Archive for the ‘poesia’ Category

IL POETA BIFRONTE

Risultati immagini per a seconda di come volgo lo sguardoQuanto mi è difficile parlare di un libro di poesie. Certo anche io ne ho scritte, ne ho pubblicate persino varie antologie, talora ne leggo, ma la poesia è così soggettiva, che è difficile descriverla o commentarla Certo, ci sono la metrica, il ritmo, la sonorità, le figure retoriche, ma la sostanza della poesia è l’anima di chi scrive e di chi legge. Sì, se anche un romanzo, come dico sempre, si scrive sempre almeno in due, l’autore e il lettore, questo è ancor più vero per la poesia, perché il poeta allude, accenna, di rado descrive in modo preciso, e allora sta al lettore interpretare e reintepretare il pensiero e le immagini che il poeta gli offre. Ecco, credo quindi che una poesia letta da me o da un altro assuma una diversa consistenza, un diverso “gusto”. Mi è dunque difficile trasmettere impressioni di lettura.

Ho ora finito di leggere la silloge “A seconda di come volgo lo sguardo” (PoetiKanten Edizioni). Cercherò, nonostante quanto scritto poco sopra, di dirvene qualcosa. Quel che più di tutto mi ha colpito è… l’autore, una sorta di Giano bifronte. In che senso? L’autore qui non è uno ma sono due: Massimo Acciai e Matteo Nicodemo. Scrivere libri a quattro mani non è certo una cosa strana o rara, lo stesso Massimo Acciai ha scritto racconti (come quelli presenti ne “L’apologia del perduto”) e romanzi a quattro mani, come quello ancora inedito che abbiamo scritto assieme (“Psicosfera”) e spesso ha collaborato con altri autori in antologie e riviste, compresa quella che da anni dirige lui stesso (“I segreti di Pulcinella”). Ma scrivere poesie a quattro mani? Come è possibile?

Si potrebbe pensare che l’antologia raccolga versi ora firmati da Acciai (Firenze 9/4/1975), ora da Nicodemo (Bergamo, 1980), ma non è così. I versi qui presenti sono tutti di entrambi. Mi riferisce Massimo Acciai che a volte uno cominciava a scrivere la poesia e l’altro la completava. A volte lo facevano assieme, nello stesso luogo, altre volte lo facevano a distanza.

La tecnica non mi sorprende. Mi stupisce, invece, il risultato. Anche io, con Simonetta Bumbi, scrissi in versi “Cybernetic love” ma era una sorta di poemetto satirico tragico-comico. Altra cosa è scrivere “vere” poesie, versi che ci parlano di sentimenti e sensazioni, emozioni e riflessioni personali. Eppure è questo che Acciai e Nicodemo hanno fatto, fondendo, così pare le loro anime in una e realizzando un volumetto in cui si sente una voce unitaria, in cui traspare un unico sentimento, un’unitaria visione del mondo.

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Mssimo Acciai

Il volume si apre con una citazione del pungente Oscar Wilde “Siamo tutti nati nel fango/ ma alcuni di noi guardano le stelle”) e, sì, Acciai e Nicodemo sanno volgere lo sguardo nelle profondità del cosmo.

Abbiamo quindi una prefazione firmata da Paolo Ragni che ci racconta come il modo di scrivere dei due poeti ricordi molto il mondo della musica, non per nulla entrambi suonano, cantano e compongono canzoni. I loro sono dunque versi “in bilico tra poesia e canzone”.

Lo stesso Ragni mette in evidenza la singolare scelta di datare le poesie usando il calendario della rivoluzione francese. Vezzo che, sono certo, nasce dall’anima di Massimo Acciai, che anche altrove vi ricorre con frequenza, a voler ricordare il suo apprezzamento per i grandi ideali di allora.

Ragni evidenzia come “l’elemento atmosferico, ambientale, sia proprio una caratteristica delle poesie di Acciai e Nicodemo”.

Ragni osserva che “in questo trascolorare di colori, di stagioni, di sorrisi e inquietudini, resta sempre il dubbio sulle possibilità di indagare l’anima”.

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Matteo Nicodemo

Il volume è poi diviso in due parti, la prima che riprende il titolo dell’antologia “A seconda di come volgo lo sguardo” e la seconda denominata, con superflua modestia “Frattaglie”. Ventiquattro sono le opere della prima parte, “come le ore di una giornata, è un numero che ricorda lo scandire del tempo” ci ricorda nella Postfazione Ballecca.

Più che darvi le mie sensazioni, vorrei lanciarvi sul foglio alcuni versi, affinché possiate assaporarli come in una degustazione, che possa prepararvi al vero pasto, che potrete fare solo leggendo l’opera per intero.

Sono un viaggiatore con i capelli bianchi”: il viaggio è un tema che Acciai ama particolarmente e qui è quasi la chiave di apertura per questo piccolo grande mondo che è “A seconda di come volgo lo sguardo”.

