TRE (GENTIL)UOMINI IN PALLONE (PER NON PARLARE DEL PRETE MORTO)

L’edizione che lessi attorno al 1974

Nel romanzo che sto scrivendo compaiono dei palloni aerostatici. Mi è allora venuta in mente una lettura di circa quarant’anni fa, “Cinque settimane in pallone” (1863) di Jules Verne. Oltretutto ricordando la meraviglia con cui autori come Verne o Salgari parlavano delle innovazioni tecnologiche del loro tempo, dovendo descrivere una situazione culturale in parte simile, mi sarebbe piaciuto cogliere un po’ di quello stupore scientifico che nel XXI secolo abbiamo orami perso.

Ho così ripreso in mano il romanzo di Verne (questa volta in e-book, con il consueto TTS – Text To Speech, che certo avrebbe stupito non poco l’autore francese).

Non ne ho tratto grandi spunti narrativi, ma in ogni caso è stata comunque una lettura utile sulle trovate tecniche del personaggio Samuel Ferguson, che, nel 1862, risolve i problemi ascensionali con un sistema di riscaldamento dell’idrogeno, che gli consente di dotarsi di una zavorra ridotta, vista la lunga durata dell’impresa prospettata (l’attraversata dell’Africa). Un accorgimento che ho imitato è quello del doppio pallone, uno interno all’altro. Nel mio romanzo, infatti, gli aerostati vengono impiegati anche in battaglia e questo sistema li rende un po’ meno vulnerabili. Complessivamente tutta la lettura credo mi abbia ispirato solo una decina di nuove righe. Persino il cacciatore che avvista le prede dall’alto e che, pur potendole colpire, deve rinunciare, non potendole poi
recuperare, potrebbe sembrare che l’abbia copiata da Verne, ma era cosa che avevo già scritto.

Non penso invece sia possibile ripetere il senso di meraviglia ottocentesca per i prodigi della tecnologia, che oggi suonano un po’ ingenui (quante volte compaiono la parola “meraviglia” o altre simili?), né la visione dell’Africa come terra popolata di selvaggi “negri” “gnam gnam”, ovvero cannibali ferocissimi. Singolare è l’incontro con i cinocefali, figura leggendaria che non mi sarei aspettata da un autore tanto preciso e scientifico come Verne. Nello stesso romanzo, in effetti, egli stesso scrive, in un altro passaggio, che gli uomini dalla testa di cane sono solo una leggenda, ma non manca di far assalire i tre viaggiatori da un branco di scimmie umanoidi che definisce tali.

Le popolazioni locali, siano essi arabi (sempre definiti “negri”) o tribù dell’interno, reagiscono alla vista del pallone o adorandolo o scatenando istinti violenti.

I viaggiatori sono tre: il dottor Samuel Ferguson, il cacciatore Dick Kennedy e il servo Joe (il suo nome è Joseph Wilson, ma, in quanto servo, compare più spesso degli altri con il nome proprio). Tutti e tre si comportano con tipica nonchalance inglese anche nelle più grandi difficoltà, seppur in grado diverso. Il servo Joe dimostra rispetto e ammirazione incommensurabili per il suo padrone, al punto di rischiare o sacrificare la propria vita ogni volta che questo possa servire. Da parte sua il padrone Ferguson lo tratta con affetto, sebbene sembri quello rivolto a un cane fedele, e non manca di fare il possibile per salvarlo quando si trova in difficoltà. Un quarto personaggio viene salvato dai tre esploratori, anche se l’intervento dei tre si rivela tardivo e lo sfortunato missionario muore in viaggio.

Jules Verne

L’intero romanzo mescola alle imprese fantastiche del terzetto (per non parlar del prete morto, parafrasando Jerome K. Jerome) informazioni sulle conoscenze dell’Africa di quegli anni e sulle spedizioni che ne avevano tentato l’esplorazione e apre la serie dei viaggi fantastici che hanno fatto la fortuna di Verne, trasformandolo in uno dei massimi iniziatori della fantascienza.

Provando a seguire con il satellite (Google Maps) il percorso dei tre avventurieri sono andato a cercare il lago Ciad, alla cui vista mi sono chiesto come fosse possibile che quella sorta di acquitrino che vedevo fosse l’imponente lago descritto da Verne. Purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, il bacino si è sempre più prosciugato e ora, visto dal cielo, non sembra quasi più un lago! Al contrario, allargando la visuale, alla ricerca del deserto in cui i tre eroi hanno rischiato di morir di sete, vedo una fascia desertica (o quanto meno terre ingiallite) molto più estesa di come la ricordassi e che impegna nella sola Africa un’area più grande dell’intera Europa e prosegue poi in Asia, non solo nella penisola araba, ma fin quasi al Pacifico!

C’è chi nega gli effetti del surriscaldamento, ma probabilmente non ha mai dato uno sguardo dall’alto al nostro piccolo pianeta!

 

Ho completato la lettura del romanzo con quella dell’articolo scritto da Verne, una decina d’anni dopo la pubblicazione del romanzo, il 21 settembre 1873, a seguito di una sua esperienza di volo in pallone, “Ventiquattro minuti in pallone”, che di fatto conferma le intuizioni dell’autore che ha descritto con grande precisione il viaggio dei tra aeronauti senza aver mai volato prima.

 

Annunci

5 responses to this post.

  1. […] Questo si coglie meno nel film. Il protagonista di Scott è più vicino a Rambo che ai geni di Jules Verne, come è invece il protagonista di […]

    Rispondi

  2. […] allora si chiamavano elementari) i miei tre autori preferiti erano, nell’ordine, Emilio Salgari, Jules Verne e Jack London. Mentre di Salgari in quel periodo credo di aver letto quasi tutto, ovvero decine di […]

    Rispondi

  3. […] Jules Verne – Cinque settimane in pallone – (ebook) – romanzo d’avventura […]

    Rispondi

  4. […] dunque i passi dalle invenzioni ottocentesche di Verne e Wells, si arriva alle opere di Zamjatin, Huxley, Orwell, Asimov, Bradbury, Wyndham, Clarke, […]

    Rispondi

  5. […] Per il viaggio in aerostato, mi è stato utile quanto raccontato da Jules Verne in “Cinque settimane in pallone”. […]

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: