Archive for the ‘ucronia’ Category

IL COINVOLGIMENTO AMERICANO NEI CAMPI DI STERMINIO NAZISTI

La Storia la scrivono i vincitori, questo si sa. Nel farlo evidenziano alcuni aspetti e ne nascondono altri. La Seconda Guerra Mondiale è stata vinta dagli americani (e alleati) e persa dai tedeschi (e alleati). Noi si stava un po’ di qua un po’ di là, ma questa è un’altra questione. Durante la guerra, Tedeschi e Italiani hanno fatto cose orrende, ma Americani, Inglesi e Russi non sono certo stati dei santarelli. Di recente leggevo degli inutili bombardamenti contro la popolazione civile tedesca nel saggio “Storia naturale della distruzione” di Sebald. Analogamente, ci si può chiedere che senso avesse avuto lanciare due bombe atomiche sul Giappone a guerra sostanzialmente già vinta.

Carlo Menzinger e Pierfrancesco Prosperi, il 25 maggio 2019 durante il raduno nazionale degli autori di fantascienza World SF Italia

Carlo Menzinger e Pierfrancesco Prosperi, il 25 maggio 2019 durante il raduno nazionale degli autori di fantascienza World SF Italia

Leggo ora un romanzo (non un saggio, sia chiaro) di Pierfrancesco Prosperi (Arezzo, 21/07/1945) intitolato “Il processo numero 13” nel quale immagina che ci sia stato un tredicesimo processo dopo i dodici minori che seguirono quello di Norimberga e nei quali furono processate circa duecento figure con ruoli di rilievo nei crimini di guerra nazisti (pochissimi rispetto a tutti coloro che certo furono coinvolti, ma non si poteva processare un’intera nazione).

L’invenzione ucronica di questo autore è di immaginare che si sia tenuto il processo e che vi siano emersi i rapporti dell’americana IBM, tramite la consociata tedesca Dehomag nella gestione dei campi di sterminio nazisti. Non inventato, sembrerebbe invece, il contesto che tale processo indaga.

È, infatti, vero e storico che la Dehomag fosse una sussidiaria tedesca di IBM con monopolio nel mercato tedesco prima e durante la seconda guerra mondiale. La parola era un acronimo per Deutsche Hollerith-Maschinen Gesellschaft mbH. Il termine Hollerith si riferisce all’inventore della tecnologia delle carte perforate, Herman Hollerith. Insomma, questi primi computer americani avrebbero permesso ai tedeschi di censire, in tempi una volta impensabili per la loro rapidità e con una precisione di dettagli del tutto nuova, la popolazione ebraica in Germania e nei territori occupati, permettendo così di individuare gli individui da mandare nei campi, quelli da uccidere subito e quelli da sfruttare come forza lavoro. Insomma, senza le macchine della Dehomag non avremmo avuto i campi di concentramento. Il romanzo ne parla poco, ma queste macchine sembra che siano state utilizzate dai tedeschi anche in altri modi per gestire la loro guerra.

Quello che il processo immaginario suppone è che l’IBM fosse del tutto consapevole dello scopo per il quale le sue macchine erano impiegate e ne percepisse i proventi. Invenzione?

Pierfrancesco Prosperi è autore dedito al genere fantastico e all’ucronia, vincitore di importanti riconoscimenti in questi campi. Questo stesso romanzo è stato finalista al Premio Vegetti della World SF Italia, in occasione della cui premiazione (cui partecipavo con il mio “Il regno del ragno”) ho avuto il piacere e l’onore di incontrarlo. Lo stesso giorno Prosperi ha ricevuto dall’associazione di fantascienza un premio alla carriera.

Anche se Prosperi eccelle nel genere fantastico, la sua analisi storica è accurata e dettagliata e il romanzo, avvincente e stimolante, induce importanti riflessioni sulla storia.

TRE EVENTI LETTERARI DA NON PERDERE

Nei prossimi giorni sarò coinvolto in tre interessanti giornate letterarie fiorentine lunedì 20, sabato 25 maggio e lunedì 3 giugno.

