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AVATAR: CINEMA CITAZIONE O PLURIPLAGIO?

Avatar, film di CameronDi solito in questo blog parlo solo di libri e di letteratura ma il cinema è strettamente imparentato con questi, a volte mi capita di divagare verso i prodotti dello schermo. Voglio farlo ancora per fare alcune riflessioni su un film che si preannuncia come un prossimo successo planetario: Avatar di James Cameron, il regista di Terminator (1984), Aliens (1986), The Abyss (1989), True Lies (1994) e Titanic (1997).
Il 3 gennaio 2010, quindi in soli 17 giorni, Avatar ha, infatti, raggiunto e superato il miliardo di dollari d'incassi, battendo in velocità ognuno degli altri 4 film che finora hanno raggiunto il miliardo (il primo è stato il precedente film di Cameron, Titanic).
Il 6 gennaio, quindi in soli 20 giorni, è divenuto il secondo maggior incasso della storia del cinema, grazie ad un incasso mondiale di 1.135.383.229 di dollari, 374.445.852 dei quali ottenuti nei soli Stati Uniti.
Quando un film ha un simile successo, non si può ignorare. L’ho visto lo scorso week end e indubbiamente è un bel film che si guarda volentieri, con degli effetti speciali davvero straordinari e un messaggio ecologista da non trascurare di questi tempi. In alcune sale è proiettato in 3D (non dove l’ho visto io, però), cosa che lo rende ancor più un balocco da parco di divertimenti.
 
Quello di cui vorrei parlare però è la trama, perché ritengo che il successo del film dipenda sicuramente in gran parte dagli effetti speciali ma che la storia raccontata debba avere la sua importanza nel determinare l’attenzione del pubblico.
Ebbene quello che ci troviamo davanti è un incredibile miscuglio di film già visti! La miscela è di grande effetto ma non c’è scena in cui non venga da pensare “ma questo è come in questo o quell’altro film!”
I ragazzini riconoscono subito la trama di film disneyani come AvatarPocahontas o, magari Atlantis e La Sirenetta: l’amore tra il bianco e l’indiana, tra la donna sottomarina e il ragazzo umano, tra la sirenetta e l’umano, per non parlare dei potenti cristalli di Atlantis che fanno Catwomanpensare ai poteri delle foreste di Pandora. La casa sull’albero ricorda invece il cartone Aida degli alberi.
E poi ci sono gli alieni: questi Na’Vi giganteschi e con gli occhi da gatto e la pelle blu striata, che combattono con archi e frecce come gli indiani della migliore tradizione western, con tanto di versi che a volte ricordano quelli dei loro predecessori americani.Aida degli Alberi Solo che anziché combattere tra montagne e deserti lo fanno in una giungla che ricorda quella dei film sul Vietnam, non ultimo Apocalipse Now, di cui vediamo replicata persino la carica degli Avatarelicotteri! E in questa giungla si muovono fiere mostruose e pericolosissime che sembrano fuggite da un Jurassica Park alieno.
E gli Avatar: sembrano presi in prestito da Matrix, dei cui protagonisti i Na’Vi hanno analoga agilità. La protagonista si muove felina e scattante come Catwoman o altri supereroi ben noti.
Le leggendarie montagne fluttuanti di Pandora forse ricordano Il castello errante di Owl o forse semplicemente le pietre magnetiche galleggianti in aria di Viaggio al centro della terra (il recente remake 3D, non certo l’originale). La memoria di Guerre Stellari poi aleggiaAvatar Pocahontas - Disneyovunque, persino nella cabina di regia degli umani, che ricorda quasi quella della Morte Nera.
E che dire della battaglia finale, con l’intervento di Madre Natura e degli animali: non siamo forse dalle parti de Il Signore degli Anelli o delle Cronache di Narnia?
E quel primo piano sull'occhio non viene forse da Lost, come l'attrice che pilota uno degli elicotteri?
 
