SOUNDSCAPES: LA FANTASCIENZA MULTIMEDIALE

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Qualche mese fa mi fu segnalato dai curatori Giorgio Sangiorgi e Luca Oleastri (con cui avevo già avuto occasione di collaborare, in particolare, in relazione al romanzo “Il Settimo Plenilunio”, di cui Oleastri realizzò la copertina e numerose delle 117 illustrazioni) un insolito bando per la creazione di racconti di fantascienza ispirati a una playlist scelta appositamente. Per ascoltarla usare questo QR Code:

Già l’idea di contaminare musica e scrittura creativa sarebbe suggestiva. I curatori, però, hanno fatto un ulteriore passo avanti verso la multimedialità, corredando ciascun brano di una splendida illustrazione realizzata prevalentemente dal medesimo Luca Oleastri e da Paola Giari (quella per “Cuore di Drone”). Dunque, la musica ispira la narrazione e questa l’immagine!

Ne è nata così un’antologia molto moderna e assai affascinante nella sua ricchezza di contenuti, che ha visto il coinvolgimento di numerosi autori, alcuni anche ben noti nel panorama del fantastico italiano.

Avendo avuto l’onore di esser stato scelto e inserito, indegnamente, tra loro con il mio racconto distopico post-apocalittico “Felpato”, ho avuto il grande piacere di leggerlo in anteprima e vorrei quindi lasciarvi le mie fugaci impressioni, oltre che sull’opera nel suo insieme, il cui grande merito è appunto quello di fare fantascienza italiana con un approccio multimediale, ma anche di dire qualcosa dei singoli racconti.

Il volume, per ora inedito, sarà pubblicato da Edizioni Scudo, spero entro questo scorcio di 2021.

  1. Si comincia con un classico scontro con gli alieni ne “La battaglia dei tre capitani” del modenese Roberto Zocca, ispirato, come il mio “Felpato”, dal brano “Feldpato” dei Central Unit (Riccardo Lolli).
  2. “Nuova corsa” di Alessandro Schümperlin, il fondatore di Steampunk Italia, ispirato dal brano “Mechanical atmosphere” del Duo (Luca Oleastri), porta agli estremi il riciclaggio dei rifiuti, con un traffico di corpi di esseri umani, cyborg e replicanti.
  3. “Luce” di Simone Orlandi, ispirato dal brano “Crystals” di Giorgio Sangiorgi, ci porta, dopo l’esplorazione di una gigantesca astronave ci porta, ad assistere a un’insolita nascita.
  4. “Odin” di Marco Milani (tra i fondatori del movimento Connettivista e della rivista NeXT, finalista per i premi Urania e Kipple), ispirato dal brano “Odin” di Giorgio Sangiorgi, mescola ispirazione musicale, influssi divini e fantascienza.
  5. Le avventure sottomarine in batiscafo di “Descending, ascending” dell’ingegnere Carlo Alberto Bentivoglio, ispirato dal brano “Space graphite” del DUO (Luca Oleastri), ci porta a incontrare misteriose creature medusiformi.
  6. In “Fino all’ultima nota” di Massimo Donda, ispirato dal brano “Piano ring” di Jagorart (Marco Besana), la musica, solo mezzo per distinguere tra uomini e macchine, sempre più simili, serve a combattere le virus-macchine, create per proteggerci dalle malattie ma la cui IA ha deciso che il peggior virus sono proprio gli umani e intendono distruggerli.
  7. In “Protocollo CE-5” del medico Edoardo Rosati (autore di saggi medici, medical thriller e medical noir e titolare della Punto Zero Edizioni), ispirato dal brano “Space Graphite” del DUO (Luca Oleastri), l’autopsia descritta ci riporta all’hard science fiction degli incontri ravvicinati di terzo tipo con gli UFO.
  8. “Dispnea” di Adriano Muzzi, ispirato dal brano “Hides Drama” di Ziege Unter Glas (Gabriele Lombardi) ci porta in atmosfere claustrofobiche e posta-apocalittiche con un malaugurato tentativo di fuga da una capsula medica nello spazio.
  9. Il drammatico racconto “Gli anelli” del prolifico e poliedrico Massimo Acciai Baggiani, ispirato al brano “Piano rings” di Jagorart (Marco Besana) si sposta nella magia, con la sua pianista con dodici dita e anelli magici che la rendono insuperabile.
  10. “Felpato” di Carlo Menzinger di Preussenthal (che sarei io), ispirato al brano “Feldpato” dei Central
Illustrazione di Luca Oleastri per il racconto “Felpato” di Carlo Menzinger di Preussenthal (Soundscapes, Edizioni Scudo, 2021).
  1. Unit (Riccardo Lolli), è diviso in due parti. Nella prima assistiamo alla marcia disperata di un immane golem tecnologico di feldspato in uno scenario post-apocalittico, nella seconda comprendiamo come e perché sia nato.
  2. Ne “La ferrovia nella nebbia” del triestino Roberto Furlani (finalista in vari premi e fondatore della rivista telematica Continuum), ispirato dal brano “See you” dei Central Unit (Enrico Giuiani, Natale Nitti), abbiamo lo struggente addio all’amata di un uomo in partenza per un pianeta lontano.
  3. “La sosta” dello spezzino Paolo Durando, ispirato al brano “Crystals” di Giorgio Sangiorgi, ci mostra il viaggio di un extraterrestre su un mondo alieno.
  4. In “Danza” di Marco Bertoli (autore di numerosi romanzi), ispirato al brano “Piano Rings” di Jagorart (Marco Besana) per preservare un amore interspecie con una femmina aliena il protagonista viaggia attraverso il tempo.
  5. Il concreto e vivace “Birra con cerianta” di Lorenzo Davia (finalista in vari premi e curatore d’antologia), ispirato al brano “See You” dei Central Unit (Enrico Giuliani, Natale Nitti), narra di una città circondata di cimiteri abitati da mostri e popolata da tombaroli che bevono birra con polpi urticanti vivi dentro, delle “cripte di Thanatolia dai mille tesori. E dai mille pericoli.”
  6. “Il teatro meccanico del prof. Von Kempelen” di Nicola Lombardi (membro dell’Horror Writers Association e autore di romanzi del genere), ispirato dal brano “Piano rings” di Jagorart (Marco Besana), rovescia ironicamente i ruoli tra uomini e automi in un racconto a sorpresa.
  7. L’intrigante “Contronominale” della triestina Maddalena Antonini (autrice per Tabula Fati e membro della World SF Italia), ispirato dal brano “Crystals” di Giorgio Sangiorgi, giocando con la logica della  proposizione contronominale ci narra di una spedizione alla ricerca di vita nella Galassia ma che dopo la visita a numerosi mondi non riesce a trovarne, ingannandosi sulla sua forma, come scopre in un sogno lucido il capitano.
  8. Ne “L’incubo del metallo” di Danilo Arona (autore esperto di science fiction, fantasy e mistery), ispirato dal brano “Mechanical atmosphere” del Duo (Luca Oleastri), i resti dell’Enola Gay, l’aereo che portò l’atomica su Hiroshima, continuano a generare incubi in chi dorme loro vicino.
  9. “Esploratore” di Annarita Stella Petrino (autrice per Tabula Fati e membro della World SF Italia), ispirato dal brano “Personal Itaka” di Mono Tono (Claudio Bisonti), si rifà al suo romanzo “Quando Borg posò lo sguardo su Eve” (Tabula Fati), vincitore del Premio Vegetti, e ci parla dell’emotività dei cyborg, narrando della scomparsa dell’androide Borg 34, con un protagonista che ruba il nome al celebre John Carter di Burrough e un altro, McKarty, che sembra voler ricordare il grande autore distopico Cormac McCarthy.  
  10. “La più grande evasione della storia” di Rino Casazza (autore di numerosi romanzi, racconti e poesie), ispirato dal brano “Mechanical atmosphere” del Duo (Luca Oleastri), parla di un carcere lunare, raggiungibile tramite un warmhole monodirezionale anti-evasione e di una fuga che si risolve con un paradosso sullo spazio-tempo.
  11. Angosciante l’atmosfera di “Effetto farfalla” di Angelo Marenzana (autore edito dalle principali case editrici italiane), ispirato dal brano “Chiaroscuri Flowers” di Jagorart (Marco Besana), in cui gli abitanti di un decadente condominio di lusso non riescono a resistere alla tentazione del suicidio.
  12. In “Muto parlante” dell’appassionato di UFO Giuseppe Massari, ispirato dal brano “Piano rings” di Jagorart (Marco Besana), delle bombe aliene vengono disinnescate grazie alla visione di un vecchio film muto che cela un segreto.
  13. “Aspettando Roland” di Mariano Rampini (vincitore di importanti premi nel fantastico), ispirato dal brano “Piano rings” di Jagorart (Marco Besana), come ben si comprende dal titolo, è ispirato all’eroe della stupenda saga della “Torre Nera” del grande maestro di narrativa Stephen King.
  14. In “Loop” di Raffaele Formisano (vincitore di numerosi premi), ispirato al brano “Chiaroscuri flowers” di Jagorart (Marco Besana), il protagonista rimane intrappolato in un ciclo temporale chiuso in cui rivive sempre la stessa fase del suo viaggio in autostrada.
  15. “Il segnale” dell’autore di biografie cinematografiche Roberto Frini, ispirato, come il mio, dal brano “Feldpato” dei Central Unit (Riccardo Lolli) ci parla di un pilota dal concreto potere di far piovere.
  16. In “Ciò su cui è costruito il mondo” del genovese Lorenzo Gallus, ispirato dal brano “Crystals” di Giorgio Sangiorgi, che si apre con la simpatica dedica A Sara, che colora tutto di verde, una coppia a letto discute di fisica quantistica.
  17. In “Osate! Osate! Osate!” del disegnatore genovese Gino Andrea Carosini, ispirato dal brano “Hides Drama” di Ziege Unter Glas (Gabriele Lombardi), un cortocircuito temporale proietta un kamikaze giapponese contro le torri gemelle di New York.
  18. Nella distopia “Le onde di Non so” del bolognese Andrea Cavallini, ispirato dal brano “Chiaroscuri flowers” di Jagorart (Marco Besana), per produrre energia che alimenta il grande scudo di difesa, la gente è costretta a pedalare.
  19. In “Mani di terra” di Gianpaolo Roselli, ispirato dal brano “Piano rings” di Jagorart (Marco Besana), una misteriosa radice a forma di mano cela strani poteri.
  20. “I cristalli del mondo invisibile” di Antonella Radogna, ispirato dal brano “Crystals” di Giorgio Sangiorgi, introdotto dalla bella citazione L’uomo è infinitamente piccolo di fronte alla Natura, ma infinitamente grande se accetta di farne parte (Blaise Pascal), ci porta in un mondo gotico che assume toni fantasy con animali parlanti.
  21. Ecco poi le indagini attraverso il tempo di “Schegge” di Andrea Andreoni, ispirato dal brano “Mechanical atmosphere” del Duo (Luca Oleastri).
  22. Ne “Il ritorno degli Shogun Warriors…” di Davide Tarò (autore di animeucronia, membro del Museo del fantastico e della fantascienza di Torino), ispirato dal brano “Eureka” di Aldam Projet (Alfonso Dama, Michele Martone), in una Detroit in rovina dei giocattoli giapponesi hanno assunto la forma di grandi automi per la difesa urbana.
  23. In “Così non è vita” dell’autore di fantasy e stempunk Maurizio Matassi, ispirato dal brano “Mechanical atmosphere” di Duo (Luca Oleastri), un neo-vampiro, deluso dalla sua nuova non-vita decide di risalire socialmente tra i non-vivi uccidendo una discendente del mitico cacciatore di vampiri Van Helsing e nipote di una prigioniera dei campi di concentramento nazisti.
  24. In “Viridia” della biologa Tamara Vitacchio, ispirato dal brano “Piano rings” di Jagorart (Marco Besana), in una stazione di terraformazione che rischia la chiusura, una scienziata fa esperimenti su se stessa come una sorta di moderno Dottor Jeckyll.
  25. In “Cuore di Drone” di Giacomo Federico Rubini, ispirato dal brano “Crystals” di Giorgio Sangiorgi, un drone esplora un pianeta appena terraformato.
  26. Nell’affascinante “Porte” dello storico Bruno Vitiello (autore di svariati romanzi, racconti, saggi e articoli sia nel campo della science fiction che in quello del giallo storico, del thriller e del mystery, pubblicati in Italia e all’estero), ispirato dal brano “Personal Itaka” di Mono Tono (Claudio Bisonti), attraversando un tunnel labirintico il protagonista ritrova svariate versioni di sé, in una sorta di moderno “Canto di Natale” di Dickens ma che visivamente mi ricorda il finale di “2001, Odissea nello spazio”.
  27. “La mia vita atroce, la serie tv” del curatore Luca Oleastri (prolifico illustratore recentemente premiato con il Carità, musicista, scrittore ed editore) ispirato dal brano “Vulcan’s Hammer” di Fabio Vinciguerra) ci parla del reboot della sere TV, ormai in declino dopo tante stagioni, “La mia vita atroce”.

Insomma, trentasei racconti quanto mai vari, dietro i quali, però, si sente sempre vibrare la musica e si scorgono innumerevoli visioni di futuro.

7 responses to this post.

  1. Ottima “pre-recensione” assai esaustiva! 🙂

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  2. […] novembre il racconto “Felpato” appare nell’antologia “Soundscapes” (Edizioni Scudo). L’e-book è entrato in distribuzione pochi giorni dopo e si attende […]

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  3. […] novembre il racconto “Felpato” appare nell’antologia “Soundscapes” (Edizioni […]

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  4. […] “Soundscapes” (Edizioni Scudo, 2021) a cura di Luca oleastri e Giorgio Sangiorgi, un’anologia multimediale, in cui ogni racconto nasce da una musica e da ciascuno nasce a sua volta un disegno. Ho partecipato con il racconto post-apocalittico “Felpato“. […]

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  5. […] distopica futuribile. Per un’analisi approfondita di ciascun racconto rimando al dettagliato articolo di […]

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  6. […] Di Davide Tarò ho già letto il romanzo breve “Corazzata Spaziale Mussolini” e il racconto “Il ritorno degli Shogun Warriors…” in cui in una Detroit in rovina dei giocattoli giapponesi hanno assunto la forma di grandi automi per la difesa urbana, presente nell’antologia “Soundscapes”. […]

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