GRANDI POTERI E GRANDI RESPONSABILITÀ

Stephen King è senz’altro uno dei migliori autori viventi, ma “La zona morta” (1979), sebbene sia stato il suo primo romanzo ad arrivare in cima alla vetta dei best seller e abbia ispirato un film di Cronenberg e una serie TV,  non è il suo miglior romanzo, sebbene, essendo stato scritto da lui, è comunque un buon libro, che riesce a emozionare e a coinvolgere. Mi pare, però, che parta un po’ a rilento e sembra quasi che l’autore abbia cominciato a scriverlo senza sapere bene dove volesse andare a parare, poi King si riprende e ricollega le parti della narrazione che all’inizio sembravano separate. Per esempio, nella prima parte mi chiedevo perché perdesse tanto tempo a parlarci di politici americani, ma le ultime pagine giustificano queste che parevano divagazioni gratuite. C’è anche qualche pagina sulla malattia di Johnny Smith, il protagonista, che mi è parsa troppo lunga.

Stephen King

La zona morta” sembra un po’ la bozza di prova di “22/11/’63” (2011). In questo  romanzo più recente, King ci mostra un viaggiatore nel tempo che dal futuro dei nostri giorni torna indietro negli anni ’60 del secolo scorso per cercare di sventare l’omicidio del presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy. Ne “La zona morta” il protagonista diventa un veggente e ha la visione di un politico locale che diventa presidente degli Stati Uniti, portando la nazione e il mondo alla rovina. Decide dunque di fermarlo prima che diventi troppo importante. Se in “22/11/’63” la soluzione era evitare un omicidio (magari commettendone un altro), qui sembra che il solo modo per evitare un dramma planetario sia un assassinio. Sicuramente anche questo romanzo, scritto negli anni ’70, risente dell’emozione che ha a lungo sconvolto l’America a seguito dell’omicidio di Dallas. Il romanzo più recente si presenta più “compatto” e concentrato sulla trama centrale, “La zona morta” si disperde in una serie di racconti di altre visioni di Smith, del suo tentativo di tornare a una vita normale dopo essere uscito dal coma, dei suoi rapporti con i genitori e la ragazza, che Johnny, risvegliandosi da 4 anni e mezzo di coma, ritrova sposata con un figlio. “La zona morta” ci parla, insomma, non della missione di John Smith, ma di lui, di come abbia vissuto l’incidente che l’ha portato a un sonno pluriennale e al risveglio con le sue doti di veggente amplificate, del suo tentativo di ricostruirsi una vita e dell’impossibilità di ciò, perché, come dice l’Uomo Ragno, “grandi poteri comportano grandi responsabilità”. Se Johnny sente l’arrivo di un incendio, non può non intervenire per salvare delle vite. Se sente l’arrivo di una catastrofe planetaria, non può restare con le mani in mano. Quella che King descrive è dunque la vita difficile e tormentata di chi, trovandosi inaspettatamente ad avere poteri più grandi di lui, fatica ad adattarsi alle responsabilità che ne conseguono. Un problema da supereroi, ma anche da gente normale con carriere sproporzionate ai meriti.

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  1. […] Stephen King (1) – La zona morta – (e-book) – romanzo fantascientifico – statunitense […]

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