I LIBRI DIETRO IL SOGNO DEL RAGNO

Dietro un libro si nascondono sempre molti altri libri. A volte fanno capolino e si fanno riconoscere, altre volte lasciano solo il loro profumo, altre volte ci sono ma sono come fantasmi la cui presenza aleggia nell’aria ma non si riescono a vedere.

 

IL SOGNO DEL RAGNO” ha dietro di sé tutti i libri che ho letto, anche quelli che non hanno nulla a che fare con Sparta, con la Grecia, con l’ucronia o con la distopia.

Ce ne sono, però alcuni che ho letto appositamente per documentarmi. Dovendo scrivere un’opera di fantasia la mia preoccupazione non era tanto di trovare fonti attendibili quanto di calarmi nell’atmosfera, per cui spesso sono romanzi.

IL SOGNO DEL RAGNO” descrive un presente alternativo, ucronico, in cui Sparta, vinta Tebe, distrutta Atene, assoggetto l’Impero Romano, oggi domina su gran parte del mondo. Dunque, sebbene mutata da 2400 anni di storia, la cultura sottostante deriva da quella di Sparta. Su Sparta ho letto, allora, varie cose su internet ma anche alcuni libri.

Tra i romanzi di ambientazione spartana ricorderei “Le porte di fuoco” di Steven Pressfield, sulla battaglia delle Termopili, la grande impresa di Leonida e dei trecento guerrieri spartiati che, con poche altre migliaia di greci, rallentarono per tre giorni l’avanzata dell’immenso esercito persiano di Serse, impedendone la vittoria finale e contribuendo a determinare le sorti del mondo, che, senza di loro, oggi sarebbe di sicuro diverso (ma questa sarebbe un’altra ucronia e un altro romanzo).

Risultati immagini per le porte di fuoco pdfHo anche letto “300 guerrieri” di Andrea Frediani e “Lo scudo di Talos” di Valerio Massimo Manfredi. Anche questi due romanzi descrivono la battaglia delle Termopili, certo l’evento più noto della storia spartana e il più romanzato. In merito ho anche visto il fumettone cinematografico “300”, che fa somigliare la battaglia a uno scontro di supereroi, ma ha un suo fascino pop. I mei mutanti forse sono un po’ debitori alle strane creature di questo film. Di Manfredi dovrei citare anche la trilogia “Alexandros” sul grande macedone e “Il mio nome è nessuno” su Ulisse. Sull’opera omerica ci sarebbe la recente rilettura fatta da Alessandro Baricco con “Iliade, Omero”. Di Andrea Frediani citerei anche “Marathon”.

Su Sparta e la Grecia ho anche letto “Apofgtemi spartani – Le virtù di Sparta” di Plutarco, l’antologia di saggi “L’uomo greco” curata da Jeanne-Pierre Vernant, “Sparta. Storia politica e sociale fino alla conquista romana” di Edmond Lévy e il saggio “Una guerra diversa da tutte le altre” di Victor Davis Hanson.

Le virtù di Sparta” sono state certo la fonte storica antica più importante per il libro, tanto che all’inizio dei capitoli, che cominciano sempre con una citazione, spesso queste sono prese proprio dallo scritto di Plutarco.

I saggi de “L’uomo greco” mi hanno aiutato a rinverdirne le mie memorie scolastiche del liceo classico. Tutte le letture di allora sono, però, ben presenti in me e in questo libro, dalle tragedie di Eschilo, Sofocle e Euripide, alle opere di Omero, alle commedie greche, oltre a tutti i saggi che lessi allora e alle lezioni della Professoressa Di Lorenzo al Liceo classico De Santis.

Importanti spunti nuovi li ho presi da “Una guerra diversa da tutte le altre”. È un libro che fa riflettere. Innanzitutto sull’influenza che le guerre, quella del Peloponneso in particolare, hanno avuto sulla cultura greca. Giustamente Hanson si chiede se avremmo avuto Sofocle, Euripide e Aristofane se questa guerra non fosse stata tanto lunga e violenta. La guerra fu catalizzatrice di civiltà e di cultura o contribuì a dissipare energie che si sarebbero potuto dedicare alle arti? Certo senza questo conflitto fratricida, la Grecia sarebbe stata assai diversa. Ne “IL SOGNO DEL RAGNO” questo concetto è centrale: Sparta vive di guerra e nella guerra, senza posa: le arti, le scienze sono state annullate da questo stato di belligeranza continua. Hanson Risultati immagini per una guerra diversa da tutte le altreintendeva forse l’inverso, ma lui descriveva la Sparta reale. Prolunghiamo uno stato militare che vive solo mediante un continuo stato di allerta e di conquiste e chiediamoci cosa sarebbe delle altre attività umane. La mia risposta è il ciclo “VIA DA SPARTA”.

