UN’AMERICANA ALLA CORTE DI KHOMEINI

Risultati immagini per Leggere LolitaIl bestseller “Leggere Lolita a Teheran” (2003) dell’iraniana Azar Nafisi, non è un romanzo, non è un saggio e non è neppure un’autobiografia ma è un po’ di tutto ciò. Il romanzo racconta delle sue esperienze di insegnamento di anglistica in Iran (ci sono, però, anche delle parti che descrivono la sua vita negli Stati Uniti e la sua militanza ai tempi della guerra del Vietnam). Assistiamo alla nascita della Repubblica Islamica Iraniana e al conflitto Iran-Iraq, peraltro non descritti in modo particolarmente dettagliato. Si tratta più che altro di impressioni e sensazioni dell’autrice e di particolari da lei colti, come quando ricorda che sotto i bombardamenti iracheni a Teheran alle donne si consigliava di vestire in modo decoroso anche a letto, nel caso la loro casa fosse crollata! Come se, in un simile frangente l’abbigliamento fosse il vero problema! Si citano morti e persecuzioni, ma è tutto sullo sfondo, lontano.

L’immagine che ci fornisce dell’Iran mi pare, parecchio occidentale. Pare quasi di leggere le cronache di un’Americana a Teheran, più che di una del posto.

Quanto alla letteratura, cita molti autori e vari libri, ma di fatto parla soprattutto di Nabokov, Fitzgerald, James e Austen.

 

“Tema del seminario era il rapporto tra realtà e finzione letteraria. Leggevamo i classici della letteratura persiana, per esempio alcuni racconti della nostra «signora delle storie», Shahrazad, tratti dalle Mille e una notte, insieme ai classici dell’Occidente -Orgoglio e pregiudizio, Madame Bovary, Daisy Miller, Il dicembre del professor Corde e, appunto, Lolita.”

 

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Azar Nafisi

Come si deduce dal titolo, nelle sue lezioni, in effetti, un autore che ha un particolare rilievo è Nabokov, di cui esamina soprattutto “Lolita”, ma non solo. Ampio spazio viene anche dato a Scott Fitzgerald e al suo “Grande Gatsby” cui l’’aula, a un certo punto, intenta pure una sorta di processo. Ai tempi di Khomeini, infatti, la censura stava facendo sparire quasi tutti i libri occidentali. In classe ci sono studenti mussulmani e no. “Il Grande Gatsby” è stata una lettura che mi lasciò, vari anni fa, alquanto indifferente, è mi suona strano vedere l’aula accalorarcisi tanto pro e contro.

Riporto qui alcuni interventi in merito:

 

“«E se volete un esempio di stupro culturale, non dovete cercare più in là di questo libro». Prese la sua copia di Gatsby da sotto la pila di fogli e cominciò a sventolarla nella nostra direzione.”

 

“«Gatsby è un disonesto» strillò. «Si arricchisce con mezzi illeciti e cerca di comprare l’amore di una donna sposata. Questo libro dovrebbe parlare del sogno americano, ma che diavolo di sogno è? L’autore vuol forse incoraggiarci a diventare tutti adulteri e delinquenti? L’America è in declino proprio perché il suo sogno è questo. Sta affondando! Quello che oggi siamo chiamati a giudicare è l’estremo rantolo di una cultura moribonda!» concluse gongolante”.

 

“«E se,» continuò scaldandosi «se, signor Farzan, Fitzgerald nella vita reale era ossessionato dai ricchi e dalla ricchezza, nelle sue opere mostra proprio quanto la ricchezza possa corrompere una persona sostanzialmente perbene, come Gatsby, o creativa e vitale come Dick Diver in Tenera è la notte. Se non riesce a capire questo, il signor Nyazi fraintende completamente il romanzo».”

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“Alcuni tra i militanti di sinistra difesero il romanzo, secondo me anche per contraddire i colleghi musulmani. In sostanza, la loro difesa non fu poi così diversa dalla condanna di Nyazi. Sostennero che avevamo bisogno di opere come Il grande Gatsby per toccare con mano l’immoralità intrinseca nella società americana. Anche loro pensavano che dovessimo leggere più materiale rivoluzionario; tuttavia, per conoscere il nemico Gatsby era utilissimo.”

 

“E quello che un libro così poteva insegnarci, disse, non era certo come diventare un truffatore senza scrupoli, o un’adultera. Forse che tutti scioperavano o emigravano in California dopo aver letto Steinbeck? O andavano a caccia di balene dopo aver letto Melville? Le persone sono un po’ più complicate, no? E com’è, i rivoluzionari non hanno sentimenti, non provano emozioni? Non si innamorano mai, non apprezzano la bellezza? Questo è un libro straordinario, disse. Ci insegna a tenerci stretti i nostri sogni, ma anche a diffidarne, a cercare l’integrità in luoghi insoliti. «A ogni modo» concluse «mi è piaciuto da pazzi, e anche questo vorrà dire qualcosa, non vi pare?».”

