L’ALLEGRA AVVENTURA DELL’ARCHEOLOGIA

Risultati immagini per lara croft tomb raiderHo conosciuto per caso Isabella Marchetta, durante una sua “tournée” a Firenze Libro Aperto 2018. Presentava il suo “Quando Lara Croft arrossì” assieme a Donato Altomare, che era lì per parlarci di un libro assai diverso, fantascientifico, “Altri mondi, altre storie”.

Il sottotitolo ci spiega che nel volume si mostra “L’ordinarietà straordinaria di un’archeologa”.

La prima cosa che si nota è la grafica fuori dal comune, arricchita dai disegni Silvio Lorusso, ma anche da un’impaginazione ariosa che alterna pagine a sfondo bianco con pagine a sfondo colorato. Ci sono poi, ogni tanto i disegnini digitali del QR-code che rimandano a link internet, rendendolo una sorta di testo multimediale.

Non vi ho ancora detto a che genere appartenga “Quando Lara Croft arrossì”. Diciamo che non si può definire né un’opera di narrativa, né un saggio. Forse ha qualcosa del diario, ma non ne ha la successione cronologica e solo in piccola parte ne assume i toni confessionali.

Mi pare soprattutto una riflessione su un mestiere, ovviamente quello di archeologo, ma riflessione che si allarga a tutto il vissuto che quest’attività si porta dietro. Ci sono poi ampie parti descrittive proprio dei luoghi e dei siti in cui Isabella Marchetta ha lavorato. È questa dunque un’opera ibrida, un po’ racconto di viaggio, un po’ diario, un po’ saggio, un po’ guida turistica, come forse i volumi del trio Acciai-Baggiani.Magnelli di cui ho letto di recente le peregrinazioni in Mugello (“Radici”) e Casentino (“Cercatori di storie e misteri”), solo che invece di esplorare la Toscana, qui si parla di Basilicata, Calabria e po’ del resto del sud Italia, percorrendo la Joinca, la Bradanica e altre vie.

C’è in questo volume tutta la passione per un lavoro, perché “solo noi archeologi sappiamo godere infinitamente di un frammento laterizio, una scheggia di pietra apparentemente lavorata e quel che è peggio di una tomba”.

Il lavoro porta, poi, gli archeologi a fare “qualche gita in posti meravigliosi che solo come cittadino temporaneo puoi scoprire”.

Isabella Marchetta ci trasmette tante esperienze, perché lei sembra essere uno dei “portatori naturali di storie” di cui ci parla e non può non trasmettercele.

E così in “Quando Lara Croft arrossì” si parla, sì, di archeologia, ma anche di natura, di cibo, di case, di persone, di tradizioni, di costumi e, soprattutto di luoghi.

Il tutto con un tocco brioso, che sembra promanare dal carattere stesso dall’autrice (che peraltro, non conosco di persona salvo per quel veloce incontro in fiera), al punto che viene quasi da invidiargliela questa sua vita un po’ raminga, spesso all’aria aperta.

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Isabella Marchetta e il suo libro

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