UN SAGGIO SULLA COMUNICAZIONE FANTASCENTIFICA

La comunicazione nella fantascienzaIl tema della comunicazione in fantascienza è di grande importanza. Spesso rappresenta la più grande debolezza di tante storie. Pensate, per esempio, a “Il pianeta delle scimmie”: quando gli astronauti arriva su una terra del futuro e scoprono che il genere umano si è estinto, sostituito da scimpanzé, gorilla e oranghi, nel film (il romanzo mi pare risolvesse meglio il tema) questi parlano… inglese!

Lo stesso dicasi della serie Star Trek, in cui gli alieni non solo sono assurdamente antropomorfi, ma spesso parlano la stessa lingua dei terrestri.

Questo poco toglie, magari alla spettacolarità e all’avventura di queste storie, ma moltissimo si perde in logica e coerenza.

Non tutto è così, in fantascienza. Ci sono autori che hanno dato un ruolo centrale al problema della comunicazione uomo-macchina, uomo-alieno e persino uomo-animale.

Di questo affascinante e fondamentale tema ci parla il bel saggio “La comunicazione nella fantascienza” di Massimo Acciai Baggiani, edito da Ermes.

 

Di Massimo Acciai Baggiani ho già letto dei racconti di fantascienza (“La compagnia dei viaggiatori del tempo”), un’ucronia (“L’ultima regina d’Inghilterra”), un libro di viaggio e memorie familiari (“Radici”), delle poesie(“25 – Antologia di un quarto di secolo”) e un fantasy (“Sempre a est”). Leggo ora questo saggio, derivato dalla sua tesi di laurea, e mi pare quasi la sua prova migliore, tanto è il rigore e la professionalità con cui parla di un tema e di romanzi che in gran parte conosco anche io e che quindi riesco a confermare in buona parte la correttezza di quanto descritto e affermato.  Peraltro, non può non stupirmi quanti libri avesse già letto e conoscesse nel 2001. Acciai è nato il 09/04/1975, dunque quando ha completato questo studio aveva solo 26 anni.

Massimo Acciai Baggiani – 2017 – alla presentazione di una sua raccolta di racconti di fantascienza

Con metodo, inizia dalle definizioni, innanzitutto quella di “fantascienza” e poi quella di “comunicazione”.

Il volume è diviso in una prima parte che affronta le comunicazioni uomo-uomo e una seconda che tratta quelle uomo-macchina, uomo-alieno e uomo-animali.

La prima parte è divisa in 5 capitoli.

Nel primo capitolo parla dei media cartacei più tradizionali, dal libro alla lettera, evidenziando come tante opere distopiche né abbiano preconizzato la morte. In particolare “Fahrenheit 451” di Bradbury e “1984” di Orwell. Oggi ne vediamo il declino nella forma cartacea e l’affermarsi della versione elettronica, seppure affogato in una giungla di informazioni, come quelle del web, di una televisione sempre più varia, che rendono l’appetibilità del libro sempre minore.

Il secondo capitolo è interamente dedicato ai mass media quali televisione, cinema, telefono, pubblicità, musica, radio, ecc.. Di nuovo “1984” offre spunto per riflessioni su sviluppi distopici dei media, quando divengono bilaterali e invadono la privacy. Il saggio è del 2001 e internet era ancora agli inizi. Oggi, a pochi giorni dallo scandalo sull’uso delle informazioni sugli utenti da parte di facebook, la paura del Grande Fratello orwelliano trova nuova linfa.

Massimo Acciai Baggiani con “Il sogno del ragno”

Il terzo capitolo riguarda i nuovi media, basati sulla tecnologia digitale e affronta, in particolare il genere cyberpunk degli anni Ottanta.

Il quinto capitolo parla della telepatia, delle sue basi “scientifiche” e dell’uso del mezzo nella fantascienza. È un tema che so caro a questo autore.

Gli stessi mezzi di comunicazione presi in considerazione nella prima parte li ritroviamo anche nella seconda, utilizzati per la comunicazione con soggetti non umani, in altrettanti capitoli.

Il saggio si rivela una piacevolissima carrellata tra tutte le maggiori opere della fantascienza, sia su carta che su pellicola.

Incontriamo capolavori come “Alien”, “2001 Odissea nello spazio”, “Guerre stellari”, “Solaris”, “Il pianeta delle scimmie” e tantissimi altri, analizzati con rigore e professionalità. Anche per chi, come me, abbastanza conosce il genere non mancano le piacevoli e interessanti scoperte.

 

In questi giorni un racconto di Massimo Acciai è stato pubblicato dalla Biblioteca Palagio di Parte Guelfa del Comune di Firenze. Si tratta di “Domani”, una storia che in due sole pagine ci racconta di un viaggio nel tempo, avanti di sole 24 ore, con una serie di complicazioni tra il viaggiatore e il suo alter ego del futuro. Acciai risolve il problema di scrivere una storia complessa in poco spazio con il trucco di immaginare uno scrittore che racconta la trama di un suo prossimo libro a un amico.

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Charlton Heston ne “Il pianeta delle scimmie”

 

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2 responses to this post.

  1. […] spesso si diletta nella saggistica, con opere come “La metafora del giardino in letteratura”, “La comunicazione nella fantascienza”, l’antologia da lui curata “Ghimilé ghimilàma – breve panoramica su alcune lingue […]

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  2. […] scuola “La nevicata e altri racconti”, i saggi “La metafora del giardino in letteratura”, “La comunicazione nella fantascienza”, “Radici” (un misto di storia familiare e locale e di racconto di viaggio) o, infine, “Il […]

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