Archive for the ‘racconti’ Category

EMOZIONI DEL QUOTIDIANO

Difficile dire da quanto tempo conosco, almeno virtualmente Guido De Marchi. Probabilmente dal 2001, quando cominciai a frequentare il Laboratorio di Scrittura di Liberodiscrivere, che poco dopo si trasformò in casa editrice e pubblicò, tra i suoi primi 5 libri, il mio “Il Colombo divergente”.

Sicuramente sul sito di Liberodiscrivere molte volte ho incrociato e letto qualcosa di Guido De Marchi. Forse intorno al 2002-2003 cominciai a proporre ai membri del sito alcuni giochini letterari, del tipo “ora scriviamo tutti un racconto intitolato…”, oppure scriviamo un haiku, o scriviamo un’ucronia. Da quest’ultima idea nacque l’antologia “Ucronie per il terzo millennio”. Tra i titoli da me proposti c’era senz’altro “Sexy doll”. Un altro titolo su cui ricordo che in molti si cimentarono era “Gente di montagna”. In questo caso non sono sicuro di averlo proposto proprio io, ma vi partecipai.

Perché vi racconto tutto questo? Perché ho appena finito di leggere l’antologia “Piccole storie metropolitane”, scritto e autopubblicato da Guido De Marchi, e ho avuto la sorpresa e il piacere di scoprirvi, tra vari altri, due racconti intitolati proprio così e che sono pressoché certo furono scritti in quell’occasione.

Piccole storie metropolitane” di racconti ne contiene numerosi, tutti accomunati dalla voglia di descrivere personaggi e luoghi quotidiani, di tutti i giorni, ma carichi di una loro poesia. De Marchi del resto, oltre che narratore è poeta e pittore. Ricordo di aver letto di lui “Haiku per un mese” (con una mia introduzione), la silloge poetica “L’ombra del verso”, scritta assieme a Francesco Brunetti, e i versi “Non voglio essere poeta”.

Piccole storie metropolitane” è quasi poesia in prosa. De Marchi dice “tutto ciò non evoca la città, ma la vita che in questo luogo si agita”: vale per la copertina di cui parla ma anche per tutta la raccolta, in cui “ogni storia è una memoria che riporta in vita un evento”, ogni racconto ci regala la “consapevolezza della nostra fragilità” e le “emozioni del quotidiano”.

De Marchi, nato a Genova nel 1940, di vita ne ha attraversata non poca, con sguardo attento e sensibile e di storie ne ha tante da raccontare, tanti amici da ricordare, veri o immaginari poco importa.

E così tra scorci cittadini di un tempo che fu, con “le vecchie lampade, col loro cappello smaltato (scuro sopra e bianco sotto) che creavano coni di luce

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Guido De Marchi

che piovevano sulla gente come quelle del palcoscenico”, con le antiche farmacie, con le osterie (poi soppiantate da bar e pub), scopriamo personaggi come il misantropo filantropo Lino, il piccolo Tino maestro delle cose della natura, Giovanni, maestro di fotografia, il fattorino Aldo che scopre la fine della solitaria signorina Clara, il fratellastro ritrovato, l’emigrato Marco, il solitario Mario che si spegne senza nessuno, l’amico aggregante Mattia, il determinato Luigi, i bambini che osservano le stelle, Antonio che vive libero dai telefoni, i piccoli contrabbandieri, l’amore di Franco e Gina, il tradimento virtuale con la bambola gonfiabile, l’amore quasi impossibile. Entriamo poi nelle case e scopriamo i segreti di un cassetto a lungo chiuso, il sogno di una libreria, il giardino in una bottiglia.

Questo è il mondo di Guido De Marchi, queste sono le sue “Piccole storie metropolitane”.

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DIECI ANNI DI IF

IF Insolito & Fantastico n. 22Corpo & computer” è il terzo numero monografico della rivista IF – insolito & Fantastico da quando la rivista è passata dall’editore Tabula Fati (Solfanelli) a Odoya (Meridiano Zero).  Nel passaggio non ha perso i suoi principali collaboratori, tra cui il sottoscritto, che ci scrive sin dai primi numeri. Come ricorda il direttore della rivista Carlo Bordoni nell’editoriale d’apertura, con questo numero 22, IF celebra dieci anni di attività, rivelandosi una delle più longeve riviste di critica letteraria nel campo del fantastico. Si festeggia anche un importante riconoscimento. L’ANVUR- Agenzia nazionale di Valutazione del Sistema Universitario ha riconosciuto IF “rivista di carattere scientifico per l’area 10, Settore F4, Critica letteraria e letterature comparate”, rendendo la rivista utilizzabile  nei concorsi universitari e in ogni altra occasione per attestare la propria produzione scientifica e letteraria.

Ho il piacere di essere presente in questo numero non con un saggio (come spesso in passato), ma con il racconto fantascientifico “Corputer” in cui si immaginano computer integrati nei corpi umani e un social network estremamente pervasivo, detto “Mindnation”.

L’intero volume tratta, infatti, del rapporto tra corpo umano e sistemi di intelligenza artificiale, ma anche di cyborg.

Curatore del numero è Domenico Gallo, che apre con il saggio “Cantare corpi elettrici” in cui ci mostra come “una delle caratteristiche fondamentali della fantascienza” sia “quella di essere una letteratura capace di leggere il presente con estrema profondità”. “Forse la fantascienza è il modo che ha la letteratura di affrontare la realtà quando ogni strumento di analisi si è esaurito, quando la buona e vecchia narrativa non riesce ad agguantare quanto c’è di sfuggente nel mondo davanti ai nostri sensi e noi ne siamo costantemente perturbati”. Non basterebbe questo pensiero a sdoganare la fantascienza e il fantastico e a dargli una dignità pari, se non superiore al mainstream! Ottimo che concetti simili siano affermati in riviste di genere, ma quanto dovremo attendere per ritrovare queste frasi in volumi di storia della letteratura?

Quando ammetteremo, tutti, che “la fantascienza è stata la letteratura del XX secolo”? Quando capiremo che “le tecnologie sono il marchio indelebileRisultati immagini per Cyborg dell’umano”? Che sono esse a caratterizzarci davvero?

Segue il saggio di Riccardo Gramantieri “Uomini e macchine: la fantascienza delle creature artificiali”, dove, tra le altre cose, parlandoci di cyborg, cita, Hook C.C. “la specie umana non rappresenta la fine di un processo evolutivo, bensì il suo inizio”, l’uomo come primo gradino verso una creatura nata dalla fusione con la tecnologia e la genetica, capace di colonizzare spazi nuovi. Parlandoci di virtuale ci racconta, anche, come Vernor Vinge “ritrae un futuro prossimo ove non sarà possibile distinguere la realtà dal virtuale: questo perché il mondo virtuale sarà visibile altrettanto bene del mondo reale”, l’uomo si andrà a confondere sempre più con la macchina e i suoi prodotti.

