fiorentina nata, con grandi propositi, dalla costola di Polistampa.
La serata, organizzata con la collaborazione della prospiciente libreria Edison, ha potuto disporre di simili spazi e di simile pubblico, perché l’autore, sebbene non trai più noti in campo letterario è invece una personalità di spicco nel panorama politico fiorentino essendo il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Riccardo Nencini, nonché Segretario del Partito Socialista.
Riccardo Nencini, autore de L?imperfetto assolutoIntroduceva poi uno dei più celebri e autorevoli storici non solo di Firenze, ma d’Italia, Franco Cardini, autore, tra le altre cose di un bel saggio su Giovanna D’Arco, che è stato una fonte importante per la stesura del mio romanzo “Giovanna e l’angelo” (Edizioni Liberodiscrivere).
Era poi presente come coautore del libro l’ex-enfant prodige Federico Berlincioni, che a tredici anni già pubblicò una raccolta di poesie. A lui si devono quindici sonetti inseriti all’interno del romanzo di Nencini.
La singolarità della serata è stata nella curiosa inversione delle parti che hanno giocato questi personaggi.
Il Professor Cardini, infatti, ha fatto un intervento, pur dotto e ricco di riferimenti storici e letterari, ma che ricordava molto un discorso politico, con riferimenti all’amministrazione della città e l’esaltazione del nuovo sindaco Matteo Renzi, la cui elezione ci ha presentato come un evento storico, per le qualità della persona, immagino, più che per i suoi meriti effettivi, essendo il mandato appena iniziato. Affermazione che in cuor mio sento come possibile e che mi auguro si realizzi, ma di cui non vedrei i presupposti “storici”.
Quando poi è intervenuto il politico Nencini, nel presentare il suo libro, che è un romanzo storico, ha Franco Cardini, storicosoprattutto parlato della geografia di Firenze nel 1300, delle sue famiglie e dei giochi di potere di quel secolo, delle ragioni dell’affermarsi di Firenze nel panorama internazionale.
Un po’ perplessi ci ha lasciati l’affermazione che ogni re (o sindaco) ha bisogno di qualcuno che, come il Musciatto protagonista del romanzo, faccia il lavoro “sporco” per lui, che sarà anche vero, ma suona davvero male, soprattutto detto da un politico, anche se in quel momento indossava la casacca dello storico ancor più che la camicia dello scrittore!
Federico Berlincioni, poetaHa poi passato la parola al ventiduenne Berlincioni che ci ha spiegato d’aver impiegato ben 5 anni a scrivere i 15 sonetti del volume, dunque, iniziando a 17 anni, età alla quale era già sufficientemente “celebre” da esser scelto da Nencini come coautore. Il “giovin poeta” si è, dunque, dilettato, per completare il gioco delle parti, a mutarsi in professore e critico letterario spiegando al pubblico cosa siano i sonetti e quale grande poeta sia Dante (quasi che a Firenze pensasse ci possa esser qualcuno che l’ignori) e spiegando quanto sia difficile cercare di scrivere nel XXI secolo come se si fosse Dante (ciò che lui ha cercato di fare, non ho ben capito con quale esito, perché il contesto di piazza e la lunghezza del suo intervento non mi hanno consentito di apprezzare e valutare appieno la sua opera poetica un po’ “retrò”, se così si potesse dire).
Intervento il suo, a detta di molti presenti, alcuni dei quali si sono defilati mentre parlava, che ha purtroppo abbassato l’alto livello e l’interesse che erano riusciti a raggiungere Cardini e Nencini con significativi contributi culturali.
A tal punto, ci aspettavamo l’intervento del Sindaco, che non c’è stato. Forse, visto il gioco delle parti degli altri oratori, si sarà detto "e ora io cosa dovrei fare, visto che ognuno copre ruoli diversi dai propri? Presentarmi da poeta o magari da cantante?" e alla fine deve aver rinunciato a parlare (se mi permettete la battuta).
 
Quanto al romanzo, per come è stato presentato, parrebbe di notevole interesse storico, dato che, pur strutturato come un metaromanzo con al centro un testo che parrebbe uno pseudL'imperfetto assoluto di Riccardo Nenciniobiblion (come ci fa notare Cardini, pur senza citare tali termini), tratta invece di un realissimo testo storico (come afferma l’autore), su cui Nencini ha costruito la sua narrazione.
Protagonista sarebbe un tal Musciatto Franzesi, che inizia la propria carriera come garzone in una banca e quindi diviene mercante e banchiere tra i più grandi e compare persino in una novella del Decameron, prima di essere vituperato e sepolto dai Guelfi neri vincitori. Con un simile nome ho subito pensato si trattasse di personaggio inventato, ma non è così. Pare sia personaggio storico.
Musciatto diviene Cavaliere del re di Francia, Filippo il Bello, e consigliere di suo fratello Carlo, tra il 1301 e il 1306, e incrocia i propri passi con eventi che segneranno la storia: l’esilio di Dante, lo schiaffo di Anagni e i tradimenti di Bonifacio VIII, la nascita dello stato nazionale in Francia e l’avvio dell’attacco ai Templari, la guerra civile che insanguinò Firenze all’arrivo del Valois e con il rientro di Corso Donati, la supremazia del fiorino in tutta la Cristianità e l’ingegno travolgente di Giotto, di Arnolfo, del Sommo Poeta (come si legge nella scheda dell’editore).
Chi avesse voglia di sentire altre presentazioni può consultare il sito dell’editore, che ne elenca varie altre.
LEGGERE ANCHE:

IL SETTIMO PLENILUNIO – Capitolo 14

Due nuovi artisti di grande livello hanno aderito al proggetto "Il Settimo Plenilunio". Si tratta di Guido De Marchi, scrittore, pittore e fotografo di classe e del geniale pittore Alessandro Fantini i cui dipiinti si possono vedere qui e qui.

