Archive for the ‘società’ Category

TRE NUOVE PUBBLICAZIONI

Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze

In questi giorni sono usciti tre nuovi miei contributi sulle riviste “ProgettandoIng” e “Italia Uomo Ambiente”.Logo Federazione 2015 BASSA Q

Sulla rivista dell’ordine degli ingegneri intitolata per questo numero “Tempi”, sono stati pubblicati il mio articolo “Tempo e non tempo”, una riflessione sui tempi alternativi, e il racconto fantascientifico “La macchina del non-tempo”.

Sulla rivista di Pro Natura di febbraio 2018 è stata pubblicata la prima parte del mio articolo “Sopravvivremo alla sesta estinzione di massa?”, una riflessione sullo sterminio di specie animali e vegetali determinato dallo sviluppo del genere umano. Questo articolo si può leggere anche sul blog “Il terzultimo pianeta”.

 

Image result for estinzione di massa

Annunci

LA FINE DELLA FERTILITÀ

Risultati immagini per eredi terra wilhelmUna serie di eventi catastrofici spazzano via dalla Terra l’umanità. Kate Wilhelm non si preoccupa di trovare un collegamento razionale tra questi fatti apocalittici. Non le interessa. A lei importa descrivere la comunità dei sopravvissuti. Comunque, tra questi disastri c’è un esiziale calo della fertilità di uomini e animali. Questo fa sì che una grande famiglia americana, i Summer, si isoli in una fattoria, cominciando a produrre cloni di loro stessi e dei propri animali. Così, mentre il mondo intero va in rovina, nella valle i cloni sopravvivono e creano una strana comunità in cui ciascuno ha molte copie di se stesso, in cui il sesso è quasi abolito, in cui, progressivamente, ogni forma di creatività va morendo.

Due di loro riescono a generare un figlio, Mark, unico a non avere “fratelli identici”. Sarà un ribelle e, lui solo, comprenderà la fragilità e l’imperfezione di quel modello sociale, troppo programmato e rigido, di quel gruppo che sopravvive, per assurdo, grazie alla tecnologia, proprio in un mondo in cui la tecnologia è collassata e scomparsa. Un gruppo in cui l’individualità è annullata e la solitudine insopportabile.

Questo è il contenuto del particolare romanzo “Gli eredi della Terra”, scritto da Kate Wilhelm, un’importante riflessione sulla clonazione, sui modelli sociali, sul futuro. Un romanzo non recente, che anticipa temi oggi più attuali. Un’opera vincitrice del Premio Hugo nel 1977.

 

Risultati immagini per Kate wilhelm

Kate Wilhelm

 

Risultati immagini per cloni

L’UOMO CHE GIOCAVA CON SE STESSO

L'immagine può contenere: sMSNico è un ludopatico. Nico è un maniaco depressivo. Nico è un uomo bipolare. Nico è un ragazzo di venticinque anni che sta buttando via la sua vita. Ogni mossa di Nico lo butta sempre più giù, lo rovina sempre più, lo spinge sempre più verso la marginalità sociale.

Di Nico ci parla Tommaso Randazzo nel suo romanzo “Mancu li cani”. Tommaso Randazzo è un educatore professionale per migranti che conosce il mondo di chi vive ai limiti della società e ritrasmette la sua conoscenza in questo romanzo vivo e vibrante.

Il suo protagonista, all’inizio, fa il buttafuori, partecipa a incontri di lotta clandestina e gioca d’azzardo senza moderazione. Non proprio un gran curriculum. Sarà però la lotta a portarlo fuori dalla spirale del gioco d’azzardo in cui lo sta ficcando la sua ludopatia incontrollata.

Quel che mi è piaciuto meno di questo romanzo credo sia il titolo “Mancu li cani” che mi ha dato la sensazione potesse essere una storia giocata tutta su slang di vario genere, su sensazioni forti da discoteca e sala giochi. Il libro è, forse, un poco anche questo ma è anche molto di più. Lo avessi scritto io lo avrei intitolato “L’uomo che giocava con se stesso” o “L’uomo bipolare” o “Il ludopatico” o chissà come.

