IL SUCCESSO DEL RAGAZZINO E DELLA SUA SQUADRA

Leggo dal risvolto di copertina di “Eragon” che questo romanzo fantasy è stato scritto da Christopher Paolini quando aveva quindici anni. Se davvero l’avesse scritto da solo a quell’età, così com’è nella forma in cui è stato pubblicato, dovremmo ammettere che Paolini si presenta come un autore molto promettente e già piuttosto maturo. Bisogna, però, dire che il volume si conclude con tre pagine di ringraziamenti rivolti a un gran numero di collaboratori, innanzitutto i genitori, che, guarda caso hanno una casa editrice (Paolini International LLC), lo hanno revisionato e pubblicato. Ha poi avuto un’editor (Michelle Frey) per l’edizione Knopf Books, vari personaggi che hanno corretto il romanzo, un agente (Simon Lipskar), un consulente legale, uno marketing e non solo.

Christopher Paolini

Eragon” è un romanzo che ha riscosso un buon successo al punto di essere trasformato in film e di aver generato una serie di sequel. Libri così non nascono per caso. Sono il prodotto di squadre ben collaudate. Il ragazzino in gamba è certo importante, ma forse più come componente di marketing. Con questo non intendo condannare un metodo di produzione né il suo prodotto, nello specifico questo libro, che si legge con piacere, è scorrevole e avvincente. Certo l’avventura è la componente fondamentale e altri aspetti sono un po’ trascurati, ma è un romanzo che si rivolge a un pubblico giovane che in un libro cerca proprio questo e qui lo trova.

Quel che vorrei sottolineare, ancora una volta, è che noi “autori autonomi”, noi cioè che i libri ce li costruiamo a mano, parola per parola, immagine per immagine, idea per idea, noi che ce li revisioniamo da soli o con l’aiuto di pochi amici volenterosi, noi che ci cerchiamo da soli un editore, che spesso si limita a stampare quel che gli offriamo, noi che ci promuoviamo da soli, noi partiamo sempre parecchi giri indietro ai vari Paolini del mercato editoriale che vende e la corsa a volte pare quasi impossibile.

Il marketing ci insegna, però, che per vendere la prima cosa è avere un buon prodotto. “Eragon” non avrebbe avuto il successo che ha avuto se non fosse tale. Perché lo è? Perché tocca le corde che la letteratura per ragazzi dovrebbe toccare: un protagonista giovane che si scopre dotato di inaspettati poteri (un po’ come Harry Potter), che ha un alleato magico potente, il drago, la cui forza va crescendo progressivamente, dato che Eragon lo trova che è ancora nell’uovo. Il drago è una sorta di cucciolo che cresce in fretta, un cucciolo parlante e intelligente, dotato di conoscenze che non è chiaro da dove gli vengano. Eragon ha anche un maestro e degli amici: si ricrea un contesto in cui i ragazzi si riconoscono, ma trasposto in un ambiente magico (di nuovo la ricetta di Harry Potter). Ci sono nemici pericolosi e potenti, dunque pericoli, rischi e, quindi, avventura, che il nostro eroe, in cui il giovane lettore s’immedesima, riesce ad affrontare se non a sconfiggere. Ci sono le difficoltà e i tradimenti che si accompagnano a molte amicizie. Ci sono le difficoltà e i momenti che caratterizzano un processo di crescita e di passaggio all’età adulta. Tutti elementi non nuovi e che, come abbiamo visto, il fantasy sa ben utilizzare e su cui la Rowling ha saputo costruire un impero.

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  1. […] Christopher Paolini – Eragon – (cartaceo) – romanzo fantasy- statunitense […]

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