Lunedì 20 alle ore 17,00 parteciperò alla presentazione collettiva presso l’ASD Laurenziana in via Magellano 13 R, a Firenze Nova (Firenze).

Massimo Acciai Baggiani presenterà la mia biografia da lui scritta “Il sognatore divergente” e io parlerò dei miei ultimi libri, in particolare i due romanzi ucronici della serie “Via da Sparta” intitolati “Il sogno del ragno” e “Il regno del ragno”, ma anche de “Il narratore di Rifredi”, in cui si parla del quartiere fiorentino e di uno dei suoi autori, Massimo Acciai Baggiani.

Saranno presentati anche “Tutti giù per terra” di Raimondo Preti, volume ricco di interessanti riflessioni sul mondo contemporaneo ma ricco di rimandi e citazioni antiche, “La specialità di Dio”, una gustosa raccolta di ritratti di donne in versi.

Ho letto con piacere entrambi.

Saranno anche presentati il romanzo fantascientifico in versi di Roberto Balò “Saga”, “Lacrime rosse” di Vincenzo Gualano e “Io Elvis” di Elvis Dona.

Ingresso libero aperto a tutti.

Sabato 25 dalla mattina sino a dopo cena si terrà all’Antico Borgo Inalbi, via delle Terre Bianche, 32, Impruneta (Firenze) il raduno annuale nazionale dell’associazione degli autori di fantascienza “World SF”.

Alle ore 17,00 ci sarà l’incontro con il socio astronauta Umberto Guidoni.

Alle ore 18,00 inizierà la tavola rotonda con i finalisti del prestigioso Premio Vegetti per le migliori opere di fantascienza italiane, cui parteciperò con il mio romanzo finalista “Via da Sparta – Il regno del ragno

Alle 20,30 ci sarà la cena con l’assegnazione dei Trofei “50 e oltre” e la proclamazione dei vincitori del Premio Vegetti.

Giornata a prenotazione.

Lunedì 3 giugno alle ore 17,00, presso la SMS di Rifredi in via Vittorio Emanuele 303, si parlerà della mia carriera letteraria, illustrata da Massimo Acciai Baggiani nel suo “Il sognatore divergente”, mentre io illustrerò la sua attività, descritta ne “Il narratore di Rifredi”, opera dedicata a questo quartiere di Firenze.

Ingresso libero aperto a tutti.

 

Vi aspetto numerosi.

DUE COLOMBI IN MEZZO AL MARE DELLA STORIA

Risultati immagini per nuovo mondo stoccoLeggere l’allostoria “Nuovo Mondo” (Bietti 2010) di Giampietro Stocco (Roma, 13 agosto 1961), mi riporta indietro nel tempo agli anni ’90, ma non tanto quelli del XV secolo in cui la storia è ambientata, ma a quelli del XX, in cui scrissi la mia ucronia “Il Colombo divergente” (Liberodiscrivere 2001).

I due romanzi, infatti, trattano entrambi una versione alternativa dell’avventura del navigatore ligure alla ricerca di una via per le Indie.

Mi si perdoni, allora, se nel leggere queste pagine colme di avvenimenti e colpi di scena, sono ritornato spesso con la mente a “Il Colombo divergente” e se questo commento di lettura, somiglia quasi a un confronto tra le due opere.

Vorrei rimarcare da subito alcune delle molte differenze, proprio a riprova della grande opportunità di scrittura che offre il genere ucronico, che fa scaturire racconti tanto diversi da una medesima vicenda.

Innanzitutto, va detto che ne “Il Colombo divergente” (come fa intuire anche il titolo), Cristoforo Colombo ha un ruolo assai più centrale che non nel “Nuovo Mondo”, dove moltissimi sono i personaggi che lo affiancano e che addirittura seguono vicende loro personali.

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Giampietro Stocco

Se nel mio romanzo, si narra del primo viaggio in America, in quello di Stocco si parla soprattutto del secondo e in questo Colombo torna in buona compagnia, con Leonardo da Vinci. Molti altri sono, però i personaggi storici che si incontrano, da Niccolò Macchiavelli, al papa e ai vari regnanti dell’epoca.

