AVVENTURE ROSA IN TERRA DI FRANCIA

Giada Bonasia copia

Giada Bonasia (Palermo 1990)

Quella notte che il destino fu deciso”, credo sia l’opera prima della giovanissima Giada Bonasia, autrice esordiente cui auguro tutto il successo possibile e di poter crescere ancora lungo l’ardua strada della scrittura creativa.

Si legge dalla quarta di copertina di “Quella notte che il destino fu deciso” che il romanzo è ambientato nel 1339, anno in cui l’Europa sta attraversando una grave crisi, caratterizzata da una stasi dell’aumento demografico e dell’agricoltura, mentre Inghilterra e Francia si scontrano in una lunga guerra.

Eppure non definirei questo di Giada Bonasia un romanzo storico, quanto piuttosto un romance.

I riferimenti storici sono, infatti, più che secondari, immaginari. Per esempio, sul trono di Francia non siede Filippo VI di Valois ma uno sconosciuto Sigismondo.

Questo potrebbe far pensare che siamo nel bel mezzo di un’ucronia, genere in cui, come noto, mi diletto spesso, ma l’intento dell’autrice non mi pare qui quello di descrivere realtà storiche alternative o di descrivere sviluppi storici partendo da diverse ipotesi.

Al centro della sua attenzione ci sono, invece, le avventure amorose di alcuni personaggi, in particolare Armand e Marichelle (mi chiedo dove abbia trovato questo nome). Tutti personaggi vicini al trono di Francia o d’Inghilterra, un po’ come in un fantasy ma senza draghi, maghi o elfi.

Con il termine romance s’intendono sia il componimento epico-lirico di origine castigliana sia una novella a sfondo romantico, con toni fantastico-avventurosi. Suo sinonimo in tal senso è romanzo rosa. Personalmente preferisco usare questo termine per i romanzi rosa “in costume” (piuttosto che dire “storici”, dato che sovente il riferimento storico tende a essere quanto meno “sfumato”).

Insomma “Quella notte che il destino fu deciso” è un romanzo rosa di ambientazione medievale.Risultati immagini per giada bonasia

Dunque non lo consiglierei né agli amanti del romanzo storico, né dell’ucronia, ma piuttosto a quelli di questo genere.

Del resto, per chi ama il rigore di romanzo storico e ucronia, leggere di personaggi francesi con nomi come Marichelle, Antohine (con l’acca!) o Dupuarò potrebbe indurre a chiudere in fretta il volume.

Occorre, invece, calarsi nello spirito delle avventure amorose e lasciarsi trascinare per le ben 602 pagine del volume, seguendo le palpitazioni, attese e sorprese di Maeichelle, Antohine, Armand, Cyril, Louise, Loran, Giselle.

Peccato sia mancato un editing almeno grammaticale del testo, perché Giada Bonasia è un’autrice fantasiosa, ricca di sentimenti e che, viste le dimensioni di questo volume, sembrerebbe anche prolifica e meriterebbe, come altri autori, una maggior attenzione editoriale. Pare, però, che una nuova edizione riveduta e corretta sia in corso di preparazione. La aspettiamo.

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