Chiudo il viso nella barba folta / lo chiudo tra la sciarpa e il berretto”: c’è tanta fisicità in quest’immagine, ma anche la descrizione di un modo di sentirsi e affrontare il mondo. E il rapportarsi agli altri, già nella poesia seguente cambia: “Siamo in treno e ci guardiamo negli occhi”, magari gli occhi chiusi tra barba, sciarpa e berretto, ma che restano finestre aperte sul mondo, attraverso cui il poeta-Giano volge lo sguardo attorno a sé. E avanza/no in questo suo/loro viaggio e il viaggiare è apprezzare il fascino del mondo, perché “Vi sono luoghi così, dove semplicemente/ vorresti aver vissuto…”.

Ed ecco che i versi successivi si intitolano “Sguardi” e ci parlano di “Sguardi tristi, / occhi da cerbiatta, occhi di gatta, / cornee di donne in cui leggo vite anguste”. Sguardi, occhi e ancora sguardi. È tutto un vedere, osservare, scrutare, questo libro, e gli occhi sono, come non mai, porte per penetrare nell’essere di chi ci è accanto.

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Massimo Acciai (Baggiani)

E chi viaggia, viaggia e ancora viaggia non può che affermare “sento l’infinito come vero / sì, lo sento come materiale”.

Ma si può viaggiare e, nel contempo, trovare qualcuno che ci faccia arrestare e dire “in te mi dico di continuare / ad amare la routine”, si può “saper trovare la primavera nell’inverno”. Come non fermarsi allora almeno un po’? Come non rallentare il passo del nostro incessante andare? Del resto “non servirà l’autunno della poesia / a ricordarmi di essere normale”. Eppure potremmo cadere nella trappola della modernità e allora ecco che “un computer ti spiega chi sei”, come se non fossimo in grado di trovare noi stessi la nostra anima e il senso del nostro andare.

Nel fermarci sentiamo allora il bisogno di fare il punto, di capire chi siamo davvero e allora “impugno la penna come una spada / che ferisce se stessa di sangue nero” (e qui mi ritrovo, non per nulla una mia antologia di versi si chiama proprio “Spada di inchiostro”). Ci fermiamo a scrivere, perché “ho qualcosa da dimenticare perché sono un buffone / ho qualcosa da ricordare perché l’ho costruito”.

Eppure anche questo poeta bifronte sente la solitudine o il suo bisogno, ed ecco che vuole “Restare in disparte / mentre crolla lentamente / anche l’ultimo entusiasmo”. “Quanta nostalgia / nelle piogge di pratile” (pratile è uno dei mesi del calendario rivoluzionario francese). E questa prima parte, iniziata con una partenza piena di entusiasmo e voglia di scoprire, si chiude con un senso di stanchezza, forse logico, alla fine di tanto camminare “il tempo ha fatto il suo corso / inesorabile mi ha sfinito”.

Si entra così nella parte del volume definita “Frattaglie” e gli autori ci spiegano che è “l’epoca della rivalutazione delle interiora, di ciò che doveva restare nelle case del produttore e che, invece, trova uno spazio visibile”.

Mostrare le frattaglie è allora, forse, un mostrare la parte più intima di sé e al contempo, magari, più meschina? Chissà, ma la raccolta si apre con visioni di paesaggi montani in cui “Quest’aria nordica mi rinfranca” e siamo a Sappada, sulle Alpi friulane, luogo cui Acciai ha dedicato una racconta di racconti “Un fiorentino a Sappada”.  Più avanti ritroviamo il Poggetto, quel colle che adorna Rifredi, il quartiere di Acciai, ma anche il mio (“due passi al Poggetto / nel pomeriggio dorato”). Anche in questa parte il camminare è una costante e “Il pensiero passeggia basso / Al ritmo dei piedi gonfi” e “Si srotolano i nostri passi / Sulle vie di una piccola città”. “Ieri ascoltavo in un buio silenzio / nessun ‘tutto d’un tratto’ improvviso / soltanto il silenzio, la campagna, il buio e le fusa”.

Ancora, più avanti si parla di luoghi che potrebbero essere di Rifredi con la poesia “Il Romito” eppure poco comprendo il suo incipit “Ricordi di quanto ragionavamo / di allevamenti di vitelli al Romito?” Allevamenti al Romito, nel cuore di Firenze? Evidentemente qui il poeta-Giano pensava ad altri romiti.Risultati immagini per Camminare

LA POESIA DEL CAMMINARE

Risultati immagini per l'aria ride CiampiPuò capitare (raramente) di leggere un racconto o magari persino un romanzo scritto in prosa ma che quando lo leggi ti sembra sia poesia. Può capitare. Pensereste possa succedere anche con un saggio, una biografia, la narrazione di un viaggio, di un cammino? Immagino che riteniate questo improbabile. Se lo pensate, è perché non avete mai letto un libro del fiorentino Paolo Ciampi.

Di Ciampi avevo già letto “Gli occhi Salgari” e “Beatrice”. Il primo narra dell’esploratore Odoardo Beccari, ai cui scritti si ispirò Emilio Salgari, l’autore de “I misteri della giungla nera”. Il secondo parla di una poetessa analfabeta vissuta nell’appennino tosco-emiliano.