Altra fondamentale differenza è quella che chiamo la “divergenza ucronica”, ovvero il momento in cui la storia immaginaria si discosta da quella reale.

Per tutta la prima metà, il mio romanzo narra le peripezie storiche di Colombo per giungere a San Salvador e solo da lì cambia il corso degli eventi.

Stocco, invece, ci proietta subito nell’ucronia.

In che cosa consiste poi, per i due romanzi, l’evento scatenante delle variazioni storiche?

Personalmente credo nella fragilità della storia e che basti pochissimo per mutarla, e così è il gesto di un indigeno dell’isola di San Salvador a far andare Colombo più a sud, sino a incontrare gli aztechi.

Stocco, invece, colloca la divergenza vari secoli prima e immagina che le spedizioni vichinghe verso il nuovo mondo non siano stati semplici episodi senza seguito, ma abbiamo portato alla creazione di una colonia normanna oltre il Mare Tenebroso (per me “Mare Oceano”) ovvero l’Atlantico.

Il Colombo di Stocco, dunque si trova davanti un “altro” mondo già mutato e ne conseguono eventi assai più clamorosamente divergenti, con ripercussioni immediate (nei primi anni dopo la “riscoperta dell’America) in tutti gli assetti geo-politici di Europa e America. Eclatante mi pare il processo per eresia al navigatore che vede riuniti una serie di personaggi e di eventi oltre ogni immaginazione (e che mi fa pensare a un altro mio romanzo ucronico “Giovanna e l’angelo” -2007).

Il Colombo del sottoscritto, invece, si ritrova prigioniero degli aztechi e nell’impossibilità di comunicare la propria scoperta, lasciando, per un po’,  l’Europa immutata come l’aveva lasciata, seppure condannata, nei secoli, a ben diversi sviluppi.

Diversissimi sono di carattere questi due Colombo. Il mio è cocciutamente determinato a perseguire i propri obiettivi e a impedire un’invasione azteca del vecchio mondo, mentre quello di Stocco appare più schiavo degli eventi e pronto a tradire il vecchio continente, guidando lui stesso i vichinghi in una spedizione di conquista, coadiuvato nientemeno che dalle invenzioni belliche di Leonardo da Vinci, un po’ come si legge nei romanzi di Paolo Ninzatti “Il volo del leone” (2014) e “Le ali del serpente” (2017), in cui Venezia domina il mondo proprio grazie al genio di questo toscano. Le buone intenzioni che lo animano e che bastano a salvarlo durante il processo, mi sembrano, però, poca cosa rispetto al gesto.

Entrambi i romanzi hanno un tono cosmopolita. “Il Colombo divergente” si muove tra Italia, Spagna, Portogallo e Inghilterra nella parte storica per poi allargarsi in quella ucronica all’America Centrale e all’Africa, dove Colombo tornerà, dirottando le flotte dei mexica, e si scontrerà con berberi e arabi.

Nuovo Mondo” vede come protagonisti tutti i regnanti d’Europa, ma arriva a coinvolgere in America non solo i vichinghi ma persino aztechi ed Inca e nel finale si immaginano già viaggi attraverso il Pacifico.

Se il mio Colombo ritrova l’amore in una donna berbera, quello di Stocco sposa una valorosa vichinga.

Risultati immagini per nuovo mondo stoccoSe io avevo avuto dei dubbi sulla capacità dei miei mexica di copiare le navi spagnole, Stocco ci sorprende con nuove flotte vichinghe, macchine volanti e carri armati nati dai celebri disegni vinciani.

Diversa poi è la voce narrante (doppia, misteriosa e confidenziale nel mio, scritto in un’insolita seconda persona), impersonale per Stocco.

Entrambi riportano varie ipotesi e suggestioni meno “formali” sulla scoperta del continente.

Comune a tutti e due i romanzi credo possa essere il messaggio: la storia avrebbe anche potuto essere diversa. Non diamo mai nulla per scontato. Vincitori e vinti potrebbero invertire i loro ruoli. Da questo credo possa nascere sia una grande lezione di umiltà, sia la speranza per tutti noi, nel nostro piccolo, di incidere sulla storia o, quanto meno, di sognarla a nostro modo, perché, come dico sempre, l’ucronia è storia sognata.