Ed eccoci al quesito che mi sono posto: è giusto fare un film o scrivere un libro mescolando gli elementi di altri libri o altri film? Il prodotto è qualcosa che si può ritenere abbia una sua autonoma dignità artistica o  siamo ai limiti del plagio?
Quando un film (o un libro) è una copia di un altro, parliamo di remake (e a volte sono migliori dell’originale) e nessuno ormai si scandalizza, però dimenticarsi dell’originale ci fa valutare male il risultato finale. Ci sono registi come Burton che hanno fatto dei remake la propria arte (basti pensare a “La fabbrica di cioccolato” a “Il pianeta delle scimmie”) e realizzato prodotti che aggiungevano genialità alla genialità precedente. Altre volte il risultato è stato deludente, come quando gli americani cercano di copiare film europei (penso, ad esempio, a “Solaris” o “Tre uomini e una culla”).Avatar
Quando però gli elementi copiati vengono da diverse fonti, allora credo che si possa parlare di una vera arte del regista (o dello scrittore) nel mettere assieme le parti in un modo nuovo per ricreare un prodotto che, con mattoni usati, ci regala una costruzione innovativa. Se poi gli strumenti (in questo caso tantissimi effetti speciali) sono particolari e diversi, il prodotto diventa davvero qualcosa di nuovo, anche quando nella torta riusciamo a riconoscere dei sapori già noti.
Del resto anch’io mi sono divertito a scrivere “Cybernetic Love” (una delle tre storie di “Parole nel web” – Edizioni Liberodiscrivere) raccontando un tragico triangolo d’amore nato da una chat realizzando una sorta di collage d i citazioni di classici della letteratura (soprattutto aHarry Potter sull'ippogrifo Fierobeccontica), riscritti con linguaggio informatico. Penso che nessuno possa pensare che “Cybernetic love” sia un plagio di Omero o Virgilio, tanto diverso è il prodotto finale e tanto esplicite sono le citazioni!
Lo stesso credo valga per Avatar: la sua originalità sta nell’aver mescolato tanti film di successo per ragazzi. Che sia poi uno dei primi film degni di questo nome realizzato in 3D potrebbe renderlo degno di un posto nella storia del cinema.

Grazie ai lettori di Parole nel web

Con questo post, avevo ringraziato gli ultimi lettori che hanno commentato il mio romanzo “Ansia assassina”, e con questo quelli de Il Colombo divergente, con questo quelli di di Giovanna e l’angelo. Altri lettori di questi libri sono arrivati successivamente e presto dedicherò anche a loro nuovi spazi.
Ora vorrei ringraziare chi ha letto ultimamente
Ricordo però prima che chi volesse leggerlo gratuitamente può iscriversi ad aNobii e mettersi in lista qui, nel Gruppo Due chiacchiere con gli autori.
Chi volesse acquistarlo può invece ordinarlo qui.
L’inizio si può leggere qui.
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Ringrazio allora Luisa Ferretti che ne ha parlato qui dicendo, tra l’altro:
https://i0.wp.com/www.luisaferretti.it/blog/upload/ParoleNelWebSmall.jpg"Lei si sveglierà", "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" e "Cybernetic Love" sono i tre racconti che fanno parte di un libro intitolato "Parole nel web" edito da Libero di scrivere. Questo libro è nato grazie ad riuscitissima collaborazione fra quattro scrittori; su tutti il bravo Carlo Menzinger, che è stato così gentile da leggere e recensire il mio ultimo romanzo.

Sì, le parole corrono sul web, in questa nostra epoca dominata dall’avvento di Internet, e talvolta, come in questo caso, danno vita ad un nuovo modo di fare letteratura. Alla base di questo esperimento c’è il talento, la passione, e la forte intesa letteraria che si è instaurata fra i quattro narratori, tutti con una solida esperienza narrativa alle spalle. Una narrazione che diviene monologo interiore nel primo racconto "Lei si sveglierà" scritto da Menzinger e Calamandrei, in cui un uomo si ritroverà con la donna che ha sempre amato, e da cui non è stato ricambiato…un atto di vile rivalsa, di desiderio inappagato, lo porterà ad approfittarsi di lei. La musica lirica fa invece da sfondo ideale ad un grande amore nel secondo racconto "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" scritto da Menzinger e Didato. L’amore è surreale e potente come un teatro immaginario da costruire sull’altissima vetta di una montagna nel sud Italia…una montagna che non esiste.

