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METTERE IN GUARDIA DAI MUTAMENTI CLIMATICI

In occasione del Festival del Libro di Pisa del 10 Novembre 2019 partecipai alla presentazione di “Antropocene – L’umanità come forza geologica” una raccolta di “Racconti e saggi a cura di Francesco Verso e Roberto Paura” (Future Fiction 2018).

Antropocene: L'umanità come forza geologica (Future Fiction Vol ...

Francesco Verso

Il tema mi solleticava, sia per l’interesse che rivestono per me (e vorrei sperare per tutti) le tematiche dell’impatto umano sull’ambiente e sul clima in particolare, ma anche perché questo volume, con mezzi e forme diverse si riprometteva i medesimi obiettivi della mia ultima pubblicazione “Apocalissi fiorentine”: sensibilizzare i lettori verso tali problematiche.

Verso e Paura hanno scelto l’originale alternanza di racconti e articoli sul tema, scritti da autori provenienti da ogni parte del mondo, con l’intento di “collegare la finzione alla realtà” (scrive Paura), perché la fantascienza è un genere letterario che ci parla forse più del mainstream della nostra realtà, per la propria capacità di anticipare il futuro, di metterci in guardia da possibili distopie, di guidarci verso utopie e sogni, di caricaturizzare il nostro mondo.

Nella prima delle due prefazioni Paura evidenzia la “potenza della fiction” nell’esercitare “un forza persuasiva da non sottovalutare”. Credo sia questo il motivo per cui sto cercando di sottolineare l’importanza di scrivere per l’ambiente, in un momento in cui, come scrive Verso nella seconda prefazione, “il dominio” dell’uomo sulla natura “ha sopraffatto il rispetto. E così la scienza ha spogliato la natura dei suoi antichi misteri, l’ha resa nuda e indifesa nei confronti di chiunque abbia voluto appropriarsi delle sue risorse”.

Proprio oggi che il concetto di capitalismo sembra non avere nemici è tempo di immaginare il futuro del rapporto tra uomo e natura”, scrive ancora Verso, e io credo, anzi, che sia proprio questa catastrofica mancanza di rispetto verso la natura a mostrare chiaramente i limiti del capitalismo e a decretarne la necessità del suo superamento, perché “minaccia di distruggere l’intero ambiente umano” (Verso), essendo “per sua natura, contrario a qualsiasi nozione di sostenibilità” (Verso).

Roberto Paura | World Futures Studies Federation - Academia.edu

Roberto Paura

Nel racconto di Jean-Luis Trudel si parla dello scioglimento dei ghiacci della Groenlandia e dell’emersione di antichi batteri e in questi giorni segnati da una colossale crisi mondiale per causa di un virus, la riflessione su quello che potrebbe davvero accadere sorge spontanea.

Assai interessante è l’analisi dell’articolo di Marco Signore sulle variazioni climatiche del passato, che dimostrano che “il pianeta ha i mezzi per curarsi”, ma che questo non vuol dire che tutte le specie possono sopravvivere a queste oscillazioni e non vuol dire che il riscaldamento globale in atto sia naturale. Le cause antropiche sono innegabili, sebbene ci sia ancora che provi a sostenere il contrario.

Questo riscaldamento “causerà profonde perdite agli ecosistemi. L’innalzamento delle temperature degli oceani anche di un solo grado comporta disastri immani per gli organismi, a cominciare da quelli che vivono in superficie, cioè il plancton. Sfortunatamente per noi e per l’intero pianeta Terra, il plancton è praticamente la base della vita su questo mondo: produce almeno la metà dell’ossigeno necessario per respirare, ed è alla base delle reti alimentari. In più, la quantità di carbonio nell’atmosfera in costante aumento, non provoca solo l’aumento delle temperature, ma anche l’acidificazione degli oceani”, “condannando praticamente gli organismi a morte”.

Il racconto di Clelia Farris (Cagliari, 1967) ci trasporta in un mondo sommerso dalle acque i cui i superstiti sopravvivono su “scogli” formati dalle sommità dei grattacieli. Un’improvvisa glaciazione metterà a repentaglio la loro difficile sopravvivenza. Il clima qui, insomma, impatta due volte sull’umanità, in modi inversi ma comunque drammatici.

Segue un interessante analisi sociologica dell’ecologismo scritta da Antonio Camorrino, che ci parla della “diffusa percezione che il futuro riservi pericoli dalla portata inedita”, partendo proprio dalla lettura del racconto della Farris, che, secondo lui, metaforizza la dissoluzione di “una certa immagine dell’umano”.

Per il moderno ecologismo “La natura viene quindi sacralizzata a contrappunto dell’umano, assurto a polo negativo Antropocene: L'umanità come forza geologica (Future Fiction Vol ...della dialettica per mezzo del rovesciamento dell’antinomia moderna che sanciva il dominio dell’uno sull’altra”.

In questo, devo dire, mi riconosco in questa visione dell’ecologismo. Credo, infatti, che la gerarchia di sfere in cui ci muoviamo “io-famiglia-comunità locale-stato-unione di stati-umanità-natura” vada rovesciata come importanza dall’approccio individualista ed egocentrico, cercando di imparare che la priorità di tutti noi deve diventare proprio la salvaguardia e protezione della natura, rispetto alla quale tutti gli altri interessi sono “particolari” e quindi meno rilevanti, così come gli interessi dell’associazioni internazionali dovrebbero prevalere su quelli dei singoli stati o delle singole comunità. I nazionalismi del resto già hanno trascinato la storia lungo percorsi da non ripetere e i campanilismi sono atteggiamenti gretti e odiosi, indegni di uomini civili.

Si deve giungere, come scrive Camorrino alla “natura come nuovo universo morale”.

Segue un racconto del cinese Chen Quifan, che pone al centro le problematiche dell’inquinamento atmosferico urbano, assai sentito nel suo Paese, impegnato nella difficilissima sfida di sostenere una velocissima crescita economica, industriale e sociale cercando di contenerne i danni ambientali.

