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IL SOGNO DEL RAGNO PRESTO POTRÀ ESSERE IL VOSTRO!

Ci siamo! Il 7 Settembre 2017 ho firmato con Porto Seguro Editore per pubblicare IL SOGNO DEL RAGNO, il primo volume della trilogia VIA DA SPARTA.

 

IL SOGNO DEL RAGNO è ucronia, è avventura, è storia di crescita personale e di scoperta.

IL SOGNO DEL RAGNO parla della difficoltà di realizzare i propri sogni, parla del desiderio di trovare un mondo migliore o di cambiare quello in cui si vive.

IL SOGNO DEL RAGNO vi porterà in un mondo diverso, vi farà scoprire che quel che è stato poteva non essere, che quel che è potrebbe essere diverso, che nulla deve essere dato per scontato.

Siete sicuri che tutto debba essere così com’è? Siete sicuri che non ci siano alternative al sesso eterosessuale, al matrimonio, alla famiglia, al consumismo, alla globalizzazione, all’industrializzazione, alla tecnologia, al denaro, ai vestiti, a internet, all’informatica, al tran tran quotidiano?

Riuscite a immaginare un mondo diviso tra padroni e schiavi, uomini e donne, dove gli uomini si occupano solo di guerra e politica?

Chi pensate che comandi in una simile società maschilista, che non tiene in alcun conto le donne, queste o gli uomini? Chi comanda veramente in una società dove economia, scienza, ingegneria sono gestite solo e soltanto da donne?

Dal capitolo 4 de IL SOGNO DEL RAGNO

Dal capitolo 4 de IL SOGNO DEL RAGNO

Come possono pochi spartiati dominare da soli su centinai di milioni di schiavi iloti?

Come può un impero estendersi per metà del globo senza una tecnologia moderna?

Dove ci avrebbe portato un diverso sviluppo della scienza?

Se l’elettronica oggi non esistesse, la meccanica fosse agli inizi, l’elettricità una novità, quale altra forma di scienza o tecnologia avrebbe potuto svilupparsi?

Tutto questo potresti scoprirlo leggendo IL SOGNO DEL RAGNO.

 

Ti piacerebbe immergerti in una grande avventura, seguire due ragazze giovani e bellissime che inseguono i loro sogni. Una, Aracne, una schiava ilota, cercando un posto diverso dove vivere, libera, lei è il figlio della violenza che porta in grembo, l’altra, una padrona spartiata, Nymphodora, cercando di cambiare la città in cui vive, l’immensa capitale sotterranea dell’Impero di Sparta?

Ti piacerebbe esplorare una Terra che, ai nostri giorni, è del tutto diversa da come la conosci, perché quasi 2400 anni fa Sparta, anziché essere sconfitta da Tebe, ha vinto e ha iniziato la sua espansione, cancellando Atene e la sua cultura, bloccando lo sviluppo dell’Impero Romano e creando un mondo del tutto diverso, dove uomini e donne vivono separati, sesso e amore sono diversi da come li conosciamo, i malati e i vecchi vengono uccisi, il denaro e il lusso non esistono, la guerra non ha mai fine, l’arte è quasi inesistente, la meccanica è ai suoi inizi e al servizio del solo esercito, l’elettronica non è neanche immaginabile, ma la genetica ha fatto grandi passi avanti?

Dal Capitolo 5 de IL SOGNO DEL RAGNO

Dal Capitolo 5 de IL SOGNO DEL RAGNO

Vuoi seguire i passi della grande fuga di Aracne dal mondo ucronico dominato da Sparta alla ricerca della libertà, dell’amore e di un mondo migliore per chi, come lei, ilota, è nata schiava in un impero dominato dai guerrieri spartiati?

Vuoi seguire questa diciasettenne, appena violentata in strada, senza la possibilità di protestare o rivendicare qualche diritto, non avendone alcuno in quanto schiava ilota, che fugge all’inseguimento di un sogno, della libertà e della vita per sé e per il bambino che porta in grembo frutto di quell’assalto brutale in strada dopo un’estenuante giornata di lavoro?

 

Vuoi scoprire questo mondo in parte distopico, ma soprattutto diverso dal nostro, per effetto di 2400 anni di divergenza storica?