Il racconto che però mi ha colpito di più è sicuramente "Cybernetic Love" proprio perchè si riallaccia alla tematica "interattiva" che è alla base del mio romanzo. Carlo Menzinger e Simonetta Bumbi recuperano la tradizione amorosa dei grandi classici, dando vita ad un appassionato dialogo fra amanti virtuali denso di riferimenti letterari che ci rimandando a Shakespeare, Dante, Omero…un’opera originale che mette in primo piano l’abilità degli scrittori e loro "devozione" ai giganti della poesia e della prosa…ogni verso, perchè di versi parliamo, è scritto davvero bene, e ho trovato molto simpatica la nota biografica su questi grandi autori ("giovani promesse" ) che, a distanza di secoli, sentiamo così vicini a noi.

AidaSì, i tempi cambiano, la tecnologia avanza, ma i sentimenti, le paure, i desideri che animano la nostre esistenze sono gli stessi. Giorno dopo giorno, cerchiamo le parole più adatte per esprimere – e comprendere appieno -ciò che proviamo…e talvolta, come dimostra questo bel libro, le parole possiamo trovarle anche nel Web.

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Ringrazio 1949Paperina per averlo commentato su aNobii:
Dalla quarta di copertina:
Tre storie scritte nel web.
Tre storie scritte per e-mail da tre coppie d’autori.

Deviante, come molto spesso sono le quarte di copertina, che sbircio appena perchè a volte sono in grado di svelarti la fine di un giallo o, dopo la lettura del libro, capisci che chi le ha scritte il libro NON lo ha letto. Deviante perchè (a non conoscere la scrittura di Carlo) si potrebbe pensare ad un raffazzonato "cazzeggio" nel web, qualcosa di messo insieme quasi per caso. Deviante perchè mi è piaciuto troppo, dal primo breve racconto alla dolce quasi-favola centrale, al colto dramma-tragedia finale. Non ho idea di come abbiano fatto gli autori a creare questa gradevolissima opera, che non lascia intravedere le due "menti" che di volta in volta hanno scritto. Ho fatto anche un commento confuso, ma "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" l’ho letto due volte, una di seguito all’altra…
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Ringrazio quindi eleU che neparla sempre su aNobii:
Interessante esito di scrittura "sperimentale" dello stesso autore con altri tre scrittori. Il primo dei tre scritti ha un finale aperto, e ogni lettore è libero di immaginare cosa accadrà quando "lei" si sveglierà. Curioso l’uso di un linguaggio giovanilistico, direi riuscito. Il secondo racconto è davvero un piccolo gioiello ambientato in una Macondo dei giorni nostri. Il finale è un divertissement intellettuale con tanti riferimenti e giochi di parole, che chiude in bellezza questa raccolta.
 
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Ringrazio Carla Casazza per aver scritto così  su aNobii:
 Trama 9/10
Scrittura 10/10
Coinvolgimento 9/10

Quattro scrittori che non si conosco, tutti cui i contatti avvengono via web. E attraverso la rete danno vita a tre racconti, scitti ciascuno a quattro mani.
Ha una genesi originale Parole nel Web. 4 autori x 3 racconti a 4 mani di Andrea Didato, Carlo Menzinger di Preussenthal, Sergio Calamandrei, Simonetta Bumbi, frutto di un esperimento letterario ottimamente riuscito: i tre racconti – estremamente diversi tra loro – riflettono l’eterogeneità e i diversi bagagli personali dei quattro autori offrendo tre diversissime interpretazioni dell’amore, perchè è l’amore il filo conduttore che li lega.
Lei si sveglierà”, di Sergio Calamandrei e Carlo Menzinger, racconta in modo piuttosto crudo e cinico di un amore rubato, una breve illusione di come sarebbero state le cose se…
Se sarà maschio lo chiameremo Aida”, è un lungo racconto – a tratti tenero a tratti divertente e surreale – firmato da Carlo Menzinger e Andrea Didato: la storia d’amore tra due adolescenti che cresce e si rafforza anche grazie ad un altro amore, quello per la musica lirica.
Cybernetic love” è il più originale e surreale dei tre: Simonetta Bumbi e Carlo Menzinger mettono in versi la tragica vicenda di un triangolo sentimentale nato, guarda caso, nel web. E per meglio poetare scomodano i grandi autori della letteratura prendendo a prestito e parafrasando i loro versi più celebri con un effetto davvero divertente.
Divorato d’un fiato per la freschezza, l’originalità e il coinvolgimento che regala al lettore.