Eccoci così in un mondo in cui “si consiglia ai bambini piccoli, agli anziani e a coloro con malattie respiratorie di rimanere in casa…”, frase che in questi giorni di quarantena mondiale, colpisce con un coltello al cuore. Ecco, deja vu, “un mucchio di pedoni, con le facce impolverate sotto mascherine che li facevano sembrare mostruosità con la faccia di maiale”.

Come il covid-19, oggi, nel racconto “lo smog causava anche danno psicologico”, “un aumento sui tassi di depressione nei residenti in città”. “Conseguenza dello smog era il senso di rimozione dal mondo”.

Ali della notte” di Robert Silverberg

Robert Silverberg

Tocca poi a Fausto Vernazzani, partendo da questo racconto, esaminare la moderna climate fiction e fantascienza cinesi. Nella sci-fi cinese “come figura dominante emerge l’innovazione tecnologica”. La passione e la pervasività della tecnologia nell’attuale società cinese ha, infatti, favorito il passaggio da una fantascienza concentrata sugli aspetti sociologici alla hard science fiction. Restano comunque centrali anche i temi dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici e della desertificazione. “L’inquinamento e i cambiamenti climatici insieme hanno devastato uno dei beni principali della nazione, ovvero il terreno”. “Ogni anno il deserto dei Gobi fagocita oltre 3.000 Km2 di verde”.

Mariam Womack nel suo racconto ci parla dell’estinzione delle farfalle e del loro ritorno con una specie mutante e gigante di macaoni, dall’inattesa pericolosità, in un mondo dalle estati troppo calde in cui con i macaoni tornano anche antiche malattie.

L’articolo di Gennaro Fucile parte da questo racconto per spiegarci, citando Mark Fisher, che “è più facile immaginare la fine del mondo che quella del capitalismo”: il mercato risorge sempre, “il consumo diventa uno stare al mondo, una concezione di vita”. Prosegue raccontandoci scenari distopici letterari, citando, tra gli altri, “La ragazza meccanica” di Paolo Bacigalupi (che ho appena iniziato a leggere) e soprattutto l’agghiacciante “Come è” (1961) di Samuel Beckett, con quest’uomo strisciante nel fango, che mi devo procurare al più presto.

La sua visione dell’antropocene credo si possa riassumere nell’affermazione “l’apocalisse non è arrivata dall’industria bellica” ma dalle “profonde ferite inferte al pianeta” “arrecate da mucche d’allevamento, coltivazioni intensive di mais, bombolette spray, quattro ruote utilitarie, e via di questo passo”. Perché “la pace ha distrutto e continua a distruggere l’ambiente” e “l’obesità oggi è un’epidemia” ma anche un simbolo della nostra civiltà, aggiungerei. Concetto estremante suggestivo: partendo da questa frase ho appena scritto un racconto!

Segue Cielo rovente” del grande Robert Silverberg, racconto che da solo varrebbe l’acquisto dell’antologia, peraltro, come sto scrivendo assai pieni di spunti e testi interessanti.

Ci parla di un mare che è “uno strano gulash di correnti” in cui grandi iceberg, residui dello scioglimento dei poli, vanno alla deriva, mentre navi cercano di contenderseli per portarli verso città assetate, in un mondo ormai avaro di acqua potabile, in cui Los Angeles fa la guerra a San Francisco per un po’ di ghiaccio polare. Un mondo difficile, in cui una nave alla deriva che chiede aiuto è da guardare con sospetto, perché potrebbe nascondere insidie.

Nel suo articolo Giampietro Casasanta, riprende il tema dello scioglimento dei ghiacci spiegandoci, tra le altre cose che la fusione di quelli dell’Antartide porterebbe a un innalzamento del livello del mare di 58 metri. Quante coste e quante città resterebbero sommerse! Ci racconta delle varie basi scientifiche presenti in questo continente deserto grande come Europa e Stati Uniti assieme e di come queste siano in grado di utilizzare il carotaggio dei ghiacci per studiare l’evoluzione del clima terrestre, in quanto “il contenuto isotopico medio del ghiaccio e la temperatura annuale media sono legati da una relazione lineare”.

Affascinante anche il racconto del curatore Francesco VersoDue mondi”, che immagina la creazione di due nuove razze “umane” realizzate mediante la manipolazione genetica, tema a me particolarmente caro e che credo sia la vera frontiera del nostro sviluppo scientifico.

Chiudendo il volume in ordine inverso rispetto a come lo avevano aperto, ritroviamo l’altro dei due curatori, Roberto Paura, nell’ultimo articolo, che riprende il tema suggerito dal racconto di Verso per parlarci di human enhancement, come alternativa piuttosto che alla terraformazione di altri pianeti, alle soluzioni per arrestare i mutamenti ambientali: adattare l’uomo (ma anche le altre specie) a un ambiente alterato. Soluzione che comporta grossissimi problemi etici e politici, ma che rischia di rimanere l’ultima e unica soluzione possibile se proseguiremo nel tapparci occhi e orecchie davanti agli evidenti segnali di degrado del pianeta e alla nostra colpevolezza in merito.

Accanto all’human enhancement, Paura ricorda altre soluzioni meno drastiche come il cognitive enhancement, che potrebbe renderci non solo meno fecondi (“la fecondità diminuisce al crescere dell’istruzione, soprattutto femminile”) ma anche più reattivi ad affrontare le nuove situazioni, per non parlare del, forse ancor più paradossalmente Antropocene | L'epoca umana - Exibart.tvutopistico, moral enhancement.

Eppure, l’ingegneria genetica potrebbe davvero essere persino la soluzione ai mutamenti genetici, si pensi per esempio al drammatico problema della liberazione del metano nascosto dal permafrost, che potrebbe avvenire per effetto del surriscaldamento globale, determinando un’immane accelerazione dell’effetto serra. Ebbene, questo fenomeno è peggiorato dall’assenza di grossi animali come i mammut che calpestavano la tundra, consentendo al ghiaccio di penetrare più in profondità, conservando così meglio il permafrost. Ebbene la ricostruzione con ingegneria genetica dei mammut potrebbe aiutare a rallentare il fenomeno!