 

Vuoi affrontare con Aracne prigionia, fughe, naufragi, conoscere gente diversa senza mai arrendersi, ma sempre con la tentazione di farlo?

 

Se hai risposto almeno una volta di sì, allora devi leggere “IL SOGNO DEL RAGNO”.

Dal capitolo 5 de IL SOGNO DEL RAGNO

Dal capitolo 5 de IL SOGNO DEL RAGNO

 

IL SOGNO DEL RAGNO” è l’inizio di un’avventura e un percorso che ci insegna che nulla è scontato, che le nostre comodità, i nostri diritti, le nostre libertà sono conquiste di anni di storia e sarebbe bastato poco a far sì che oggi non le avessimo.

 

IL SOGNO DEL RAGNO” è un romanzo di Carlo Menzinger di Preussenthal edito nel Settembre 2017 da Porto Seguro Editore.

 

Porto Seguro Editore è una casa editrice di Firenze.

 

IL SOGNO DEL RAGNO” è il primo volume della trilogia “VIA DA SPARTA“.

Non perderlo! Prenota la tua copia. Chiedila a me.

Un romanzo non è un’allegoria. È l’esperienza sensoriale di un altro mondo.

Risultati immagini per Leggere Lolita e Teheran«Un romanzo non è un’allegoria» dissi verso la fine della lezione. «È l’esperienza sensoriale di un altro mondo.»

Azar Nafisi – Leggere Lolita a Teheran

UN’AMERICANA ALLA CORTE DI KHOMEINI

Risultati immagini per Leggere LolitaIl bestseller “Leggere Lolita a Teheran” (2003) dell’iraniana Azar Nafisi, non è un romanzo, non è un saggio e non è neppure un’autobiografia ma è un po’ di tutto ciò. Il romanzo racconta delle sue esperienze di insegnamento di anglistica in Iran (ci sono, però, anche delle parti che descrivono la sua vita negli Stati Uniti e la sua militanza ai tempi della guerra del Vietnam). Assistiamo alla nascita della Repubblica Islamica Iraniana e al conflitto Iran-Iraq, peraltro non descritti in modo particolarmente dettagliato. Si tratta più che altro di impressioni e sensazioni dell’autrice e di particolari da lei colti, come quando ricorda che sotto i bombardamenti iracheni a Teheran alle donne si consigliava di vestire in modo decoroso anche a letto, nel caso la loro casa fosse crollata! Come se, in un simile frangente l’abbigliamento fosse il vero problema! Si citano morti e persecuzioni, ma è tutto sullo sfondo, lontano.

L’immagine che ci fornisce dell’Iran mi pare, parecchio occidentale. Pare quasi di leggere le cronache di un’Americana a Teheran, più che di una del posto.

Quanto alla letteratura, cita molti autori e vari libri, ma di fatto parla soprattutto di Nabokov, Fitzgerald, James e Austen.

 

“Tema del seminario era il rapporto tra realtà e finzione letteraria. Leggevamo i classici della letteratura persiana, per esempio alcuni racconti della nostra «signora delle storie», Shahrazad, tratti dalle Mille e una notte, insieme ai classici dell’Occidente -Orgoglio e pregiudizio, Madame Bovary, Daisy Miller, Il dicembre del professor Corde e, appunto, Lolita.”

 

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Azar Nafisi

Come si deduce dal titolo, nelle sue lezioni, in effetti, un autore che ha un particolare rilievo è Nabokov, di cui esamina soprattutto “Lolita”, ma non solo. Ampio spazio viene anche dato a Scott Fitzgerald e al suo “Grande Gatsby” cui l’’aula, a un certo punto, intenta pure una sorta di processo. Ai tempi di Khomeini, infatti, la censura stava facendo sparire quasi tutti i libri occidentali. In classe ci sono studenti mussulmani e no. “Il Grande Gatsby” è stata una lettura che mi lasciò, vari anni fa, alquanto indifferente, è mi suona strano vedere l’aula accalorarcisi tanto pro e contro.

Riporto qui alcuni interventi in merito:

 

“«E se volete un esempio di stupro culturale, non dovete cercare più in là di questo libro». Prese la sua copia di Gatsby da sotto la pila di fogli e cominciò a sventolarla nella nostra direzione.”