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Ed infine ringrazio Laura Costantini e Loredana Falcone che sempre su aNobii hanno scritto:

In fondo, quando si pensa alla scrittura a quattro mani, l’idea è sostanzialmente quella di questo libro: persone che amano le parole che si incontrano virtualmente (pronubo il web) e, scambiando pareri e capitoli per e-mail, giungono ad un risultato inatteso. Come sanno coloro che conoscono Lauraetlory, la nostra scrittura a quattro mani è diversa da così. Noi scriviamo insieme, sempre e di persona. Ma l’idea di Carlo Menzinger, trait d’union tra Sergio Calamandrei, Andrea Didato e Simonetta Bumbi, è bella e funziona benissimo. Non si scorgono differenze di stili e di impostazione. L’amalgama è riuscito e il libro si legge con piacere: "Lei si sveglierà" è un racconto che scorre rapidissimo verso un finale aperto. "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" è un romanzo breve pieno di surreale poesia, un mondo di ghiaccio che trasmette il calore delle cose vissute con il cuore. "Cybernetic love" è un esperimento di storica in versi con un linguaggio aulico e cibernetico insieme. Va letto per capire. Sinceramente è la cosa che ho apprezzato meno. Non la sento nelle mie corde. Ma questo nulla toglie alla bravura di Menzinger e Bumbi. Da leggere.

GRAZIE A TUTTE (sempre donne, eh)!

 

Scrivere con Andrea Didato

Ho conosciuto Andrea Didato per caso su internet verso la fine del 2001 o forse l’inizio del 2002, su un sito che si chiamava Scrittura Fresca. Era un sito dove ognuno poteva pubblicare quel che voleva, racconti e poesie, ed essere contattato dai lettori che dicevano, sempre scrivendo nel sito, la loro su quanto avevano letto (ma sapete tutti come funziona un sito di scrittura, no?).
Fu così che Andrea lesse qualcosa di mio ed io qualcosa di suo. All’inizio mi divertii a riscrivere un paio di suoi racconti e a farglieli leggere (ricordo, in particolare il racconto di un tragico volo). Poi ci venne l’idea di scrivere assieme e decidemmo di fare un racconto. Voleva essere una storia breve, di un paio di pagine, ma il gioco ci prese la mano e divenne quasi un romanzo. Lo abbiamo chiamato “Se sarà maschio lo chiameremo Aida”. Si trattava di una storia surreale di due ragazzi che si innamorano e che, amando la musica lirica decidono di costruire un teatro. L’aspetto surreale della storia è l’ambientazione: un paese del sud Italia, in cima ad una montagna altissima e perennemente innevata. Ed un po’ surreali o allucinati sono alcuni personaggi.
Ognuno scriveva qualcosa e poi lo spediva all’altro evidenziando le parti variate. L’altro rileggeva e approvava (o meno) le variazioni ed aggiungeva parti nuove. Dunque, nella storia ci possono essere personaggi o brevi descrizioni che sono più creature di Andrea o più mie, ma questo lavoro di continua sovrapposizione delle nostre “mani”, ha portato il libro ad essere particolarmente omogeneo, ed io stesso stenterei a ritrovare delle parti di cui assumere la paternità assoluta. La differenza di contributo, però, era, direi, soprattutto nel fatto che Andrea amava molto descrivere la vita di paese, dettagliare i personaggi. Io preferivo le trovate surreali e le invenzioni fantasiose. Fui, ad esempio, io a portare in montagna Calalto (ma il nome credo fosse soprattutto opera sua), io a inventarmi l’idea del teatro o a trasformare la partita a pallone in una sorta di avventura epica. Sue, però, mi pare, furono l’idea dell’avvelenamento o quella della biblioteca e delle lezioni scolastiche per adulti.
 