Sulla Grecia mi ha anche ispirato il film “Agorà” di Alejandro Amenábar, a seguito del quale ho letto il saggio “Ipazia” di Silvia Ronchey. C’è molto di Ipazia nelle donne della mia Sparta contemporanea. Donne forti che, in un mondo maschilista, hanno in mano la scienza (come Ipazia) e l’economia e forse il vero potere.

Tra i classici greci riletti mentre scrivevo “VIA DA SPARTA” c’è poi “Il simposio” di Platone. Utile riflessione su come fosse diversamente concepito l’amore dai Greci e questo è molto evidente in questi miei romanzi, in cui l’amore omosessuale è la norma e quello eterosessuale quasi un’aberrazione e in cui il matrimonio è solo un accordo per la procreazione e la gestione economica.

Per la parte su Nippon, il Giappone, ricorderei “Storia del Giappone” di Paolo Beonio Brocchieri.

Per il viaggio in aerostato, mi è stato utile quanto raccontato da Jules Verne in “Cinque settimane in pallone”.

 

A parte le fonti storiche, “VIA DA SPARTA” vive anche dei libri scritti da me in precedenza. Quando scrissi “Il Colombo divergente” ancora non sapevo di scrivere un’ucronia e ne divenni consapevole solo durante la scrittura di “Giovanna e l’angelo”. In seguito cercai di scrivere dei racconti “consapevolmente” ucronici e curai la raccolta, cui parteciparono altri 17 autori, “Ucronie per il terzo millennio”. Con il ciclo “Jacopo Flammer e i Guardiani dell’Ucronia” applicai l’ucronia ai viaggi nel tempo e alla fantascienza.

Chi mi leggeva, cominciò a considerarmi un autore di ucronie, ma nonostante questi libri, sentivo di dover ancora realizzare una vera epopea ucronica. “Il Colombo divergente” e “Giovanna e l’angelo” sono descrizioni del momento in cui la storia muta. Con “VIA DA SPARTA” ho voluto descrivere un intero mondo alternativo che nascesse da una divergenza storica nel passato. Collocare questa divergenza 2400 anni fa, mi permetteva di muovermi davvero in un mondo nuovo.

In “VIA DA SPARTA” compare un personaggio presente ne “La bambina dei sogni” e uno che viene da Giovanna e l’angelo” e ci sono citazioni de “Il Colombo divergente”, “Jacopo Flammer e il popolo delle amigdale” e “Jacopo Flammer nella terra dei suricati”. Nei romanzi di “VIA DA SPARTA” c’è anche qualcosa del pensiero che sta dietro raccolte come “Il terzultimo pianeta”, con l’idea di un pianeta con risorse limitate, e “Schiavi part-time” per la vita degli schiavi moderni.

 

Tra le opere che mi hanno ispirato c’è tanta fantascienza e tanta ucronia. Citare tutta la fantascienza allungherebbe troppo questo testo e comunque l’influsso di tali libri è spesso solo indiretto.

Tra le opere ucroniche, quelle che maggiormente si avvicinano a “VIA DA SPARTA” sono “Roma eterna” di Robert Silverberg e “Romanitas” di Sophia McDougall che immaginano il prolungarsi fino ai giorni d’oggi dell’Impero Romano.

A parte che questi parlano di Roma e non di Sparta, “IL SOGNO DEL RAGNO” è, comunque, molto diverso da questi due libri. Silverberg descrive, attraverso una serie di racconti ambientati in numerose epoche storiche diverse, l’intera storia di Roma, fino ad oggi, mentre “IL SOGNO DEL RAGNO” e il ciclo “VIA DA SPARTA” descrivono una sola epoca: un presente alternativo. Lo stesso fa “Romanitas” ma se l’opera della McDougall mi ha ispirato è stato solo in negativo, nel senso che la lettura di questo romanzo mi ha talmente disturbato che, forse, ha contribuito a spronarmi a Risultati immagini per roma eternarealizzare quello che lei davvero non era riuscita a fare.

Ho trovato insopportabile che in un mondo in cui, ai giorni d’oggi, c’è ancora l’impero romano, a parte la geografia degli stati, la presenza dell’imperatore a Roma, gli Dei e i sesterzi ci sia ben poco d’altro di diverso dal nostro mondo reale. Ci sono automobili, aerei, televisioni, negozi… tutto ciò a cui siamo abituati. Porca miseria! Secoli di storia influenzati da Roma e viviamo come adesso? Ma via!