Risultati immagini per Tommaso Randazzo

Tommaso Randazzo

Mancu li  cani”, ci parla del dramma di un ragazzo che vede la propria vita scivolare via per colpa propria e che non riesce ad afferrarla, a bloccarne la caduta, il crollo. “Mancu li cani” ci parla di un intero mondo di sopraffazione, di ricatto, di usura, con il suo satellite della prostituzione, della nuova tratta di schiavi che vengono invogliati a salire sui barconi della falsa speranza, attratti dalle sirene illusorie di un mondo migliore. “Mancu li cani” ci parla di gente per la quale “il costo della vita e lo stipendio medio hanno litigato da tempio  e non si parlano più”, gente tranquilla e normale, ma che non ce la fa a sbarcare il lunario e si ritrova nei centri sociali, assieme a gente che c’è finita per vicende ben più tetre di droga, alcol e sfruttamento.

Carlo Menzinger con il romanzo di Tommaso Randazzo

Mancu li cani” ci parla anche del vuoto interiore di questa società consumista che permette l’esistenza delle slot machine, delle sale da gioco, degli psicofarmaci, ma anche delle automobili a benzina solo per interessi economici di chi ha il potere: “Siamo vuoti, come il riflesso del mare negli occhi dei pesci stecchiti al bancone dei surgelati”.

Perché ci sono gli interessi economici delle case farmaceutiche, perché è più facile fare così che occuparsi veramente dei problemi. Ad esempio, ormai hanno inventato le macchine che vanno a energia solare, ma abbiamo sostituito le macchine a benzina? No, cazzo, no!”.

Insomma, “Mancu li cani” è un romanzo importante, è una una storia di vita vissuta, mal vissuta, ma anche la denuncia di un mondo in rovina di cui siamo tutti colpevoli, come scopre lo stesso Nico, diventando con questa consapevolezza, per una volta, davvero un piccolo eroe, lanciandosi in un’ultima follia, ma questa volta non più per avidità, ma per il suo opposto.

È SOLO GRAZIE A ROMANZI COME QUESTO CHE LA TERRA ESISTE ANCORA!

Livello 7” di Mordecai Roshwald è un romanzo che ci introduce subito a un’atmosfera claustrofobica, in questo Livello 7, sotterraneo e isolato dal Risultati immagini per Mordecai Roshwaldmondo, in cui dei militari vivono e dovranno a continuare a vivere per il resto delle loro esistenze per scongiurare, scatenare o gestire una possibile guerra nucleare. Sono persone senza dei nomi e, anche tra loro, si chiamano usando dei codici. Combattono contro un Nemico non definito altrimenti e dunque combattono una guerra tra un generico Noi e un generico Nemico. Tutto è asettico e impersonale. Quando si ha in mano le sorti dell’umanità, non si può badare alle singole persone, contano solo i numeri.

Ricevono ordini categorici da una voce dietro un vetro oscurato (e penso a “Maze Runner”). Hanno dodici bottoni da premere per scatenare vari livelli di guerra atomica (e penso al bunker di “Lost”). Vivono nella sicurezza di questo bunker dal quale possono attaccare ma non essere attaccati, dal quale possono distruggere l’intero pianeta ma non essere uccisi loro stessi. In un certo senso sono dei militari particolarmente fortunati, se vivere imprigionati in un buco può dirsi una fortuna, rispetto a morire al sole.

Roshwald in 2012

Mordecai Marceli Roshwald (May 26, 1921 – March 19, 2015) was an American academic and writer. Born in Drohobycz, Ukraine to Jewish parents, Roshwald later emigrated to Israel.[2] His most famous work is Level 7 (1959), a post-apocalyptic science-fiction novel. He is also the author of A Small Arrmageddon (1962) and Dreams and Nightmares: Science and Technology in Myth and Fiction (2008).

