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100 lettori per la catena di lettura di ANSIA ASSASSINA

Nel sito per lettori anobii, c’è un Gruppo che si chiama “Due chiacchiaere con gli autori” al cui interno è possibile aprire varie Discussioni. Tra queste si possono attivare delle Catene di Lettura, ovvero qualcuno mette in prestito un libro, che passa così di mano in mano, da un lettore all’altro. E’ un bel modo per entrare in contatto con i propri lettori. Personalmente ho creato varie catene per ciascuno dei miei libri. Una di queste era per il thriller “Ansia assassina”.  Il volume è così passato di mano 100 volte! Ho dovuto persino sdoppiare la Discussione per quanto era diventata lunga!

Prima Parte della Discussione

Seconda parte della Discussione.

Alla fine ho chiesto di restituirmelo. Molti lettori hanno lasciato i loro commenti sulla scheda nella mia Libreria. Ne potete leggere ben 80 qui!

Altri hanno lasciato delle annotazioni o dei biglietti nel libro.

Ecccoli!
Ansia assassina - catena anobii 6.BMP

 

Ansa assassina - catena anobii 2.BMP

 

Ansia Assassina - catena Anobii 1.BMP

 

Ansia Assassina - catena anobii 3.BMP

 

Ansia Assassina - catena anobii 5.BMP

Ansia Assassina - Catena anobii 4.BMP

 

Altri miei libri in prestito con il sistema delle catene di lettura li trovate qui.

Penso che le catene di letture siano davvero una bella esperienza per un autore. Nulla è più proficuo e piacevole di entrare in contatto con tanti lettori, ricevere le loro impressioni e avere l’opportunità di confrontarsi con loro.

Grazie davvero di cuore a tutti coloro che hanno letto ANSIA ASSASSINA o altri miei libri, in catena, in e-book o acquistandoli!

DYLAN DOG n. 240 – UCRONIA – Settembre 2006

Dian Dog - UcroniaCerto dire che il n.240 di Dilan DOG, intitolato "UCRONIA" sia davvero un'ucronia non è facile. Diciamo che alcuni degli eventi (un po' caotici) che si verificano, vengono spiegati ucronicamente… o quasi.
L'idea è che, come insegna l'allostoria, se un evento si verifica oppure no, dal suo verificarsi o meno nascano diversi universi, con diversi futuri. C'è qui un professore tedesco (che si incontra anche altre volte nelle storie di Dog nate dalla penna di Tiziano Sclavi) che spiega a modo suo la teoria, dicendo che futuri diversi possono coesistere nello stesso mondo. Ci possono essere cioè nello stesso momento in un scatola il gatto vivo e lo stesso gatto morto.
E così vediamo una Londra dominata niente meno che dai Comunazisti, frutto della vittoria di Hitler e della sua alleanza con Stalin.
E ci sono personaggi che appaiono in un tempo per poi scomparire e riapparire in un'altra epoca.
Direi che l'ucronia è altra cosa.
Qui siamo più dalle parti dell'incubo, come è giusto sia con Dylan Dog.

Vari numeri di Dylan Dog si possono scaricare qui.
Qui, invece, si parla del nuovo film su Dylan Dog in uscita a ottobre 2010, di cui potete vedere il trailer qui.

Leggi anche:

    § Una rivista sull’Ucronia
    § Giovanna e l'angelo

    § Ucronie per il terzo millennio
    § Ucronie sul fascismo
    § Ucronie sul nazismo – Fatherland
    § Ucronie sul nazismo – La svastica sul sole
    § Roma eterna
    § L’ucronia sul Vangelo di Saramago
    § L’ucronia sul Vangelo di Kazanzakis
    § L’ucronia di Borges
    § Ucronie preistoriche
    § Uno Sherk quasi ucronico

DUE FILM E UN ROMANZO PER UN PIANETA PENSANTE

Ci sono film che non ti lasciano nulla, o almeno così sembra, e altri che ti rimangono “addosso” per tutta la vita ed ogni tanto riemergono, facendosi ricordare.Risultati immagini per solaris lem
Un film di quest’ultimo tipo è stato, per me “Solaris”, nella versione di Tarkowskij.
L’ho visto molti anni fa ma ancora ricordo la sensazione da incubo di quegli esseri partoriti dalla fantasia degli astronauti rinchiusi nella claustrofobica stazione orbitante attorno al pianeta vivente e pensante chiamato Solaris.

Un film del primo tipo è stato invece “Solaris”, nella più recente e americanizzata versione di Soderbergh, con George Clooney, di cui mi sono rimaste solo alcune tracce, che si appoggiano sulla più solida memoria del film del 1972 di cui è un pallido remake.

Nello scrivere un romanzo sulla materialità degli incubi, mi sono tornati alla mente questi due film e, pensando che ancora non avevo letto il romanzo omonimo del polacco Stanislaw Lem, ho voluto porre rimedio, anche con l’intento di capire quanto questo libro potesse avere davvero a Solaris - il flm di Sodebergche fare con quello che avevo quasi ultimato di scrivere.
Quello che ho fatto, nel leggerlo, è stato dunque un triplo raffronto. Poiché della versione di Soderbergh, come dicevo, ricordavo poco, l’ho rivista.