Interessanti, poi, le considerazioni di Alessandro Fambrini in “L’evoluzione e la macchina – Considerazioni sulle metamorfosi del corpo”, per esempio, quando parla di “Giganti” di Doblin in cui è messa “in scena un’umanità che si serve dapprima della macchina per espandere il proprio dominio sulla natura e finisce poi per violentarla e indurla alla ribellione”.

L’apporto della genetica alla mutazione dell’uomo nel post-uomo è qui evidenziata parlando de “La disorigine della specie” di Dietmar Dath.

Come dimenticarci del nostrano Italo Calvino parlando del difficile rapporto uomo-macchina?

Se ne occupa Jacopo Berti in “L’umanità superflua di Italo Calvino”. Particolare è lo sguardo di questo autore: “la conclusione delle Cosmicomiche è amara, la specie umana, che avrebbe potuto essere lo strumento attraverso cui l’universo prende consapevolezza di se stesso e si dà una storia, sembra essere invece una strada senz’uscita dell’evoluzione”.

In “Ti con Zero” si chiede “avremo così macchine capaci di ideare e comporre poesie e romanzi?” e afferma “è con animo sereno e senza rimpianti che constato come il mio posto potrà essere occupato da un congegno meccanico”. Il lavoro può essere affidato a un computer e “all’uomo resta il piacere della lettura e, più in generale, di percepire e interpretare il mondo” (sempre che anche questo un giorno lo sappiano fare meglio le macchine, dico io!). “L’uomo può diventare di fatto obsoleto” è la grande intuizione di Calvino, che si pone un passo avanti nell’analisi dei rapporti tra uomo e macchine.

Le macchine da tempo sapevano di poter fare a meno degli uomini, finalmente li hanno cacciati”. “Perché il mondo riceva informazioni dal mondo e ne goda bastano ormai i calcolatori e le farfalle” conclude poeticamente Calvino.

Roberto Paura in “Vite simulate ed escatologie tecnognostiche” parla della confusione tra creatori e creature: viviamo in un mondo artificiale creato da qualcun altro? Viviamo in mondi artificiali matrioska, l’uno dentro l’altro? “Per gli gnostici, la realtà fisica in cui viviamo non è che un’illusione creata da un demiurgo malvagio”.

Ignazio Sanna in “Uncanny valley” ci racconta il robot tra arte e ricerca scientifica.

Tomasz Skocki ci racconta “Le visioni postumane di Jacek Dukai” il maestro polacco del world building, autore anche di ucronie come “Ghiaccio”.Risultati immagini per Cyborg

Giuseppe Panella ne “Il corpo esteso” ci parla di cyborg.

Francesco Verso descrive una “Umanità geo-tecno distribuita”, ispirandosi a William Gibson “il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito”, mostrando come questo sia in corso di superamento.

È un’interessante analisi storica quella di Domenico Gallo in “Computer umani e computazione” sulle persone che, in passato, prima dell’informatica, erano impiegate per effettuare calcoli matematici complessi.

Completata la parte monografica della rivista “Corpo & computer”, troviamo un saggio di Giulia Iannuzzi sul fandom italiano, una recensione di Roberto Risso della distopia “L’uomo verticale” di Davide Longo, un’analisi della fantascienza a fumetti di Daniele Barbieri, una riflessione sul rischio di obsolescenza del fantastico scritta da Alessandro Scarsella.

La parte narrativa della rivista comprende i racconti:

  • “Giardino di inferno” di Silvina Ocampo, versione al femminile della fiaba di Barbablù, a sua volta ispirata alle efferatezze pederastiche del Maresciallo Gilles de Rais (di cui scrissi nel mio romanzo “Giovanna e l’angelo”);
  • “Corputer” del sottoscritto Carlo Menzinger di Preussenthal in cui un piccolo gruppo di persone cerca di ribellarsi allo strapotere del social network Mindnation;
  • “Mondo a misura d’uomo” di Dario Marcucci, che descrive una devastante invasione aliena e un’umanità trasformata in attrazione zoologica.

Chiudono il volume  la rassegna sulla fantascienza del 2017, fatta da Riccardo Gramantieri, la recensione di Francesco Galluzzi del saggio sulle “Figures pisantes” di Jean-Claude Lebensztejn, quella di Walter Catalano del saggio “Io sono Burroughs” di Barry Miles, in cui Catalano esprime la diffidenza, che condivido, verso questo autore, quella di Stefano Rizzo al saggio “Le meraviglie dell’impossibile” di Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco, quella di Carlo Bordoni al volume di Umbero Eco e Jean-Clude Carrière “Non sperate di liberarvi dei libri” in cui i due autori si preoccupano del dilagare della digitalizzazione dei testi e della fine che possono fare le librerie alla morte dei loro proprietari.

Si finisce con il raccontino fulminante di Luigi Annibaldi “Il cuore della terra”.

 

TUTTI I LIBRI DEL 2018

Questo 2018 non è stato meno prolifico di altri come letture e pubblicazioni.

Sono, infatti, usciti il secondo volume della saga ucronica “VIA DA SPARTA” intitolato “IL REGNO DEL RAGNO” (Porto Seguro Editore), che descrive le avventure di due ragazze in un presente alternativo dominato da Sparta, e l’antologia “IL NARRATORE DI RIFREDI” (Lulu) che parla di Massimo Acciai Baggiani e del quartiere fiorentino in cui entrambi viviamo, Rifredi, con articoli, racconti, interviste e persino qualche poesia.

La vera novità dell’anno è però la mia biografia “IL SOGNATORE DIVERGENTE”, scritta dal medesimo Massimo Acciai Baggiani e pubblicato da Porto Seguro Editore.

 

A questi volumi si aggiungono:

Ho, inoltre pubblicato numerosi articoli sulla rivista “Segreti di Pulcinella” oltre che nei miei blog “La leggenda di Carlo Menzinger” e “Il terzultimo pianeta”.

 

Ricordo poi che quest’anno mi sono associato al gruppo di fantascienza “World SF” e all’associazione letteraria “GSF – Gruppo Scrittori Firenze”.

Quanto a scrivere, oltre ad aver finito di revisionare i libri usciti nell’anno, ho scritto a quattro mani con Massimo Acciai Baggiani il romanzo di fantascienza “Psicosfera”, ho ripreso a scrivere il romanzo apocalittico che forse potrei chiamare “Resurrezioni” e ho completato l’antologia apocalittica “Apocalissi fiorentine”e la raccolta post-apocalittica “Quel che resta di Firenze”.

 

E ora veniamo alle letture. Continuo a censirle su anobii, anche se non sempre è possibile. Le Statistiche di anobii dichiarano (per difetto) che nel 2018 ho letto 69 libri (54 nel 2017) per 17.567 pagine (15.594 nel 2017). Dunque, in media i libri letti avevano 255 pagine (in effetti, non amo le storie brevi). Come potete vedere dall’elenco che riporto più avanti, in realtà le letture sono state almeno 73, se non 74, considerando due libri a metà. Non sono in anobii i racconti lunghi “L’ultima regina di Inghilterra” e “L’oscuro caso della generatrice di mostri” e l’antologia “Non voglio esser poeta”. Compaiono tra le letture anche alcune cose scritte da me.

La statistica completa da quando censisco le mie letture su anobii è:

ANNO N. LIBRI N. PAGINE
2018 69 17567
2017 54 15594
2016 58 17592
2015 62 20146
2014 56 17354
2013 82 17706
2012 65 17667
2011 50 14921
2010 52 11726
2009 69 12386
2008 51 12425

 

 

 

Non è precisissima, per le ragioni suddette, ma dà un’idea.

 

Le letture di questo 2018, che sono state, in ordine cronologico:

  1. Kate Whilhelm – Gli eredi della terra (ebook) – fantascienza – americano;
  2. Erri De Luca – Il giorno prima della felicità (ebook) – mainstream – italiano;
  3. P. Lovecraft – Le montagne della follia (ebook) – fantastico – americano;Risultati immagini per ishiguro quel che resta
  4. Giovanni Agnoloni – L’ultimo angolo di mondo finito (cartaceo) – fantascienza – italiano;
  5. Lorella De Bon – Dall’abisso (cartaceo) – mainstream – italiano;
  6. Yuval Noah Harari – Da animali a Dei (ebook) – saggio – israeliano;
  7. Anna Crisci – La lista di Clelia (cartaceo) – mainstream – italiano;
  8. Francesco Romano – La mia poltrona in riva al mare (cartaceo) – mainstream – italiano;
  9. Philip Joseph Farmer – Il fiume della vita (ebook) – fantascienza – americano;
  10. Kazuo Ishiguro – Quel che resta del giorno (ebook) – mainstream – giapponese;
  11. Valeria Marzoli – L’ombra della luna nuova (cartaceo) – giallo e romanzo storico – italiano;
  12. Walter M. Miller Junior – Un cantico per Leibowitz (ebook) – fantascienza – americano;
  13. Rosa Belladonna – La casa è chiusa (cartaceo) – mainstream – italiano;
  14. Laura Costantini – Il ragazzo ombra (cartaceo) – romanzo storico – italiano;
  15. David Grossman – Qualcuno con cui correre (ebook) – mainstream – israeliano;
  16. Massimo Acciai Baggiani, Pino Baggiani e Italo Magnelli – Radici (cartaceo) – saggio – italiano;
  17. Andrea Foschini – Merlino, l’ultimo dei Danaan (cartaceo) – fantasy – italiano (non in anobii);
  18. Massimo Acciai Baggiani – L’ultima regina d’Inghilterra (ebook) – ucronia – italiano (non in anobii)
  19. Massimo Acciai Baggiani – Sempre a est (cartaceo) – fantasy – italiano;
  20. Karl Schroeder – Il sole dei soli (ebook) – fantascienza – canadese;
  21. AAVV – IF – insolito & Fantastico – Futurismo (cartaceo) – rivista del fantastico – italiano;
  22. Guido De Marchi – Non voglio essere poeta (cartaceo) – poesia – italiano (non in anobii);
  23. Maila Meini – A cavallo del tempo (cartaceo) – diario – italiano;
  24. Massimo Acciai Baggiani – la comunicazione nella fantascienza (cartaceo) – saggio – italiano
  25. Donato Altomare – L’isola scolpita (cartaceo) – fantastico – italiano;
  26. Barbara Carraresi – Del mare soltanto l’eco (cartaceo) – mainstream – italiano;
  27. Nancy Kres – Mendicanti di spagna (ebook) – fantascienza – americano;
  28. Michele Protopapas – L’oscuro caso della generatrice di mostri (ebook) – gotico – italiano (non in anobii);
  29. Paolo Ciampi – Per le foreste sacre (cartaceo) – saggio – italiano;
  30. Henri Bergson – L’evoluzione creatrice (ebook) – saggio – francese;
  31. Massimiliano Scudelletti – Little china girl (cartaceo) – thriller – italiano;
  32. Paolo Ninzatti – Il volo del leone (ebook) – ucronia – italiano;
  33. David Brin – Spedizione sundiver (ebook) – fantascienza – americano;Risultati immagini per acchiappasogni king
  34. Emanuele Rizzardi – L’ultimo Paleologo (cartaceo) – ucronia – italiano;
  35. Ursula Le Guin – La mano sinistra delle tenebre (ebook) – fantascienza – americano;
  36. Francesco Langianni – Strade perse (cartaceo) – mainstream – italiano;
  37. Orson Scott Card – Il gioco di Ender (ebook) – fantascienza – americano;
  38. Hal Clement – Stella Doppia 61 Cygni (ebook) – fantascienza – americano;
  39. Adrian Jucker – Memories of a desert rat (cartaceo) – diario di guerra – inglese;
  40. Massimo Acciai Baggiani – La nevicata e altri racconti (cartaceo)– mainstream – italiano;
  41. Donato Altomare – Il fuoco e il silenzio (cartaceo) – fantascienza – italiano;
  42. Henry David Thoreau – Walden – vita nei boschi (ebook) – diario – americano;
  43. Massimo Bernardi – Mandala (cartaceo) – surreale – italiano;
  44. Stefano Carlo Vecoli – Crescevano sogni (cartaceo) – diario storico – italiano;
  45. Edmond Hamilton – I sovrani delle stelle (ebook) – fantascienza – americano;
  46. Francesco Felici e Massimo Acciai – Ghmìle Ghimilàma (cartaceo) – saggio linguistica – italiano;
  47. Edmond Hamilton – Ritorno alle stelle (ebook) – fantascienza – americano;
  48. Michele Protopapas – Seventeen (cartaceo) – mainstream – italiano;
  49. VV. – Dimensione cosmica – anno 1 numero 1 (cartaceo) – rivista fantascienza – italiano;
  50. Massimo Acciai Baggiani – Un fiorentino a Sappada (cartaceo) – racconti fantastici – italiano;
  51. Stephen King – L’acchiappasogni (ebook) – fantascienza – americano;
  52. Kenji Albani – Il serpente che si morde la coda (ebook) – ucronia – italiano;
  53. Somtow Papinian Sucharitkul – Aquiliade (ebook) – ucronia – thailandese;
  54. Massimo Acciai Baggiani – Il sognatore divergente (cartaceo) – biografia – italiano;
  55. Carlo Menzinger – Via da Sparta – Il regno del ragno (cartaceo) – ucronia – italiano;
  56. Massimovalerio Bianchi – Le cinque vite di Simone Bosco (cartaceo) – fantastico – italiano;
  57. Daniel Goleman – L’intelligenza emotiva (ebook) – saggio – americano;
  58. Daniele Spurio e Massimo Acciai Basggiani – Apologia del perduto (cartaceo) – racconti mainstream – italiano;
  59. Pierfrancesco Prosperi – Garibaldi a Gettysburg (ebook) – ucronia – italiano;
  60. Massimo Acciai Baggiani e Matteo Nicodemo – A seconda di come volgo lo sguardo (cartaceo) – poesia – italiano;
  61. Massimo Acciai Baggiani – Esagramma 41 (cartaceo) – poesia – italiano;
  62. Arkadi e Boris Strugatski – Stalker (ebook) – fantascienza- russo;
  63. Terry Pratchet – L’arte della magia (ebook) – paranormale – inglese;
  64. VV. – Cavalieri, mamelucchi e samurai (cartaceo) – saggio – italiano;
  65. Laini Taylor – Il sognatore (ebook) – fantasy – americano;
  66. Donato Altomare – Sinfonia per l’imperatore (cartaceo) – fantascienza – italiano;
  67. Massimo Acciai, Carlo Menzinger e AA.VV. – Nessun altro (cartaceo) – racconti e saggi – italiano;
  68. Dan Simmons – Ilium (ebook) – fantascienza storica – americano;
  69. Linda Lercari – Kaijin, l’ombra di cenere (cartaceo) – romanzo storico – italiano;
  70. Paolo Ninzatti – Le ali del serpente (ebook) – ucronia – italiano;
  71. Donato Altomare – Altri mondi altre storie (cartaceo) – fantascienza – italiano;
  72. Carlo Menzinger di Preussenthal e AA.VV. – Il narratore di Rifredi (cartaceo) – biografia – italiano;
  73. Jean-Paul Sartre – Il muro (ebook) – racconti mainstream – francese;
  74. Marco Toninelli – Rockland (cartaceo) – fantascienza – italiano (lettura in corso);
  75. Samuel R. Delany – Dhalgren (ebook) – fantascienza – americano (lettura in corso).