Paura mette, infine, in guardia dal “soluzionismo”: l’illusione otto-novecentesca che la scienza e la tecnologia possano trovare una soluzione a tutto, ci rende irresponsabili e rende superate etica e politica.

AL VIA IL PREMIO ITALIA PER LA LETTERATURA FANTASTICA!

Da domani, 30 Marzo 2020, si aprono le segnalazioni degli operatori per le opere di fantascienza e fantastico candidate al Premio Italia 2020.

Il Premio Italia rappresenta la celebrazione dell’apprezzamento dalla comunità degli appassionati di fantascienza e fantastico italiani per la produzione italiana dell’anno precedente. Il premio è assegnato durante Italcon, il convegno nazionale del settore; è la comunità dei partecipanti dell’Italcon e alla loro assemblea che assegna il premio e ne determina il regolamento.

Il Premio Italia è stato istituito nel 1972, in occasione della prima grande convention italiana, l’Eurocon di Trieste. In quella occasione venne assegnato per la prima volta il Premio Europa (oggi chiamato ESFS Award) con alcune categorie dedicate alla produzione italiana; questa premiazione viene considerata la prima edizione del Premio Italia, anche se questo nome sarebbe arrivato solo dopo diversi anni.

Organizzato ogni anno, anche con formule leggermente diverse, dagli organizzatori delle varie Italcon che si sono succedute, è ancora una volta in occasione di un’Eurocon, quella del 1989 a San Marino, che avviene una svolta importante: l’organizzazione del premio viene affidata a un ente di controllo esterno, la World SF Italia, per Associazione World SF Italiaassicurarne la continuità e la regolarità.

 

Il calendario delle votazioni è il seguente:

FASE 1: SEGNALAZIONI     Votazione aperta da 30 marzo a 22 aprile 2020

FASE 2: VALUTAZIONE       Spoglio da 23 aprile a 27 aprile 2020

FASE 3: VOTAZIONE FINALISTI  Votazione aperta da 27 aprile a 15 maggio 2020

FASE 4: VALUTAZIONE       Spoglio da 16 maggio (votazioni chiuse)

ANNUNCIO RISULTATI E PREMIAZIONI      La notte di 13 giugno 2020

 

Se potete votare, queste sono le mie opere in concorso:

Altri suggerimenti di voto sono:

  • Curatore: Lugi Petruzzelli
  • Traduttore: Paola Cartoceti
  • Collana: Sci-Fi Collection, Tabula Fati
  • Rivista professionale: Dimensione Cosmica, Tabula Fati
  • Antologia: Luca Ortino, Gian Filippo Pizzo, Fantaetruria, Carmignani Editrice
  • Romanzo fantastico: Pierfrancesco Prosperi, Il 9 maggio, Homo Scrivens

 

Buon voto e buone letture!

CONOSCERE FIRENZE: FREDERICK STIBBERT

Risultato immagini per Il collezionista di sogniCon il GSF – Gruppo Scrittori Firenze, abbiamo appena lanciato un progetto di antologia su Firenze Capitale. Ho pensato che potrei partecipare con un racconto su Frederick Stibbert, figura di spicco nella città quegli anni e nei successivi.

Mi sono, dunque, recato presso il Museo, per integrare la mia bibliografia in merito e ho acquistato il volume “Il collezionista di sogni” a cura di Enrico Colle e Simona Di Marco, edito da Mondadori Electa Storie nel Settembre 2016.

Prima di acquistarlo, avevo sfogliato il volume e mi era parso più adatto di altri allo scopo. Arrivato a casa, noto però sulla copertina il sottotitolo “Romanzo”, che mi lascia quanto mai deluso. Non era, infatti, mia intenzione acquistare un’opera di narrativa ma un saggio da usare come base per scrivere il racconto.

Va detto, dunque, che la definizione è quanto mai fuorviante. Non si tratta per nulla di un romanzo, ma di una raccolta di scritti assai precisi e dettagliati sulla vita di questo personaggio. Certo non hanno il rigore di un saggio, in quanto mancano le note che esplicitano la fonte di ogni affermazione e forse per questo l’editore deve aver preferito presentarlo come opera di fantasia, ma tale non mi è parso. Come dicevo, poi, non è romanzo, in quanto riunisce una discreta collezione di immagini a colori e vari brani tematici di autori diversi, ovvero:

  • Simona Di Marco – Una famiglia ingombrante;
  • Enrico Colle- Nel rutilante vortice della mondanità;
  • Dominique Charles Fuchs – En voyage!;
  • Riccardo Franci – Il sogno ricreato: il “suo” museo;
  • Martina Becattini – Una Wunderkammer

Poiché gli anni che mi interessavano maggiormente erano quelli dal 1865 al 1871, i primi due articoli, scritti proprio dai curatori, si sono rivelati per me quelli più utili e ricchi di informazioni.

In ogni caso, al mio scopo, la scelta del volume si è rivelata azzeccata e felice. Tutti i testi contenuti nell’antologia si leggono con piacevolezza e sono estremamente densi di informazioni di ogni genere su questo grande collezionista e sul periodo in cui è vissuto, mostrando una Firenze ottocentesca quanto mai cosmopolita e vivace e dando un’immagine di Stibbert assai più inserito nella buona società locale di quanto avessi ritenuto, immaginandolo quasi in esilio nella sua bella villa sulla collina di Montughi scelta dalla madre. È, invece, una delle figure che meglio hanno rappresentato Firenze nel mondo e che hanno dato lustro alla città creando una collezione di armi e armature e altri oggetti, provenienti dall’Europa, dal Giappone e dal vicino Oriente, unica nel suo genere. Del resto, il Museo Stibbert è uno di quelli che maggiormente amo a Firenze e di certo quello che, complice anche la vicinanza della mia casa, ho certo visitato più spesso.

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IL NARRATORE DI RIFREDI IN FINALE AL PREMIO VEGETTI

A volte la vita ci sorprende portandoci riconoscimenti dove mai ce li saremmo aspettati.

Il Vegetti è un’importante premio per gli autori di fantascienza. Già l’anno scorso avevo avuto la fortuna di entrare nella finale per la sessione romanzi con il secondo volume della saga ucronica “Via da Sparta”, “Il regno del ragno”. Quest’anno avrei potuto collocarmi in finale con il terzo volume “La figlia del ragno” o magari con l’antologia di racconti distopici “Apocalissi fiorentine”. Ho anche pubblicato vari racconti di fantascienza che ritengo interessanti.

Non avrei mai pensato che potesse piazzarsi quello strano volume che ho intitolato “Il narratore di Rifredi” (Porto Seguro, 2019). Invece, oggi ho scoperto che finito in finale!

Devo dire, anzi, che non pensavo neppure di pubblicarlo. Ne avevo autoprodotto a fine 2018 una versione in self-publishing con Lulu. Questa poi è stata adocchiata dal mio editore Paolo Cammilli, che ha voluto a tutti i costi che lo pubblicassi con la sua Porto Seguro Editore. Evidentemente, aveva lo sguardo più lungo del mio, perché ieri ho scoperto che era entrato nella rosa dei finalisti.

Grazie a chi mi ha votato e grazie Paolo per avermi convinto.

Si è classificato nella categoria dei saggi. Si tratta, infatti, della biografia letteraria di Massimo Acciai Baggiani, un autore contemporaneo poco noto ma meritevole, fantasioso e prolifico, membro della World SF Italia (oltre che del GSF – Gruppo Scrittori Firenze) e autore di interessanti saggi, tra cui in particolare uno sulla comunicazione nella fantascienza e un altro sulle lingue inventate (in fantascienza e nella vita reale). Acciai è, infatti, conoscitore e docente di esperanto. Ha anche scritto opere di narrativa di fantascienza e fantasy, ma non solo, spaziando in altri generi, in particolare la narrativa “geografica”. Ha, per esempio, scritto interessanti volumi sul Mugello e il Casentino e sta per dare alle stampe uno sul Valdarno. Il suo grande amore rimane comunque la letteratura fantastica e persino alcune sue poesie hanno una chiave fantascientifica.

Vive a Rifredi, lo stesso quartiere di Firenze in cui vivo anche io e nelle sue opere non mancano i riferimenti a questo luogo, cui è molto legato, come ho testimoniato con il titolo.

Il volume raccoglie una panoramica su molte delle sue opere, un’intervista all’autore e alcuni racconti e poesie scritti sia da lui che da me sul quartiere di Rifredi. In particolare, un mio racconto lo vede protagonista di un’avventura fantascientifica in queste vie. Completano l’opera le testimonianze di numerosi autori che lo hanno conosciuto.

Il libro ricalca la struttura de “Il sognatore divergente” (Porto Seguro, 2018), finalista al Premio Vegetti 2019, opera scritta dallo stesso Acciai e vuole essere una sorta di ringraziamento per quanto vi ha scritto.

Grazie Massimo!

Qui tutti i finalisti.

TUTTI I LIBRI DEL 2019

Questo 2019 non è stato meno prolifico di altri anni come letture e pubblicazioni.

Come autore, infatti, ho pubblicato:

  1. il terzo volume della saga ucronica “VIA DA SPARTA” intitolato “LA FIGLIA DEL RAGNO” (Porto Seguro Editore), che descrive le avventure di due ragazze in un presente alternativo dominato da Sparta,
  2. l’antologia “APOCALISSI FIORENTINE” (Gruppo Editoriale Tabula Fati) una raccolta di racconti distopici di fantascienza, climate fiction e ucronia, ambientati a Firenze, che ci parla di fragilità urbane e ambientali. Il volume è illustrato da 48 immagini elaborate dagli studenti della Facoltà di Architettura di Firenze, guidati dal Professor Marcello Scalzo.
  3. È anche uscita, sempre per Porto Seguro, la seconda edizione del romanzo “IL SOGNO DEL RAGNO”. Per la medesima saga “VIA DA SPARTA”, Il mio romanzo “IL REGNO DEL RAGNO” è stato finalista all’edizione 2018 del Premio Vegetti per la fantascienza della World SF Italia.
  4. Porto Seguro ha pubblicato la seconda edizione de “Il narratore di Rifredi”, che avevo pubblicato nel 2018 con Lulu.

Nel corso del 2019 ho pubblicato anche:

  • Il racconto “L’albero del drago” sul numero di febbraio della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • Il racconto “La sequoia” sul numero di marzo della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • La prefazione “Tre uomini in cerca di radici” al volume “Cercatori di storie e di misteri” (Porto Seguro Editore”), scritto da Massimo Acciai Baggiani, Pino Baggiani e Italo Magnelli.
  • Il racconto “La soluzione del problema” sul primo numero della rivista “ProspettiveIng” dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze dedicato al Complex Problem Solving.
  • La recensione “L’isola del muflone azzurro” sul numero di aprile della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • L’articolo “Alzati e cammina” sul numero di giugno della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • Il racconto “Attimi evanescenti di pensiero critico” sul secondo numero della rivista “ProspettiveIng” dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze dedicato al “Critical Thinking”.
  • L’articolo “Cosa può fare la nostra città per il pianeta” sul numero di luglio-agosto della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • L’articolo “Al fuoco” sul numero di settembre della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • L’articolo “La difficoltà di una spesa ecosostenibile” e il racconto “La giusta paura” sul numero di ottobre della rivista di Pro Natura Firenze “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”.
  • Il racconto “La giusta paura” sulla rivista “L’Area di Broca”.
  • Il racconto “Protesi” sulla rivista “IF – Insolito& Fantastico”, numero 23 dedicato a “Stephen King”;
  • Il racconto “Lezioni di cratività” sul terzo numero della rivista “ProspettiveIng” dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze dedicato alla “Creativity“.

Sarebbe anche uscito un mio contributo sotto pseudonimo a un romanzo collettivo.

 

Ho, inoltre pubblicato numerosi articoli e recensioni nei miei blog “La leggenda di Carlo Menzinger” e “Il terzultimo pianeta”.