Ebbene, il romanzo è una storia filosofica e visionaria di grande respiro in cui si narra di una spedizione su questo lontanissimo pianeta, caso eccezionale nell’universo, caratterizzato dall’essere divenuto un unico immenso organismo, di forma fluttuante, simile ad uno sterminato oceano ma di diversa corposità. Un oceano mutante, che continuamente cambia forma e che, soprattutto, pare dotato di una propria intelligenza con la quale non solo stabilizza la propria orbita attorno ai due soli del sistema planetario cui appartiene, ma crea continuamente nuove forme colossali sulla propria superficie. Questo pianeta pensante è stato oggetto di studio per varie generazioni degli scienziati cosiddetti “solaristi”.
Ultimi trai quali i passeggeri della stazione orbitante in cui la storia si svolge. Passeggeri che sono uomini intelligenti e, appunto, scienziati, non certo il ragazzetto schizzato che fa la parte di Snaut nel film di Soderbergh, né il piacione incorporato da Clooney. Gente che riflette sulla propria esistenza ma soprattutto su quel mistero incredibile che sono venuti per studiare. Di tutto ciò il film americano non lascia traccia e per quanto ricordo, non credo sia approfondito più di tanto neppure nel film russo.

Quello che ricordo del film di Tarkovskij è soprattutto il difficile rapporto degli studiosi con i loroSolaris di Tarkowski incubi personificati, esseri che non li lasciano un solo istante e cui loro stessi si affezionano, in quanto proiezioni delle proprie menti realizzate dai poteri psichici del pianeta. Di questo forse è emerso qualcosa nel romanzo che sto scrivendo.

Anche il remake si concentra su questo aspetto, ma ignorando del tutto le motivazioni e le ragioni, pur misteriose, dell’esistenza di questi esseri, che sono solo una delle numerose espressioni dell’attività di Solaris, come è chiaro leggendo il romanzo.
Lem infatti sembra preoccuparsi soprattutto di raccontarci che la nostra visione antropomorfa della vita e dell’intelligenza è del tutto fallace, che nell’universo possono esistere forme viventi incomparabilmente diverse dall’uomo. Credo anzi che tra tutti gli alieni partoriti dalla fantascienza, Solaris sia il più alieno di tutti. Un essere così inconcepibile che, nonostante sia stato studiato per decine d’anni da numerosi scienziati, nonostante sia stato oggetto delle più disparate teorie e ipotesi, risulta sempre inconoscibile, come solo un Dio può essere, al punto che alla fine il protagonista si chiede se non sia proprio un “Dio bambino” o un “Dio imperfetto” ancora alla ricerca di un Risultati immagini per solaris Clooneymodo per esprimersi.

Si tratta dunque di un romanzo che, pur perdendosi in minute descrizioni dell’attività solariana o degli studi solaristici, tocca riflessioni sul senso della vita, sull’intelligenza, sulla morte, sull’amore e su Dio come solo i grandi e migliori romanzi di fantascienza riescono a fare.

È, infatti, solo grazie ad autori come Stanislaw Lem che la fantascienza può rivendicare il diritto di dirsi letteratura, anzi una delle forme più alte di letteratura, giacché prossima alla filosofia.
Purtroppo però il pubblico tende a confondere il genere con le storie d’avventura con astronavi sparatutto che combattono conto alieni insettiformi.

Ancora una parola sul finale, che nel romanzo è, fondamentalmente aperto, con una vaga speranza che “l’epoca dei miracoli crudeli non fosse ancora finita”, mentre nel film di Soderbergh si risolve in un’abbandonarsi al destino o meglio alla volontà di Solaris, da cui scaturisce poi un inutile lieto fine, piuttosto in contrasto con la perenne misteriosità del pianeta che impariamo a conoscere nel romanzo.

Finita la lettura mi ripromisi appena possibile di rivedere il film russo e di cancellare dalla memoria quello americano, in attesa che un nuovo remake renda giustizia a Lem. Cosa che ho fatto alcuni mesi fa.

Io credo che, se mai si volesse fare oggi un film da questo libro, oltre a riprenderne le riflessioni di cui sopra, Pianetisarebbe giusto sfruttare la potenza degli strumenti informatici, cercando di ricostruire almeno la magia dei simmetriadi, dei mimoidi, dei vertebroidi, degli agilanti e delle altre forme solariane, mentre il pur recente film di Soderbergh si limita a farci vedere solo una specie di magma colorato e delle nebbie oscillanti.

E per finire segnalerei un’analogia con un telefilm recente di grande successo “Lost”, in cui i protagonisti hanno a che fare non con un pianeta vivente, ma con un’isola misteriosa che sembra dotata di una propria volontà e che pare in grado di agire sulla psiche dei naufraghi, personificando le loro memorie. Qualcosa a che fare con Solaris, forse?

Leggi anche:

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Dove nasce l'ansia

Ansia assassina seconda edizioneL’atto della nascita è la prima esperienza d’ansia e quindi la fonte e il prototipo della sensazione d’ansia

Sigmund Freud

Ma l’ansia può uccidere?

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