Ne “IL SOGNO DEL RAGNO” quasi tutto è diverso: non esistono le famiglie, la gente va in giro nuda, uomini e donne vivono separati, l’informatica non esiste, la meccanica è in ritardo, la genetica più avanti, l’arte quasi assente, la società divisa tra schiavi e padroni, il mondo meno sovrappopolato, il rapporto con la natura è più rispettoso, le case sono sotterranee, uomini e donne hanno ruoli sociali molto diversi e via dicendo.

Credo che così debba essere un’ucronia. Una piccola variazione nella storia porta grandi cambiamenti più passa il tempo. Il permanere del dominio di un popolo per due millenni e mezzo non può che mutare profondamente il mondo.

Per l’idea di ucronia, citerei “Finzioni” di Jorge Luis Borges.

L’idea della genetica evoluta mi viene, chiaramente dall’uso spartano di sbarazzarsi dei deboli e dei malati ma anche da un grande ciclo di romanzi, “Il libro degli Ylané”, un’ucronia che immagina una razza di dinosauri che, dominando la genetica, sopravviva fino alla preistoria umana. Sulla genetica sono anche stato influenzato dal saggio “Epigenetica – Il DNA che impara” di Ernesto di Mauro, che ho letto con l’idea di capire quanto avesse senso quanto già avevo scritto a proposito di sistemi di codificazione di informazioni usando i geni.

Risultati immagini per Yilanè

 

Come negare che nelle battaglie di “VIA DA SPARTA” non ci sia il Tolkien de “Il signore degli anelli” e magari un po’ del Lewis de “Le cronache di Narnia” o, addirittura, “Guerre stellari”?

In “VIA DA SPARTA” compaiono delle isole abitate da bambini allevati come donatori d’organi, ispirata dalla distopia ucronica “Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro, da poco insignito del Premio Nobel.

In queste pagine c’è anche Stephen King e il suo ciclo della Torre Nera, citato sia esplicitamente che implicitamente.

I lupi, che spesso compaiono, sarebbero cero diversi e, magari, non ci sarebbero, se non avessi letto “Il lupo e il Risultati immagini per non lasciarmifilosofo” di Mark Rowlands.

E Isaac Asimov? Difficile trovarlo in “VIA DA SPARTA”, ma tra le righe sono certo che si possa scorgere qualche pelo dei suoi fluenti basettoni, così come da qualche parte ci deve stare anche la Rowling o, almeno, lo spero, qualcuno dei suoi magici ingredienti. Lansdale è in qualche metafora grottesca. Turtledove c’è nella sua visione fantastica dell’ucronia.

Per le riflessioni sul tempo  ricorderei il bel saggio di Fusaro “Essere senza tempo”, ma anche  “Il Libro dell’orologio a polvere” di Ernst Jünger (le clessidre che compaiono nel libro, sono state stimolate da questa lettura).

Risultati immagini per torre nera KingDi qualche aiuto per le scene di avventura è stato il “Manuale di sopravvivenza” di Peter Darman.

La mia visione della storia risente, credo, delle opere di Jeremy Rifkin e Jared Diamond.

La dieta degli spartani moderni è in parte influenzata dalla lettura di “Se niente importa” di Jonathan Safran Foer, che mi ha fatto acquisire una diversa consapevolezza sul cibo.

La forte divisione in classi potrebbe risentire un po’ anche della lettura de “I cani e i lupi” di Irene Nemirovsky, che narra di un mondo diviso, spezzato. Diviso tra ricchi e poveri, tra ebrei ucraini e cattolici francesi, tra ebrei poveri ed ebrei ricchi, tra cani e lupi, animali simili, ma dalle anime così diverse. I lupi che corrono per le vie di Sparta sono anche figli della Nemirovsky.

Da qualche parte potreste forse trovare qualche sbiadita traccia di Haruki Murakami, José Saramago, Mo Yan, Dino Buzzati e persino qualche briciola di McCarthy.

Ci sono poi tutti coloro che vengono citati all’inizio di ogni capitolo: Borges, Ermippo di Smirne, Le Courbusier, Polibio, il già nominato Plutarco (che compare più volte), Apollodoro, Platone, John Adams,  Woody Allen, Eraclide Lembro, Platone, la Bibbia, Natsume Soseki, Senofonte, Heinrich Böll, Victor Davis Hanson (del cui saggio parlo sopra). E tutti questi solo per “Il sogno del ragno”, altri compaiono nei volumi successivi. Non sono solo citazioni. Ogni capitolo è stato scritto sotto l’influenza della frase che vi compare all’inizio.

Dimentico qualcosa o qualcuno? Sicuramente. Come dicevo all’inizio, in ogni libro che scrivo c’è un poco di tutti i libri che ho letto e questi, a loro volta, contengono tutto ciò che è stato letto dai loro autori.

Ogni libro contiene infiniti libri.

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