Una volta completato il romanzo, decidemmo di farlo leggere ad altri. Avendo io pubblicato “Il Colombo divergente” con Liberodiscrivere, mi ero spostato sul sito di questa casa editrice. Fu così che lo facemmo uscire a puntate prima su Scrittura Fresca e poi su www.liberodiscrivere.it. Eravamo nel 2002.
Poi il tempo passò e i vari impegni familiari e professionali mi allontanarono dal web e mi parve lo stesso fosse avvenuto ad Andrea.
Un giorno, anni dopo, ho ripensato a questo romanzo che ancora “fluttuava” senza pace in internet, senza aver potuto riposare sulla carta. Ripensai anche ad altri scritti fatti a quattro mani, come il “Cybernetic Love”, scritto con Simonetta Bumbi e anch’esso pubblicato on line su Liberodiscrivere e “Lei si sveglierà”, scritto con Sergio Calamandrei, e mi resi conto dello scorrere inesorabile del tempo. Mi prese allora la “paura” di non poter più riuscire a dare alle stampe questi lavori. Temevo di perdere i contatti con Simonetta e Andrea, che da tempo non sentivo più.
Decisi allora di raccogliere questi testi in un volumetto e di ricercare i miei compagni d’avventura. Volevo anche scrivere un breve racconto tutti assieme, per chiudere l’opera.
Ebbi qualche difficoltà momentanea a ritrovare Simonetta, che in rete si muoveva spesso silenziosa, nascosta dietro imprevedibili nicknames, ma poi, con grande gioia, la ritrovai.
Sergio è un amico del mondo reale per cui non fu difficile contattarlo.
Mancava, però, all’appello Andrea. Gli scrissi il 27 febbraio 2006, ma alla sua vecchia e-mail Didato non rispondeva. Pensai l’avesse cambiata. Cercai altri riferimenti in rete, ma la sola e-mail che i vari siti su cui lui scriveva segnalavano era quella a me nota. Trovai allora un numero telefonico. Mai c’eravamo visti e mai neppure parlati per telefono (lo stesso è stato con Simonetta). I nostri lavori erano stati integralmente realizzati solo per scambio di e-mail! Non sapevo se fosse davvero il suo numero. Il nome e la città, però, corrispondevano. Dopo una decina di giorni di ricerche, alfine, decisi di rompere la tacita regola che aveva limitato i nostri rapporti al solo contatto via e-mail.
Il numero era giusto, anche se capii subito dalla voce di chi mi rispondeva che c’era qualcosa che non andava. Forse avevo sbagliato a “comparire” nel mondo reale, io che per lui ero solo stato un “fantasma virtuale”? Al telefono c’era una donna, sua moglie, che, purtroppo, mi spiegò che non potevo più parlare con Andrea, perché Andrea aveva davvero lasciato il mondo reale. Per sempre. Avevamo scritto un romanzo assieme ed ero quasi certo che prima o poi ci saremmo incontrati, invece questo non avverrà mai, perché Andrea non c’è più.
Sua moglie e sua figlia mi hanno spiegato che era stato malato. Di questo Andrea non mi aveva mai parlato. Del resto parlavamo quasi solo dei nostri scritti. Pare abbia vissuto fino all’ultimo come se la malattia non ci fosse, lui che, medico, ben sapeva cosa questa fosse.
Ho avuto la sensazione quasi di essermelo aspettato, quando mi prese la premura di mettere assieme queste pagine.
Assieme ai suoi parenti decidemmo quindi pubblicare comunque questo nostro lungo racconto (o romanzo breve, come preferite). Mi pareva ormai quasi un dovere, per ricordare questo mio lontano “amico di rete”, che non meritava di andarsene così presto.
L’ho così inserito nel volumetto “Parole nel web” che Antonello Cassan, l’editore di Liberodiscrivere, è stato ben felice di poter pubblicare.