Un “filosofo” racconta loro che nel Livello 7 tutto è meglio che all’esterno. Persino la democrazia, perché loro ubbidiscono solo a ordini impersonali che vengono da una voce anonima ma che rappresenta tutti loro. Persino la libertà al Livello 7 è migliore, perché sebbene prigionieri in un abisso da cui non potranno mai uscire, lì dentro possono fare quello che vogliono. Peccato che molte cose siano proibite, come i giochi d’azzardo e gli scherzi e che abbiano comunque da rispettare regole precise e che non ci sia neppure un libro (per non parlare dei film, che non sono neppure citati).

Il mondo esterno li crede morti. Non sono lì per scelta. Il protagonista ascolta l’annuncio del suo compito e del futuro di eterno isolamento comprendendolo ma non assimilandolo subito. Solo dopo, con il ragionamento, ne afferrerà la drammatica portata: lui e tutta la sua discendenza non usciranno mai da lì, per almeno 5 secoli! “Livello 7” è dunque riflessione sul senso della vita e della morte, della guerra, dell’esistenza, della libertà.

Il Livello 7 è uno spazio sotterraneo del tutto autonomo e indipendente per i successivi 500 anni. Ha, infatti, cibo ed energia per 500 persone per un simile periodo. L’aria è prodotta con apposite serre sotterranee e l’acqua è filtrata dal terreno.

I militari ascoltano la musica tramite una sorta di antica filodiffusione (chi si ricorda della filodiffusione?): hanno solo due canali, uno di musica classica e uno di musica leggera. La musica sembra variare all’infinito, ma dopo 12 settimane scopriranno che ricomincia da capo, che le musiche sono limitate. Scopriranno che tutto è limitato. Se lo è in un mondo aperto, lo è a maggior ragione in questo loro piccolo mondo chiuso.

La gente scelta per questa missione è tutta psicologicamente autonoma, ovvero non è particolarmente propensa ai sentimenti, anche se qualcuno finisce per vacillare. A un certo punto vengono autorizzati a sposarsi, in una sorta di matrimonio a tempo, dato che le coppie avranno per sé solo un’ora al giorno in apposite stanze.

Sono come astronauti che debbano colonizzare un mondo alieno inospitale, ma vivono sotto il suolo della nostra Terra. Sembra un romanzo sulle navi generazionali, che trasportano piccole comunità per generazioni fino a mondi lontani. E penso a “Universo” di Robert Heinlein.

Il loro si chiama Livello 7 perché ci sono altri 6 livelli sotterranei oltre alla superficie della Terra, che a volte chiamano Livello 0. Più aumenta il numero dei livelli più sono piccoli e sepolti in profondità e al sicuro da una guerra nucleare.

La gente del Livello 7 si sente privilegiata, ma sebbene tutto sia così ben congegnato non tutto andrà come previsto.

Risultati immagini per fungo atomico

Fungo atomico

Livello 7” è un romanzo apocalittico del 1959, anni di guerra fredda e di paura di catastrofi nucleari. Anni in cui si cominciavano a costruire rifugi atomici in cui rintanarsi come topi in fuga da un esercito di gatti. Erano anni in cui la gente cominciava davvero ad aver paura che quello che gli Americani avevano sperimentato alla fine della Seconda Guerra Mondiale sterminando la popolazione inerme di Hiroshima e Nagasaki potesse ripetersi in America o in Europa o su scala mondiale. Fu forse soprattutto questa paura a tenere lontana una Terza Guerra Mondiale. Oggi ce ne siamo dimenticati. Le nuove generazioni non sanno cosa sia la paura del nucleare e allora, forse, farebbero bene a leggere romanzi come “Livello 7”, perché il potenziale nucleare odierno è maggiore e più tremendo di quello degli anni ’50 e perché all’epoca erano solo due superpotenze a scontrarsi minacciando un’escalation di armamenti, mentre oggi anche piccoli Paesi, magari guidati da leader infantili con smanie di potere, hanno il potere di premere qualcuno dei dodici bottoni di “Livello 7”, perché oggi in bottoni non sono più in basi militari segrete di due sole potenze avverse, ma sparsi ovunque sul pianeta e bastano un paio di bravi fisici per creare ordigni micidiali. Se si hanno armi di distruzione di massa e non se ne ha paura, la fine rischia di essere maledettamente vicina. Ciò che ci salvò durante la Guerra Fredda fu la paura. Paura alimentata anche da romanzi come questo. Dobbiamo essere grati ad autori come Mordecai Roshwald, perché senza di loro forse oggi ni non saremmo qui. “Livello 7” è un romanzo di fantascienza, ma andrebbe inserito tra quei romanzi che a volte vengono suggeriti nelle iniziative c.d. “leggere per ricordare”. Autori come Mordecai Roshwald meriterebbero un monumento come a degli eroi che abbiano salvato il mondo. Il romanzo magari non sarà narrativamente perfetto, troppo semplice, con un mondo troppo schematico, ma il suo valore di monito è talmente alto da renderlo una lettura imprescindibile.