Se, in particolare, leggendo “Beatrice” ero rimasto incantato non solo dalla descrizione di quei monti accanto all’Abetone che conosco abbastanza, ma anche e soprattutto dalla poesia che Paolo Ciampi aveva saputo mettere in questa biografia che biografia non è. Non solo almeno. Non esattamente.

Leggo ora il volume “L’aria ride”, scritto da Ciampi assieme a Elisabetta Mari. In realtà Ciampi scrive la prima parte (circa 100 pagine) e Mari la seconda (altre 24 pagine). Ci sono poi un paio di pagine che sono, più che bibliografia, un utile guida ai quei monti e un invito a nuove letture.

Che cos’è questo libro? Difficile definirlo.

 

La seconda parte, scritta da Elisabetta Mari, ci narra di una località trai monti a nord di Firenze, Casetta di Tiara, e di tre poeti a essa legati, ovvero Dino Campana, Sibilla Aleramo e Primo Vanni. Più che vera biografia è, soprattutto, narrazione del loro rapporto con questo luogo e i suoi dintorni. Ci sarebbe, scrive, anche un certo Dante Alighieri, tra quelli passati per questi monti, che, si narra, una volta lanciò un gallo nell’orrido “per veder come volano i diavoli” in quella che da allora si chiamerà la Valle dell’Inferno. Campana e Vanni sono accomunati oltre che dall’amore per casetta dai lunghi anni trascorsi in manicomio. Di Campana parla diffusamente Ciampi. La Mari vi aggiunge un ritratto di Vanni, questo semplice uomo dei monti, che amava scrivere.

 

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Paolo Ciampi

È soprattutto la prima parte di questo libro, quella scritta da Paolo Ciampi, che è difficile definire. Non è un vero romanzo… ma, perché no? Forse lo è. È anche un romanzo. Ne hai i toni della narrazione. Parla molto di Dino Campana, di cui ripercorre i passi nei boschi attorno a Marradi eppure non ne è vera biografia, pur dicendo di questo poeta sfortunato assai di più di quanto alcune biografie potrebbero dire.

Immagine del profilo di Elisabetta Mari, L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso

Elisabetta Mari

Parla di un cammino tra i monti, attraverso i luoghi vissuti da Campana, ed è quindi libro di viaggio, di quelli che ora Ciampi ama scrivere. Perché “i libri sono viaggi”. Ma non solo. Neanche questa definizione ci basta. Neanche questa definizione soddisfa una simile lettura. Parla di un poeta e, come quando parlava di Beatrice, anche raccontandoci di Dino (così, affettuosamente, lo chiama) diventa lui stesso, l’autore, poeta, diventa quasi anche lui quel Dino Campana, ma anche tanti altri poeti che spesso cita con un verso introduttivo ricorrente “Perché io oggi, tuo amico, sono” e segue il nome dello scrittore o poeta che subito dopo sarà citato. Incontriamo così Walt Whitman, Iosif Brodskij, Camilllo Sbarbaro, Antonio Machado, Emily Brontë, Raymond Carver, Giacomo Leopardi, Wislawa Szymborska, José Saramago, Robert Frost, Fernando Pessoa, Franco Arminio, Vladimir Majakowskij e, soprattutto, loro, i due poeti amanti di Casetta di Tiara, Sibilla Aleramo e Dino Campana. Perché citare tutti questi poeti? Perché “nel cammino, ha detto qualcuno, si cercano i nomi”:

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Dino Campana e Sibilla Aleramo

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Casetta di Tiara

E dunque questo volume diventa anche piccola antologia poetica, seppur solo di fugaci citazioni. Si muove da solo Paolo Ciampi tra questi monti? Forse, sembrerebbe, ma di certo solo non è. Lo accompagna a ogni passo Dino Campana e tutta la poesia che permea le montagne e di cui Ciampi ci rende partecipi, tutta la poesia che deriva dai libri che l’autore ha letto. Chi legge non è mai solo. Questo è uno di quei libri che davvero “fa compagnia”, perché è così pieno di vita e di senso estasiato, di percezione poetica del mondo che pur non essendo opera di poesia in senso stretto, a questa ci avvicina. Come non andare allora, finita questa lettura, a cercarci una copia de “I Canti orfici” di Dino Campana e sprofondarci dentro, con una nuova chiave di lettura che questo libro ci ha regalato? Come non cercare di leggere qualcosa della sua amata Sibilla Aleramo? Come non desiderare recarsi tra questi monti, così vicini eppure così lontani dalla nostra Firenze, tra questi alberi che sono “tronchi come monumenti scolpiti dal tempo. Tronchi come vita immobilizzata in un istante”? Mentre “il sentiero si fa di sasso e ancora sale” vorremmo esser lì, “sulla montagna che gli è tana, ma anche cura”, come scrive Ciampi di Campana. E allora, con l’autore, forse ci domanderemo, pensando al poeta che fu: “perché non gli sono bastati questi monti?” A noi basterebbero?