 

Quest’anno, su anobii, ho dato 5 stellette (il giudizio migliore) ai seguenti libri (in ordine cronologico):

  1. Yuval Harari – Da animali a Dèi
  2. Philip Jose Farmer – Il fiume della vita
  3. Kazuo Ishiguro – Quel che resta del giorno
  4. Laura Costantini – Il ragazzo ombra
  5. David Grossman – Qualcuno con cui correre
  6. Henri Bergson – L’evoluzione creatrice
  7. Massimiliano Scudelletti – Little China girl
  8. Orson Scott Card – Il gioco di Ender
  9. Adrian Jucker – Memories of a desert rat
  10. Stephen King – L’acchiappasogni
  11. Massimo Acciai Baggiani – Il sognatore divergente
  12. Carlo Menzinger di Preussenthal – Il regno del ragno
  13. Linda Lercari – Kaijin

 

Difficile ordinarli dal migliore al peggiore. Al primo posto metterei “Il regno del ragno”, ma del resto l’ho scritto io, dunque è ovvio che sia quello che mi piace di più e subito dietro ci potrei mettere anche “Il sognatore divergente”: sarà perché parla di me, ma l’ho trovato molto interessante!

Escludendo questi due, per non essere troppo partigiano, penso che un discreto tentativo di classifica dei primi cinque potrebbe essere:Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell'umanità - Yuval Noah Harari - copertina

  1. Yuval Harari – Da animali a Dèi
  2. Stephen King – L’acchiappasogni
  3. Kazuo Ishiguro – Quel che resta del giorno
  4. David Grossman – Qualcuno con cui correre
  5. Henri Bergson – L’evoluzione creatrice

Quest’anno gli italiani sono stati 47, seguiti dagli americani (15).

34 le letture di tipo fantastico (fantascienza, ucronia, fantasy, gotico, paranormale o surreale) di cui 7 ucronie, 12 i saggi e le biografie, 4 i volumi in forma di diario, 3 i libri di poesie.

Gli ebook sono stati 33, i cartacei 40.

I libri degli autori che ho conosciuto personalmente sono stati 45 (ovvero la quasi totalità dei libri italiani che ho letto, eccetto il saggio “Cavalieri, mamelucchi e samurai” e i romanzi di De Luca e Prosperi) più il diario di guerra del mio prozio Adrian Jucker.

Quelli pubblicati da Porto Seguro Editore sono stati 7.

Molte delle recensioni che ho fatto le trovate nella mia libreria anobii e sul mio blog.

L’autore che ho letto di più nel 2018? Senza dubbio Massimo Acciai Baggiani (variamente presente in 11 dei libri letti quest’anno), su cui ho scritto il saggio “IL NARRATORE DI RIFREDI”, seguito da Donato Altomare (4 volumi).

 

I libri che ho letto gli anni precedenti li trovate qui:

 

E voi che cosa avete letto e che letture consigliate per il 2019?

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LA QUOTIDIANA ABIEZIONE UMANA

Risultati immagini per il muro sartreNon è mai facile commentare un libro o un autore su cui è già stato scritto moltissimo. Ho appena finito di leggere la raccolta di racconti “Il muro” di Jean-Paul Sartre (Parigi, 21 giugno 1905 – Parigi, 15 aprile 1980) e non ho ora certo alcun intenzione di addentrarmi nelle polemiche letterarie e politiche che da sempre ruotano attorno all’opera di questo pensatore francese, che è stato un filosofo, scrittore, drammaturgo e critico letterario francese, considerato uno dei più importanti rappresentanti dell’esistenzialismo.

Come di consueto mi limiterò qui alle mie modeste impressioni di lettore, forse persino un po’ distratto. Devo dire, innanzitutto, che era tanto che non leggevo nulla di suo. Tantissimo a dir il vero, dato che credo di aver letto e apprezzato “La nausea” ai tempi ormai lontani del liceo.