Di questo sogno Stocco è uno dei maestri, non nuovo al genere. Di lui ricordo di aver già letto “Nero italiano”, in cui Mussolini non partecipa alla Seconda Guerra Mondiale.

PRESENTAZIONE SECONDA EDIZIONE DE “IL SOGNO DEL RAGNO”

Il 28 Settembre 2017 è stato pubblicato da Porto Seguro Editore il primo volume della saga VIA DA SPARTA, IL SOGNO DEL RAGNO.

Domani, sabato 9 Marzo 2019 uscirà la seconda edizione, con un corpo note aggiornato, alcune piccole correzioni e una nuova copertina realizzata da Lucrezia Neri, in sostituzione a quella realizzata da Angelo Condello.

Quale preferite, la prima (verde) o la seconda (nera)?

Il volume sarà presentato per la prima volta durante il Porto Seguro Show, che questa volta si terrà presso il Kome Sushi di via De Neci 41 R, a partire dalle ore 17,30 (IL SOGNO DEL RAGNO dovrebbe essere tra i primi volumi presentati).

Nel frattempo a Ottobre 2018 è uscito anche il secondo volume della saga, IL REGNO DEL RAGNO e presto vedremo anche il terzo  e ultimo volume della saga che racconta la fuga di una schiava e della sua padrona e amante attraverso il mondo ucronico e distopico di Sparta, LA FIGLIA DEL RAGNO.

I volumi sono in vendita in tutte le principali librerie on-line, ma domani sarà possibile avere copie autografate dall’autore, che fornirà anche le ultimissime coie super-scontate della prima edizione.

 

Non mancate! Vi aspetto al KOME SUSHI, Via De Benci 41 R (FIRENZE), sabato 9 Marzo 2019 ore 17,30.

Risultati immagini per amazon logoQuali libri più adatti di questi per riflettere in occasione della Festa della donna?

VIA DA SPARTA descrive un mondo feroce e maschilista in cui le donne, però, hanno un forte potere.

VIA DA SPARTA racconta la fuga di una giovane schiava che, violentata in strada per l’ennesima volta, incinta, fugge per non essere uccisa per la “colpa” di aspettare un figlio.

Mimosa e Via da Sparta

ER PAPA A ZAGAROLO!

Roma senza papa - Guido Morselli - ebookRoma senza papa” è un romanzo ucronico del 1966 (ma pubblicato nel 1974) scritto da Guido Morselli. È, dunque, di poco successivo a quella che forse è l’ucronia più nota, “La svastica sul sole” (1962) di Philip K. Dick, ma antecedente a gran parte della produzione letteraria di questo genere. Si tratta, direi, di un importante esempio di ucronia italiana (sia per ambientazione, sia per autore).

Va detto, però, che l’aspetto narrativo è qui alquanto sacrificato a favore di numerose (ma interessanti) riflessioni teologiche, filosofiche e sociali. Nella sostanza è un libro dalla trama povera e con ben poca azione, per non dire componenti avventurose.

L’idea ucronica è che il Papa si sia trasferito dal Vaticano nei palazzi lateranensi e poi da lì in una cittadina a una trentina di chilometri da Roma, che per varie pagine non si riesce bene a identificare. Si scopre poi, verso la fine, che si tratta nientemeno che di Zagarolo! L’autore stesso nota quanto questa scelta del pontefice irlandese (assunto al soglio di Pietro con il nome di Giovanni XXIV alla morte di Paolo VI) possa apparire incongrua e offensiva ai romani.

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Guido Morselli

Ricordo che quando, da ragazzino (vivevo a Roma), si doveva dire di un posto triste e squallido si citava Zagarolo, pur non avendo la minima idea di come e dove fosse questa cittadina laziale. Dire “e che sei de’ Zagarolo” equivaleva a dare del “burino” al nostro interlocutore. Nel contempo sembrava un posto “lontano”, nonostante il suo essere a pochi chilometri.