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Il Rovigo

MICRO-POESIA E FANTASCIENZA A RIFREDI

Risultati immaginiQuando il 28 Settembre 2017 ho incontrato per la prima volta Massimo Acciai Baggiani, era già da tempo tra i miei contatti facebook, ma non c’eravamo mai visti di persona. Il 28 ci siamo visti al convegno di Porto Seguro al Westin Excelsior, dove presentava un libro scritto a 6 mani con suo cugino Pino Baggiani, memoria storica della famiglia, e Italo Magnelli, illustratore del volume “Radici” sulla storia del Mugello e della famiglia Baggiani.

Roberto Balo e Massimo Acciai Baggiani con le signore del circolo SMS di Rifredi

Ho visto che il 16 Ottobre, cioè oggi, avrebbe presentato un altro libro al SMS di Rifredi e visto che ero in zona sono passato a trovarlo e sentire la presentazione fatta da due signore Clara Velia e Arrighetta Casini che gestiscono il circolo letterario del SMS che si riunisce ogni lunedì alle 17,00. Massimo Acciai Baggiani presentava un’antologia di racconti strutturata come il Decamerone, cioè con dodici amici che si raccontano una storia per uno, facendo due giri, per un totale di 24 racconti dal titolo “La compagnia dei viaggiatori del tempo” giacché i racconti di fantascienza sono ambientati in varie epoche del passato e del futuro. Massimo Acciai Baggiani, però, non si limita a scrivere storie di famiglia e racconti fantascientifici, ma oggi ha presentato anche una raccolta di sue poesie scritte negli ultimi 25 anni “25 – Antologia di un quarto di secolo”. La cosa particolare di quest’antologia è che non è un libro ma l’editore Isketziae l’ha stampata su un unico foglio A4, ripiegato poi nelle dimensioni di un biglietto da visita.

Durante la presentazione ci sono state lette alcune di queste poesie e un racconto dell’antologia. Era presente anche l’editore di Isketziae Edizioni Roberto Balò, anche lui un poeta.

Ho acquistato entrambi e ricevuto in omaggio anche il volume “Antologia del 3° Concorso Letterario Segreti di Pulcinella”. Quando li avrò letti, vi farò sapere qualcosa di più.

 

Massimo Acciai Baggiani

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TUTTI I LIBRI DEL 2013

Ecco, anche quest’anno, l’elenco, dei libri che ho letto nel 2013, dal primo al più recente:

1)      Jacopo Flammer nella terra dei suricati – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo – rilettura);

2)      Tutto è fatidico – Stephen King (e-book – iniziato nel 2012);

3)      IF – Insolito & Fantastico n. 11 – Mainstream, quando la letteratura italiana incontra la fantascienza – AA.VV. (cartaceo);

4)      Il seggio vacante – J.K. Rowling (ebook);

5)      Le fiabe di Beda Il Bardo – J.K. Rowling (cartaceo);

6)      Le notti bianche – Fedor Dostoevskij (ebook);

7)      Le vergini suicide – Jeffrey Eugenides (ebook);

8)      Il cielo cade – Lorenza Mazzetti (ebook);

9)      Angelology – Danielle Trussoni (ebook);

10)  Il peso della farfalla – Erri De Luca (ebook);

11)  Il terzultimo pianeta – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

12)  La casa stregata – H.P. Lovecraft (cartaceo);

13)  Figlio di Dio – Cormac McCarthy (ebook);

14)  Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve – Jonas Jonasson (ebook);

15)  La società degli spiriti – Federica Soprani e Vittoria Corella (ebook);

16)  Itaca per sempre – Luigi Malerba (ebook);

17)  Il giardino segreto – Frances Hodgson Burnett (ebook);

18)  L’uomo che allevava i gatti – Mo Yan (ebook);

19)  Spada di inchiostro – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

20)  Angeli e insetti – Antonia S. Byatt (ebook);

21)  Noi – Evgenij Zamjatin (ebook);

22)  Scuola Holden – Saper scrivere – Vol. 6 (cartaceo);

23)  Le notti di Salem – Stephen King (ebook);

24)  Arrivederci, mondoGraziano Braschi (ebook e cartaceo);

25)  Sangue gratis – Sergio Calamandrei (ebook e cartaceo);

26)  Caino – José Saramago (ebook);

27)  La crociata dei Bambini/ Il mare e il tramonto – Yukio Mishima / Marcel Schwob (ebook);

28)  Deserto d’acqua – J.G. Ballard (ebook);

29)  Rossi di sangue sono dell’uomo l’alba e il tramonto – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

30)  L’anima – Enrico Annibale Butti (cartaceo);

31)  La cattedrale del mare – Ildefonso Falcones (ebook);

32)  Nelle terre estreme – Jon Kakauer (ebook);

33)  Tartarughe divine  – Terry Pratchet (ebook);

34)  Senza mani – Anna Disanza (ebook);

35)  Guida Steampunk all’Apocalisse – Margaret Kiljoy (cartaceo);

36)  Sono nata con cento anni di anticipo – Cristina Contilli (cartaceo);

37)  Memoriale del conventoJosé Saramago (cartaceo);

38)  Undici Minuti – Paulo Coelho (cartaceo);

39)  Sotto un sole nero – Ivano Mingotti (ebook);

40)  Il sole nudo – Isaac Asimov (ebook);

41)  La casa senza tempo – Alfred Elton Van Vogt (ebook);

42)  Il vecchio e il mare – Ernest Hemingway (ebook);

43)  IF – Insolito & Fantastico n. 12 – SF Sociologica – AA.VV. (cartaceo);

44)  I diari dell’angelo custode – Carolyn Jess-Cooke (cartaceo);

45)  Middlesex – Jeffrey Eugenides (ebook);

46)  Libri da ardere – Amélie Nothomb (ebook);

47)  L’evoluzione del lavoro femminile nella Francia della Bella Epoque – Cristina Contilli (ebook);

48)  Intervista con il vampiro – Anne Rice (cartaceo);

49)  Il signore delle mosche – William Golding (cartaceo);

50)  Portogallo – Fiorenza Frigoni (cartaceo);

51)  I guardiani del tempo – Poul Anderson (cartaceo);

52)  Stoner – John Williams (ebook);

53)  La bambina dei sogni – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

54)  Schiavi part-time – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

55)  Colpire al cuore– Valeria Marzoli Clemente (cartaceo);

56)  I robot e l’impero – Isaac Asimov (ebook);

57)  I misteri della jungla nera – Emilio Salgari (ebook);

58)  Il complotto contro l’America – Philip Roth (ebook);

59)  IF – Insolito & Fantastico n. 13 – Ottocento fantastico – Carlo Menzinger e AA.VV. (cartaceo);

60)  L’arte della guerra – Sun Tzu (cartaceo);

61)  Haiku – AAVV (cartaceo);

62)  Michele e il soldatino – Michele Ciardelli (cartaceo);

63)  Ogni cosa è illuminata – Jonathan Safran Foer (ebook);

64)  Sangue blues – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

65)  David Copperfield – Charles Dickens (ebook);

66)  Il percorso dell’amore – Alice Munro (ebook);

67)  Martha Quest – Doris Lessing (ebook);

68)  Rimando rido – Carlo Menzinger (ebook e cartaceo);

69)  La zia Julia e lo scribacchino – Mario Vargas Llosa (cartaceo);

70)  Lo scudo di Talos – Valerio Massimo Manfredi (ebook);

Sono ancora in lettura i seguenti volumi:

71)  300 guerrieri – Andrea Frediani (ebook – quasi finito);

72)  IF – Insolito & Fantastico n. 14 – Fuera del mundo – AA.VV. (cartaceo);

73)  I miserabili – Victor Hugo (cartaceo – appena iniziato).

Analizzando la lista dei libri letti nel 2012 avevo notato una prevalenza (per il primo anno) degli ebook sui cartacei (43 contro 21). Quest’anno l’elettronico aumenta il distacco: i volumi in ebook sono stati 49 contro 23. Bisogna però dire che tra questi ebook ci sono vari volumi di cui ho anche una versione cartacea (dove indicato “ebook e cartaceo”), ma la lettura l’ho fatta in digitale.

Inoltre, quest’anno ho pubblicato un nuovo romanzo (JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI), ne ho ripubblicato in nuova edizione corretta un altro (LA BAMBINA DEI SOGNI) e ho pubblicato ben 6 raccolte di poesie (IL TERZULTIMO PIANETA, ROSSI DI SANGUE SONO DELL’UOMO L’ALBA E IL TRAMONTO, SPADA DI INCHIOSTRO, SCHIAVI PART-TIME, SANGUE BLUES, RIMANDO RIDO), tutti testi pubblicati anche in cartaceo, ma che ho letto e riletto varie volte a computer.

Se a questi 8 volumi si aggiunge la mia partecipazione al numero 13 di IF con l’articolo “L’evoluzione del vampiro ottocentesco”, le mie pubblicazioni nel 2013 sono state 9 (ma solo 7 volumi da “solista” e in prima edizione). Ho contato una volta ciascuno di questi volumi, ma chiaramente ognuno è stato da me letto svariate volte sia nel corso di quest’anno, sia in precedenza.

Saramago

Anche quest’anno ho letto alcuni autori “poco noti” (esordienti o comunque editi di recente da case editrici minori o autoprodotti). Senza contare i miei sono stati 9 (meno del solito, dato che nel 2012 ne avevo letti 12, nel 2011 altri 10 e nel 2010 ben 30).

Quest’anno, un po’ per caso, un po’ per esplicita volontà, ho letto 7 libri di premi Nobel (2 Saramago, Lessing, Munro, Mo Yan, Golding, Llosa).

Gli autori più rappresentati in questo elenco, dopo di me (8 più una partecipazione), sono stati Asimov (2), di cui sto rileggendo in ordine cronologico i cicli, Saramago (2), King (2), Eugenides (2), Rowling (2) e Contilli (2).