Anche “Il muro” è stata per me una lettura che lascia il segno, soprattutto per la capacità di Sartre di addentrarsi nei particolari più intimi della vita e dei pensieri dei propri personaggi, per il suo saper descrivere sentimenti ai limiti dello squallore umano ma con una corposità che li rende essi stessi materia narrativa forte e vivace. “Il muro” purtroppo è un’antologia e questo rende la lettura più frammentaria e il ricordo che ne resta più impreciso, rispetto a un romanzo, ma da autore penso di poterne trarre un insegnamento di profondità descrittiva di piccole abiezioni del carattere e del comportamento, che danno sostanza alla narrazione.

Jean-Paul Sartre

Il volume, pubblicato nel 1939, si compone di cinque racconti:

  1. Il muro
  2. La camera
  3. Erostrato
  4. Intimità
  5. Infanzia di un capo.

Può apparire difficile leggere il primo racconto in cui si descrivono le ultime ore di vita di alcuni antifascisti condannati a morte sotto il regime di Franco fuori dal contesto storico sociale del franchismo spagnolo, ma la valenza emotiva delle scene funzionerebbe bene anche in un racconto, tanto per dire, di fantascienza, in una storia priva di riferimenti storici, tanto importante appare l’atteggiamento dei personaggi verso l’inevitabilità della morte.

Anche “La camera”, parlandoci dei difficili rapporti familiari davanti a una malattia devastante, ci porta davanti a sensazioni ed emozioni che prescindono dal contesto specifico, in quanto tipicamente umani.

Il protagonista di “Erostrato”, volendo imitare il greco passato alla storia come anti-eroe per aver distrutto un tempio, immagina di realizzare una strage folle motivata dal solo desiderio di fama, anticipando di alcuni decenni questa nostra società dell’apparire, in cui il desiderio di fama a volte non bada a quanto questa sia positiva o negativa.

In “intimità” si parla di nuovo di rapporti familiari o più precisamente coniugali, mostrando le fantasie di una donna che ha a che fare con un marito impotente.

Il quinto racconto “Infanzia di un capo” è quello che ci regala forse il personaggio più intenso, quel Lucien  Fleurier, che vediamo crescere, malamente, sin da piccolo, con piccole turbe sessuali, che dal complesso di Edipo lo portano ad avere rapporti omosessuali con un pederasta, ad associarsi con un’organizzazione fascista, a pestare un ebreo.

In conclusione, l’abiezione umana che qui Sartre descrive appare intrisa di quotidianità, al punto da farla sembrare normale, e mi pare quasi di vedere in “The walking dead” il piccolo Carl Grimes seduto sul tetto che mangia una crema con sotto di lui gli zombie che cercano prenderlo, quasi come se tutto ciò fosse normale e nulla potesse turbarlo.

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ALTOMARE: FANTASCIENZA MA NON SOLO

Risultati immagini per altri mondi altre storie ALtomareDonato Altomare (Molfetta, 21/07/1951) è un nome importante della fantascienza italiana, che ha pubblicato con le principali case editrici e vinto alcuni riconoscimenti rilevanti come il Premio Urania nel 2000 e nel 2007. Ho avuto l’onore di condividerne la collaborazione alla rivista “IF Insolito & Fantastico”, per la quale entrambi scriviamo, e l’amicizia su facebook (spero non del tutto “virtuale”).

Donato Altomare è uno scrittore eclettico e fantasioso che si muove con disinvoltura nei campi del fantastico e della fantascienza ma non solo, come già avevo avuto modo di appurare leggendo “L’isola scolpita”, “Il fuoco e il silenzio” e “Sinfonia per l’imperatore”.

 

L’ho di recente incontrato a Firenze Libro Aperto, la fiera letteraria tenutasi a fine settembre 2018 e organizzata da Paolo Cammili, l’editore di Porto Seguro con cui ho pubblicato i miei ultimi romanzi, dove Altomare presentava una sua raccolta di racconti “Altri mondi, alte storie”, che ho subito acquistato, facendomela autografare come di consueto, ma questa volta dal vivo, evento raro dato Altomare vive nella lontana Molfetta.

Altri mondi, alte storie” è un antologia di fantascienza, divisa in quattro parti, di diversa lunghezza:

  1. Fantadonne
  2. Altri mondi
  3. Per sorridere con la fantascienza
  4. Strani tempi strane storie

In quest’ultimo titolo si ritrova un po’ il suo gusto per il fantastico ottocentesco che avevo già notato ne “L’isola scolpita”, ma non bisogna farsi ingannare, perché Altomare è uomo del XXI secolo e sa essere tale nella sua scrittura, sempre allineata agli standard internazionali contemporanei, che certo non ignora.

Le prime due parti si compongono di soli tre racconti ciascuna, mentre sono cinque nella terza parte e ben otto nell’ultima.

Il primo racconto “Dolcissima Roberta” subito mescola realtà e fantasia, esordendo con le parole “Il mio nome è Donato Altomare. Qualcuno di voi mi conoscerà bene, qualcun altro per nulla, ma questo importa poco, non è di me che debbo parlarvi, ma di uno strano fatto successo qualche tempo addietro”: di nuovo questo gusto ottocentesco di presentare come reali eventi “strani”, quando oggi si tende a raccontare le vicende più incredibili senza mai avvertire il lettore della loro “stranezza” o presunta veridicità. Come in quelle vecchie storie si parla poi di un misterioso ritrovamento. La storia parte come una sorta di indagine poliziesca quasi alla Dylan Dog, ma poi vira decisamente verso il fantascientifico più moderno, e se ne hanno le prime avvisaglie quando parla di “comnanoputer”. Ci stupisce poi facendoci salire persino su una “strana” astronave. Da lì parte una storia d’amore e persino un viaggio attraverso il tempo: tutto questo solo per darvi un’idea di quanto Altomare possa essere in grado di sorprendere e stravolgere il lettore, sballottolandolo e spingendolo da un genere all’altro, come già avevo notato soprattutto con “Sinfonia per l’imperatore”. Questo primo racconto finisce a pagina 85, è dunque una sorta di romanzo breve e ha un peso rilevante nelle 276 pagine complessive.

La seconda “fantadonna” la troviamo in “Niente più sogni per Rosa” e si tratta niente meno che di una comandante di astronave alle prese con carenze di organico, che tanto ricordano i problemi del nostro quotidiano ma proiettati in una ben diversa realtà. Si parla dell’equipaggio disperso di un’altra astronave e di un inatteso ritrovamento, ma con lo zampino di un fastidioso gap temporale.

Donato Altomare

La terza “fantadonna” è “Sara”, colpita da una maledizione che le impedisce di piangere.

Si passa così, a pagina 113 alla sessione “Altri mondi” con il racconto “Cigno X1” in cui si mescola una storia d’amore con l’incontro con un buco nero e storie di altri mondi.

In “Tanti auguri, Joe” siamo di nuovo a bordo di un’astronave, ambientazione cui l’ingegner Altomare sembra essere particolarmente affezionato, come già si era visto in

Il fuoco e il silenzio”. Una sorpresa di compleanno finirà per avere sviluppi angoscianti e fatali.

Ne “Il segreto di Marte”, in un futuro post-apocalittico, troviamo gli ultimi uomini rifugiati sul pianeta rosso, che cela un incredibile segreto sulle origini di tutto.

A pagina 169, si comincia a “Sorridere con la fantascienza” con “Il mutuo”, dove una semplice richiesta di finanziamento bancario ci rivela poco a poco un surreale mondo distopico in cui l’addetto dell’istituto di credito controlla, come una sorta di fedina penale, il numero di orgasmi registrati del cliente.

In “Lame” si scherza sull’equivoco, osservando un tale intento a fare a brandelli un corpo.

Sembra quasi una vecchia fiaba il racconto “Le scarpe”, in cui compare una maledizione, un po’ come già in “Sara”.

“In qualche piccolo vantaggio” troviamo un tale intento a svicolare nascondersi. La sorpresa è nel finale che ne spiega il perché.

Ne “La fine del mondo”, vedremo questa arrivare in modo incredibilmente repentino.

Si passa così all’ultima parte “Strani tempi, strane storie”, che comincia con “Lezioni di geostoria”, dalle quali si apprende quanto diversa sarà l’Italia nel 2066.

In “Cercasi comparse” scopriremo un mondo del lavoro oltremodo distopico e crudele.

In un tempo culturalmente regredito, “Il narratore”, un barbone contastorie, sarà chiamato ad alleviare la malattia di una bambina.

Con “L’Angelo nero” siamo nel paranormale e nei racconti di quella che amo definire “mitologia cristiana” e che ci parla di quegli esseri magici che condiscono il cattolicesimo, come angeli e demoni.

“Il secondo tentativo” ci parla di un fallito attentato per improvviso cambio d’idea dell’attentatore, ma con sviluppi inattesi.

“In due dita verso il cielo” troviamo un desolante mondo post-apocalittico che quasi mi ricorda quell’inarrivabile capolavoro che è “La strada” di McCarthy.

“Vincere”, pur con toni fantastici, è quasi una denuncia del mondo dei “gratta e vinci” e, più in generale, delle lotterie e dei lotti.

Assai particolare è “Bino e Infinito”, che fa pensare a “Il curioso caso di Benjamin Button” di Francis Scott Fizgerald, solo che qui a scorrere alla rovescia non è la vita di un uomo ma l’intera storia dell’universo, che si contrae per implodere nel big bang.

Con questo inquietante racconto si chiude la silloge “Altri mondi, altre storie”. Credo di avervi mostrato quanto possa essere varia la creatività di Altomare e come anche qui sappia saltare con maestria dalla fantascienza, al paranormale, sul surreale, alla satira, alla fiaba, come era già evidente dai tre romanzi da me letti in precedenza.

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L’isola scolpita”, per esempio, è storia magica e fantastica che parte con atmosfere che mi hanno fatto pensare a José Saramago e, in particolare, alla sua “La zattera di pietra”, anche se per Saramago a muoversi per il mare è l’intero Portogallo e qui solo un’isola che, più che muoversi, compare e scompare. Non solo. È proprio un’isola insolita. Nessuna barca riesce ad avvicinarsi alla sua spiaggia e tutte le altre coste sono alte e inaccessibili e… scolpite con infinite figure umane, forse, l’intera storia dell’umanità. Basterebbe questo a rendere affascinante questo romanzo, ma ecco che Altomare lo trasforma e arricchisce con altre atmosfere e pare questi di respirare l’odore del romanzo gotico ottocentesco, dei PolidoriLe FanuMistrali, con misteriose apparizioni notturne, mostri da incubo e quel senso del fantastico e dello stupore di fronte al paranormale che i decenni successivi hanno perso. E ancora Altomare muta il registro e ci fa scivolare passo dopo passo in una vicenda che coinvolge cose più alte, come il Destino, Dio e il Fato.

Ne emerge un’avventura in cui il protagonista, pur dandosi molto da fare, scopre che ogni sua mossa era predestinata e scritta da lungo tempo. Viene allora da chiedersi se davvero tutti noi siamo prigionieri di un Destino immutabile. Non voglio crederlo. Credo piuttosto che la ciascuno di noi è artefice della propria vita e della propria storia e che basta un piccolo gesto per mutare le sorti del mondo.

Ma nei romanzi tutto può essere, no?

 

Spesso gli autori di fantascienza o di fantastico italiani tendono a scivolare nel gusto “strapaesano” e i loro romanzi finiscono per somigliare a racconti da osteria. Per fortuna non è sempre così e anche la nostra penisola talora sforna autori di livello internazionale, se non come fama, come stile letterario. Questo è il caso di Donato Altomare.

Il fuoco e il silenzio”, è una sorta di avventura investigativa che ci ricorda la miglior fantascienza anglo-americana, con alcuni punti di originalità, che rendono il romanzo peculiare, in primis la presenza di una civiltà aliena di tipo vegetale, che se certo non è una novità assoluta, appare ipotesi poco frequentata e, dal mio punto di vista, segno di una visione ampia e coraggiosa sui mondi possibili da parte dell’autore. Trovo, infatti, quasi offensive per l’intelligenza dei lettori quelle storie piene di alieni antropomorfi. Tra i precedenti in tema di creature vegetali abbiamo il magistrale “Il giorno dei trifidi” di John Wyndham, una delle opere che ha contribuito a farmi amare il genere, o “Gomorra e dintorni” di Thomas M. Dish. Di piante pericolose parlano anche “Sanguivora” di Robert Charles, “L’orrore di Gow Island” di Murray Leinster, il suo racconto “Proxima Centauri” e “Il ciclo degli Chtorr” di Davis Gerrold. Ma spesso le piante sono mutazioni di piante terrestri e pressoché mai arrivano a uno stadio evolutivo tale da dimostrare un’intelligenza pari o superiore a quella umana (tranne forse nel citato “Proxima Centauri”). Mi pare, dunque, si debba rendere onore ad Altomare come un precursore in tal senso. A dir il vero anche il mio racconto “I costruttori”, uscito nel primo numero del 2016 di ProgettandoIng parla di un’invasione aliena di piante, che definirei “organizzate” più che intelligenti.Risultati immagini per astronave

Un altro aspetto singolare di questo romanzo è la presenza di un gran numero di personaggi, ma tutti distribuiti in squadre alla ricerca del Nemico, composte da cinque membri, che tra di loro si chiamano con i numeri cardinali (Uno, Due…), così ci troviamo a seguire le avventure delle diverse, sfortunate, squadre, quasi come se seguissimo sempre gli stessi cinque personaggi, artifizio letterario che di certo semplifica la lettura, altrimenti saremmo stati catapultati in mezzo a una miriade di nomi propri in cui ci saremmo presto persi. Questo, peraltro, non toglie che alcuni emergano e si connotino con precisione (rivelando anche i nomi propri).

