LA DECADENZA GIOVANILE IERI E OGGI

Risultati immagini per L'età della ragione SartreRomanzo scandaloso fu “L’età della ragione” (1945) del premio nobel (1964) Jean-Paul-Charles-Aymard Sartre (Parigi, 21 giugno 1905 – Parigi, 15 aprile 1980), quando uscì nel dopoguerra. Iniziato nel 1939, fu ultimato solo al termine del periodo di internamento del filosofo e scrittore francese in Germania. Non stupisce che all’epoca potesse destar scandalo parlare liberamente di aborti e omosessualità e oggi, che abbiamo visto ben altro, non possiamo rileggerlo senza calarlo nella realtà storica in cui nasce. Letti oggi questi giovani un po’ sbalestrati sembrerebbero anche troppo entrati nell’età della ragione, che Sartre ci mostra come ancora lontana. I tempi dell’adolescenza, infatti, in questo inizio di XXI secolo paiono essersi dilatati per decenni e giovani quarantenni che non si assumono ancora alcuna responsabilità familiare non ci stupiscono per nulla, figuriamoci i ragazzini di Sartre.

Del resto, credo sia proprio qui la grandezza di Sartre: nell’aver saputo anticipare la nostra decadenza sociale e il disincanto giovanile. Se oggi quanto scrive ci pare normale e persino “borghese” è anche perché tanta letteratura Risultati immagini per L'età della ragione Sartresuccessiva si è già abbeverata alla sua fonte. Chiamate questa decadenza “esistenzialismo” se preferite. Affermazioni come «Chi sono? Che ne ho fatto della mia vita?» quando ci paiono oggi consuete!

Da ragazzo avevo molto amato “La nausea” e ora dovrei rileggerlo. Alla fine dell’anno scorso ho ripreso in mano questo autore per leggere la sua silloge di racconti “Il muro”, che ho apprezzato per la profondità descrittiva di piccole abiezioni del carattere e del comportamento.

Se questo, era vero in un gruppo di racconti, lo è altrettanto in questo romanzo, anche se forse la dilatazione della narrazione fa percepire maggiormente l’assenza di una trama articolata che sorregga dei personaggi pur così ben caratterizzati. Certo la trama principale, facilmente riassumibile, è arricchita da alcuni episodi collegati, ma non trovo quell’equilibrio che sempre ricerco nei romanzi tra ambientazione, personaggi e trama.

Ma queste sono solo riflessioni di un lettore distratto e, forse, un po’… annoiato. Se volete una vera recensione sul senso e il significato dell’opera e del pensiero di Sartre, cercate altrove.

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