I MIGLIORI AUTORI SONO I CREATORI DI UNIVERSI IMMAGINARI, MA…

La miglior letteratura, per me, deve essere creativa. Possiamo immaginare un grafico cartesiano con alle ordinate la qualità e alle ascisse la creatività. Al crescere della creatività crescerà anche la qualità.

Con i libri però le cose non sono così semplici, perché se aumenta la creatività, ci si discosta dal reale e quando ci scostiamo dal reale diminuisce l’empatia. Se un libro non genera empatia, non ci piace, dunque non è un buon libro ovvero la sua qualità è ridotta. Possiamo allora immaginare un altro grafico in cui al crescere della creatività decresce l’empatia e questa fa decrescere la qualità.

Dunque, un buon libro dovrà bilanciare accuratamente creatività ed empatia. La buona letteratura si troverà al punto di incontro delle due rette con andamento inverso che abbiamo descritto. Direi che la retta crescente della qualità in funzione della creatività avrà un’inclinazione maggiore della retta decrescente della qualità in funzione dell’empatia, ma ogni autore o lettore, può immaginare diverse pendenze.

Seguendo questo ragionamento, la letteratura fantastica, nel primo grafico, si pone sopra ogni altro genere di letteratura che non sia tale. I creatori di mondi alternativi sarebbero così i migliori autori in assoluto.

Questo ci aiuta a capire meglio il discorso “matematico” che facevamo prima, dato che spesso opere di grande creatività sono così astratte dalla realtà da non creare alcun coinvolgimento (empatia) con il lettore.

Un esempio di autore con una capacità creativa notevolissima e che ha creato interi universi immaginari, è Iain M. Banks di cui ho appena letto uno dei numerosi volumi del ciclo della Cultura dal titolo “Volgi lo sguardo al vento”.

Guerre stellari

Banks ha immaginato un lontano futuro in cui (un po’ come in Guerre Stellari, ma con molta più fantasia) numerose razze convivono popolando la galassia e in cui gli umani hanno creato una civiltà detta La Cultura. Banks inventa macchinari, creature aliene, forme sociali, forme d’arte, modi di pensare nuovi, dimostrando una fantasia e una creatività sfrenate. Questo lo potrebbe collocare in vetta alla retta del nostro primo grafico.

Purtroppo, per descrivere un universo tanto diverso, si perde in continue spiegazioni (sebbene mai lunghe, è in questo lo apprezziamo) o ci travolge con nomi e creature che non riusciamo a focalizzare, quasi parlasse una lingua straniera che conosciamo poco. Inoltre, come si diceva, non solo il lettore si distrae nel cercare di capire davanti a quale strano alieno si trovi di fronte o a quale regola dell’etichetta della Cultura sia stata violata, ma finisce per non ritrovarsi in un mondo così diverso, al punto di non sentirsi coinvolto.

Ci sono alcuni passaggi coinvolgenti, come quello che definirei centrale, dell’attentato/vendetta con cui dovrebbero morire cinque miliardi di creature, creature tra le più affascinanti, come i beemotauri, che mi fanno un po’ pensare a quella che considero la miglior creatura mai immaginata, il pianeta senziente inventato da Lem in “Solaris”, ma la trama appare così esile che non saprei descriverla, tante essendo le divagazioni e tanti i salti narrativi. Un’unitarietà si coglie, ma, come lettore, la gestisco male.

In “Volgi lo sguardo al vento” (2000) ritroviamo la Cultura, che avevo avuto modo di scoprire leggendo “L’Impero di Azad” (1988), ma il romanzo è del tutto autonomo. Mi pare, infatti, di capire, che le opere di questo ciclo abbiano la caratteristica di contribuire a descrivere l’universo immaginario creato da Banks attorno alla Cultura, pur essendo ciascuna indipendente dall’altra e dunque, mi pare, leggibili autonomamente.

Colgo l’occasione per riepilogare i romanzi del ciclo, come li trovo su wikipedia:

Ciclo della Cultura

Iain M. Banks (Dunfermline, 16 febbraio 1954 – 9 giugno 2013)

Se “L’Impero di Azad”, lentissimo a partire, mi aveva poi affascinato, spingendomi a riprendere in mano un romanzo di Banks, “Volgi lo sguardo al vento” mi ha scoraggiato, forse definitivamente, anche se la sua grande forza creativa ancora mi attrae e incuriosisce.

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13 responses to this post.

  1. Ciao, Carlo! Passo per augurarti un sereno e felice 2016, ricco di soddisfazioni personali e professionali.

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  2. […] Iain M. Banks – Volgi lo sguardo al vento – (ebook) – romanzo fantascientifico […]

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  3. […] “Volgi lo sguardo al vento” di Iain M. Banks, ho scritto di recente che un buon libro deve riuscire a bilanciare creatività […]

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  4. […] come “Nessun luogo. Da nessuna parte” di Christa Wolf, “Le ore” di Michael Cunningham, “Volgi lo sguardo al vento” di Iain M. Banks, faticando a tenere la dovuta attenzione (leggo con il Text-To-Speech, che […]

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  5. Banks è uno scrittore difficile, ma merita lo sforzo.

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