Archive for the ‘distopia’ Category

MULTINAZIONALI OGM E CYBER SEXY DOLL IN THAILANDIA

Mentre leggevo “Antropocene”, il volume curato da Francesco Verso e Roberto Paura, tra i titoli citati in uno dei saggi, ho notato “La ragazza meccanica” (2009) di Paolo Bacigalupi (Paonia, 6 agosto 1972), romanzo di fantascienza che avevo appena iniziato a leggere in e-book (sono, infatti, solito leggere in contemporanea un libro in cartaceo e uno digitale). Nonostante il nome, che ne denota le origini italiche, l’autore è statunitense.

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Paolo Bacigalupi

Si tratta di opera, in effetti, di una certa rilevanza, avendo vinto alcuni importanti premi come Hugo, Nebula e John Wood Campbell.

Definito biopunk da wikipedia, ha una trama complessa, ambientata, insolitamente, in Thailandia, descrive un mondo che è “andato avanti”, nel senso però non di progresso ma di decadenza, come usato da Stephen King per la sua saga della “Torre Nera”: un mondo in cui il surriscaldamento globale, oltre a rendere l’ambiente eccessivamente caldo, ha portato all’innalzamento dei mari, mentre moltissime specie (si parla soprattutto di quelle vegetali) si sono estinte. Alcune multinazionali, le Compagnie Caloriche, fanno i propri profitti diffondendo frutta e verdura geneticamente modificata, essendo introvabili quelle naturali.

In questo contesto si muove una dei protagonisti, la “sexy-doll” creata in laboratorio Emiko, una cyborg creata dai giapponesi e abbandonata in Thailandia, dove è rimasta a lavorare in un bordello.

Le cosiddette “neo persone” come lei, sebbene geneticamente condizionate all’obbedienza, sembrano avere una loro coscienza, propri sentimenti e un desiderio di procreazione. Impossibile non pensare a “Blade runner” e al racconto di Dick da cui fu tratto il film o alla serie TV “Westworld”, ma la mia mente corre anche all’Aracne di “Via da Sparta” (come lei una schiava manipolata geneticamente, sessualmente a disposizione di chi le voglia, in fuga alla La Ragazza Meccanica eBook: Bacigalupi, Paolo: Amazon.it: Kindle Storericerca di un mondo diverso e migliore) e magari all’investigatrice sintetica Lidy di “Karma avverso” di Mecati e Seganti. Chi è davvero questa Emiko? Solo una bambola erotica o piuttosto una spietata macchina da guerra, capace di stragi efferate con la letalità dello Srhike dei Canti di Hyperion di Dan Simmons?

Attorno a lei un mondo di trafficanti e malfattori, virus e batteri, ma anche altre creature geneticamente modificate come i megodonti, degli elefanti OGM, o i camaloeontici stregatti di carroliana memoria, per non parlare dell’insidiosa micoruggine. Questa Thailandia è uno dei pochi regni della Terra a essersi conservato nella sua struttura originale, ancora con una stirpe regnante al potere, mentre il resto del mondo, dagli USA all’UE, si è andato disgregando.

Importante il messaggio ecologico, articolata la trama, originale e intensa l’ambientazione, ma la storia non mi ha preso come mi sarei aspettato, disperdendosi un po’ troppo in rivoli diversi e dimenticandosi troppo spesso di parlare della vera protagonista, Emiko, che avrebbe dovuto e potuto essere l’anima della storia.

UNA STORIA DI GENTE IN QUARANTENA

Brunner John

John Kilian Houston Brunner (Preston Crowmarsh, 24 settembre 1934 – Glasgow, 26 agosto 1995)

Il gregge alza la testa” è un romanzo di fantascienza sociologica distopica di anticipazione dell’autore inglese John Brunner, pubblicato nell’ormai lontano 1972, ma che descrive un mondo che somiglia in parte al nostro presente di infettati da covid-19, con la sua gente che non può uscire di casa senza le maschere filtranti, che si accaparra le scorte di cibo, che muore di mille malattie diverse, che non capisce che cosa succede; ma è anche un mondo che minaccia di essere maledettamente simile al nostro prossimo futuro con l’aria e l’acqua inquinata, con sostanze tossiche in giro ovunque, con grandi aziende che mentono per nascondere le proprie responsabilità, con uno stato di polizia giustificato dalla necessità di mantenere la quarantena.

La vicenda ruota attorno a dei fusti di sostanze velenose che, a causa di un terremoto, si riversano nell’ambiente, Risultato immagini per il gregge alza la testafinendo soprattutto nel cibo destinato al terzo mondo. I prodotti contaminati portano la popolazione alla follia. Sorgono sospetti di guerra batteriologica. Alcune persone si organizzano per protestare prendendo come bandiera un tale, che però non è la loro vera guida, un certo Train, che viene incriminato per colpe non sue.

Romanzo, dunque, da leggersi, specie in questi giorni che, come i protagonisti, siamo bloccati in quarantena, per il messaggio di allarme che getta sulla nostra incapacità di gestire questo pianeta, anche se francamente l’azione è fiacca e, salvo alcune parti più brillanti o, soprattutto, di una crudezza scioccante, non riesce a tenere sufficientemente desta l’attenzione. Forse, perché come scrittura è già un po’ datato, forse perché la vita in quarantena, come stiamo sperimentando, non è certo la più elettrizzante.

Comunque, da leggere e conoscere.

È ARRIVATO “IL MARE A FIRENZE”

Ci siamo! È in stampa l’antologia “Fiorentini per sempre”, curata da Paolo Mugnai e pubblicata da Edizioni della Sera. Sarà presto nelle migliori librerie di Firenze.

Perché ve ne parlo?

Non solo perché è un bel volume, che parla di Firenze e riunisce tanti importanti autori della nostra città, ma anche perché ho l’onore di essere stato selezionato per partecipare con il mio racconto di fantascienza distopica “Il mare a Firenze”.

Scritto il 7 Settembre 2019, è, in un certo senso il venticinquesimo racconto, sinora inedito, della serie di ventiquattro racconti riunita nel volume “Apocalissi fiorentine” (Tabula Fati, Ottobre 2019), cui spero seguirà presto una nuova antologia con gli altri venticinque.

 

 

Il mare a Firenze”  si svolge in un futuro che speriamo di non dover vedere, in cui il surriscaldamento ha provocato lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento del mare, che è arrivato alle porte della nostra città, saggiamente protetta da un muro-diga. Assieme alle acque premono per entrare i migranti climatici, che hanno dovuto abbandonare le città della costa, ormai sommerse. La gente si rifugia nella realtà virtuale di Mindnation.

 

Gli autori dell’antologia sono:

Luca Anichini, Lapo BagliniSerena BediniJacopo BertiAlessandro BiniRoberta CapanniGiacomo Cialdi, Paolo CiampiCamilla Cosi, Livia Fabruccini, Nadia FondelliAndrea Claudio GalluzzoAndrea GamannossiAlessandro Lazzeri, Luca Lunghini, Francesco Luti MazzolaniGiulia MastromartinoFrancesco MatteiniCarlo MenzingerTommaso MeozziPier MonaciMarco SalucciEnrico Zoi.

La prefazione è di Marco Vichi, la postfazione di Luciano Artusi.

Illustrazione di Marcello Scalzo per “Apocalissi fiorentine”.

 

Buona lettura.

 

Dove comprarlo:

Amazon

Edizioni della sera

IBS

La Feltrinelli

Librerie Coop

IL RACCONTO DI FANTASCIENZA “RISORSE UMANE” SU PROSPETTIVE.ING

Continua la mia collaborazione con la rivista dell’Ordine degli IngegneriProspettive.Ing“. Nel 4° numero del 2019, uscito ora e dedicato al “People management” potete leggere a pag. 21 il mio racconto fantascientifico “Risorse umane“, su una visita degli alieni al nostro pianeta.

Il pdf della rivista è scaricabile gratuitamente.

Qui altre pubblicazioni sulle riviste dell’Ordine.

DISTOPIE FIORENTINE PER DIVERTIRSI E PENSARE

Dopo le due presentazioni milanesi a Stranimondi, la mia antologia di racconti distopici “Apocalissi fiorentine” è approdata il 13 Gennao 2020, per la seconda volta, a Firenze, per una presentazione presso il centro culturale SMS Rifredi, in occasione dei lunedì letterari gestiti da Clara Vella e Arrighetta Casini (che già avevano presentato il mio “Il narratore di Rifredi” e la mia biografia scritta da Massimo AcciaiIl sognatore divergente”), che si sono alternate al sottoscritto, autore del volume, nell’illustrarlo a un pubblico assai partecipe, che è intervenuto dando il proprio contributo, mentre sullo schermo scorrevano le immagini delle belle illustrazioni realizzate dagli studenti della facoltà di architettura di Firenze, realizzate sotto la guida del professor Marcello Scalzo, che illustrano il libro.

Clara Vella ha fatto un’ampia introduzione, nella quale ha rimarcato soprattutto la rivisitazione storica attuata da questi racconti, spesso in chiave ucronica, spiegando al pubblico in che cosa consista questo che non è solo un genere narrativo ma anche una tecnica di studio della Storia. Più avanti Arrighetta Casini ha voluto leggere la definizione che ne diedi quando curai l’antologia “Ucronie per il terzo millennio”, nella quale concludevo che “L’ucronia è la Storia sognata da ciascuno di noi”.

Clara Vella ha anche voluto accennare al contenuto di alcuni racconti, leggendo l’incipit di un paio di questi.

Arrighetta Casini è poi entrata maggiormente nel dettaglio delle singole narrazioni. Entrambe si sono soffermate soprattutto su “Florentia”, che racconta dei problemi legati alla fondazione della città, “Montaperti” sulle conseguenze della famosa battaglia, e su “Il ritorno degli inglesi”, che parla degli ospiti del cimitero degli inglesi, inserendo i racconti nel contesto culturale di riferimento.

Arrighetta Casini ha citato anche l’ironica invasione vegetale de “I costruttori”, il viaggio nel tempo di una creatura quasi demoniaca de “Il mio nome è Apocalisse”, citandone un brano, come ha citato “Avvolti in un sogno”, che riprende un personaggio del mio “La bambina dei sogni” e, infine, ha accennato al surreale racconto “Il cancellatore”, su una Firenze che vuole essere dimenticata dal mondo.

Tra gli interventi del pubblico,  anche Massimo Acciai è tornato a parlare soprattutto de “Il ritorno degli inglesi”, facendo un parallelo con un racconto di Paolo Ciampi, uscito pressoché in contemporanea e anch’esso ambientato nel cimitero di Piazza Donatello.

L’empolese Sergio Giovannetti, invece, ha portato delle riflessioni su “Montaperti”.

Tra le opere citate, ricordo “Gli Abati” di Antonella Bausi, che molti dei presenti avevano letto, citato di nuovo a proposito del racconto sulla battaglia tra Firenze e le altre città toscane.

 

Come autore, ho voluto ribadire che questo non è solo una raccolta di ucronie, dato che queste sono solo una parte dei 24 racconti, ma che la silloge si snoda in ordine cronologico, dalla fondazione della città ai giorni d’oggi e al futuro, usando vari registri della narrazione fantastica, quali il surreale, il fantascientifico e la suggestione religiosa.

È vero, infatti, che “Apocalissi fiorentine” è in parte “profezia”, nel senso originario del termine. Spero, però, che saranno profezie smentite, dato che il futuro che descrivo è tutt’altro che roseo. Il termine “apocalisse” ha, infatti, anche l’accezione “distruzione”, qui assai importante. Uno degli obiettivi di questo volume è, infatti, di lanciare un campanello d’allarme verso i grandi rischi del nostro tempo che sono, in primis, di tipo ambientale (surriscaldamento, perdita di biodiversità, scioglimento dei ghiacci, desertificazione, inquinamento…) ma anche legati ai rischi di una dipendenza tecnologica sempre più marcata che ci rende ormai incapaci di vivere “allo stato naturale”.

L’idea di fondo è di portare vicino alla gente queste tematiche, mostrando che riguardano non luoghi lontani ed esotici ma proprio la città in cui viviamo, tutti noi.

L’altro intento era quello di fare fantascienza e distopia italiane, ambientate in Italia e non, come fanno persino tanti autori nazionali, in America o in Paesi lontani.

Il volume vuole essere, però, soprattutto un “oggetto” da leggere e godere per le storie raccontate, spesso ironiche ed eccessive, proprio per il puro gusto narrativo.