 

LE SPIRALI ATTORNO AL GOLPE

Risultati immagini per anatomia di un istante di javier cercasAnatomia di un istante” (2009) del giornalista e professore spagnolo Javier Cercas Mena (1962) non è un romanzo (come da qualche parte erroneamente si scrive), anche se l’autore è noto per l’uso del cosiddetto romanzo non-fiction e l’unione di cronaca e saggio con la finzione, ma un saggio sul golpe del 23 febbraio 1981 in Spagna. Il colpo di stato fu un evento mediatico, in quanto ripreso dalle telecamere e Javier Cercas Mena inizia la sua indagine proprio da queste immagini, analizzando innanzitutto il comportamento dei vari protagonisti in quell’occasione, nel parlamento spagnolo, mentre i militari armati irrompevano sparando. La sua indagine si concentra soprattutto sul grande protagonista di quello “spettacolo” nonché principale bersaglio dei golpisti, il presidente del consiglio dimissionario Don Adolfo Suárez González, I duca di Suárez. L’autore mostra il primo ministro restare in piedi, mentre quasi tutti i parlamentari si buttano a terra, nascondendosi sotto gli scranni. Un’altra figura che resiste agli spari e alla violenza dei golpisti che vorrebbero far distendere è il capo del partito comunista Carrillo.

L’autore esamina il senso e il simbolo del loro gesto, andando ad allargare la scena al passato e al futuro. Non stima Suárez, un ex-falangista franchista, passato poi al potere per gestire il passaggio dalla dittatura franchista alla democrazia, ma vede in quel suo gesto il riscatto di tutti coloro che erano stati fascisti e che ora dicono no a quel modo di affrontare le cose.

Ci mostra come questo presidente, messo al governo dal re e con l’appoggio delle destre, abbia in realtà smantellato molto di quello che rappresentava questa destra dittatoriale, aprendo alla sinistra e “sdoganando” persino il partito comunista. Fu sempre lui ad aprire alle autonomie catalane, basche e galiziane, in uno stato storicamente centralista. E proprio in questi giorni, in Catalogna, con il referendum separatista, forse stiamo proprio vedendo i frutti di quella politica così poco nazionalista.

Al momento del golpe, Suárez aveva perso ogni appoggio, inviso alla destra, guardato con sospetto dalla sinistra che ne ricordava i trascorsi franchisti e, persino, abbandonato dal suo re.

Risultati immagini per javier cercas

Javier Cercas Mena

I golpisti erano, dunque, convinti che la sua caduta non avrebbe trovato oppositori. C’erano, spiega Javier Cercas Mena, in realtà tre golpe l’uno nell’altro, ognuno con idee diverse, ma accomunati solo dal desiderio di spodestare Suárez. I golpisti erano convinti, più o meno in buona fede, di avere in questo l’appoggio del re. Non lo ottennero nel momento decisivo e così il golpe fallì, lacerato dalle sue diverse anime, diviso tra chi voleva un golpe duro e chi uno morbido.