 

Se “Gatsby” non fu un personaggio significativo nella mia formazione letteraria e, men che mai lo fu la Daisy Miller di Henry James cui tanto si ispirano le studentesse della Nafisi, “Lolita” è stato romanzo che ha lasciato dei segni in me e nella mia scrittura, tanto che persino il mio “La bambina dei sogniall’inizio vi allude e il protagonista lo legge nell’incipit. Ne “La bambina dei sogni”.

Le riflessioni letterarie in questo volume sono importanti e interessanti. Le parti biografiche un po’ meno, forse perché la protagonista non resta simpatica, mostrandosi come una ragazza cresciuta, figlia di 800 anni di aristocrazia letteraria, che gioca far la ribelle, con le spalle ben coperte da una tradizione familiare di letterati e soprattutto si muove in Iran come un’Americana, che ben conosce il Paese, ma che non sembra sentirlo come suo, nonostante alcune sue dichiarazioni in queste stesse pagine.

 

Tra le riflessioni sulla letteratura, vorrei ricordare le seguenti:Risultati immagini per donne iraniane

 

Esordii dichiarandomi assolutamente d’accordo con Nabokov, quando sostiene che ogni grande romanzo è in realtà una fiaba. Le fiabe, spiegai, sono piene di streghe terrificanti che mangiano i bambini, di matrigne cattive che avvelenano le belle figliastre e di padri vigliacchi che abbandonano i figli nella foresta. Ma l’aura magica nasce dalla forza del bene: è questa a ricordarci che non dobbiamo cedere agli obblighi e alle restrizioni imposti da McFatum, come lo chiama Nabokov.

Ogni fiaba offre la possibilità di trascendere i limiti del presente e dunque, in un certo senso, ci permette certe libertà che la vita ci nega. Tutte le grandi opere di narrativa, per quanto cupa sia la realtà che descrivono, hanno in sé il nocciolo di una rivolta, l’affermazione della vita contro la sua stessa precarietà.”

 

“Una volta le chiesi come mai avesse abbandonato il realismo per l’astrazione. «La realtà è diventata così insopportabile,» rispose «così deprimente, che ormai so dipingere soltanto i colori dei miei sogni».

«I colori dei miei sogni» ripetevo tra me. Mi piaceva. Quanti possono dipingere i colori dei propri sogni?”.

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“«Un romanzo non è un’allegoria» dissi verso la fine della lezione. «È l’esperienza sensoriale di un altro mondo. Se non entrate in quel mondo, se non trattenete il respiro insieme ai personaggi, se non vi lasciate coinvolgere nel loro destino, non arriverete mai a identificarvi con loro, non arriverete mai al cuore del libro. È così che si legge un romanzo: come se fosse qualcosa da inalare, da tenere nei polmoni. Dunque, cominciate a respirare.”

 

 

Leggere Lolita a Teheran”, però non parla solo di letteratura, altrimenti la seconda parte del titolo non avrebbe avuto particolare importanza. Ci parla dell’Iran, dell’Islam che si va radicalizzando e di come questo tratti i libri e la letteratura. Del rapporto dell’Islam con il grande diavolo americano:

“Noi che abitiamo in paesi antichi, spiegai, abbiamo un passato, e non ce ne stacchiamo mai. Loro, gli americani, hanno un sogno: sentono nostalgia per la promessa del futuro.”

 

“«L’Islam è la sola religione al mondo che ha assegnato alla letteratura il sacro compito di guidare ognuno di noi a una vita retta e devota» intonò. «Ciò appare ancor più evidente se consideriamo che il Corano, la parola di Dio, è il miracolo compiuto dal Profeta. Attraverso la Parola l’uomo può sanare e può distruggere. Può guidare e può corrompere. Ecco perché la Parola può appartenere a Satana o a Dio.”Risultati immagini per Lolita Nabokov

 

Gli anni trattati sono quelli dall’avvento di Khomeini al giugno 1997, con il cambiamento dei costumi e della morale e con la gente morta e scomparsa.

La lettura dei classici di lingua inglese è filtrata da questo ambiente, come scrive Nafisi verso la fine del volume:

“Gli spiego che voglio scrivere un libro in cui ringrazio la Repubblica islamica per tutto quello che mi ha insegnato ad amare Henry James e Jane Austen e il gelato e la libertà. «Non mi basta più godere di tutte queste cose» proseguo. «Voglio anche scriverne».

Risultati immagini per Daisy Miller«Non potrai scrivere della Austen» risponde lui «senza scrivere anche di noi, e di questo posto dove hai riscoperto le sue opere. Non potrai fare a meno di noi. Provaci e vedrai. La Austen che conosci è irrimediabilmente legata a questo posto, a questa terra e a questi alberi. Non crederai che sia la stessa Austen che leggevi con il professor French – si chiamava French, vero? No, vero? Questa è la Austen che hai letto qui, in un paese dove il censore è cieco e dove impiccano la gente per strada e stendono un telone nell’acqua del mare per tenere separati gli uomini e le donne mentre fanno il bagno»”.

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  1. […] Azar Nafisi – Leggere Lolita a Teheran (ebook) – romanzo-saggio-autobiografia – iraniano […]

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