 

 

E ora veniamo alle letture. Continuo a censirle su anobii, anche se non sempre è possibile e anche quest’anno il sito ha funzionato piuttosto male. Le Statistiche di anobii dichiarano (per difetto) che nel 2019 ho letto 74 libri (69 nel 2018 e 54 nel 2017) per 18.542 pagine (17.567 nel 2018, 15.594 nel 2017). Dunque, in media i libri letti avevano 251 pagine (in effetti, non amo le storie brevi) e ne ho letto uno ogni 4 giorni e mezzo. Come potete vedere dall’elenco che riporto più avanti, in realtà le letture sono state almeno 78, se non 80, considerando due libri a metà. Compaiono tra le letture anche alcune cose scritte da me.

La statistica completa, per questo millennio, su anobii è:

 

ANNO N. LIBRI N. PAGINE
2019 74 18542
2018 69 17475
2017 51 14888
2016 54 16508
2015 59 19404
2014 54 17004
2013 61 14507
2012 59 15658
2011 48 14543
2010 47 10646
2009 64 11461
2008 49 11417
2007 28 8128
2006 12 3099
2005 16 4447
2004 10 2049
2003 16 2822
2002 18 2536
2001 15 3432
2000 6 1729

 

La lista precedente non è precisissima, per le ragioni suddette, ma dà un’idea.

 

Le letture di questo 2019, sono state, in realtà 80 ovvero, in ordine cronologico:

  1. Marco Toninelli – Rockland– fantascienza – italiano (lettura avviata nel 2018) – GSF – cartaceo;
  2. Samuel R. Delany – Dhalgren – fantascienza – americano (lettura avviata nel 2018) – ebook;
  3. Anna Genni Milliotti – C’è gente che – diari – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  4. Lukha B. Kremo – Pulphagus – fantascienza – italiano- World SF Italia – ebook;
  5. Guido Morselli – Roma senza papa – ucronia – italiano – ebook;
  6. Walter W. Trevis – Solo il mimo canta al limitare del bosco – fantascienza – americano – ebook;
  7. Gianni Marucelli – L’isola del muflone azzurro – giallo – italiano – Pro Natura – cartaceo;
  8. Carlo Menzinger di Preussenthal – Il regno del ragno – ucronia – italiano – GSF – Porto Seguro – Pro Natura – World SF Italia – cartaceo;
  9. Winfried G. Sebald – Storia naturale della distruzione – saggio – tedesco – ebook;
  10. AA.VV. – IF- Insolito & Fantastico – n. 22 – Corpo e Computer – rivista – italiano – cartaceo;
  11. Jack London – Il tallone di ferro – distopia – inglese – ebook;
  12. Federico Pipitone – 04.2015 – poesia – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  13. Nadia Bertolani – Brumby – narrativa – italiano – cartaceo;
  14. Guido De Marchi – Piccole storie metropolitane – racconti – italiano (non in anobii) – cartaceo;
  15. Frank P. Herbert – Dune – fantascienza – americano – ebook;
  16. Massimo Acciai Baggiani, Pino Baggiani, Italo Magnelli – Cercatori di storie e misteri – viaggio – italiano – Porto Seguro – GSF – Wolrd SF Italia -cartaceo;
  17. Paolo Cammilli – Maledetta primavera – narrativa – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  18. Alberto Pestelli – Gli addormentatori di via del cocomero – giallo – italiano – Pro Natura – cartaceo;
  19. Carlo Menzinger di Preussenthal – Il narratore di Rifredi – biografia – italiano – Porto Seguro – GSF – Pro Natura – World SF Italia – cartaceo;
  20. Isabella Marchetta – Quando Lara Croft arrossì – diari – italiano – cartaceo;
  21. Giampiero Stocco – Nuovo mondo – ucronia – italiano – ebook;
  22. Alessandro Baricco – Smith & Wesson – narrativa – italiano – ebook;
  23. Giada Bonasia – Quella notte che il destino fu deciso – romance – italiano – cartaceo;
  24. Jack Vance – I segreti di Cadwal – fantascienza – americano – ebook;
  25. Raimondo Preti – Tutti giù per terra – riflessioni – italiano – Porto Seguro – cartaceo;Embassytown - China Miéville - copertina
  26. Riccardo Olivieri – La specialità di Dio – poesia – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  27. China Mieville – Embassytown – fantascienza – inglese – ebook;
  28. Arthur C. Clarke – Incontro con Rama – fantascienza – inglese – ebook;
  29. Paolo Orsini – La grande rivelazione – racconti – italiano – GSF – cartaceo;
  30. AA. VV. – La gioia di vivere – racconti e immagini – italiano – GSF – cartaceo;
  31. Antonella Cipriani – Qualcosa di molto serio e altri racconti – racconti – italiano – GSF – cartaceo;
  32. Roberto Balò – Saga – poesia – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  33. Jean-Paul Sartre – L’età della ragione –narrativa – francese -ebook;
  34. Pierfrancesco Prosperi – Il Processo n. 13 – ucronia – italiano (non in anobii)- World SF Italia – cartaceo;
  35. Franci Conforti – Stormachine – fantascienza – italiano – World SF Italia – ebook;
  36. Mario Ragionieri – Quella strana coppia – saggio storico – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  37. Vincenzo Maria Sacco – Come la sabbia nel deserto – romanzo storico – italiano – GSF – Porto Seguro – cartaceo;
  38. Maila Meini – Il sentiero delle foglie cadute – narrativa – italiano – GSF – cartaceo;
  39. Paolo Ciampi – Il sogno delle mappe – saggio – italiano – cartaceo;
  40. Massimo Bernardi – Hanno invaso la Svizzera – surreale – italiano – cartaceo;
  41. Stephen King – Stagioni diverse – narrativa psicologica – americano – ebook;
  42. Robert A. Heinlein – La porta sull’estate – fantascienza – americano – ebook;
  43. AA. VV. – Toscani per sempre – racconti – italiano – cartaceo;
  44. Federica Milella – Riparatori del tempo – fantascienza – italiano- Porto Seguro – cartaceo;
  45. Marco Cibecchini – Oltre la scelta – erotico – italiano – GSF – cartaceo;
  46. Guido Pratesi – La spada di Seyton – fantasy – italiano – cartaceo;
  47. Antonella Bausi – Gli Abati – saggio storico – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  48. Marco Buticchi – Le pietre della luna – romanzo storico – italiano – ebook;
  49. Marianna Cimmino – M. McLaw – Bianca di polvere – narrativa – italiano – cartaceo;Risultati immagini per solo il mimo canta al limitare del bosco
  50. Vincenzo Gualano – Lacrime rosse – poesia – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  51. Zygmunt Bauman – La società dell’incertezza – saggio filosofico – polacco – ebook;
  52. AA.VV. – Perché non siamo fatti per vivere in eterno? – romanzo gotico – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  53. Linda Lercari – L’unico sesso – fantascienza – italiano – cartaceo;
  54. Ernest Cline – Player one – fantascienza – americano – ebook;
  55. Marco Scaldini – Botte ai professori – saggio sociale – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  56. Barbara Carraresi – La porta rossa – narrativa – italiano – GSF – cartaceo;
  57. Carlo Menzinger di Preussenthal – Apocalissi fiorentine – fantascienza – italiano – GSF – Gruppo Tabula fati – World SF Italia – Pro Natura – cartaceo;
  58. Harry Turtledove – Per il trono d’Inghilterra – ucronia – americano – ebook;
  59. Mirko Tondi – Nelle case della gente – narrativa – italiano – GSF – Porto Seguro – cartaceo;
  60. Alfredo Betocchi – L’orologio della torre antica – fantasy storico – italiano – cartaceo;
  61. Arthur C. Clarke – Le fontane del paradiso – fantascienza – inglese – ebook;
  62. Vittorio Piccirillo – Legio accipitris – fantascienza – italiano – Gruppo Tabula Fati – World SF Italia – cartaceo;
  63. Peter Handke – Il grande evento – narrativa – austriaco – Premio Nobel – ebook;
  64. Olga Tokarczuk – Guida il tuo carro sulle ossa dei morti – narrativa – polacco – Premio Nobel – ebook;
  65. Pierfrancesco Prosperi – Il 9 Maggio – ucronia – italiano – World SF Italia – cartaceo;
  66. Peter Handke – La montagna di sale – narrativa – austriaco – Premio Nobel – ebook;
  67. Piero Dolara – L’ultimo rifugio – fantascienza – italiano – Porto Seguro – cartaceo;
  68. Guido De Marchi – I racconti del prato – filastrocche – italiano (non su anobii) – cartaceo;
  69. Olga Tocarczuk – I vagabondi – narrativa – polacco – Premio Nobel – ebook;
  70. Franco Piccinini – Il tempo è come un fiume – fantascienza – Gruppo Tabula Fati -World SF Italia – cartaceo;
  71. Vanni Santoni – I fratelli Michelangelo – narrativa – italiano – cartaceo;
  72. Emiliano Mecati e Alessio Seganti – Karma avverso – fantascienza – italiano – Gruppo Tabula Fati – World SF Italia – cartaceo;
  73. AA. VV.- The FLR – The Florentine Literary Review – n. 3 Il sacro – rivista letteraria – italiano (non su anobii) – cartaceo;
  74. Clifford D. Simak – La casa dalle finestre nere – fantascienza – americano – ebook;
  75. Renato Campinoti – Non mollare Caterina – giallo – italiano, GSF – Porto Seguro – cartaceo;
  76. Carlo Giannone – I lupi – fiaba – italiano – cartaceo;
  77. Alessandro Agostinelli, Tito Barbini e Paolo Ciampi – Parole in viaggio – manuale di scrittura – italiano – cartaceo;
  78. Pierfrancesco Prosperi – La quarta verità – fantascienza – italiano – World SF Italia – cartaceo;
  79. Rossella Cirigliano – Locus iste – narrativa – italiano (lettura in corso) – cartaceo;
  80. AA.VV. – La Bibbia – religione – ebraico (lettura in corso) – ebook.

 

Quest’anno, su anobii, ho dato 5 stellette (il giudizio migliore) ai seguenti libri (in ordine cronologico):

  • Trevis – Solo il mimo canta al limitare del bosco;
  • Menzinger -Il regno del ragno;
  • Mieville – Embassytown;
  • King -Stagioni diverse;
  • Menzinger – La figlia del ragno;
  • Cline -Player one;
  • Menzinger – Apocalissi fiorentine;

 

Difficile ordinarli dal migliore al peggiore. Escludendo “Il regno del ragno”, “La figlia del ragno” e “Apocalissi fiorentine”, che ho scritto io e che quindi logicamente sono quelli che maggiormente rispettano i miei gusti, quest’anno emergono, a parte l’antologia di King, solo romanzi di fantascienza.Risultati immagini per Cline Player one

 

Quest’anno gli italiani sono stati 56 (47 nel 2018), seguiti dagli americani (8).

31 le letture di tipo fantastico (fantascienza, ucronia, fantasy, gotico, paranormale o surreale) di cui 6 ucronie, 7 i saggi e le biografie, 3 i libri di poesie.

Gli ebook sono stati 26, i cartacei 54.

Ho conosciuto personalmente quasi tutti gli italiani che ho letto (a parte Morselli e Baricco).

Quelli pubblicati da Porto Seguro Editore sono stati 16 e quelli dal Gruppo Solfanelli Tabula Fati 4.

I libri di autori del GSF – Gruppo Scrittori Firenze sono stati 12, mentre quelli di autori della World SF Italia sono stati 9.

 

Molte delle recensioni che ho fatto le trovate nella mia libreria anobii e sul mio blog.

 

L’autore che ho letto di più nel 2019? Credo di essere proprio io, con 4 volumi, seguito da Pierfrancesco Prosperi con 3.

 

I libri che ho letto gli anni precedenti li trovate qui:

 

 

E voi che cosa avete letto e che letture consigliate per il 2020?