Ernest Hemingway

Ernest Hemingway

Il mainstream, in varie forme, mi pare domini questo elenco con circa 21 titoli. Tra questi i classici sono stati solo 3 (Dickens, Dostojevkij, Hemingway). Uno dei generi che ho letto di più è la fantascienza con 7 romanzi (compresa una distopia e 1 ucronia fantascientifica), cui si potrebbero aggiungere l’ucronia di Roth e la guida steampunk, arrivando così a 9. Il paranormale/ gotico /fiaba è presente con 9 titoli. Altri 3 sono di tipo fantastico seppur difficili da collocare in un genere. Dunque il fantastico domina con 19 testi a pari merito con le opere “fuori genere”. I romanzi storici sono 8. Di libri di poesie, a parte in miei 6, ne ho letto solo un altro, per un totale di 7. Noto solo due antologie di racconti (Munro e King), 1 sola guida (Portogallo) e 2 manuali (Tzu Sun e Saper scrivere). Tra la saggistica ci sono 4 volumi di IF e un volumetto della Contilli.

Quale libro mi è piaciuto di più? Non è facile fare una graduatoria, anche perché le belle letture non sono mancate.

Direi che tra i migliori ci sono senz’altro (a parte i mei, che non hanno confronto!!!):

1)      Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

2)      Il giardino segreto

3)      Il vecchio e il mare

4)      Il signore delle mosche

5)      Caino

6)      Middlesex

7)      Le vergini suicide

8)      Lo scudo di Talos

9)      Il complotto contro l’America

10)  Intervista con il vampiro

11)  Il seggio vacante

12)  David Copperfield

13)  La cattedrale del mare

Comunque tra il primo e l’ultimo di questa lista non c’è poi grande distanza e l’ordine potrebbe anche cambiare senza per questo essere meno corretto.

Quello che mi è piaciuto di meno?

Purtroppo ancora una volta Dostojevskji (Le notti bianche) ha dimostrato di non essere assolutamente nelle mie corde.

Mi ha anche deluso “Nelle terre estreme”, essendo molto meglio il film (“In the wild”).

I libri che ho letto gli anni precedenti li trovate qui:

–          2012,

–          2011,

–          2010,

–          2009,

–          2008,

–          2007.

Nella mia Libreria su anobii trovate i commenti da me fatti a ciascuno. I link invece rimandano ai commenti sul mio blog.

 

 

LIBRI GRATIS PER TUTTI

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Vorrei fare un regalo a tutti voi in questo mondo virtuale: se andate qui, potete scaricare gratis alcuni libri.

LIBRI GRATIS: http://sites.google.com/site/menzingerbooks/home

RIMANDO RIMO – Limerick, parodie, brindisi e altri versi scherzosi

Rimando rido” è il sesto e ultimo dei volumetti in cui sto raccogliendo alcuni versi scritti negli ultimi trent’anni, dalla fine del Liceo a oggi, ovvero tra il 1983 e il 2013.

Carlo Menzinger di Preussenthal - Rimando rido

Carlo Menzinger di Preussenthal – Rimando rido

La possibilità di auto-pubblicarmi e di realizzare da solo degli e-book mi ha convinto a darli alle stampe dopo vari anni che evitavo di pubblicare poesie (l’ultima raccolta prima di queste è “Viaggio intorno allo specchio”, pubblicata nel 1989 da Gabrieli).

Ho deciso di dividere il più possibile i versi in base all’argomento, sebbene questo sia un criterio impreciso e molti di questi avrebbero potuto collocarsi in raccolte diverse da quelle in cui le ho inserite.

Rimando rido” offre uno sguardo ora scherzoso, ora giocoso sulle cose del mondo e  riunisce limerick (tipici versi scherzosi di origine inglese), brindisi, filastrocche e vari altri divertissement.

I volumi già pubblicati sono:

  1. Il Terzultimo Pianeta” (pubblicato il 24 marzo 2013): un pianeta morente, l’uomo come un virus, dalla Genesi all’Apocalisse, in versi ora rabbiosi ora ironici che parlano di vita, morte e illusione di Dio.
  2. Rossi di sangue sono dell’uomo l’alba e il tramonto” (pubblicato il 19 maggio 2013): raccolta di haiku, componimenti brevi, in stile giapponese. Nell’immediatezza dell’attimo la profonda percezione della vita.
  3. Schiavi Part-Time” (pubblicato il 31 agosto 2013): il nostro tempo, con le sue storture e prevaricazioni. Viviamo tutti come schiavi part-time e il tempo non ci appartiene.
  4.  Spada di inchiostro”  (pubblicato il 30 settembre 2013): la scrittura, i libri e chi li scrive e alcuni versi autobiografici. Il Poeta Pallido spara gocce d’inchiostro. Il Cavaliere del vento assalta il mondo decadente e guida l’esercito degli Scrittori Emergenti.
  5. Sangue blues” (pubblicato il 4 novembre 2013): l’amore e tutti gli altri sentimenti. Nel volume incontriamo numerosi personaggi come la Bambina Senza Blues, la Donna Senza Sembianza e Aspetto, la Ragazza Nella Mano, Narciso, la Scimmia Antica, l’Uomo delle Scatole e il Dio Bambino.

Ancora una volta ho scelto la formula del copyleft:: un volume cartaceo da vendere a chi lo voglia, ma accompagnato da un e-book gratuito che sarà possibile scaricare senza spesa alcuna dal mio sito www.menzinger.too.it.

Titolo: Rimando rido
Autore: Carlo Menzinger di Preussenthal
ISBN: 9781291636635
Edizione: prima
Editore: Lulu + e-book gratuito
Pubblicato: 19 novembre 2013
Lingua: Italiano
Pagine: 103
Rilegatura :Copertina morbida con rilegatura termica
Inchiostro contenuto: Bianco e nero
Peso: 0,2 kg
Dimensioni (centimetri): Larghezza: 14,81, altezza: 20,98
Prezzo: € 12,00
La distribuzione nelle principali librerie inizierà nel corso di questo mese di dicembre.
Nel frattempo il volume può essere ordinato su LULU o scaricato gratis in e-book

SANGUE BLUES – quinta raccolta

Sangue blues - Carlo Menzinger di Preussenthal

Sangue blues – Carlo Menzinger di Preussenthal

SANGUE BLUES” è il quinto (e il più lungo) dei volumetti in cui sto raccogliendo alcuni versi scritti negli ultimi trent’anni, dalla fine del Liceo a oggi, ovvero tra il 1983 e il 2013.

La possibilità di auto-pubblicarmi e di realizzare da solo degli e-book mi ha convinto a darli alle stampe dopo vari anni che evitavo di pubblicare poesie (l’ultima raccolta prima di queste è “Viaggio intorno allo specchio”, pubblicata nel 1989 da Gabrieli).

Ho deciso di dividere il più possibile i versi in base all’argomento, sebbene questo sia un criterio impreciso e molti di questi avrebbero potuto collocarsi in raccolte diverse da quelle in cui le ho inserite.

Sangue blues” riunisce quelle che all’inizio avevo pensato potessero essere due raccolte separate e nelle introduzioni ai precedenti volumi li avevo chiamato “Una Pompa nel Petto” e “Ombre Blues”. I temi dei due volumi, mi paiono, però, troppo connessi per tenerli distinti.

La prima parte ci parla dell’amore e vi incontriamo, per esempio, la Bambina Senza Blues, la Donna Senza Sembianza e Aspetto, la Ragazza Nella Mano, Narciso, i Cybernetic Lovers, l’A-mantide Guerriera; la seconda parte tratta di tutti gli altri sentimenti, dall’amicizia, all’indifferenza, al rimpianto, alla speranza, alla perdita… Vi incontriamo, in particolare, la Scimmia Antica, l’Ombra, l’Uomo delle Scatole, il Dio sfrattato e il Dio Bambino.

 

I volumi già pubblicati sono:

  1. Il Terzultimo Pianeta” (pubblicato il 24 marzo 2013): un pianeta morente, l’uomo come un virus, dalla Genesi all’Apocalisse, in versi ora rabbiosi ora ironici che parlano di vita, morte e illusione di Dio.

    Plaia do Castelio - Vila do Bispo (Algarve) - Foto di Carlo Menzinger

    Plaia do Castelio – Vila do Bispo (Algarve) – Foto di Carlo Menzinger

  2.  “Rossi di sangue sono dell’uomo l’alba e il tramonto(pubblicato il 19 maggio 2013): raccolta di haiku, componimenti brevi, in stile giapponese. Nell’immedia-tezza dell’attimo la profonda percezione della vita.
  3.  “Schiavi Part-Time” (pubblicato il 31 agosto 2013): il nostro tempo, con le sue storture e prevaricazioni. Viviamo tutti come schiavi part-time e il tempo non ci appartiene.
  4. Spada di inchiostro”  (pubblicato il 30 settembre 2013): la scrittura, i libri e chi li scrive e alcuni versi autobiografici. Il Poeta Pallido è un cavaliere solitario che spara gocce d’inchiostro. Il Cavaliere del vento assalta il mondo decadente con fendenti della penna e guida l’esercito degli Scrittori Emergenti.

Il prossimo e ultimo volume di questa serie dovrebbe contenere limerick e altri versi scherzosi o satirici.

 Ancora una volta ho scelto la formula del copyleft:: un volume cartaceo da vendere a chi lo voglia, ma accompagnato da un e-book gratuito che sarà possibile scaricare senza spesa alcuna dal mio sito www.menzinger.too.it.

Parlo di questo volume sul mio sito qui.

L’e-book si può scaricare qui.

Il cartaceo si può ordinare in ogni libreria o acquistare qui (da dicembre 2013 dovrebbe essere disponibile anche su Amazon e nelle principali librerie on-line).

Titolo Sangue blues
Autore Carlo Menzinger di Preussenthal
ISBN 9781291618938
 Editore Lulu (cartaceo) + Carlo Menzinger (e-book) 
Pubblicato 4 novembre 2013
Pagine 150 
Rilegatura Copertina morbida con rilegatura termica
Peso 0,28 kg 
Dimensioni (centimetri) Larghezza: 14,81, altezza: 20,98
Prezzo: 12,00 €

HAIKU CLASSICI

Avendo da poco pubblicato una piccola antologia di haiku (“Rossi di sangue sono dell’uomo l’alba e il tramonto”), mi è venuta voglia di leggerne alcuni del periodo classico.

