IL FASCINO SURREALE DELLE NEUROLOGIA

Eccomi alla seconda lettura fatta alla ricerca di un testo da proporre a mia figlia, che il prossimo anno dovrà scegliere la facoltà universitaria, per mostrarle cosa voglia dire fare il medico.

La precedente (“Appunti di un giovane medico” di Bulgakov) si era rivelata appassionante, ma poco idonea a descrivere questa professione come è oggi, essendo ambientato ben un secolo fa, nella Russia della Rivoluzione Sovietica, con medici decisamente troppo avventurosi e abbandonati a se stessi.

Tutt’altra cosa, devo dire, de “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” del neurologo appena scomparso Oliver Sacks(Londra, 9 luglio 1933 – New York, 30 agosto 2015), opera più recente (pubblicato nel 1986, raccoglie alcuni casi esaminati nel corso degli anni precedenti), che descrive una serie davvero affascinante di casi clinici affrontati dal celebre medico. Molti mi fanno venir voglia di svilupparli e scriverci su un romanzo e magari un giorno lo farò.

Il primo racconto che dà il titolo al saggio, può dare un’ottima idea dell’intera impostazione del volume, mi permetto dunque di dire qualcosa solo di questo episodio, per non togliere il piacere della lettura, evitando di anticipare altro in merito agli episodi (sarebbe più corretto dire “casi”) successivi.

Sebbene si tratti di un saggio medico, infatti, è scritto come una raccolta appassionante di racconti e rivelare la “trama” potrebbe essere un non gradito spoiler.

Oliver Sacks

Il primo racconto ci mostra l’insolito caso di un uomo, socialmente ben inserito, con una regolare professione (musicista e insegnante), eppure affetto da una gravissima sindrome neurologica: l’incapacità di riconoscere le immagini o, se preferite, una visione delle immagini per schemi, che potrebbe ricordare quella di un automa. Egli, infatti, non ha nessuna difficoltà a riconoscere le figure geometriche, le immagini stilizzate, i disegni, ma appena ha a che fare con immagini più complesse (non schematizzate) perde la capacità di riconoscerle. Non riconosce le persone in fotografia o quando stanno ferme. Appena si muovono capisce chi sono dal modo di muoversi o dalla voce. Arriva a non distinguere un piede da una scarpa o un cappello dalla testa della moglie, tentando di infilarla in capo. Non riconosce una rosa senza annusarla o un guanto senza indossarlo. Nei suoi movimenti si aiuta con la musica, canticchiando. L’interruzione della melodia lo mette in crisi. Insomma, un esempio affascinante di come la mente possa funzionare in modi davvero diversi dal consueto.

René Magritte

Affascinante è il caso della donna che perde la propriocezione, ovvero la capacità di percepire il proprio corpo, ma anche tutti gli altri casi descritti nel volume sono interessanti senza eccezioni e forieri di numerose riflessioni sul nostro sistema nervoso, sulla natura dell’arte (quale il confine con la malattia?), sulle potenzialità della mente umana.

Insomma, una lettura piacevolissima come una raccolta ben scritta di racconti al limite del fantastico e del surreale, eppure incredibilmente veri e reali, essendo tutti casi clinici serissimi e direi anche un’ottima lettura per chi voglia decidere se fare il medico nella propria vita: come si potrebbe desiderare fare altro dopo aver visto quante situazioni stranissime e misteriose possono essere determinate dal nostro sistema nervoso. Come ci si potrebbe mai annoiare studiandole o curandole?

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2 responses to this post.

  1. […] alle sue intuizioni scientifiche.  Mi viene allora da pensare alle riflessioni di Sacks (“L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”) sui difetti neurologici che portano chi ne soffre ad accrescere certe capacità (potrebbe […]

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  2. […] Oliver Sacks – L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello – (ebook) – saggio medico […]

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