Un papa a Zagarolo appare dunque come un’incongruenza allo sguardo dei romani.

Morselli ci racconta di come Roma viva questa sua “vedovanza” dal pontificato, per quanto la “fuga” papale non appaia certo un’Avignone (si prospetta però un possibile papato “vagante”, che magari, incredibile dictu, potrebbe persino spostarsi fuori del Lazio!).

Roma senza papa” ci mostra una Chiesa cambiata non solo logisticamente. Il celibato dei preti è stato ammesso. Il papa ha una fidanzata buddista e Carolyn Kennedy, secondo i tabloid, gli fa il filo! Il protagonista è un prete svizzero (cattolico) sposato.

Nel trasloco dal Vaticano ci sono anche pulsioni verso un maggior ascetismo (o più concretamente l’esigenza di avere una dimora meno costosa).

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Giovanni XXIII

Il volume è occasione per riflettere sull’anima (l’hanno solo gli uomini o anche le donne e gli animali? – c’è chi vorrebbe negarla alle prime e chi concederla ai secondi), sull’operato dei papi precedenti (Giovanni XXIII e Paolo VI), sul futuro del papato e della Chiesa, sul “carattere” di Dio (non è prete e neppure frate, si dice), su, sull’infallibilità papale, sulla possibilità di avere un papato a tempo (con papi più giovani), sulla verginità di Maria (nonostante abbia avuto molti figli oltre Gesù), sulla sofferenza degli animali anche prima del peccato originale (non è con esso che nasce la sofferenza?), sulle ripercussioni economiche del trasferimento su Roma e Zagarolo, sui rapporti con i partiti politici.

Ritroviamo un papato più spirituale, eppure che non rinuncia alle proprie prerogative temporali, al punto da dire la sua nella ripartizione della Luna tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Ogni tanto compare qualche personaggio famoso, in ruoli nuovi, come Fanfani presidente della Repubblica Italiana.

Casualmente anche nel racconto che ho letto subito prima di questo (“Piano divino” dell’italiano Kremo), s’immagina un papa di nome Giovanni XXIV (Morselli disquisisce anche sul perché della scelta di questo nome), eppure di papi da allora ne abbiamo avuti più d’uno ma nessuno ha preso questo nome! Entrambe le opere si potrebbero definire, oltre che ucronie, fantareligione. In questo caso, non si varia l’oggetto della religione ma il suo culto. Certo non si raggiunge la fantasia creatrice di Dan Simmons, che nei suoi “Canti di Hyperion” arriva a immaginare una Galassia dominata dalla Chiesa Cattolica. In “Roma senza papa” ritroviamo un papato più spirituale, eppure che non rinuncia alle proprie prerogative temporali, al punto da dire la sua nella ripartizione della Luna tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Siamo negli anni ’90, direi alla fine del millennio, ma non abbiamo date precise.

Roma senza papa” ha forse tra i suoi precedenti illustri l’ucronia-distopica del 1907 “Il padrone del mondo” di Robert Hugh Benson, che racconta di un mondo futuro (siamo nel duemila) governato da tre grandi potenze a carattere socialista e massonico, in cui i cattolici, ai margini della società, vengono sottoposti a persecuzione. La città di Roma ha ottenuto l’indipendenza dall’Italia ed è retta dal Papa. Nei quartieri interni vicino al Vaticano è suddivisa in quattro aree in base all’origine geografica della popolazione e ai loro gusti in termini di fruizione del cattolicesimo (l’area latina, per esempio, ha chiese barocche, mentre l’area germanica ha chiese di gusto gotico).

La fantascienza ha trattato in varie occasioni il papato. Ricorderei qui, oltre ai notevolissimi e già citati “Canti di Hyperion”:

  • “Buone notizie dal Vaticano” (1979) di Robert Silveberg, sull’elezione di un robot con il nome di Sisto VII;
  • “Il papa definitivo” (1981) di Clifford Simak, in cui il papa è un super-computer.
  • “L’uomo venuto dal Kremlino nei panni di Pietro” (1963) di Morris West, che immagina un papa russo;
  • “Il dilemma di Benedetto XVI” (1978) di Herbie Brennan, che parla di una sordida storia in Vaticano;
  • Un cantico per Leibowitz” (1959) di Walter M. Miller Jr., che immagina una Chiesa sopravvissuta a una sorta di apocalisse.