 

“«Gatsby è un disonesto» strillò. «Si arricchisce con mezzi illeciti e cerca di comprare l’amore di una donna sposata. Questo libro dovrebbe parlare del sogno americano, ma che diavolo di sogno è? L’autore vuol forse incoraggiarci a diventare tutti adulteri e delinquenti? L’America è in declino proprio perché il suo sogno è questo. Sta affondando! Quello che oggi siamo chiamati a giudicare è l’estremo rantolo di una cultura moribonda!» concluse gongolante”.

 

“«E se,» continuò scaldandosi «se, signor Farzan, Fitzgerald nella vita reale era ossessionato dai ricchi e dalla ricchezza, nelle sue opere mostra proprio quanto la ricchezza possa corrompere una persona sostanzialmente perbene, come Gatsby, o creativa e vitale come Dick Diver in Tenera è la notte. Se non riesce a capire questo, il signor Nyazi fraintende completamente il romanzo».”

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“Alcuni tra i militanti di sinistra difesero il romanzo, secondo me anche per contraddire i colleghi musulmani. In sostanza, la loro difesa non fu poi così diversa dalla condanna di Nyazi. Sostennero che avevamo bisogno di opere come Il grande Gatsby per toccare con mano l’immoralità intrinseca nella società americana. Anche loro pensavano che dovessimo leggere più materiale rivoluzionario; tuttavia, per conoscere il nemico Gatsby era utilissimo.”

 

“E quello che un libro così poteva insegnarci, disse, non era certo come diventare un truffatore senza scrupoli, o un’adultera. Forse che tutti scioperavano o emigravano in California dopo aver letto Steinbeck? O andavano a caccia di balene dopo aver letto Melville? Le persone sono un po’ più complicate, no? E com’è, i rivoluzionari non hanno sentimenti, non provano emozioni? Non si innamorano mai, non apprezzano la bellezza? Questo è un libro straordinario, disse. Ci insegna a tenerci stretti i nostri sogni, ma anche a diffidarne, a cercare l’integrità in luoghi insoliti. «A ogni modo» concluse «mi è piaciuto da pazzi, e anche questo vorrà dire qualcosa, non vi pare?».”

 

Se “Gatsby” non fu un personaggio significativo nella mia formazione letteraria e, men che mai lo fu la Daisy Miller di Henry James cui tanto si ispirano le studentesse della Nafisi, “Lolita” è stato romanzo che ha lasciato dei segni in me e nella mia scrittura, tanto che persino il mio “La bambina dei sogniall’inizio vi allude e il protagonista lo legge nell’incipit. Ne “La bambina dei sogni”.

Le riflessioni letterarie in questo volume sono importanti e interessanti. Le parti biografiche un po’ meno, forse perché la protagonista non resta simpatica, mostrandosi come una ragazza cresciuta, figlia di 800 anni di aristocrazia letteraria, che gioca far la ribelle, con le spalle ben coperte da una tradizione familiare di letterati e soprattutto si muove in Iran come un’Americana, che ben conosce il Paese, ma che non sembra sentirlo come suo, nonostante alcune sue dichiarazioni in queste stesse pagine.

 

Tra le riflessioni sulla letteratura, vorrei ricordare le seguenti:Risultati immagini per donne iraniane

 

Esordii dichiarandomi assolutamente d’accordo con Nabokov, quando sostiene che ogni grande romanzo è in realtà una fiaba. Le fiabe, spiegai, sono piene di streghe terrificanti che mangiano i bambini, di matrigne cattive che avvelenano le belle figliastre e di padri vigliacchi che abbandonano i figli nella foresta. Ma l’aura magica nasce dalla forza del bene: è questa a ricordarci che non dobbiamo cedere agli obblighi e alle restrizioni imposti da McFatum, come lo chiama Nabokov.

Ogni fiaba offre la possibilità di trascendere i limiti del presente e dunque, in un certo senso, ci permette certe libertà che la vita ci nega. Tutte le grandi opere di narrativa, per quanto cupa sia la realtà che descrivono, hanno in sé il nocciolo di una rivolta, l’affermazione della vita contro la sua stessa precarietà.”

 

“Una volta le chiesi come mai avesse abbandonato il realismo per l’astrazione. «La realtà è diventata così insopportabile,» rispose «così deprimente, che ormai so dipingere soltanto i colori dei miei sogni».