Mi sono divertito a scriverle, mi diverto a presentarle e spero vi possiate divertire anche voi a leggerle, magari riflettendo un po’ anche voi sulla fragilità della Storia, della città in cui vivete e del mondo nel suo insieme e chiedendovi se non ci sia qualcosa che ciascuno di noi può fare per un futuro migliore, che non sia così nero come a volte lo dipingo.

Per chi volesse vedere l’intero evento, lo trovate qui, su YouTube.

 

Due nuovi racconti

Ieri ho ricevuto le copie di due nuove riviste che contengono dei miei racconti.

Si tratta del numero “Creativity” di Prospettive.Ing che contiene il mio racconto fantascientifico “Lezioni di creatività” e di “Paure”, il nuovo numero de “L’Area di Broca“, che contiene il mio racconto apocalittico “La giusta paura”.

AVREMO BISOGNO DEGLI ALIENI PER SALVARE LA TERRA?

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Pierfrancesco Prosperi

Pierfrancesco Prosperi, autore soprattutto di ucronie (come “Garibaldi a Gettysburg”, “Il processo numero 13” e “Il 5 maggio”) è scrittore prolifico e vario, che spazia in tutti i campi del fantastico, ormai da cinquant’anni (l’anno scorso la World SF Italia gli ha assegnato il premio alla carriera per aver superato mezzo secolo di attività letteraria). Per esempio, in questi giorni sono usciti due suoi romanzi, il gotico “Vlad 3.0” (Porto Seguro Editore) e l’apocalittico “La quarta verità” (Book Sprint Edizioni).

Ho appena finito di leggere questo breve romanzo fantascientifico, che descrive la crisi ambientale del nostro mondo e vi inserisce l’attesa per l’arrivo di una nave aliena in avvicinamento dallo spazio.

In un mondo devastato, per effetto dei danni ambientali che già oggi sono evidenti (dalla diffusione delle plastiche, ai mutamenti climatici, con annessi uragani, all’esaurimento delle risorse) l’arrivo degli alieni è atteso dagli Incontristi con la speranza di un aiuto extra-terrestre per rimettere le cose a posto, del resto se ci stanno per raggiungere, la loro tecnologia non può che essere superiore alla nostra.

Come saranno questi visitatori spaziali? Già i primi segnali inviati dallo spazio appaiono sorprendenti, ma sarà il reale incontro con loro a meravigliare davvero tutti.

Di questi tempi, in cui è sempre più urgente sensibilizzarci verso le emergenze ambientali, andrebbero letti e fatti leggere libri come “La quarta verità”, che affrontano con semplicità e leggerezza ma non per questo con minor efficacia e consapevolezza tali temi.

È IMPORTANTE IMPEGNARSI A SCRIVERE PER L’AMBIENTE

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Gianni Marucelli

Martedì 17 Dicembre 2019 si è tenuto presso l’ASD Laurenziana di Firenze (via Magellano 13 rosso) il Nono Incontro letterario del GSF – Gruppo Scrittori Firenze (un’associazione di svariate decine di autori del capoluogo toscano, che organizza premi, presentazioni, incontri letterari, antologie, partecipazione a eventi). Questa volta abbiamo incontrato un’altra storica associazione culturale fiorentina: Pro Natura Firenze, nella persona del suo presidente Gianni Marucelli, anche lui scrittore affermato, con varie opere al suo attivo (l’ultima è stata “L’isola del muflone azzurro”) e direttore della rivista dell’associazione “L’Italia l’uomo l’ambiente”.

Pro Natura è la più antica associazione ambientalista italiana.

Il tema della serata era “Scrivere per l’ambiente”, sottotitolo “Opportunità di collaborazione del GSF con Pro Natura Firenze e la rivista L’Italia l’uomo l’ambiente”.

L’incontro è la naturale prosecuzione di altri due eventi tenuti alla Laurenziana:

Creare mondi immaginari” in cui  io stesso, Massimo Acciai Baggiani e Barbara Mancini abbiamo illustrato l’importanza dell’ambientazione nella scrittura fantastica (parlando rispettivamente di ucronia, fantascienza e fantasy) e “Scrivere i luoghi”, in cui Paolo Ciampi c’ha aiutato a capire come meglio descrivere il mondo che ci circonda. Parlando di riviste, ci si ricollega anche all’intervento di Alessandro Raveggi che ci ha presentato la sua rivista The FLR.