 

Guido Morselli (Bologna, 15 agosto 1912 – Gavirate, 31 luglio 1973) ha scritto anche il romanzo ucronico “Contro-passato prossimo” (1975), nel quale immagina che la prima guerra mondiale sia stata vinta dagli imperi centrali. Come “Roma senza papa” e tutti gli altri scritti di questo autore, fu pubblicato postumo, in quanto in vita le sue opere furono sempre respinte dagli editori, cosa che lo portò al suicidio.

 

UN PLANETOIDE DI SPAZZATURA VIVENTE

Pulphagus ®: fango dei cieliGli italiani non leggono e non scrivono fantascienza? Avete mai sentito questa frase in forma in affermazione? Io sì. Penso sia vero che gli italiani leggano poco in genere, non solo fantascienza, ma forse leggono più di quanto si creda semplicemente perché i libri non li comprano ma li scaricano in rete o se li fanno prestare. Come in tutta l’economia nazionale, anche qui c’è tanto sommerso.

Quanto a non scrivere o non saper scrivere fantascienza, credo sia un altro mito da sfatare. A parte il sottoscritto, che qualcosa di fantascienza ha scritto (per non parlare dell’ucronia che è un genere affine), mi è capitato anche di recente di leggere buona fantascienza italiana. Penso per esempio a Donato Altomare. Ora poi ho appena finito di leggere un insolito romanzo di Lukha B. Kremo, che altri non è che Gianluca Cremoni Baroncini (Livorno, 20/06/1970). Si tratta di “Pulphagus® Fango dei cieli” con cui Kremo ha vinto nel 2016 il Premio Urania e nel 2018 il Premio Vegetti (per il quale quest’anno è in finale il mio IL REGNO DEL RAGNO). Come autore ha pubblicato molte opere di fantascienza o fantastiche in genere e ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

I suoi esordi sono con il romanzo “Il grande tritacarne” che è definito alla Delany (proprio l’autore di quel “Dhalgren” che così poco mi è piaciuto).

Non sarà molto, ma Kremo mi pare decisamente un allievo superiore al “maestro”, perché il suo “Pulphagus® Fango dei cieli” è un’opera decisamente più concreta, originale e fantascientifica di “Dhalgren”.

Immagina soprattutto due cose: che un pianetoide sia inserito in orbita subalunare e trasformato in discarica per la Terra® e che, in un folle sviluppo del consumismo, molte parole siano registrate e il loro uso ne comporti il pagamento.

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Lukha Kremo

A queste due idee aggiunge che questo planetoide, denominato Erewhon (come nel romanzo di Samuel Butler) ma noto come Pulphagus dal nome della ditta che lo sfrutta, non sia un freddo sasso simile a una seconda Luna (ricordo qui “Dhalgren”), ma un piccolo mondo vivente, in cui, nutrendosi degli scarti dell’umanità si sviluppa una strana forma di vita che permea l’intero planetoide, con lunghi peli, sacche di muco, pustole. Non solo. Questo mondo semivivente comincia a fagocitare gli stessi esseri umani che vi lavorano come in una sorta di inferno. La gente scompare, poi si scopre che si trasforma in una sorta di zombie, sessualmente attivi, che violentano le donne oltre a mangiare tutto quel che si muove. Vi ci si muove una simpatica banda di ragazzi alla Stephen King, vestita con tute logore da lavoro dei genitori e che si fingono supereroi.

La lettura in Text-to-Speech appare non proprio agevole per il continuo ripetersi di ®, # e © che accompagnano molte parole, anche se, immagino, la maggior fatica debba essere per i personaggi, che per evitare le parole “care”, sono costretti a parlare usando parolacce. Un pianeta fogna si rivela così tale anche nel linguaggio.