Il libro descrive con toni quasi romanzeschi questi personaggi, i golpisti, il presidente, il re, girando attorno al momento cruciale del 23 Febbraio 1981. Ci gira, però, così tanto intorno, tornandoci e ritornandoci per vie simili o vicine, che spesso il panorama somiglia anche troppo a quanto già abbiamo letto. Oltre trecento pagine avrebbero potuto ridursi a un terzo senza eccessiva perdita di informazioni. Questa struttura narrativa spiraliforme, di per sé, potrebbe anche essere una forma interessante, ma diventando strumento per ripetere immagini, scene e concetti già detti, finisce per annoiare, soprattutto un lettore italiano, che a differenza di quello spagnolo, considera il golpe del 23 Febbraio un evento storico del tutto marginale e del quale forse gli basterebbe conoscere le linee essenziali. Se questo fosse un vero romanzo, sarebbe un’altra questione, ma essendo un saggio, pur avendo una scrittura vivace e coinvolgente, alla fine un po’ annoia.

Risultati immagini per Adolfo Suarez

Adolfo Suárez González

Rimane la sensazione della grande debolezza della democrazia in Spagna negli anni dopo la fine del franchismo e visti i recenti eventi catalani, si capisce che questa fragilità non è ancora terminata. Per una volta, l’Italia, nel raffronto con l’estero, pare un baluardo della democrazia e della libertà. Del resto non abbiamo avuto la ventura di un fascismo franchista durato fino alla morte di Francisco Franco il 20 novembre 1975. Se Benito Mussolini non fosse stato sconfitto e fosse vissuto per altri trent’anni che Italia avremmo avuto negli anni ’80? E oggi? Ma questa è materia per un’ucronia come “L’inattesa piega degli eventi” di Enrico Brizzi o “Nero italiano” di Giampietro Stocco.

IL NUMERO DI OTTOBRE 2017 DI “ITALIA UOMO AMBIENTE”

Risultati immagini per Olio di PalmaMentre ancora sto facendo il punto sull’esito dell’uscita, il 28/09/2017, del mio nuovo romanzo IL SOGNO DEL RAGNO e della presentazione inaugurale tenutasi il giorno stesso nella prestigiosa Sala degli Affreschi del Westin Excelsior di Firenze e Porto Seguro Editore già mi propone di fare una presentazione “personale” venerdì 13 (facciamo le corna!), ecco che gli amici di Pro natura fanno già uscire il numero di ottobre della rivista “Italia Uomo Ambiente”, che contiene ben due miei articoli:

Olio di palma e cacao: chi è il più malvagio del reame?” e

Sarà un ronzante vampiro a seppellire l’umanità?”

Entrambi gli articoli si possono leggere anche su Il Terzultimo Pianeta. Il secondo è leggibile pure sul sito di Italia Uomo Ambiente.Risultati immagini per Zanzara

Non solo. Gli amici della rivista sono anche stati così cortesi da dedicare una pagina all’uscita del mio romanzo ucronico IL SOGNO DEL RAGNO sia sulla rivista, sia sul sito.

IL SOGNO DEL RAGNO PRESTO POTRÀ ESSERE IL VOSTRO!

Ci siamo! Il 7 Settembre 2017 ho firmato con Porto Seguro Editore per pubblicare IL SOGNO DEL RAGNO, il primo volume della trilogia VIA DA SPARTA.

 

IL SOGNO DEL RAGNO è ucronia, è avventura, è storia di crescita personale e di scoperta.

IL SOGNO DEL RAGNO parla della difficoltà di realizzare i propri sogni, parla del desiderio di trovare un mondo migliore o di cambiare quello in cui si vive.

IL SOGNO DEL RAGNO vi porterà in un mondo diverso, vi farà scoprire che quel che è stato poteva non essere, che quel che è potrebbe essere diverso, che nulla deve essere dato per scontato.

Siete sicuri che tutto debba essere così com’è? Siete sicuri che non ci siano alternative al sesso eterosessuale, al matrimonio, alla famiglia, al consumismo, alla globalizzazione, all’industrializzazione, alla tecnologia, al denaro, ai vestiti, a internet, all’informatica, al tran tran quotidiano?

Riuscite a immaginare un mondo diviso tra padroni e schiavi, uomini e donne, dove gli uomini si occupano solo di guerra e politica?