 

Come ha spiegato Marucelli, l’associazione in passato aveva una rivista cartacea, mentre “L’Italia l’uomo l’ambiente” è una rivista on-line, che può essere letta e scaricata gratuitamente. Periodicamente ne escono degli annuari cartacei. Io stesso vi ho collaborato con numerosi contributi.

Nessuna descrizione della foto disponibile.La rivista accoglie soprattutto articoli su tematiche legate al territorio, in particolare toscano e su problematiche ambientali ma anche alcuni racconti e qualche poesia.

Il presidente Marucelli ha invitato gli autori del GSF interessati a inviare i loro contributi per la pubblicazione.

Marucelli poi ha sottolineato quanto sia oggi importante che gli autori si impegnino a inserire problematiche ambientali nei loro testi, per sensibilizzare i lettori.

Ci ha parlato di alcuni libri che ritiene significativi:

Le cose semplici” di Luca Doninelli

Neve, cane, piede” e “Le pietre” di Claudio Morandini.

Parlando dell’importanza delle scelte che ciascuno di noi fa, ha anche citato “Un nome” di Paolo Ciampi (autore che abbiamo appena ospitato alla Laurenziana).

 

Era presente Sergio Giovannetti che ha invece citato il saggio “Il meteorite e il vulcano” di Aldo Piombino.

Io ho ricordato, tra gli autori a noi vicini, sia il romanzo di Piero Dolara “L’ultimo rifugio”, sia quello di Pierfrancesco Prosperi “La quarta verità”, sia, infine, “Apocalissi fiorentine” (che sarà presentato il 13 Gennaio alle ore 17,00 presso la SMS di Rifredi, in via Vittorio Emanuele II 303  – Firenze).

Massimo Acciai Baggiani ha ricordato di aver scritto anche lui su queste tematiche (compreso un romanzo di fantascienza che abbiamo scritto a quattro mani e ancora inedito).

 

Marucelli ha citato l’articolo di Caterina Salbé “Il letterato ecologico come nuovo intellettuale della corresponsabilità”, di cui vorrei riportare qui alcune significative parole:

Questo ha fatto sì che l’ecologia sia divenuta la chiave di lettura del nostro tempo, capace di rimetterci in un contatto vivo con la terra e di ricercare una visione del tutto nella – per quanto complessa – interrelazione tra le cose

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oggi l’impegno politico e culturale di fronte a uno sviluppo economico distruttivo dell’ambiente che non riguardi soltanto gli esseri umani, ma anche l’ambiente stesso con tutta la diversificazione di esseri viventi, di elementi naturali e di beni culturali che lo compongono

e soprattutto

“l’interesse di questa nuova ermeneutica non è solo quello di analizzare la presenza di una dimensione ecologica nella letteratura, o di applicare un metodo d’interpretazione ecologico alla letteratura, ma anche quello di cercare di individuare gli effetti della letteratura sull’ecosfera”.

 

Abbiamo, infine, pensato, con i partecipanti, come suggeritomi anche dalla presidentessa del GSF Cristina Gatti, che per meglio sensibilizzare il pubblico si potrebbe immaginare l’organizzazione di un premio letterario su tematiche ambientali. Immaginerei anche un’antologia che accolga sia testi di autori del GSF, sia i migliori elaborati provenienti da un simile concorso.

Erano tutti d’accordo nel ritenere importante sensibilizzare soprattutto le nuove generazioni. In tal senso, una sessione dell’eventuale premio potrebbe essere loro riservata.

 

UN RIFUGIO UTOPISTICO CONTRO IL SURRISCALDAMENTO GLOBALE

L'ultimo rifugioC’è una nuova etichetta che è da poco più di un decennio è attribuita a una parte della fantascienza: “climate fiction”. Si tratta di storie che parlano delle problematiche legate alle variazioni climatica, in primo luogo il surriscaldamento globale, generato dal buco nello strato di ozono che protegge la nostra atmosfera, ma anche il suo opposto, ovvero improvvisi congelamenti del pianeta. La “climate fiction” puoi, poi, estendersi agli effetti collaterali del clima, come la perdita di biodiversità (vera emergenza della nostra civiltà), l’innalzamento del livello dei mari, gli incendi, la desertificazione e così via. A sua volta, può considerarsi parte dell’eco-fiction.

Persino nella mia ultima antologia “Apocalissi fiorentine” ci sono alcuni racconti che si potrebbero far rientrare nel genere e l’intero volume vuol essere un tentativo di portare vicino alle persone (parlando di una città italiana) le fragilità ambientali e, nello specifico, urbane.

Piero Dolara ha scritto un romanzo, “L’ultimo rifugio” (sotto titolo “Armageddon”, nel volume si parla, giustamente, spesso di warmageddon), che rientra a pieno titolo nella “climate fiction”.

Immagina, infatti, che in un futuro inquietantemente prossimo il 2029, le scorte alimentari della Terra si esauriscano per effetto, appunto, del surriscaldamento e che l’intera civiltà umana collassi.

Editor del volume, pubblicato da Porto Seguro, è stato Massimo Acciai Baggiani, che un giorno mi ha chiesto, per quale motivo sia Dolara, sia io nel mio racconto “La giusta paura”, di prossima uscita sulla rivista “L’area di Broca”, avessimo scelto il 2029 come anno per eventi similmente drammatici.

Nel mio caso è stato solo il desiderio di mostrare come l’emergenza climatica sia un problema attuale, nostro, e non di generazioni future. Posso immaginare che lo stesso valga per Piero Dolara.

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Piero Dolara

Il romanzo mescola questa situazione distopica con la creazione del tutto utopistica di una comunità di artisti e uomini di ingegno vario, che si è riunita in grandi grotte sui Monti Sibillini, vicino Roma, per preservare la cultura umana. Come antichi monaci atei, riproducono opere esistenti ma cercano anche di produrne di nuove, soprattutto in campo musicale e pittorico. Lo stesso ultimo rifugio è stato realizzato da un grande architetto, dando sfoggio di inventiva.

Questo volume andrebbe fatto leggere a chi sostiene che la fantascienza si dimentica troppo spesso dell’arte, come è stato di recente sostenuto in un convegno a Stranimondi (Milano, 12-13 ottobre 2019, “Michelangelo e la luna. Perché le arti hanno un ruolo così marginale nella fantascienza?”, relazione di Franco Ricciardello): è vero, ma ci sono delle eccezioni.

Incredibilmente questa comunità utopistica sopravvive per anni senza avere quasi contatti con l’esterno e senza saperne nulla. Quando, finalmente, si decideranno a uscire dal loro rifugio, scopriranno un mondo assai diverso da come lo avevano lasciato.

Da leggere per riflettere sul futuro e su quello che stiamo facendo (o non facendo) per il nostro pianeta.

 

illustrazione di Valentina Pellizzari, tratta da “Apocalissi fiorentine”.

PISA BOOK FESTIVAL E ALTRI EVENTI

Gli ultimi giorni sono stati tutti una successione di eventi letterari, che mi hanno visto coinvolto in vari modi.

Venerdì 8 Novembre 2019 sono stato ospite dell’Associazione Arcobaleno (Firenze) per la presentazione del volume collettivo “Perché non siamo fatti per vivere in eterno?, curato da Massimo Acciai Baggiani, con la partecipazione di 11 autori, e i cui proventi vanno all’associazione stessa. È stata per me occasione per raccontare le mie esperienze di scrittura collettiva e le diverse tecniche di coordinamento usate in tali occasioni. “Perché non siamo fatti per vivere in eterno?” è stato, per esempio scritto con la tecnica del round robin, ovvero ogni autore riprende quanto scritto dagli autori precedenti e lo sviluppa. Tra gli undici autori c’è anche un misterioso K. Von Zin.

Poiché il romanzo presentato era  una storia di vampiri, ho anche fatto un piccolo approfondimento sulle motivazioni che spingono, a mio avviso, oggi gli autori a scrivere storie di licantropi e vampiri, riprendendo quanto da me scritto ai tempi della pubblicazione del volume collettivo illustrato da me curato “Il Settimo Plenilunio” (Ed. Liberodiscrivere, 2010). Da una parte credo che le creature della notte rappresentino un po’ la paura del diverso e siano espressione delle perplessità verso l’arrivo di “migranti”, dall’altra, credo che il successo del genere presso gli adolescenti deriva dal fatto che i giovani vivono in tale fase un forte mutamento e provano una sorta di paura-attrazione verso l’adulto che emerge in loro, che ricorda in qualche modo la mutazione in lupo del licantropo o la trasformazione in vampiro di chi è morso da uno di essi (non dimentichiamone le implicazioni sessuali a questo spesso connesse).

 

Paolo Ciampi e l’editore Luca Betti

Sabato 9 Novembre ero al Porto Seguro Show, che questo mese si è tenuto al Porto di Mare (Firenze). Come da consuetudine venivano presentati i nuovi autori del mese della casa editrice Porto Seguro, questa volta circa una ventina, più alcuni dei precedenti. Come di consueto, mi sono ritagliato un piccolo spazio per presentare la mia trilogia ucronica “Via da Sparta”, che descrive le avventure di una giovane schiava violentata e incinta in fuga attraverso un presente distopico in cui Sparta domina il mondo e la cultura ateniese è stata cancellata. A luglio, infatti, è uscito il terzo volume della saga “La figlia del ragno”. L’editore Paolo Cammilli mi ha coinvolto in un dibattito pubblico sul mondo dell’editoria. Non ha, infatti, condiviso l’analisi fatta durante il recente

Gaia Rau, vanni Santoni e Alberto Casadei

incontro da me organizzato assieme a Barbara Carraresi, per il GSF Gruppo Scrittori Firenze presso l’ASD Laurenziana con Vanni Santoni sul tema “Come pubblicare con un grande editore”, tema poi approfondito nel successivo incontro “Riflessioni sull’editoria”. Cammilli, sostiene, infatti, che le grandi casi editrici prendono in considerazione gli autori solo dopo che hanno venduto grandi numeri e che questi si possono fare anche con case editrici come Porto Seguro e che, anzi, alcuni loro autori già hanno raggiunto vendite significative. Nell’incontro della Laurenziana era stato sostenuto, invece, che alle grandi case editrici, si passa solo arrivando da certe riviste letterarie e da queste a case editrici di un  certo tipo.

 

Domenica 10 Novembre sono stato a visitare il Pisa Book Festival assieme a Massimo Acciai Baggiani, che ha già scritto un ampio resoconto della nostra giornata, cui rimando per chi ne volesse sapere di più. In sostanza, a parte il giro degli stand, soprattutto di case editrici di media e piccola dimensione, ho partecipato a quattro incontri, la presentazione dell’antologia di climate fiction “Antropocene” curata da Roberto Paura e Francesco Verso (era presente quest’ultimo); la presentazione della nuova antologia di racconti del poeta della narrativa di viaggio Paolo CiampiTra una birra e un racconto”; la presentazione dell’ultimo giallo di Vichi da parte del giallista Leonardo Gori (di recente incontrato alla relazione di Sergio Calamandrei sulla “Struttura nascosta del giallo e del noir”, tenuta alla Laurenziana per il GSF) e, infine, la presentazione del nuovo romanzo familiare di Vanni SantoniI fratelli Michelangelo”, edito da Mondadori, e della riedizione del romanzo “Gli interessi in comune” con Laterza (la prima edizione era Feltrinelli).

Con l’occasione ho conosciuto gli autori del Collettivo Scrittori Uniti e Claudio Secci è stato così gentile da farmi intervistare da Chiara De Muro

Francesco Verso

Massimo Acciai Baggiani e Carlo Menzinger di Preussenthal

Arrighetta Casini, Vincenzo Sacco e Clara Vella

 

Lunedì 11 Novembre mi sono recato presso la SMS di Rifredi dove le professoresse Clara Vella e Arrighetta Casini tenevano il loro consueto incontro letterario del lunedì e presentavano il nuovo romanzo di Vincenzo Sacco, già presidente del GSF Gruppo Scrittori Firenze,  “L’uguaglianza delle ossa”. Il romanzo giallo ambientato nella Napoli di fine XVIII secolo, ci porta nel mondo dei lazzeri napoletani. Ne avevo già una copia, che spero di leggere presto. Di Sacco, ho  apprezzato di recente “Come la sabbia nel deserto”.

 

Martedì 12, Vanni Santoni, reduce dal Pisa Book Festival, è stato di nuovo ospite del GSF Gruppo Scrittori Firenze presso l’ASD Laurenziana, questa volta per presentare, da me intervistato, i medesimi libri appena illustrati a Pisa “I fratelli Michelangelo” e “Gli interessi in comune”. Santoni c’ha raccontato come i personaggi de “Gli interessi in comune” si siano nel tempo sviluppati in altri tre romanzi e abbia quindi sentito l’esigenza di riproporre la storia di partenza. “I fratelli Michelangelo” sono, invece, un grande affresco familiare nel quale Santoni racconta di un padre con cinque figli, avuti da quattro madri diverse, che non si conoscono tra loro e, ormai adulti, sono chiamati a incontrarsi, per motivi misteriosi, da questo padre assente. È occasione per parlare di paesi diversi, spostando la scena in varie parti del mondo, e per descrivere il nostro tempo, così svuotato d’ideali. Il tema della droga, centrale ne “Gli interessi in comune”, come momento di sperimentazione ed esperienza, ritorna qui soprattutto nella sua accezione economica. Anche l’India che vi compare è più un contesto economico sociale, che non il mondo in cui nel secolo scorso, si andava alla ricerca di sé, di nuovi cammini spirituali o di esperienze con sostanze stupefacenti.

Come evidenziavo durante l’incontro, mi sono riletto la mia recensione del 2008 della prima edizione de “Gli interessi in comune”, dove concludevo: “E segnatevi questo nome: Vanni Santoni, perché ne sentirete parlare presto ancora”. Credo di non essermi sbagliato.

Carlo Menzinger presenta Vanni Santoni

Infine, ieri, mercoledì 13, sono stato ospite della più antica associazione ambientalista italiana, Pro Natura, di cui sono membro, per presentare il mio nuovo romanzo, pubblicato con il Gruppo Editoriale Tabula Fati, con marchio World SF Italia, uscito in occasione del festival Stranimondi 2019 di Milano, “Apocalissi fiorentine”.

Massimo Acciai Baggiani presenta “Apocalissi fiorentine” di Carlo Menzinger

Introdotto dal presidente di Pro Natura Firenze, Gianni Marucelli, Massimo Acciai Baggiani, già autore della mia biografia letteraria “Il sognatore divergente”, ha fatto un excursus sulle mie opere precedenti e introdotto il volume.

Era presente anche il professor Marcello Scalzo, curatore delle immagini che arricchiscono il volume con rielaborazioni grafiche della città di Firenze, che ha illustrato il progetto grafico portato avanti con i suoi studenti per vari anni, di cui il volume riporta solo una selezione.

Apocalissi fiorentine” è un’antologia di racconti distopici che, in ordine cronologico, affronta momenti di crisi della città di Firenze, dalla sua fondazione a un futuro immaginario, con l’intento di evidenziare la fragilità della storia, delle città e del mondo nel suo insieme, in una sorta di piccolo campanello d’allarme per le tante problematiche che ci minacciano, quali perdita di biodiversità, surriscaldamento, deforestazione, desertificazione, inquinamento, tensioni sociali, terrorismo, guerre. Il volume si muove così tra ucronie, fantascienza, climate fiction e surreale.

La serata è stata intensa e le tematiche affrontate hanno scatenato un acceso dibattito.

Carlo Menzinger intervistato da Chiara Di Muro

Come risultato di queste intense giornate letterarie, la già lunghissima lista dei libri da leggere si è arricchita di nuovi volumi che vanno ad aggiungersi ai miei scaffali (per fortuna che ora leggono soprattutto e-book, perché gli spazi vanno scarseggiando):

  • Lamberto Burgassi – Social control – La verità di Tim Works – PSE
  • Renato Campinoti – Non mollare Caterina – PSE
  • Marcovalerio Bianchi – Il precipizio – PSE
  • Vincenzo Sacco -L’uguaglianza delle ossa – PSE
  • Roberto Paura e Francesco Verso, a cura di – Antropocene – Future fiction
  • Jean-Pierre Filiou – Le apocalissi nell’Islam – O barra O Edizioni
  • Paolo Ciampi – Tra una birra e una storia – Betti
  • Vanni Santoni – I fratelli Michelangelo – Mondadori
  • Alberto Pestelli – Un etrusco tra i nuraghes – Vol. III – Youcanprint

Oggi poi mi è arrivato per posta anche:

  • Pierparide Tedeschi – La mutazione – Edizioni Solfanelli

Di seguito i link ai video:

Chiara Di Muro intervista Carlo Menzinger al Pisa Book Festival

Presentazione di Apocalissi fiorentine

Presentazione di “Perché non siamo fattio per vivere in eterno?”

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