TRE UOMINI A ZONZO NEL CASENTINO

Risultati immagini per cercatori di storie e leggende AcciaiCercatori di storie e misteri”, sottotitolo “Tre uomini esplorano il Casentino”, scritto da Massimo Acciai Baggiani con il cugino Pino Baggiani e l’amico Italo Magnelli, come già il precedente volume sul Mugello, “Radici” è un libro che ho visto nascere.

Sia perché Massimo Acciai me ne parlava mentre lo scriveva e mi ha persino invitato a seguire il terzetto in una  delle loro escursioni casentinesi (ma non sono potuto andare), sia perché ho assistito alla scelta delle foto che lo illustrano, sia perché ne ho scritto l’introduzione “Tre uomini a caccia di radici”, in cui parlavo (non avendolo ancora letto) soprattutto degli altri libri scritti da Massimo Acciai e in particolare di “Radici”, di cui questo volume rappresenta una sorta di secondo volume di una trilogia che potrebbe completarsi con un libri sul Valdarno. Su Massimo Acciai e sul quartiere di Rifredi in cui entrambi viviamo ho scritto il volume “Il narratore di Rifredi”, edito a fine 2018 con Lulu e ora riproposto in una nuova edizione da Porto Seguro Editore, che ha anche prodotto il volume di cui stiamo parlando. Avevo anche suggerito di chiamarlo “Tre uomini a zonzo nel Casentino” e individuato una bella foto di Italo Magnelli con un frate che osserva di spalle le colline come copertina (si può vedere a pag. 157), ma entrambe le proposte non sono state accolte.

Come il primo volume, anche questo è un po’ racconto di viaggio, un po’ riscoperta di radici familiari contadine, un po’ guida di viaggio per i luoghi del Casentino.

Forse le località esplorate qui sono persino più interessanti di quelle mugellane.

Mi hanno in particolare affascinato l’incontro con Berlinghiero Buonarroti e le sue strane macchine combinatorie, l’incontro con i frati e la lunga visita al museo del diario.

Il volume si presenta come una raccolta di contributi di una serie di persone, che quasi potrebbero essere considerate coautori, in quanto si riportano interi stralci di loro discorsi o testi. Così oltre al sottoscritto e a Michele Brancale che firma l’introduzione, hanno contribuito Luciano Pretto, Antonella Bausi, Erminia Zampano, Berlinghiero Buonarroti, Irene Corazzesi, Mario Detti, Angiolo Fani e Natalia Cangi (ma forse dimentico qualcuno).

Ne esce quindi un’opera corale che dà piena voce al Casentino, alla sua gente e alle sue tradizioni.

Pino Baggiani, Massimo Acciai e Italo Magnelli (28 Sett. 2017)

Trovo, peraltro, strana la scelta degli autori di scrivere in prima persona singolare e non plurale, quasi che il solo autore fosse Massimo Acciai e non anche gli altri. Questo credo sia motivato dal fatto che mentre in “Radici” si esplorava la terra degli antenati sia di Massimo che di Pino, qui il vero protagonista è proprio Massimo.

Correda il volume, nella lunga appendice, anche un piccolo vocabolario di casentinese opera di Angiolo Fani. Mi chiedo però se tutti siano poi termini dialettali (per esempio abbiocco, allampanato, canterano, rimpiattino, zangola, zozzo o zuzzerellone). Forse alcune parti dell’appendice le avrei inglobate nel testo principale, senza separare i viaggi invernali da quelli estivi.

Il volume si chiude con un racconto di Massimo Acciai ambientato nella cittadina d’origine di suo padre, Corezzo, che ha per protagonista nientemeno che Stephen King, autore che entrambi apprezziamo molto.

One response to this post.

  1. […] di cui ho letto di recente le peregrinazioni in Mugello (“Radici”) e Casentino (“Cercatori di storie e misteri”), solo che invece di esplorare la Toscana, qui si parla di Basilicata, Calabria e po’ del […]

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