Risultati immagini per buon 2020

 

UTILI CONSIGLI DI SCRITTURA (DI VIAGGIO MA NON SOLO)

Risultati immagini per pAROLE in viaggio CaimpiDurante l’incontro letterario del GSF presso l’ASD LaurenzianaScrivere i luoghi”, in cui Paolo Ciampi c’ha aiutato a capire come meglio descrivere il mondo che ci circonda, il nostro relatore ha omaggiato i presenti di un utile manualetto dal titolo “Parole in viaggio”, dall’esplicativo sottotitolo “Piccola guida di scrittura per viaggiatori veri e immaginari”. Già, anche “viaggiatori immaginari”, non per nulla ci sono magnifici narratori di luoghi, come il nostrano Emilio Salgari, che hanno descritto luoghi esotici mai visitati. C’è anche una letteratura che descrive luoghi inesistenti, come “Le città invisibili” di Calvino o certi luoghi di Borges, come abbiamo raccontato nel precedente incontro “Creare mondi immaginari” in cui  io stesso, Massimo Acciai Baggiani e Barbara Mancini abbiamo illustrato l’importanza dell’ambientazione nella scrittura fantastica. “Mi viene da chiedermi se una storia può essere raccontata da uno scrittore senza che ci metta dentro la sua immaginazione” scrive Ciampi nel volume, citando Barbini (pag. 71).

Parole in viaggio” riunisce tre scritti di Alessandro Agostinelli (“In qualsiasi posto”), Tito Barbini (“In cammino scrivendo”) e Paolo Ciampi (“Qualche consiglio da un giornalista”).

Il volume è breve (108 pagine di piccolo formato) ma quanto mai intenso di suggestioni e suggerimenti per chi ama abbinare lettura e scrittura al viaggio e tutti e tre gli scritti sono estremamente ricchi di affascinanti citazioni.

 

Viaggiare. Non ci sono altri modi per visitare più da vicino noi stessi” scrive Agostinelli e subito ci dà uno dei possibili sensi e valori del viaggio.

 

Citando Magris, Barbini afferma “viaggiare è un’attività inseparabile dalla scrittura”. Forse non è vero per tutti, ma certo il viaggio, arricchendoci, ci invita a trasmettere agli altri la nostra esperienza, tanto che poco dopo cita Baudelaire “Ma i veri viaggiatori partono per partire”, come a dire che il viaggio non dovrebbe avere seconde finalità, forse neppure quella di essere raccontato. Eppure, come viaggiare senza portarsi dentro le tasche o la mente alcuni libri? “Lo diceva sempre Terzani: In viaggio i libri sono importanti”. Non devono, però, essere solo guide di viaggio, spiega Barbini (e più avanti Ciampi si allinea): “Quasi ogni volta, devo dire, si tratta di grandi classici della letteratura piuttosto che di specifica letteratura di viaggio”.

Paolo Ciampi e Tito Barbini

Barbini si interroga su cosa sia la narrativa di viaggio: “Forse si tratta di generi diversi che si mescolano tra loro”.

Barbini (come Ciampi) insiste sul fatto che si viaggia “sempre verso casa”, perché “il viaggio in fondo è sempre un ritorno, perlomeno un ritorno a se stesso”.

Tra i grandi viaggiatori cita Riszard Kapuscinski (“In viaggio con Erodoto”).

Con chi viaggiare? Per Barbiniil vero viaggio non può che essere solitario” anche se, come dicono gli swahili “al viaggio è connaturale l’incontro con il diverso da te, che ti apre a prospettive nuove e ti fa scoprire quello che sei” o come conclude Ciampiun racconto di viaggio è sempre una storia di incontri”.

 

Ciampi esordisce citando Carver: “Non si scrive per dire qualcosa, si scrive perché si ha qualcosa da dire”, idea che dovrebbe valere per ogni genere di scrittura.

Dobbiamo sempre pensare per chi scriviamo: “Credo fino a un certo punto nello scrivere per noi stessi. O meglio non ci credo per niente”, scrive Ciampi, è poi ci ricorda tre domande da tenere sempre presenti scrivendo:

  1. Che cosa voglio effettivamente comunicare?
  2. Che interesse può avere quanto sto comunicando?
  3. Quanto e come posso essere capito?

Il secondo punto credo sia cruciale: da giornalista aggiunge “domandarsi sempre se c’è o non c’è la notizia”. Questo vale anche per la narrativa, perché “la letteratura dà notizie che rimangono attuali”.

Immagine correlataSi deve anche “dire molto con la massima economia di mezzi”.

Dice poi qualcosa in cui mi trovo assai allineato, essendo uno che scrive per stratificazioni e tagli, “il vero lavoro non è la scrittura, ma la riscrittura; che quasi sempre nella riscrittura bisogna procedere per sottrazione” e “non crediamo alla scrittura di getto, quella va bene per gli appunti”.

Cita anche quello che considero uno dei migliori autori viventi, Stephen King (“On writing”): “la vita non è un supporto per l’arte. È il contrario”.

Un’altra domanda importante da porsi è “state raccontando il viaggio o una storia che sta dentro il viaggio?

Uno che sapeva trovare la storia nelle piccole cose era il giornalista Pyle, di cui Ciampi cita una magistrale descrizione della spiaggia dopo lo sbarco in Normandia degli alleati, perché, come scriveva Proust “un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”.

Occorre fare “attenzione alle descrizioni”, scrive Ciampi,se non ci si può accontentare del proprio ombelico, non è nemmeno necessario rappresentare il reale nella sua interezza”.

Evocare spesso funziona di più e meglio che dettagliare”, credo sia un insegnamento da non dimenticare mai. Quanto possono essere noiose certe descrizioni prolisse che ho letto tra gli esordienti ma anche in autori acclamati!

Casomai, si può tentare di “puntare sul dettaglio che può fare la differenza”.

Mi rendo conto che sto riempiendo questa recensione di citazioni, ma il volume è talmente colmo di grandi suggestioni che non posso non appuntarmele così e segnalarle a chi mi leggesse.

Mi permetto allora di riportate anche la citazione che Ciampi fa del grande Marquez: “la vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda per raccontarla”. Non esiste una vera Storia, aggiungerei, ma solo la Storia che ci vogliamo raccontare.

E per concludere, potrà parere scontato, ma è il succo di tutto: “Scrivere significa anche leggere – leggere molto gli altri e molto ciò che abbiamo scritto – leggere e rileggere e rimetterci le mani e correggere infinte volte. Significa cancellare molte cose e – talvolta – anche aggiungere qualcosa”.

