LA SALVEZZA DELLA SCIENZA È NELLA CHIESA

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Un cantico per Leibowitz

Non so se Dan Simmons scrivendo la sua quadrilogia di “I Canti di Hiperyon” (1989-1997) avesse in mente “Un cantico per Leibowitz” (1959) di Walter M. Miller Jr. (New Smyrna Beach, Florida 23/01/1923 –Daytona Beach, Florida 9/1/1996), ma le due opere condividono l’idea di una Chiesa sopravvissuta allo scorrere del tempo, mantenendo un ruolo centrale nelle vicende umane. In un certo senso Simmons sviluppa e porta avanti l’idea di Miller immaginando che la Chiesa si muti in una vero potenza temporale e militare. Il fatto che in entrambi i titoli ci sia il termine “canto”/ “cantico” farebbe pensare a un riferimento da parte di Simmons all’opera del suo predecessore.

Nell’opera di Miller, suddivisa in tre parti (in sostanza una trilogia in un unico volume), la Chiesa, come già nel medioevo, si fa da tramite della cultura contemporanea, attraverso una buia epoca post-apocalittica succeduta a una devastante guerra atomica. L’ordine dei frati di Leibowitz, in particolare, ha come missione quello di contrabbandare libri (proibiti in quei tempi) e impararne il contenuto a memoria, un po’ come già visto in “Fahrenheit 451” (1953) di Ray Bradbury. Evolvendo, l’ordine si fa custode dei cosiddetti “memorabilia”, ricordi del tempo antecedente la guerra, di cui non comprende più il significato, ma che conserva per generazioni future capaci di decifrarli.

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Walter M. Miller Jr. (New Smyrna Beach, Florida 23/01/1923 –Daytona Beach, Florida 9/1/1996)

Nella prima parte, decisamente la migliore, siamo ancora vicini ai tempi dell’apocalisse e assistiamo al ritrovamento da parte di un novizio di alcuni importanti “memorabilia” e al processo di santificazione del beato Leibowitz, fondatore dell’ordine. Le due parti successive, progressivamente meno interessanti, ci portano sempre più avanti nel tempo, fino a un futuro in cui l’umanità riscopre finalmente la scienza e la tecnologia e si avvia a conquistare le stelle, anche se di nuovo, incombe la minaccia di una guerra distruttrice che sembra prossima ad azzerare ogni cosa. Come a dire che per l’umanità non c’è speranz. Alla fine, però, la scoperta da parte dell’abate protagonista della terza parte, di una creatura mutante che sembra priva del peccato originale, dona un briciolo di speranza.

Attraverso i secoli appare, per brevi attimi, la figura di uno strano viandante, a volte confuso (?) con San Leibowitz, che sembrerebbe sempre la stessa persona o forse no. Una volta è chiamato Lazzaro, quasi fosse lo stesso che fu resuscitato dal Cristo. Idea suggestiva, qui solo vaghissimamente accennata, ma che mi piacerebbe sviluppare in un mio romanzo e che ho appena introdotto in una storia apocalittica che sto scrivendo e cui ho, per effetto di quanto sopra, cambiato il titolo in “Vergine del peccato”.

Affascinante anche il passaggio tempo descritto attraverso il volo delle poiane.

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poiana

Un cantico per Leibowitz” si presenta, insomma, come un interessante esempio di fantareligione, anche se con una tensione narrativa non sempre ai massimi livelli.

2 responses to this post.

  1. […] Walter M. Miller Junior – Un cantico per Leibowitz (ebook) – fantascienza – americano; […]

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  2. […] “Un cantico per Leibowitz” (1959) di Walter M. Miller Jr., che immagina una Chiesa sopravvissuta a una sorta di apocalisse. […]

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