L’ambientazione, è quella delle grandi saghe spaziali tipo il ciclo “Fondazione” di Asimov, “I Canti di Hyperion” di Simmons o, magari, “Guerre Stellari” o “Star Trek”, con l’umanità sparsa per la Galassia, anche se qui ha un ruolo centrale il pianeta “verde” Mogrius.

 

Arrivato alla mia terza lettura di un romanzo di Donato Altomare ancora una volta  sono rimasto piacevolmente sorpreso, innanzitutto per la sua capacità di essere innovativo nella sua scrittura, magari, come qui, mescolando generi distanti come la fantascienza e il romanzo storico.

Sinfonia per l’imperatore” (2010 – Edizioni Elara), infatti, è un romanzo che si muove su due diversi piani temporali, il medioevo in cui visse l’imperatore svevo Federico II Hohenstaufen (Jesi, 26 dicembre 1194 – Fiorentino di Puglia, 13 dicembre 1250), il nipote di Federico Barbarossa, e un futuro ormai molto prossimo, il 2019.

In entrambi i piani, ritroviamo l’imperatore, poiché, a seguito di un incontro con degli alieni ha visto la propria vita dilatarsi, in attesa di poter giocare di nuovo una complicata partita contro uno di questi, dal cui esito dipenderanno le sorti della Terra e di parte della Galassia.

Il segreto per vincere la partita è nascosto nel federiciano Castel del Monte ed è legato a un enigma musicale che Federico cercherà di risolvere con l’aiuto di due giovani studiosi.

Se “Il fuoco e il silenzio” si faceva apprezzare per la scelta originale di immaginare extra-terrestri vegetali, anche qui gli invasori, sebbene abbiano per l’occasione assunto sembianze umane, non mancano di una certa peculiarità, data se non altro dalla loro struttura organizzativa e dallo strano gioco da cui dipende il potere sulle stelle.

Se l’unione di romanzo storico e fantascienza ha generato una figlia che molto apprezzo, l’ucronia, in cui si racconta la storia come potrebbe essere, Donato Altomare, con quest’opera ci mostra un altro parto nato dall’unione di tali generi, una science fiction di ambientazione storica, che richiama alcuni viaggi nel tempo che la letteratura fantastica ben conosce, pur senza farvi ricorso. Semmai questo eterno Federico II ci fa pensare a “Highlander” (film del 1986 diretto da Russell Mulcahy e interpretato da Christopher Lambert) o al leggendario ebreo errante che secondo la leggenda sarebbe stato condannato da Gesù a vivere fino alla fine dei tempi (in “Ilium” di Dan Simmons ne troviamo la versione femminile) o al “Caino” del premio nobel José Saramago.

Non mi rimane che leggere le opere con cui Altomare ha vinto due Premi Urania: “Mater maxima” e “Il dono di Svet”, ma già ora, con queste quattro letture posso dire che è un autore che merita leggere e conoscere.

 

MASSIMO E GLI ALTRI

L’antologia di recente pubblicazione (novembre 2018) “Nessun altro”, curata da Massimo Acciai Baggiani, rappresenta per quest’autore una sorta di doppia prova, come curatore e come commediografo.

Acciai, peraltro, non è nuovo nel ruolo di curatore, basti pensare che “Nessun altro”, pubblicato con il marchio L’Erudita dall’editore Giulio Perrone, è la terza antologia della rivista Segreti di Pulcinella da lui curata.

La silloge celebra i quindici anni della rivista fondata da Acciai assieme a Francesco Felici e da Acciai tuttora diretta.

La prima antologia della rivista è del 2005 e la seconda del 2010.

Il tema questa volta è l’Altro, in tutte le sue accezioni.

Tali antologie rappresentano una scelta di brani di alcuni degli autori che negli anni hanno collaborato alla rivista, tra cui, di recente, mi sono aggiunto anche io, che ho quindi partecipato alla raccolta con il mio racconto post-apocalittico “Nessun altro” (titolo copiato dall’editore per denominare il volume e da questo trasformato in “Io è un altro. Nessun altro”).

Apre il volume una commedia scritta dallo stesso Acciai, intitolata “Krob”, nome del suo protagonista, uno strano extra-comunitario che parla solo esperanto (lingua di cui, come sappiamo, Massimo Acciai è grande cultore). Una storia a tratti surreale, a tratti grottesca se non comica, che ci fa riflettere con garbo sui pregiudizi verso gli stranieri.

Segue un intenso saggio del greco Apostolos Apostolou (“L’altro”) sull’alterità nella cultura antropologica, sull’altro tra moderno, post-moderno e alter-moderno e, infine, sull’altro nel teatro.

Roberto Balò nel racconto “L’altro mondo” ci mostra un incontro di un “miscredente” con Dio, ai limiti del surreale. Il protagonista prende subito coscienza della situazione con un’affermazione esplicita “sono fregato, Dio esiste”, ma questo è un Dio particolare che dichiara subito “esisto ma non esisto” e spiega poi “è come se non esistessi perché non ho alcun contatto con voi”, inoltre “cosa volete che m’importi di cosa mangiate e quando, dei frigoriferi e stoviglie diversificati, del pesce il venerdì…”.

Andrea Cantucci ci offre invece “Una strana giornata di normale razzismo” in cui il protagonista Mario Bianchi s’interroga su chi siano gli altri, su cosa li renda “strani” e diversi da lui, andando sempre più restringendo la propria definizione di “noi”, in un impeto di razzismo che si mescola al campanilismo più bieco e ristretto, a voler significare che non vi sono limiti all’ottusità del razzismo.

L’altro esplorato da Rosanna d’Angelo nel thriller “L’artiglio” ha i toni del sovrannaturale.

Per la rumena Lucia Dragonescu, ne “La famiglia dagli occhi azzurri” l’altro è l’altro uomo in una storia di coppia.