 

RIDERE PER NON PIANGERE

Ho conosciuto il Professor Marco Scaldini solo pochi giorni fa, il 26/09/19, durante l’inaugurazione della libreria di Porto Seguro in via Pisana 100 R (Firenze). Paolo Cammilli (editore di Porto Seguro) me l’ha presentato e mi ha subito segnalato il suo libro “Botte ai professori”, lodandolo. Ovviamente l’ho acquistato.

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Marco Scaldini

Ho poi invitato Scaldini a partecipare al recente incontro sull’editoria del GSF alla Laurenziana, dove ha raccontato le sue esperienze editoriali.

Complice un’influenza ho preso subito in mano il suo volumetto, piuttosto snello, e l’ho divorato in circa un’ora e mezzo.

Il volume parte un po’ piano, con la prefazione di Gianmarco Perboni, autore del best-seller Rizzoli “Perle ai porci”, che altri non è se non lo stesso Scaldini nascosto sotto alias.

Segue una premessa e a questa un’introduzione. Detto così parrebbe una cosa verbosa e arrotolata su se stessa, ma già in queste prime pagine si comincia a respirare un’atmosfera a metà tra la cosa seria e il comico.

Gli aspetti seri riguardano una critica “empirica” (pag. 13) e spietata alla scuola italiana, o meglio a coloro che ne hanno permesso il degrado.

In primis, se la prende con “l’obbligo a promuovere” (pag. 8) e il concetto di inclusione (“tutti, ma proprio tutti, devono essere in grado di conseguire gli stessi risultati scolastici” – pag. 11), denunciando come non vi sia “un’accoppiata più invisa all’italiano medio di quella rappresentata da scuola e libroRisultati immagini per arrivederci professore(pag. 9).

Segue tutta una serie di capitoli denominati “Esclusione” con un numero a corredo, nei quali elenca, con ironia ciò che andrebbe eliminato dalle scuole e mi pare quasi di rivedere il docente interpretato da Johnny Deep in “Arrivederci professore” di Wayne Roberts, quando caccia dalla classe, con criteri piuttosto arbitrari, intere categorie di studenti.

Così, ironicamente (lo ripeto, perché Scaldini sembra non volersi far prendere troppo sul serio) vorrebbe cacciare quelli che non comprano i libri scolastici ma hanno smartphone costosi, alcune istituzioni, la mindfulness, il politicamente corretto, i genitori che interferiscono con l’insegnamento senza sostenere i docenti, quelli che disprezzano gli insegnanti, la mitezza, la politica, i maniaci dell’insegnamento, gli scioperi, gli insegnanti troppo buoni, le riflessioni, la concorrenza tra scuole, gli insegnanti cretini, i riformatori della scuola e degli esami, i dirigenti scolastici, le gite scolastiche, i Promessi Sposi (una donna in libreria per il figlio non ricorda il titolo del volume da acquistare “deve essere proprio un libro poco conosciuto… ah, eccolo qui! I promessi sposi”, se siamo a questo a che serve studiare Manzoni?), i corsi di recupero, i ricorsi contro le sanzioni disciplinari. Giustamente propone di togliere il passaporto a chi non conosce la geografia. Forse gli andrebbe tolto anche qualcos’altro, se no, si rischia di ritrovarcelo, prima o poi, ministro degli esteri.

A pagina 44 Scaldini mente affermando: “non me ne frega niente di far riflettere. Io scrivo libri divertenti (spero) che hanno come unico scopo quello di divertire”. In realtà, il suo umorismo fa riflettere amaramente e lui lo sa.

Certo, la parte riflessiva è più intensa nei capitoli delle esclusioni, ma l’umorismo cresce in quelli denominato “Reclusione”, in cui applica una sorta di contrappasso (“contrabbasso” direbbe uno dei suoi studenti) verso varie categorie che rovinano la scuola, proponendo la reclusione degli studenti scalmanati in biblioteca, i docenti dei corsi di formazione, i pedagogisti e i dipendenti di strani enti scolastici in aula con i ragazzi.

Si passa poi alle inclusioni, alle cose che non dovrebbero mancare: la memoria storica, la negazione del voto ad alcune categorie, gli insegnanti tra i martiri dei luoghi comuni, il populismo come materia scolastica (inutile che ripeta che sta satireggiando, vero?), le verità antipatiche, le punizioni corporali, le paghe per gli specializzandi.

Si passa poi alla comicità più scatenata nella parte intitolata “Perle nere e perle rare”, umorismo involontario di chi l’ha generato e riportato con sagacia da Scaldini, come in certi libretti di tanti anni fa, in cui erano raccolti gli strafalcioni dei cartelli pubblicitari. Ecco allora una serie di sfondoni clamorosi di docenti, alunni e genitori di questi ultimi.

Una serie interminabile di risate, da non riuscire ad andare avanti per le lacrime agli occhi, ma, alla fine, una tristezza sconfinata, perché so bene che Botte ai professoriScaldini non si è inventato nulla in questo libro, che è stato solo un cronista di una situazione nazionale di ignoranza cronica. E allora mi viene da chiedermi, ma io che cosa scrivo a fare ucronie, se la gente dice certe idiozie? Come posso pensare che capiscano l’ironia di riscrivere la storia in modo diverso, se la storia proprio non la conoscono?

Vorrei riportare qualche esempio, per dare l’idea, ma non saprei quale scegliere, perché ogni frase di questa parte del volume è spietatamente esilarante ed è la lettura nel loro insieme a rendere questa serie di strafalcioni sempre più comica, come un solletico che non vuole smettere e che ti prende ogni frase di più. Forse sono così divertenti, proprio perché ci si arriva dentro un po’ per volta, introdotti dalla parte iniziale più recriminatoria e riflessiva. In “Perle nere e perle rare” si può solo ridere, perché se ci fermiamo a riflettere dovremmo piangere, piangere per quest’Italia, che vista così, sembra proprio senza speranza. Che futuro può, infatti, avere un Paese con dei ragazzi così e una scuola così?

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