Il dipinto qui sotto è un olio di Alessandro Fantini, che ben si adatta a rafigurare la fine dell’amplesso tra Esha e Chew, nel momento in cui riprendono forma umana.

Amplesso tra Esha e Chew. Dipinto a olio di Alessandro Fantini "O.B.E. Out of body experience".

La seguente illustrazione di Guido De Marchi mi pare che possa rappresentare il finale del romanzo (per cui non ne dico di più!).

Illustrazione di Guido De Marchi. Fine

Entrambi hanno già pronti vari altri lavori, che vedrete presto su questo blog.

"Il Settimo Plenilunio" è il titolo della "gallery novel" che ho scritto assieme a Simonetta Bumbi, con la collaborazione di Sergio Calamandrei.

Siamo arrivati al quattordicesimo capitolo del romanzo. Aspettiamo la vostra interpretazione GRAFICA della storia.

Come forse già sapete (se ci avete seguito sin qua) l’idea è di raccogliere in un libro i disegni di diversi illustratori.

Per ora hanno aderito al progetto Niccolò PizzornoSilvia Perosino, Massimo BernaAngelo Condello, Laura Fazio, Fraitz, Arturo di Grazia, Marco Ferrara, Lexi, Pino Santoro e Alessandro Giovagnoli. Con  Guido De Marchie Alessandro Fantini siamo a tredici illustratori!

Aspettiamo ancora altri disegnatori. Forza!

Unitevi a noi.

Mandateci i vostri disegni scrivendo a menzin@virgilio.it

Questo è l’inizio del quattordicesimo capitolo (il seguito lo potete trovare su www.liberodiscrivere.it.

LA BANCA DEL SANGUE

De Mastris accese il megaschermo virtuale 5 metri per 8, che si stendeva su un’intera parete del suo studio e, evitando accuratamente il Circo Barnum dei notiziari generalisti, si sintonizzò su un canale che trasmetteva solo notiziari economici. Quello era un canale seguito da pochi, ma era l’unico che fornisse talvolta notizie di un qualche interesse. 
 (CONTINUA QUI)

Leggi anche gli altri capitoli:

I disegni ricevuti sinora sono tutti su PLENILUNIO7.

Cliccando qui potete vedere tutti i post sul Settimo Plenilunio.

ILLUSTRAZIONI

Di seguito potete trovare un disegno di  Niccolò Pizzorno che illustra questo capitolo.

De Mastris guarda le notizie sul megaschermo. Illustrazione di Niccolò Pizzorno.

Il disegno seguente è di Angelo Di Grazia e mostra De Mastris infuriato che spacca il megaschermo.

De Mastris spacca il megaschermo. Ilustrazione di Arturo Di Grazia

IL SETTIMO PLENILUNIO – Capitolo 8

Eccoci al ottavo capitolo del romanzo che ho scritto assieme a Simonetta Bumbi, con la collaborazione di Sergio Calamandrei.

Aspettiamo la vostra interpretazione GRAFICA della storia.

Esha e Chew. Illustrazione di Marco Ferrara (alias Fertony)Questa volta salutiamo un nuovo illustratore, Marco Ferrara, che si aggiunge, con il disegno qui accanto, a Niccolò PizzornoSilvia Perosino, Massimo BernaAngelo Condello, Laura Fazio, Fraitz e Arturo di Grazia

Aspettiamo ancora altri disegnatori. Forza!

Mandateci i vostri disegni su menzin@virgilio.it

Il prossimo disegno è di Angelo Condello.

Piero De Mastris in banca. Illustrazione di Angelo Condello.

Questo è l’inizio del ottavo capitolo (il seguito lo potete trovare su www.liberodiscrivere.it/).

LA BANCA

Mentre entrava in banca, De Mastris pensò di avere ancora abbastanza tempo per risolvere quella faccenda, prima che giungessero a casa sua quelli di Fastissimo. Che di sicuro, poi, sarebbero arrivati in ritardo rispetto a quanto promesso. Sbuffò, ripensando al suo inarrivabile psycoweb, ma poi si controllò e decise di concentrarsi sulla banca. Un’incazzatura alla volta, sennò avrebbe fatto solo confusione.

 

– Buongiorno – disse mentre si sedeva di fronte alla scrivania dell’addetto, sfoggiando un sorriso di circostanza, palesemente poco amichevole, anche se si sforzava di parere tale.

Il ragazzo gettò un’occhiata nervosa a una tavoletta elettronica per appunti, che teneva accanto allo psycofono. Poi sorrise sforzato e disse:

– Buongiorno, in cosa posso aiutarla?

 

(CONTINUA)

 

Leggi anche gli altri capitoli:

I disegni ricevuti sinora sono tutti su PLENILUNIO7.

Cliccando qui potete vedere tutti i post sul Settimo Plenilunio.

ILLUSTRAZIONI

Ecco alcune illustrazioni per il capitolo inviate da Niccolò Pizzorno.

Impiegato di banca e De Mastris. Illustrazione di Niccolò Pizzorno

La banca. Illustrazione di Niccolò Pizzorno.

Esterno. Illustrazione di Niccolò Pizzorno.

 

Impiegato di banca. Illustrazione di Niccolò Pizzorno.

De Mastris in banca. Illustrazione di Niccolò Pizzorno.

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