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Firenze capitale d’Italia

In occasione del 150° anniversario della proclamazione di Firenze a Capitale del Regno di italia, presso l’Archivio di Stato della città si tiene una bella mostra che illustra le grandi opere urbanistiche che trasformarono Firenze in un città moderna e aperta verso l’esterno, grazie all’abbattimento delle brutte mura che la ingabbiavano, all’apertura di piazze e ampi viali di circonvallazione su progetti dell’architetto Giuseppe Poggi.

Polistampa ha realizzato il catalogo della mostra, che ho acquistato al termine della visita (€ 30,00).

Visita e volume consigliati per chi vuol capire come è nata la Firenze che conosciamo.

 

 

 

 

L’architetto Giuseppe Poggi

 

 

Cattedrali gotiche

Cattedrali per Junger

GAUDI, IL GENIO IN ARCHITETTURA

Gaudì - Sagrada Familia

Gaudì – Sagrada Familia
(Foto di Carlo Menzinger)

Gaudì - Casa Battlò

Gaudì – Casa Battlò
(Foto di Carlo Menzinger)

Ho acquistato la guida “Gaudì – Introduzione alla sua architettura” di Juan- Eduardo Cirlot sull’opera di Gaudì durante una gita fatta a Barcellona a fine 2009, durante la quale ho potuto visitare alcune delle opere qui descritte, quali la Sagrada Familia, Palazzo e Parco Güell, Casa Batllò… Cosa sarebbe Barcellona senza Gaudì?

Come si dice nel volume Gaudì è stato un genio nel senso originario del termine, “colui che genera”, per aver saputo creare una forma di architettura nuova, che supera i vincoli delle linee rette, delle geometrie precise, del monocromatico, perché “la Natura non ci presenta nessun oggetto in maniera monocromatica, del tutto uniforme per ciò che riguarda il colore, né nella vegetazione, né nella geologia, né nella topografia, né nel regno animale”, come scrive l’architetto (pag. 21).

Gaudì - Park Guell

Gaudì – Park Guell
(Foto di Carlo Menzinger)

Antoni Gaudì

Antoni Gaudì

I suoi edifici si inseriscono nella natura, i suoi colonnati sembrano foreste, i suoi comignoli strane piante o creature sottomarine, i suoi muri onde. Gaudì costruisce nella natura imitando la natura e stravolgendo i criteri classici e noi, forse troppo condizionati dai canoni greco-romani, ci meravigliamo e ammiriamo la sua opera, ma non riusciamo a prenderla sul serio, a trarne un insegnamento. Forse anche per motivi economici. Costruire case a forma di cubo, di certo costa meno che costruire edifici in cui ogni finestra è diversa dalle altre, in cui le pareti si curvano sinuose, in cui nulla è regolare e standard, industrializzabile e duplicabile.

Genio troppo moderno, al punto di essere antico, artigianale più che industriale, elitario più che di massa.

Eppure sono geni come lui che rendono città come Barcellona speciali e la nostra vita meno noiosa.

Firenze, 07/02/2011

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