UN ROMANZO SENZA TRAMA NON HA STOFFA

Negli ultimi anni mi sono sempre più convinto dell’importanza della trama in un romanzo. A qualcuno questo potrà forse sembrare ovvio, ma, sebbene gran parte dei romanzi abbia una trama degna di questo nome, non tutti ne hanno una e alcuni hanno trame poco interessanti o, peggio, poco consistenti.

Credo che l’etimologia del termine “trama” sia riconducibile a quella della “trama” di un tessuto. Che cosa sarebbe una stoffa senza una trama? Può averne di diverse ma senza non avremmo alcun tessuto. Cos’è un romanzo senza trama? Di solito poca cosa. Diciamo pure che un romanzo senza trama non ha stoffa!

Non amo, però, essere prevenuto, anche se la mia prevenzione deriva da un’esperienza personale ripetuta, dunque mi dico che un giorno potrei trovare un romanzo senza trama e innamorarmene e così ogni tanto leggo qualcosa che ha tutte le caratteristiche per non piacermi (per esempio romanzi gialli o peggio rosa, diari, ecc.).

Avevo letto che “Le città della notte rossa” (1981) è un romanzo destrutturato ma, ciononostante o forse proprio per questo, oggetto di amore incondizionato da parte di alcuni fan che vi hanno creato attorno una sorta di culto. Dunque, dato che penso sempre che se qualcosa piace a qualcuno deve pur avere dei pregi e che se qualcosa piace a molti deve averne tanti, ho provato a leggere questo romanzo di William Burroughs, autore che già conoscevo, se non altro per aver letto, parecchio tempo fa, “Il pasto nudo”. Troppo tempo fa, dato che ne ho ormai solo un ricordo vago, cosa che non è un buon segno, perché i buoni romanzi lasciano la loro impronta anche a distanza di tempo.

Tutto sommato sono attratto dall’idea di un romanzo destrutturato, anche se sono scettico sul tema.

Iniziando a leggere “Le città della notte rossa” in cui le avventure del pirata Mission si alternano ad altre storie più moderne o addirittura fantascientifiche o fantastiche, la mia prima riflessione è stata “più che un romanzo destrutturato, mi pare di leggere una raccolta di racconti”. Andando avanti, però, ho realizzato che non era così: quello che stavo leggendo era un intreccio di storie con barlumi di trame sconnesse, che spesso si perdevano in un caos in cui alcuni elementi tornavano insistentemente, se non ossessivamente.

William Burroughs

Potevamo considerare questi elementi il ritmo del romanzo? Erano loro a sostituire la trama e ha costituire la struttura portante del narrato? Forse sì, ma se c’era un ritmo o addirittura un’armonia in tutta quell’accozzaglia di immagini non ero in grado di percepirli. Del resto, si sa che non ho orecchio.

Immagini? Forse la sostanza del libro sono le immagini. Va avanti per sovrapposizione, successione e ripetizione di immagini. Come cosa? Come un collage? Forse. Mi piacciono i collage? Non necessariamente. Questo collage mi ha annoiato.

Quali elementi contiene? Tanti. Alcuni saltano più in evidenza: pirati lascivi e libertari, erezioni, accenni di ucronia, eiaculazioni, creature fantastiche, ragazzi nudi, erezioni, rapporti omosessuali, ragazzi nudi con gli stivali, sperma, eiaculazioni, erezioni, droghe, erezioni, sesso, sogni allucinati, eiaculazioni, magia, impiccagioni, eroina, erezioni, strangolamenti, erezioni, oppio, pirati nudi, decapitazioni, peni, western, erezioni, territori postatomici, ragazzi nudi con le pistole. Notate qualche ripetizione? Sono volute. Spero di aver dato almeno una vaga idea della ricorrenza di certe immagini!

Tutto questo può sostituire una trama decente? A qualcuno pare di sì. Come già dicevo, io leggendo mi sono soprattutto annoiato, sarà forse perché poco mi interessa di ragazzi nudi con gli stivali che eiaculano durante un’impiccagione. Se invece questo è il genere di cose che cercate in un romanzo, affrettatevi a leggerlo.

Il volume è il primo di una trilogia che comprende anche “Strade morte” e “Terre occidentali”. Dicono che per comprenderne la genialità occorre leggerlo assieme agli altri due. Cosa che non ho fatto e per il momento non ho intenzione di fare.

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6 responses to this post.

  1. Per qualche motivo mi incuriosisce, specie per la mancanza di trama, ci saranno forse dei simboli da interpretare? Non so se potrei trovarci qualcosa di interessante..
    Grazie per aver condiviso questa lettura 🙂

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  2. Posted by fullhappyseason on 2 marzo 2016 at 05:30

    Il tema è affascinante, ma devo ammettere che la prima cosa che mi attira e mi tiene incollata alle pagine di un romanzo è proprio la trama, poi anche il ritmo e la voce narrante cospirano a rendermi affezionata lettrice, diciamo sostengono la trama.
    Dopo la trama l’altro elemento per me essenziale in un romanzo è l’ambientazione.
    Quindi i caratteri dei personaggi. Sono molto meno sensibile allo stile forse perché non sempre ne riconosco la specificità.
    L’idea del romanzo senza trama mi affascina e non poco.Vorrei scrivere qualche pagina ispirata da questa idea.
    Ho letto,in parte, “Le onde” di Virginia Woolf che mi sembra avvicinarsi al nostro concetto e ne sono rimasta “stregata”. Tuttavia non è una lettura facile e non l’ho terminata, rimanendo impantanata, come dico io, in mezzo al guado
    Ciao,
    Chiara ( alias chiaratosta)

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  3. Direi che nei primi due paragrafi hai detto tutto. I romanzi sono, prima di ogni altra cosa, storie da raccontare.

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  4. Ho trovato Burroughs affascinante e insieme esasperante. Affascinante per la fantasia satiricaq erotico-distopica, esasperante per l’incomprensibile caos dei suoi romanzi. E poi, va bere avere un fetish, ma Burroughs esagera con la sua mania di impiccagioni orgasmiche. Sulla fondamentale importanza della trama, concordo

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  5. […] William Burroughs – La città della notte rossa – (e-book) – romanzo destrutturato – statunitense […]

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