VITA, AMORE E MORTE NELLA PROVINCIA AMERICANA

Il riferimento alla Contea di Aberdeen mi aveva fatto pensare che il romanzo di Tiffany BakerLa ragazza gigante della Contea di Aberdeen” ” (The Little giant of Aberdeen County) potesse essere ambientato nella cara e vecchia Gran Bretagna e più specificatamente che fosse la cosiddetta Città d’Argento della Scozia. Il riferimento al gigantismo, forse, mi faceva pensare all’antico “Bestiario di Aberdeen”, un manoscritto miniato del XII secolo.

Leggendo appare invece chiaro che si tratta di una cittadina americana.

Nel tentativo di individuarla, scopro che solo negli Stati Uniti si possono trovare almeno 8 Aberdeen, per non parlare di quella in Canada e di quelle in Botswana, Cina, Sri Lanka e Sudafrica!

Nel volume forse ci sono riferimenti sufficienti per capire a quale di queste l’autrice si riferisca, ma lascio ad altri il compito di individuarla con maggior precisione sulla carta geografica. Mi basta sapere che è provincia americana. Perché questo è un libro sulla vita di provincia come possono esserlo la “Antologia di Spoon River” di Edgard Lee Masters o “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee o “Il seggio vacante” di J.K. Rowlings (ma in quest’ultimo siamo davvero in Gran Bretagna!). Lo è con i suoi personaggi come il dottore, l’unico del villaggio, figlio del precedente medico e di una lunga serie di medici di paese, tutti con il medesimo nome e cognome, fino a risalire a una leggendaria guaritrice, Tabhita, sposata da un suo antenato, e che pare abbia nascosto il suo “libro delle ombre”, che contiene il segreto delle sue antiche pozioni; personaggi come il contadino ricoperto di debiti ma dal cuore buono e che sopravvive grazie alle corse dei suoi cavalli perdenti, personaggi come la maestra acida e zitella, come il ragazzo piccolo e intelligente rovinato dalla guerra e tanti altri.

È però un romanzo di provincia diverso, non solo perché parlandoci della gente di Aberdeen ci parla di grandi temi come la Vita, la Morte, l’Amore, il Sesso, la Malattia, la Famiglia, l’Amicizia, ma anche perché tra i suoi personaggi spicca la protagonista Truly Place. Spicca anche per la sua mole. Di lei sappiamo che è più alta di tutti gli uomini del villaggio, che è robusta più che grassa, quasi un gigante, insomma. Tale la considera la sua maestra fin da quando la conosce bambina, tale la reputa il medico del paese che vuole studiarla (la stessa persona che da bambina la tormentava con i suoi beffeggiamenti, da adulta la tormenta con le sue cure). Lei non vuole sapere quanto è alta o quanto pesa e così anche a noi lettori non è dato saperlo. Dobbiamo limitarci a constatare che è davvero grande e che non smette di crescere neppure da adulta.
Il suo miglior amico è invece il ragazzino più intelligente e piccolo della scuola, quello che partirà per il Vietnam e tornerà menomato e trasformato.

Tiffany Baker

Per essere una storia sulla provincia americana ha insomma una protagonista un po’ troppo eccessiva, un po’ troppo evidente per luoghi in cui tutto tende a essere nella norma. Eppure, si sa (e i volumi che citavo lo confermano) che la provincia nasconde cose inconfessabili sotto la sua patina di normalità. Truly non è certo la sola “pecca” di Aberdeen.

È un libro che ci parla di magia e di leggende, con questo crescere inarrestabile di Truly e con il misterioso “libro delle ombre” che rifarà la sua comparsa, ma poco indulge, in realtà, al fantastico. Le cure prodigiose di Thabita si rivelano solo frutto di miscele di erbe, il gigantismo di Truly non supera mai certi limiti.

Prevale la descrizione dei rapporti umani: il difficile amore tra la grande Truly e il piccolo reduce del Vietnam, la morte dei genitori di Truly, la gravidanza inattesa della sorella Serena Jane, il suo matrimonio con l’odioso medico Robert Morgan e la sua fuga alla ricerca di fortuna, abbandonando il figlio omonimo di Robert Morgan, il primo della famiglia a rifiutarsi di divenire medico e a rivelarsi omosessuale, l’amicizia con la taciturna sorella adottiva Amelia e i rapporti con la famiglia che ha accolto Truly alla morte del padre (la madre se ne era andata mettendola al mondo).

Piccoli segreti tenuti nascosti in un ambiente troppo ristretto per nascondere una falsa morte, un’eutanasia, un omosessualità, una fuga, un’anormalità.

Un romanzo che scorre veloce, con personaggi che si fanno amare e alcuni che si farebbero odiare se la loro umana debolezza alla fine non li rendesse solo oggetto di pietà. Un romanzo che con lievità ci fa pensare ai grandi temi della vita. Un romanzo da leggere.

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2 responses to this post.

  1. Infatti ho pensato subito alla fantastica Scozia! Buon we,65Luna

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  2. […] Tiffany Baker – La ragazza gigante di Aberdeen – (ebook) – romanzo […]

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