«I colori dei miei sogni» ripetevo tra me. Mi piaceva. Quanti possono dipingere i colori dei propri sogni?”.

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“«Un romanzo non è un’allegoria» dissi verso la fine della lezione. «È l’esperienza sensoriale di un altro mondo. Se non entrate in quel mondo, se non trattenete il respiro insieme ai personaggi, se non vi lasciate coinvolgere nel loro destino, non arriverete mai a identificarvi con loro, non arriverete mai al cuore del libro. È così che si legge un romanzo: come se fosse qualcosa da inalare, da tenere nei polmoni. Dunque, cominciate a respirare.”

 

 

Leggere Lolita a Teheran”, però non parla solo di letteratura, altrimenti la seconda parte del titolo non avrebbe avuto particolare importanza. Ci parla dell’Iran, dell’Islam che si va radicalizzando e di come questo tratti i libri e la letteratura. Del rapporto dell’Islam con il grande diavolo americano:

“Noi che abitiamo in paesi antichi, spiegai, abbiamo un passato, e non ce ne stacchiamo mai. Loro, gli americani, hanno un sogno: sentono nostalgia per la promessa del futuro.”

 

“«L’Islam è la sola religione al mondo che ha assegnato alla letteratura il sacro compito di guidare ognuno di noi a una vita retta e devota» intonò. «Ciò appare ancor più evidente se consideriamo che il Corano, la parola di Dio, è il miracolo compiuto dal Profeta. Attraverso la Parola l’uomo può sanare e può distruggere. Può guidare e può corrompere. Ecco perché la Parola può appartenere a Satana o a Dio.”Risultati immagini per Lolita Nabokov

 

Gli anni trattati sono quelli dall’avvento di Khomeini al giugno 1997, con il cambiamento dei costumi e della morale e con la gente morta e scomparsa.

La lettura dei classici di lingua inglese è filtrata da questo ambiente, come scrive Nafisi verso la fine del volume:

“Gli spiego che voglio scrivere un libro in cui ringrazio la Repubblica islamica per tutto quello che mi ha insegnato ad amare Henry James e Jane Austen e il gelato e la libertà. «Non mi basta più godere di tutte queste cose» proseguo. «Voglio anche scriverne».

Risultati immagini per Daisy Miller«Non potrai scrivere della Austen» risponde lui «senza scrivere anche di noi, e di questo posto dove hai riscoperto le sue opere. Non potrai fare a meno di noi. Provaci e vedrai. La Austen che conosci è irrimediabilmente legata a questo posto, a questa terra e a questi alberi. Non crederai che sia la stessa Austen che leggevi con il professor French – si chiamava French, vero? No, vero? Questa è la Austen che hai letto qui, in un paese dove il censore è cieco e dove impiccano la gente per strada e stendono un telone nell’acqua del mare per tenere separati gli uomini e le donne mentre fanno il bagno»”.

IL SOGNO DEL RAGNO STA PER COMINCIARE!

Ci siamo! Il 7 Settembre 2017 ho firmato con Porto Seguro Editore per pubblicare “IL SOGNO DEL RAGNO”, il primo volume della trilogia “VIA DA SPARTA”.

Comincia la  grande fuga di Aracne dal mondo ucronico dominato da Sparta alla ricerca della libertà, dell’amore e di un mondo migliore per chi, come lei, ilota, è nata schiava in un impero dominato dai guerrieri spartiati.

Attraverso il violento e spietato Impero di Sparta, che, in un universo divergente e alternativo, ai giorni nostri domina metà del pianeta, la diciasettenne Aracne, appena violentata in strada, senza la possibilità di protestare o rivendicare qualche diritto, non avendone alcuno in quanto schiava ilota, fugge all’inseguimento di un sogno, della libertà e della vita per sé e per il bambino che porta in grembo frutto di quell’assalto brutale in strada dopo un’estenuante giornata di lavoro.