Massimo Acciai e Carlo Menzinger – Aprile 2018

I contributi delle sorelle Ferrari sono riflessioni. Alessandra Ferrari in “Lettera all’altro” ci parla del “viaggio inteso come scoperta, conoscenza e approfondimento di altro”.

Emanuela Ferrari, ne “I colori e il sorriso… nell’altro”, ci parla dell’importanza del sorriso e della comunicazione visiva nella comunicazione e nell’approccio con gli altri.

Nel racconto di Erika Gherardotti “Benvenuto” assistiamo alla strana convivenza in un appartamento tra due persone molto diverse con sviluppo a sorpresa.

Francesco Guglielmino (“Chi è l’altro?”) tenta una veloce definizione di “altro” esaminandone la percezione sociale, l’altro come nemico, come copia di noi e come variante ucronica del sé in universi paralleli. Le sue parole conclusive sono riportate nella quarta di copertina:

“Altra persona

Libera di pensare e

Trovare la vita, amare e

Riposare

Ove più l’allieta”.

Salvatore Gurrado (“L’Essere per l’Altro”) ed Emanuele Martinuzzi (“L’alterità dell’io”) ci presentano altre due riflessioni filosofiche sul tema. Se per Gurrado l’Altro “visto come corpo” appare centrale, la riflessione di Martinuzzi pur avvicinandosi in questo alla precedente (“Detto questo si commetterebbe sicuramente un errore nel ritenere l’Io concreto e corporeo disgiunto dall’Io pensante e astratto, rispetto alla prospettiva straniante dell’altro”), offre altre visioni attorno al “concetto di alterità”, partendo dall’idea che “comunemente con l’altro si può intendere il vicino di casa, come lo straniero, il nemico, quand’anche uno sconosciuto che si sfiora per strada o con cui ci si trova a gareggiare sportivamente.” In fondo, “l’altro è ciò che sfugge”, “l’altro non è il prossimo che approssimato a ciò che è, tende a conformarsi alla natura dell’essere”, “l’altro è quella diversità che pone in crisi ciò che invece si presuma stia, immutabile, così com’è. Il contrario del diverso è l’Io”, “l’Io che si apre drammaticamente al non-Io”. “L’oscuro profilo dell’altro non può che atterrirci col suo silenzio ineffabile, smisurato e temibile”. “Una volta denudato l’Io dai suoi rigidi confini si aprono spiragli, brecce e varchi di senso per accogliere ciò che era estromesso, considerato straniero, diverso, inaccettabile”.

Segue il mio racconto “Io è un altro. Nessun altro”, in cui immagino come tutte le pulsioni di paura, curiosità, attesa, speranza, sospetto che abbiamo verso l’altro si concentrino nel mio protagonista, l’ultimo uomo sulla terra dopo una devastante apocalisse.

Francesco Panizzo dedica il suo intervento (“Blue Sky – Blu Klein”) allo scomparso amico Alessandro Rizzo, uno dei tre nomi di collaboratori della rivista, assieme a Paolo Filippi e Massimiliano Chiamenti, recentemente scomparsi, cui Massimo Acciai ha dedicato l’antologia, personaggio eclettico, Rizzo, grande stimolatore d’altri artisti, assiduo recensore.

Chiude il volume la riflessione/racconto di Fabio Strinati “A te che sei l’altra parte di me”, che esordisce con le parole “Rivedo in me, l’altro che è in te come in me” e poi aggiunge “mi vedo in te che sei l’altra parte della mia anima assetata e vulnerabile”, portando a conclusione ideale della raccolta il concetto che in fondo l’altro siamo noi o almeno che l’altro è una parte di noi.

Ho partecipato, con Massimo e altri autori, alla presentazione del volume sabato 17 novembre 2018 presso il ristorante “I tarocchi” e il giorno dopo presso “Il Nabucco”.

Con questa e le altre antologie della rivista “I Segreti di Pulcinella” e con la rivista stessa Massimo Acciai Baggiani si rivela figura capace di attirare e attrarre a sé tanti autori e tante figure di pensatori del tipo più vario. Scopriamo qui un Massimo Acciai che non solo è scrittore (nello specifico commediografo) ma anche e soprattutto un creatore e gestore di reti umane, in quest’era di reti virtuali, capace di tenere assieme persone di diverse professionalità, nazionalità e visioni del mondo, di ancorarle a dei progetti e di guidarle sino alla loro conclusione.

 

Presentazione del 17 Novembre 2018 (video)

Presentazione del 18 Novembre 2018 (video)

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La forma dell’acqua

TRE LIBRI E UNA PRESENTAZIONE L’8 NOVEMBRE

Finalmente ci siamo! Il 29 Settembre li ho presentati in anteprima, senza i volumi, ma ora sono stati stampati. Parlo del mio nuovo romanzo della saga “VIA DA SPARTA”, “IL REGNO DEL RAGNO”,  in cui si racconta le avventure di due ragazze in lotta contro l’impero distopico di Sparta in un presente alternativo, e della mia biografia letteraria “IL SOGNATORE DIVERGENTE” (il volume contiene anche alcuni miei racconti) che ha scritto Massimo Acciai Baggiani. Entrambi sono editi da Porto Seguro Editore.

Saranno presentati entrambi (assieme ad altri libri), giovedì 8 Novembre 2018 alle ore 19,00 al Santarosa Bistrot, sul Lungarno Santarosa, in zona San Frediano, a Firenze.

Mi farebbe piacere incontrarvi lì.

Per chi non ce la facesse e volesse comunque una copia dei libri, potrei spedirle con autografo, basta chiedermelo con messaggio privato.Risultati immagini per SANTAROSA BISTROT

Ma non basta: è anche appena stata pubblicata la raccolta di racconti e articoli “Nessun altro”, edita nella collana L’Erudita da Giuseppe Perrone Editore e curata da Massimo Acciai Baggiani, per celebrare il quindicinale della rivista “I segreti di Pulcinella”, che contiene anche un mio racconto il cui titolo originale dà il nome alla raccolta, ma che l’editore ha cambiato in “Io è un altro. Nessun altro”. Il tema della raccolta è l’essere “altro” o “diverso”. Gli altri autori sono Massimo Acciai, Apostolos Apostolou, Roberto Balò, Andrea Cantucci, Rossana D’Angelo, Lucia Dragotescu, Alessandra Ferrari, Emanuela Ferrari, Erika Gherardotti, Francesco Guglielmino, Salvatore Gurrado, Emanuele Martinuzzi, Francesco Panizzo e Fabio Strinati.

 

        

 

 

 

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