Il volume “Haiku”, sottotitolo “Il fiore della poesia giapponese da Bashō all’Ottocento”, curato da Elena Dal Pra ed edito negli Oscar Mondadori faceva al caso mio.

L’introduzione, scritta dalla curatrice, è stata un utile ripasso, soprattutto della terminologia legata a questo breve componimento giapponese.

Si scopre (o ricorda) così che i poeti che scrivono haiku si chiamano haijin, che già nel IX secolo d.c. in Giappone fossero d’uso delle contese poetiche  dette uta-awase, che nel Manyōshū, la prima antologia poetica giapponese (VIII secolo), il tanka è la forma poetica prevalente. Come noto, l’haiku deriva in un certo senso dal tanka, assumendo una composizione sillabica più semplice (5-7-5), rispetto a quella di cinque versi (5-7-5-7-7) del tanka, assecondando una tendenza tipica giapponese verso la “miniaturizzazione”.

Fu quando in Giappone nasceva il romanzo moderno con Ihara Saikaku e fiorivano i teatri kabuki e jōruri con Chikamatasu Monzaemon, che l’haijin Bashō pone le basi dello haiku (io avrei messo l’apostrofo ma Elena dal Pra lo omette regolarmente).

Non conoscere il giapponese e dover leggere haiku tradotti è senz’altro un peccato, perché la vaghezza di questa lingua, che non possiede generi, numeri, declinazioni (che si devono desumere dal contesto), dona allo haiku, con la sua brevità e decontestializzazione, il mistero e l’indeterminatezza che lo caratterizzano.

Il volume riporta anche il testo originale (in caratteri latini), così che c’è almeno possibile tentare di apprezzarne gli effetti fonici, tanto favoriti da una lingua ricchissima di omofoni. Altra cosa che si perde nella traduzione è la struttura della poesia, dato che in giapponese l’ordine  dei vari elementi della frase è praticamente inverso rispetto all’italiano.

Grati alla curatrice per tante utili notizie, affrontiamo quindi l’antologia, che si snoda in ordine cronologico, presentando una breve biografia di ciascun autore, seguita da una snella scelta di versi.

Si parte da Itō Shintoku, haijin vissuto nel XVII secolo, per chiudere infine la carrellata con Masaoka Shiki, autore scomparso nel 1902, passando per i tre grandi del genere: Bashō, Issa e Buson.

Tra i versi voglio ricordare quelli di Tan Taigi:

ad una ad una

si affacciano nel freddo

le stelle

di Miura Chora

fiori di ciliegio caduti

in questo giorno

che tramonta

sono caduti i fiori di ciliegio

gli splendidi versi di Kobayashi Issa

in questo mondo

frenesia anche nella vita

della farfalla

o anche

ad ogni cancello

la primavera comincia

dal fango sui sandali

 

allodola

del mio villaggio: non la vedo,

ma so che canta

 

villaggio di montagna:

il plenilunio d’autunno arriva

nella mia zuppa

 

o la modernità di Masaoka Shiki

giorno di primavera:

si perde lo sguardo in un giardino

largo tre piedi

 

di me scrivete

che ho amato i versi

e i kaki

 

ombre d’alberi –

e la mia ombra che si muove

nella luna invernale

 

(per quanto ovvio, ricordo che ogni terzina è un componimento autonomo).

 

Firenze, 11/10/2013

SPADA DI INCHIOSTRO

Spada di inchiostro - Carlo Menzinger di Preussenthal

Spada di inchiostro
Carlo Menzinger di Preussenthal

Il Poeta Pallido è un cavaliere solitario che spara gocce d’inchiostro.

Il Cavaliere del Vento assalta il mondo decadente con fendenti della penna e guida l’esercito degli Scrittori Emergenti, esortandoli a emergere dai loro nascondigli virtuali.

Queste e altre immagini in una raccolta di versi incentrata sull’orgoglio di scrivere e sul rapporto con la scrittura, attività ludica più che mestiere.

Spada di inchiostro” è la quarta antologia (su sette) in cui sto raccogliendo, suddivisi per tema, i versi scritti negli ultimi trent’anni.

Ho finora pubblicato:

Il Terzultimo pianeta” (24/03/2013) – Il Terzultimo Pianeta andando verso il Sole è l’unica e ultima opportunità per un’umanità suicida che ne succhia l’energia vitale come un virus.

Rossi di sangue sono dell’uomo l’alba e il tramonto” (19/05/2013) – Nell’immediatezza dell’attimo la profonda percezione della vita (haiku).

Schiavi part-time” (31/08/2013) – Il nostro tempo è ipotecato: siamo schiavi part-time.

Tutti e quattro i volumi (e anche i successivi) sono acquistabili in versione cartacea o scaricabili gratuitamente in e-book.
“Spada di inchiostro” si può scaricare qui.

Flying_Horse neon

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