 

Quasi 2400 anni fa Sparta, anziché essere sconfitta da Tebe, ha vinto e ha iniziato la sua espansione, cancellando Atene e la sua cultura, bloccando lo sviluppo dell’Impero Romano e creando un mondo del tutto diverso, dove uomini e donne vivono separati, sesso e amore sono diversi da come li conosciamo, i malati e i vecchi vengono uccisi, il denaro e il lusso non esistono, la guerra non ha mai fine, l’arte è quasi inesistente, la meccanica è ai suoi inizi e al servizio del solo esercito, l’elettronica non è neanche immaginabile, ma la genetica ha fatto grandi passi avanti. È un mondo in parte distopico, ma soprattutto diverso dal nostro, per effetto di 2400 anni di divergenza storica.

 

Oggi, in questo tempo alternativo, Aracne è una schiava in fuga verso un sogno, attraverso le terre di Sparta, di cui scoprirà facce inattese. Affronterà prigionia, fughe, naufragi, conoscerà gente diversa e sarà più volte tentata di arrendersi.

 

IL SOGNO DEL RAGNO” è l’inizio di un’avventura e un percorso che ci insegna che nulla è scontato, che le nostre comodità, i nostri diritti, le nostre libertà sono conquiste di anni di storia e sarebbe bastato poco a far sì che oggi non le avessimo.

 

IL SOGNO DEL RAGNO” è un romanzo di Carlo Menzinger di Preussenthal edito nel Settembre 2017 da Porto Seguro Editore.

 

Porto Seguro Editore è una casa editrice di Firenze.

 

IL SOGNO DEL RAGNO” è il primo volume della trilogia “VIA DA SPARTA“.

LA POESIA DELL’ARTIGIANATO RITUALE, IL PESO DEL POTERE E L’IRONIA DELLE VENDETTA

Risultati immagini per miliardi di tappeti di capelliNon capita spesso di leggere fantascienza tedesca. Andreas Eschbach (Ulma, 15 settembre 1959), l’autore di “Miliardi di tappeti di capelli” (1995), è, appunti, uno scrittore tedesco.

Iniziando la lettura si nota subito un piglio diverso da quello dei suoi colleghi americani. Si parte, infatti, con un’atmosfera dal sapore antico, con questa strana, poetica, comunità interamente dedita alla tessitura di tappeti, realizzati usando i capelli delle donne di famiglia. Ogni tessitore impiega la sua intera esistenza a un solo tappeto e tutta l’esistenza del pianeta è condizionata da questa attività. Il mondo ne produce migliaia ogni anno e sono tutti destinati al palazzo dell’Imperatore, che pare debba essere sconfinato per accoglierli tutti.  La scena poi si allarga e scopriamo che questo mondo realizza tappeti per l’Imperatore da almeno 80.000 anni. Non solo: sebbene la gente su quel pianeta crede che ogni mondo dell’Impero produca qualcos’altro per l’Imperatore, in realtà moltissimi altri mondi producono solo e soltanto pregiatissimi e inutili tappeti di capelli. Pare che siano almeno 8.000 i mondi che fanno questo per l’Imperatore immortale. Ma l’Imperatore cosa se ne fa di “miliardi di tappeti di capelli”? Qualcuno sostiene che l’Imperatore, dopo millenni di regno (300.000!), sia morto. Pare sia stato assassinato da dei ribelli.

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Andreas Eschbach

L’opera prosegue in un crescendo di colpi di scena e in un allargamento progressivo di orizzonte. Troviamo un imperatore che dopo trecentomila anni di regno è stanco e vorrebbe abdicare. Troviamo dei ribelli che lo vorrebbero eliminare. Ma chi è il capo dei ribelli se non l’imperatore stesso? Troviamo un sovrano inchiodato a una macchina che lo costringe a vivere, immobile, in eterno. Troviamo il mistero di un uomo scomparso. Troviamo uno strano culto dell’Imperatore. Troviamo un’immane biblioteca che conserva la storia di centinaia di migliaia di anni di un numero sterminato di pianeti di un Impero. Tutto questo in una space opera che esplora un futuro lontanissimo ma che conserva un gusto antico e ci parla dell’insopportabile peso del potere, del senso del dovere, dell’impegno, della follia, della vendetta e dell’immortalità.

Un romanzo che è pura fantascienza, ma al contempo ha un sapore nuovo e diverso. Qualcosa che pur muovendosi nei solchi delle storie d’avventura, mantieni una sua poeticità “interstellare”.

 

 

 

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