Chi pensate che comandi in una simile società maschilista, che non tiene in alcun conto le donne, queste o gli uomini? Chi comanda veramente in una società dove economia, scienza, ingegneria sono gestite solo e soltanto da donne?

Dal capitolo 4 de IL SOGNO DEL RAGNO

Dal capitolo 4 de IL SOGNO DEL RAGNO

Come possono pochi spartiati dominare da soli su centinai di milioni di schiavi iloti?

Come può un impero estendersi per metà del globo senza una tecnologia moderna?

Dove ci avrebbe portato un diverso sviluppo della scienza?

Se l’elettronica oggi non esistesse, la meccanica fosse agli inizi, l’elettricità una novità, quale altra forma di scienza o tecnologia avrebbe potuto svilupparsi?

Tutto questo potresti scoprirlo leggendo IL SOGNO DEL RAGNO.

 

Ti piacerebbe immergerti in una grande avventura, seguire due ragazze giovani e bellissime che inseguono i loro sogni. Una, Aracne, una schiava ilota, cercando un posto diverso dove vivere, libera, lei è il figlio della violenza che porta in grembo, l’altra, una padrona spartiata, Nymphodora, cercando di cambiare la città in cui vive, l’immensa capitale sotterranea dell’Impero di Sparta?

Ti piacerebbe esplorare una Terra che, ai nostri giorni, è del tutto diversa da come la conosci, perché quasi 2400 anni fa Sparta, anziché essere sconfitta da Tebe, ha vinto e ha iniziato la sua espansione, cancellando Atene e la sua cultura, bloccando lo sviluppo dell’Impero Romano e creando un mondo del tutto diverso, dove uomini e donne vivono separati, sesso e amore sono diversi da come li conosciamo, i malati e i vecchi vengono uccisi, il denaro e il lusso non esistono, la guerra non ha mai fine, l’arte è quasi inesistente, la meccanica è ai suoi inizi e al servizio del solo esercito, l’elettronica non è neanche immaginabile, ma la genetica ha fatto grandi passi avanti?

Dal Capitolo 5 de IL SOGNO DEL RAGNO

Dal Capitolo 5 de IL SOGNO DEL RAGNO

Vuoi seguire i passi della grande fuga di Aracne dal mondo ucronico dominato da Sparta alla ricerca della libertà, dell’amore e di un mondo migliore per chi, come lei, ilota, è nata schiava in un impero dominato dai guerrieri spartiati?

Vuoi seguire questa diciasettenne, appena violentata in strada, senza la possibilità di protestare o rivendicare qualche diritto, non avendone alcuno in quanto schiava ilota, che fugge all’inseguimento di un sogno, della libertà e della vita per sé e per il bambino che porta in grembo frutto di quell’assalto brutale in strada dopo un’estenuante giornata di lavoro?

 

Vuoi scoprire questo mondo in parte distopico, ma soprattutto diverso dal nostro, per effetto di 2400 anni di divergenza storica?

 

Vuoi affrontare con Aracne prigionia, fughe, naufragi, conoscere gente diversa senza mai arrendersi, ma sempre con la tentazione di farlo?

 

Se hai risposto almeno una volta di sì, allora devi leggere “IL SOGNO DEL RAGNO”.

Dal capitolo 5 de IL SOGNO DEL RAGNO

Dal capitolo 5 de IL SOGNO DEL RAGNO

 

IL SOGNO DEL RAGNO” è l’inizio di un’avventura e un percorso che ci insegna che nulla è scontato, che le nostre comodità, i nostri diritti, le nostre libertà sono conquiste di anni di storia e sarebbe bastato poco a far sì che oggi non le avessimo.

 

IL SOGNO DEL RAGNO” è un romanzo di Carlo Menzinger di Preussenthal edito nel Settembre 2017 da Porto Seguro Editore.

 

Porto Seguro Editore è una casa editrice di Firenze.

 

IL SOGNO DEL RAGNO” è il primo volume della trilogia “VIA DA SPARTA“.

Non perderlo! Prenota la tua copia. Chiedila a me.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: