CACCIA ALLA CARTA PERDUTA

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Jack Vance, vero nome John Holbrook Vance (San Francisco, 28 agosto 1916 – Oakland, 26 maggio 2013),

Dopo aver letto qualche tempo fa “Naufragio su Tschai” (1968) torno a leggere un romanzo di Jack Vance, “I segreti di Cadwal” (1991), secondo volume della saga “Le cronache di Cadwal” ma che si legge piuttosto bene anche senza aver letto il precedente “Stazione Araminta” (1988).

L’opera strutturata nella classica forma della caccia al tesoro, o se preferite dell’indagine, vede al centro della trama la ricerca di un paio di documenti vitali per l’esistenza del pianeta Cadwal, la Carta e la Garanzia.

La trama è occasione per farci seguire le peregrinazioni dei protagonisti e scoprire così creature e ambientazioni originali che mi paiono la forza della storia.

Cadwal, infatti, è qualcosa di simile a una riserva naturale, un intero mondo affidato a una società di naturalisti perché lo preservino dalle mire di sfruttamento industriale e minerario. La scena si sposta dal pianeta alla vecchia Terra, che riscopriamo in un futuro lontano con persino una tappa nell’italica Trieste, raro esempio di fantascienza estera con ambientazione nella nostra penisola.

Notevoli e degni di sviluppo i due bambini dotati di poteri particolari, che fanno pensare ai mutanti di altra fantascienza. Oltre agli aspetti naturalistici Vance esplora anche quelli sociologici, mostrandoci lo strano sistema per aumentare di rango, mostrandosi poco disponibile nei confronti degli altri (con il risultato, per esempio, che negli alberghi non si trova un cameriere disposto a fare il proprio lavoro) o la schiavizzazione degli Yips.

La lettura alterna momenti di grande interesse ad altri di minor tensione. Rispetto a “Naufragio su Tschai”, si sente un autore più maturo e uno sviluppo della fantascienza che porta a un maggior rigore creativo, anche se, forse, l’opera del 1968 mi è parsa più immaginifica di questa del 1991.

Apprezzabile anche il (non marcato) messaggio ambientalista, importante in questi anni in cui ci stiamo rendendo conto di essere la causa dell’estinzione di milioni di specie animali e vegetali e anche un romanzo che ci parli della preservazione della biodiversità in un pianeta-oasi può essere utile per una riflessione.

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