IL FORMARSI DELLA CONOSCENZA COMUNE

Quest’estate Mark Zuckerberg (il fondatore di Facebook) aveva consigliato la lettura di alcuni libri. Sebbene il personaggio sia importante, non ha molto a che fare con la letteratura o la saggistica, ma i titoli suggeriti erano tutti interessanti e me ne sono procurato alcuni. Tra questi c’era anche “Rational ritual”, che ho appena finito di leggere.

Rational ritual” del giovane Michael Suk-Young Chwe è un saggio che esplora il concetto di conoscenza comune, l’importanza del coordinamento delle informazioni per generare una conoscenza comune e le distorsioni che si creano quando questa è assente o manipolata, come nel caso della informazione politica o del razzismo, dove la percezione che altri la pensino in un certo modo induce le persone ad adattarsi alla nuova forma di pensiero, senza capire che quello che percepiscono come un pensiero maggioritario è in realtà ancora minoritario, ma tende a diventare maggioritario proprio per i meccanismi di errato coordinamento delle informazioni alla base della conoscenza comune. Viene allora da pensare all’uso dei sondaggi fatto dalle televisioni italiane durante il periodo berlusconiano. Non è necessario dare informazioni false o censurarne altre. È più utile far credere che tutti credano a certe cose, perché in molti comincino a credere a tali cose. All’apparenza la televisione si mostra neutrale, ma, di fatto, manipola la conoscenza comune, creandone una artificiale.

Michael Suk-Young Chwe

Il volume affronta il tema anche dal punto di vista marketing e delle campagne promozionali.

Tutto gira intorno al meccanismo io so che tu sai che io so e alla possibilità che questo si inceppi. L’autore spende varie pagine sull’esempio dell’autobus dove qualcuno è sveglio e qualcuno dorme.

Se io guardo qualcuno seduto davanti a me e lui mi guarda lui sai che io so che lui sa che io lo vedo e viceversa, ma cosa succede se uno dei due dorme? Il meccanismo salta.

Il testo è denso di ripetizioni e lo stesso concetto viene rigirato più volte come un tempo si faceva con un abito usato. Deve essere un vizio americano (l’autore sebbene sembri di origine asiatica ha studiato e pubblicato in America). Anche i documentari statunitensi che si vedono in televisione hanno il vizio di ripetere i concetti all’infinito. L’impressione è che prendano i lettori per deficienti o che l’autore si senta molto più intelligente degli altri e quindi debba rivolgersi al pubblico come se fosse formato da bambini. Anche i bambini però si stufano, se uno ripete sempre le stesse cose! L’altra ipotesi che verrebbe da formulare guardando tali documentari è che il quoziente intellettuale d’oltreoceano possa essere davvero parecchio più basso di quello di un italiano medio! Scherzo. Ovviamente credo sia solo un problema di livello di attenzione. Danno per scontato che nessuno si concentri nella visione o (talora) nella lettura. Sono programmi fatti per gente che ne vede solo un breve pezzo e poi cambia canale o che si collega a trasmissione già iniziata. Anche questo però non mi pare un buon indice del livello intellettuale.

Visto chi suggeriva questo saggio, speravo in un testo più innovativo, ma non mi ha dato molto. Spero di rifarmi con gli altri titoli suggeriti.

 

Questo è il primo libro in inglese che leggo usando il TTS (Text-To-Speech). Ormai leggo soprattutto con il sintetizzatore vocale, ma sempre in italiano. Alcuni trovano difficile concentrarsi leggendo con il TTS, percui (conoscenza comune!) temevo che leggere in un’altra lingua avrebbe potuto comportare una certa difficoltà e, soprattutto, mi avrebbe reso difficile avere la medesima concentrazione che riesco ad avere con un testo italiano, ma devo dire che l’esperienza di è rivelata abbastanza positiva e intendo ripeterla. La pronuncia del sintetizzatore vocale inglese mi parrebbe buona, almeno e forse più di quella del lettore italiano e la lettura (più correttamente “ascolto”) di testi inglesi si è rivelata anche un buon esercizio per la pronuncia inglese.

Nello specifico, dato che, come scrivevo, questo saggio presenta numerose ripetizioni questo ne rende più facile la comprensione anche con un simile strumento e in una lingua straniera, mentre l’uso del sintetizzatore vocale su questo saggio dà dei problemi per la presenza di numerosi grafici, tabelle e illustrazioni. Il prossimo testo inglese che leggero con TTS sarà un romanzo e spero che la lettura possa essere ancora più fluida. Ho già iniziato “The Martian” di Weir.

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3 responses to this post.

  1. […] titoli suggeriti erano tutti interessanti e me ne sono procurato alcuni. Tra questi c’era “Rational ritual”, che ho letto qualche tempo fa e che non mi aveva entusiasmato particolarmente. Leggendo dunque […]

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  2. […] Michael Suk-Young Chwe – Rational ritual – Culture, Coordination, and Common Knowledge – (ebook) – saggio sociologico – In inglese. […]

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  3. […] “Rational Ritual” di Michael Suk-Young Chwe; […]

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