Più che a “Dhalgren” leggendo mi vengono in mente ben più nobili esempi di pianeti viventi, quali “Solaris” di Lem e “Nemesis” di Asimov.

Il volume è completato oltre che da una postfazione sull’autore e da un breve saggio sul regista Stanley Kubric, anche dai lunghi racconti “Lo sguardo di Pulphagus” e “Piano divino”. Nel primo uno dei personaggi del romanzo sperimenta un sistema per impiantare la propria mente nel corpo di una bella ragazza. Nel secondo si sviluppa quest’idea.

In “Piano divino”, entrando in un’altra dimensione “accartocciata” gli scienziati riescono a prelevare le menti di personaggi famosi nel momento in cui stanno morendo, reimpiantandole nei corpi di gente qualunque in coma. Vengono così, ucronicamente, risvegliati Napoleone, Giulio Cesare, Garibaldi e altri. Appare, poi, inevitabile far rivivere anche Cristo. Gesù torna così in vita nel nostro tempo e critica il mondo, la Chiesa e l’applicazione della sua parola. Lo uccidono quasi subito, ma viene ripescato di nuovo e impiantato nella mente del nuovo papa, che subito rivoluziona la Chiesa, per essere ancora una volta ucciso in fretta. Gesù si risveglia nel suo tempo e rivela alle tre Marie dove è stato in quei tre giorni e anche che ha lasciato al papa che succederà alla sua ultima reincarnazione un messaggio in cui racconta del proprio omicidio.

Anche con questo romanzo breve, Kremo dimostra una buona dose di originalità, mescolando fantascienza e ucronia e trattando un tema che in pochi autori di fantascienza affrontano: la Chiesa cattolica. E in questo mi viene da accostarlo al grande Dan Simmons e ai suoi romanzi “I Canti di Hyperion”.

Questo volume non sarà forse un capolavoro assoluto, ma se la fantascienza italiana è questa, direi che è vitale e di sicuro Kremo è uno che di fantascienza ne deve aver letta parecchia.

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OFFERTA DA “SOGNO DEL RAGNO”

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Dopo numerose ristampe sta per uscire una nuova edizione de IL SOGNO DEL RAGNO.

Per festeggiare, vorrei farvi avere le ultimissime copie della prima edizione a un prezzo speciale.

Ho pensato a queste combinazioni:

1 copia de IL SOGNO DEL RAGNO: 8 €, spese di spedizione incluse

1 copia de IL REGNO DEL RAGNO: 13 €, spese di spedizione incluse

1 copia de LA BAMBINA DEI SOGNI: 12 €, spese di spedizione incluse

1 copia de IL SOGNO DEL RAGNO + 1 copia de IL REGNO DEL RAGNO: 18 €, spese di spedizione incluse

3 copie de IL SOGNO DEL RAGNO (REGALATELE A QUALCUNO!): 15 €, spese di spedizione incluse

1 copia de IL SOGNO DEL RAGNO + 1 copia de LA BAMBINA DEI SOGNI: 16 €, spese di

La bambina dei sogni - Carlo Menzinger di Preussenthal

spedizione incluse

Se volete propormi altre combinazioni, magari con altri miei libri, si può fare, basta che mi scriviate qui o su menzin@virgilio.it, oggetto “IL SOGNO DEL RAGNO”

IL SOGNO DEL RAGNO e IL REGNO DEL RAGNO sono due volumi della saga ucronico-distopica VIA DA SPARTA in cui, in un mondo contemporaneo alternativo, dominato da Sparta, una giovane schiava violentata fugge alla ricerca della libertà e di un futuro migliore.

LA BAMBINA DEI SOGNI è un thriller psicologico-paranormale su una piccola bambina la cui capacità di manipolare i sogni sconvolge la famiglia che l’ha adottata.

Per avere le vostre copie autografate, che spedirò con piego libro, potete pagarmi con bonifico, paypal o ricarica telefonica. Richiedetele scrivendomi qui o su menzin@virgilio.it, oggetto “IL SOGNO DEL RAGNO“.

L’offerta è valida sino a esaurimento delle (poche) copie residue e, comunque, fino alla fine di Febbraio: affrettatevi!

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