Garibaldi ha dormito qui

Andrea Didato è il medico siciliano con la passione per la letteratura, con cui ho scritto a quattro mani il romanzo breve
Se sarà maschio lo chiameremo Aida”, pubblicato prima a puntate su Scrittura Fresca e su Liberodiscrivere e poi, dopo la sua morte, stampato da Liberodiscrivere nel volume Parole nel web che riunisce tre mie lavori realizzati assieme ad altrettanti autori.
Oltre ad aver scritto vari racconti pubblicati in antologie e nel web, Didato ha pubblicato con le Edizioni Anteprima il romanzo:
Quando lo seppi me ne feci subito mandare una copia. Stavo leggendo dell’altro (sto sempre leggendo altri libri ed ne ho sempre una lista esagerata che vorrei leggere), pensai quindi di mettere il libro in mezzo a quelli che prima o poi avrei letto.
La curiosità, però, mi vinse e ne lessi un paio di pagine. Fui subito catturato dalla lettura. Sprofondai tra le 122 pagine di questo racconto. In “Garibaldi ha dormito qui” non c’è una vera suspence (non essendo né un giallo, né un thriller), ma Didato riesce sempre a tenere viva l’attenzione e ti spinge, pagina dopo pagina, ad andare avanti fino alla fine.
Lo stile di Didato è senz’altro diverso dal mio. Quello che mi fece sentire particolarmente vicino a lui era il suo amore per la ricostruzione storica.
Ama molto il dettaglio, Didato, e la vita della gente comune. Nel romanzo si alternano scene di battaglia del periodo garibaldino con una vita di paese (il paese è Calatafimi) che “profuma” di Storia ed ha riflessi di provincia.
Nulla vorrei scrivere qui della trama per lasciare il piacere della scoperta al lettore, dirò solo che si narra di una disputa che affonda le radici nel tempo, ma si dispiega in un passato recente, tra le vie e le case di Calatafimi. Sullo sfondo la Sicilia e l’Italia.
La Casa editrice Anteprima Srl ha sede a Palermo, in via Castellana, 108, l’e-mail è: anteserv@tin.it.

BOOKWEB TV

Scrivere prima del computer era un’ardua impresa fatta di fogli appallottolati e buttati via, di pile di carta da leggere e rileggere e annotare con infiniti rimandi, asterischi e altri segni.

Il computer c’ha donato la magia del taglia-incolla, la poesia dell’archiviazione elettronica.

Poi è giunta la nuova rivoluzione: internet. E lo scrittore non è stato più solo. Ha cessato di essere un uomo chiuso in se stesso, con innnumerevoli parole conservate in attesa di un improbabile editore. Internet c’ha dato la possibilità di incontrare i lettori. Per alcuni tanti, per altri pochi, ma certo meglio del colloquio con la scrivania.

E sono nati i siti di scrittura, Scrittura Fresca, Liberodiscrivere e tanti altri. Sono nate le Community di autori. Gli scrittori si sono incontrati, riconosciuti, uniti. Sono nati lavori di gruppo (come Parole nel web), antologie, scambi di ogni tipo.

Poi è arrivato You tube e abbiamo potuto ammantare di multimedialità i nostri scritti. Sono nati i blog, per dare maggior spazio alla creatività individuale, non più vincolata dai format  dei siti di scrittura.

Si sono, quindi, sviluppati la stampa digitale e il print on demand e la scrittura dal video è potuta tornare sulla carta, alle sue origini, ma finalmente liberata, grazie a editori come Liberodiscrivere.

E, infine, ecco http://www.booksweb.tv/, la Tv via internet di tutti gli scrittori.

Cosa sia non lo so ancora nemmeno io, ma mi pare promettente.

Vedremo. Vediamo. Guardiamola. Osserviamola.

 

Come è nato Parole nel web

La tecnologia influenza la scrittura? Voglio vedere se qualcuno ha il coraggio di dire di no.
Senza un PC ed un bel programmino di videoscrittura con tutti i suoi “taglia ed incolla” scrivere un romanzo era una bell’impresa. Complimenti a chi c’è riuscito!
E poi è arrivato anche internet: informazioni ed informazioni gratis o almeno a buon mercato. Il segreto per essere sempre aggiornati su ogni argomento. La ricchezza delle fonti diventa ricchezza di scrittura.
Ma il web non è solo questo. Internet è un formidabile luogo d’incontro.
E’ lì, nella benedetta rete, che ho trovato Andrea Didato prima e Simonetta Bumbi (http://iostoconletartarughe.splinder.com/) poi. E’ lì che ci siamo conosciuti e riconosciuti come possibili compagni di piccole avventure letterarie.
E la distanza non esisteva più. Poco importava che Andrea vivesse in Sicilia, Simonetta a Roma ed io a Firenze! Avevamo comunque un luogo comune per incontrarci. Con le e-mail comunicavamo alla velocità della luce (!!!) e nel web abbiamo trovato i nostri primi lettori.
E così siamo riusciti a scrivere il breve romanzo e lo strano racconto in versi che trovate nel volume "Parole nel web" senza mai vederci e senza neppure telefonarci.
E in rete queste due storie hanno avuto il loro battesimo pubblicate a puntate. "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" Andrea Didato ed io lo pubblicammo prima su Scrittura Fresca e poi sul sito di Liberodiscrivere. "Cybernetic love", invece, Simonetta Bumbi ed io l’avevamo pubblicato su Liberodiscrivere.
Se il romanzo scritto con Andrea parlava di un mondo immaginario, di un paese del sud Italia ma arroccato su montagne più alte delle alpi e della musica lirica, "Cyberneti love", invece, oltre ad essere nato in internet, parla proprio della rete. Narra, infatti, di un triangolo amoroso nato in una chat . Per scriverlo abbiamo utilizzato termini informatici, inserendoli sopra a citazioni dei classici della letteratura.
Sergio Calamadrei (http://calablog.splinder.com/), invece, l’ho conosciuto nel mondo reale, ma anche la breve esperienza della scrittura comune di un racconto l’abbiamo vissuta a distanza, tramite e-mail. Il racconto che abbiamo scritto assieme narra di un amore rubato ed è visto dalla parte del "cattivo", che forse, non lo è neanche troppo, ma solo un giovane che si lascia trascinare dalla passione e dagli eventi.
Nel frattempo Andrea c’ha lasciato per sempre, portato via da una brutta malattia.
Tutto ciò è avvenuto tra il 2002 e il 2005. Avevo in mano queste tre storie, con in comune il fatto di essere state scritte in coppia via e-mail. Ognuna aveva già avuto la sua storia, ma mi dispiaceva non vederle su carta.
Cercai, allora, di ricontattare questi amici. Andrea, però, non rispondeva all’appello e, così, alla fine, decisi di infrangere la regola mai dichiarata di non sentirci altro che per e-mail. Lo cercai a casa e scoprii la triste notizia. La famiglia accettò, però, volentieri di dare alle stampe questo nostro lavoro, che vuole dunque anche essere un ricordo della sua fantasia e della sua amicizia. Il risultato è PAROLE NEL WEB (http://menzinger.splinder.com/post/14832618/Parole+nel+Web+-+il+nuovo+libr).
Sergio, Simonetta ed io abbiamo successivamente scritto un romanzo a sei mani, tutto rigorosamente via internet “Il Settimo Plenilunio”. Un giorno, forse pubblicheremo anche quello. Nelle mie intenzioni doveva essere il quarto racconto, scritto da tutti e quattro gli autori, ma poi è cresciuto a dismisura e abbiamo deciso di tenerlo separato.
Ma le mie collaborazioni via internet non sono finite. A breve uscirà l’antologia "Ucronie per il terzo millennio", che ho curato io, riunendo diciotto autori, tra cui il sottoscitto e il citato Sergio Calamandrei (www.calamandrei.it).

Parole nel Web – il nuovo libro

“Parole nel web” riunisce tre storie scritte nel web. Tre storie scritte per e-mail da tre coppie d’autori:
 
*      Lei si sveglierà”, scritto da Sergio Calamandrei (http://calablog.splinder.com/) e Carlo Menzinger, è il racconto di un amore rubato.
 
*      Se sarà maschio lo chiameremo Aida”, scritto da Carlo Menzinger e Andrea Didato, è il romanzo d’amore di un ragazzo e una ragazza l’uno per l’altra e di entrambi per la musica lirica. Un amore che li porterà a costruire un teatro tra le nevi di un’altissima montagna. Una storia irreale ambientata su un’inesistente vetta alpina del sud Italia tra tormente di neve e tormenti d’amore.
 
*      Cybernetic love” di Simonetta Bumbi (http://iostoconletartarughe.splinder.com/)  e Carlo Menzinger, è la storia in versi di un tragico triangolo nato nel web, attraverso una chat. È una storia in versi, scritta usando un linguaggio informatico e anglofono, parafrasando i classici della letteratura. Una moderna e-tragicommedia d’amore.
 
Per leggere un estratto digitare:
Per acquistarlo andare alla pagina:
 
Titolo: Parole nel web
Autori: Carlo Menzinger, Simonetta Bumbi, Sergio Calamandrei e Andrea Didato
Editore: Liberodiscrivere.
Pagine: 124
Prezzo di copertina: € 11,00.
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