IL WESTERN NON È MORTO

Che cosa rende gradevole la lettura di un romanzo di Joe Richard Harold Lansdale? Forse la capacità di creare personaggi al limite del plausibile, metafore al limite dell’esagerato e situazioni oltre il comune.

Come in altri suoi romanzi, anche ne “La foresta” il protagonista è un ragazzino e la storia comincia con una micro-apocalisse domestica: il ragazzo e la ragazza restano orfani, partono con il nonno, il nonno muore e la ragazzina viene rapita. Da qui parte la trama, che è quella di un western moderno (o post-western, se preferite) in cui il ragazzino mette su una banda per andare a cercare e salvare la sorella perduta. Ed ecco i suoi compagni surrerali: un pistolero nano, un meticcio bianco-rosso-nero ubriacone accompagnato da un maiale bisbetico, cui altri si aggiungeranno, tra cui una puttana che diventerà la fidanzata del ragazzino e uno sceriffo sfregiato cacciatore di taglie.

Non siamo ai toni assurdi del pulp “Notte al Drive-In” ma piuttosto dalle parti di altri romanzi di Lansdale come “Acqua buia” e “Cielo di sabbia”. In tutti si descrive un’America di provincia che sopravvive a fatica, cattiva e violenta, quasi come in un romanzo del suo conterraneo McCarthy.

Joe R. Lansdale

Siamo negli anni dell’avvento dell’automobile, eppure l’aria che respiriamo è ancora quella del vecchio selvaggio west. Leggiamo così un western nuovo, diverso, che è andato persino oltre quelli che parevano essere gli ultimi film del genere, i cosiddetti “western revisionisti”, in cui gli indiani erano i buoni, tipo “Balla con  i lupi”, “Piccolo grande uomo”, “Soldato blu”, “Un uomo chiamato cavallo”. Qui non è più questione di indiani o visi pallidi. Ci sono ancora dei pistoleri, c’è ancora la natura forte e selvaggia (qui rappresentata dalla foresta che dà il titolo al romanzo), c’è persino un uomo con sangue indiano, anche se lo chiamano “negro”, ma del western sono rimaste solo le sparatorie, gli inseguimenti, i rapimenti. Il mondo è andato avanti, come direbbe il grande pistolero inventato da Stephen King nella saga de “La Torre Nera”. Assieme al mondo anche il western è andato avanti. Lo credevamo morto, ma sopravvive ancora in alcune pagine di autori come Lansdale, King e forse anche McCarthy.

E, non stiamo parlando di romanzi del secolo scorso: “La foresta” è del 2013 e il ciclo de “La Torre Nera” ha visto la pubblicazione dell’ottavo volume nel 2012!

 

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3 responses to this post.

  1. […] Joe R. Lansdale – La foresta – (ebook) – romanzo […]

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  2. […] cosa rende gradevole la lettura di un romanzo di Joe Richard Harold Lansdale? Leggendo “La foresta” mi era parso potesse essere la capacità di creare personaggi al limite del plausibile, metafore […]

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  3. […] ne “La foresta” o in “Cielo di sabbia” tutte le avventure partono da un disastro familiare (qui la morte […]

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