IL PIACERE DI SCOPRIRE UN BUON LIBRO

Risultati immagini per la setta catanzaroNon so se a qualcuno di voi è mai capitato il piacere di scoprire un libro. Ogni tanto mi capita di leggere qualcosa senza pormi grandi aspettative e di essere invece piacevolmente sorpreso.

Se leggo il romanzodi un autore importante e che magari ha già venduto un milione di copie o ha vinto il nobel, il minimo che mi aspetto è che sia un bel libro, eppure, non sempre è così. Quando si ha invece la ventura di essere tra i primissimi lettori di un romanzo, di cui si sa ben poco e di un autore ancora poco conosciuto, in genere le aspettative, almeno le mie, sono piuttosto basse. Eppure più di una volta ho avuto il piacere di apprezzare di più il libro di un cosiddetto “esordiente” (io preferisco dire “autore poco noto”) che non un best-seller o l’opera di un personaggio famoso.

Avevo conosciuto Fiorenzo Catanzaro il giorno in cui mi recai da Porto Seguro Editore per firmare il contratto per la pubblicazione del mio romanzo “Il sogno del ragno”. Fiorenzo Catanzaro era lì per lo stesso motivo: stava firmando il suo contratto con l’editore per il romanzo “La setta”.

Il 28 settembre scorso c’è stato un convegno degli autori di Porto Seguro al Westin Excelsior, dove entrambi abbiamo presentato i nostri romanzi. Sentita la sua esposizione, ho deciso di comprare il volume, anche se le vicende sulle sette sataniste non è che mi ispirino particolarmente, così come non amo molto i gialli. Dunque, eravamo nella tipica situazione in cui si comincia a leggere un libro senza grandi aspettative.

Gli autori Carlo Menzinger, Chiara Sardelli, Sergio Calamandrei e Fiorenzo Catanzaro al convegno di Porto Seguro del 28 Settembre 2017

Eppure fin dalle primissime pagine ho capito che Fiorenzo Catanzaro è uno che sa scrivere. La scrittura e fluida e chiara e, cosa più difficile, i dialoghi e le situazioni sono credibili. Il romanzo è, di fatto, un giallo, ma Fiorenzo Catanzaro lo affronta un po’ “alla larga”, nel senso buono, nel senso che ci ha messo dentro dell’altro, dei sentimenti, dei personaggi, delle ambientazioni, e lo ha fatto non come qualcuno che abbia voluto aggiungere ingredienti tanto per far lievitare un

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Fiorenzo Catanzaro

piatto, ma perché tutto quanto contribuisce a creare una storia, che prima che un giallo, per me, è una vicenda umana. Forse per questo mi è piaciuto, anche se non amo le storie con gli ispettori/ detective che vanno a caccia di un colpevole. Il romanzo si chiama “La setta”, e questo potrebbe far pensare a un horror, con  sevizie e torture, ma, se ci sono, queste sono solo dietro le quinte. Il titolo, per carità, è giusto e giustificato, ma forse induce a pensare a un altro tipo di libro, magari allontanando qualche lettore potenziale da un libro piacevole e che una volta iniziato ti dà la voglia di finirlo tutto d’un fiato.

 

 

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