L’OPPOSTO DEL SIGNORE DELLE MOSCHE

Ne “Il signore delle mosche” un gruppo di ragazzini civilizzati, abbandonati su un’isola deserta si trasformano in selvaggi. Ne “Il labirinto” un gruppo di ragazzini rinchiuso in una radura, circondata da un labirinto, creano una società civile e organizzata, con ruoli e compiti ben definiti.

Apparentemente il messaggio che sembra lasciarci Golding appare l’opposto di quello di James Dashner. Il premio nobel sembra comunicarci che, dentro di noi, siamo tutti dei selvaggi e che basta poco per trasformare delle creature falsamente considerate come innocenti, quali i bambini, in assassini senza cuore. Il giovane scrittore americano (1972), con questo primo volume (The maze runner – 2009) di una serie che promette già 5 o forse 6 volumi, ci dice invece che la volontà e la capacità di organizzarsi è prerogativa dell’uomo, persino quando è solo un adolescente.

Se valutare il senso della storia di Golding è più semplice, trattandosi di opera in sé compiuta, “Il labirinto”, per essere interpretato correttamente andrebbe letto all’interno della serie. Questo primo volume, infatti, ci lascia con i ragazzi che si apprestano ad affrontare nuove prove in un ambiente diverso.

Nel primo romanzo vediamo che i movimenti e le scelte dei ragazzi sembrano essere in parte pilotate dall’esterno, ma la loro libertà di scelta è tale da renderli i veri artefici di questo ordine in cui vivono, anche se l’arrivo di due nuovi personaggi porterà ad alterare le loro abitudini e l’ordine, che uno dei loro capi sottolinea essere una delle cose più importanti che hanno, in quella sorta di prigione.

Il labirinto” sembra un romanzo fatto apposta per ricavarne un video gioco, con un dedalo da attraversare, popolato da creature minacciose, un codice da decifrare e passaggi di livello, ma è una lettura che scorre veloce e appassiona, tenendo alta la tensione e la curiosità. La trama è sostanzialmente quella di un’avventura, ma la presenza di personaggi adolescenziali, ne fa anche una sorta di romanzo di formazione, di percorso di autoconsapevolezza e crescita personale. Il fatto che i ragazzi abbiano perso la memoria li rende figure particolari, con un desiderio di conoscenza e scoperta che si trasmette nel lettore.

La radura, con le strane creature meccaniche che osservano ciò che vi succede e con le piccole e grandi battaglie affrontate dai radurai, fa pensare all’arena di “Hunger Game”, anche se il pubblico sembra assente e se c’è si nasconde dietro quei piccoli marchingegni da spionaggio. Anche l’età dei personaggi è simile, ma per Suzanne Collins sono ragazzi che combattono per la propria sopavvivenza personale, l’uno contro l’altro (con qualche eccezione), mentre i radurai combattono assieme per la salvezza comune, pur essendo disposti a lasciare dei morti sul campo di battaglia. Come in “Hunger Game” anche ne “Il labirinto” i ragazzi sembrano destinati a morire uno dopo l’altro, a meno che qualcuno non si ribelli e spezzi il meccanismo.

Il messaggio di entrambi, sempre gradito agli adolescenti, sembra essere che il mondo è un posto difficile in cui vivere (del resto questi sono anni di crisi) ma che la forza di volontà può cambiarlo, che può esserci un ragazzo speciale in grado di mutare le cose.

Il labirinto” parte come una sfida intellettuale oltre che fisica, ambientato in un mondo dal sentore fantascientifico, ma si conclude proiettandoci decisamente in una distopia apocalittica fantascientifica, che ci si aspetta potrà svilupparsi nei prossimi volumi.

Come i migliori fantasy, il romanzo cerca di inventarsi un suo linguaggio con numerosi neologismi (caspio, pive, radurai, scacertole, dolenti…), ma forse non osa abbastanza e avrebbe potuto approfondire il tentativo creando un linguaggio nuovo più articolato, anche se, non essendo un contesto fantasy, forse non ce n’è bisogno e possono bastare quelli creati, sufficienti per una comunità autonoma ma tutto sommato recente. Insomma un buon tentativo di dare maggior realismo all’ambientazione.

James Dashner

The Maze Runner (The Maze Runner Series)

 

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8 responses to this post.

  1. […] Il labirinto – James Dashner – (e-book) – romanzo distopico. […]

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  2. […] Il labirinto – James Dashner – (e-book) – romanzo distopico. […]

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  3. […] di qualche evento apocalittico o a non definire le cause della variazione ambientale (vedi “Il labirinto” di James Dashner, “La strada” di Cormac McCarthy, “La Torre Nera” di Stephen […]

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  4. Ho iniziato a leggere il secondo volume.

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  5. […] aver letto “Il labirinto” di James Dashner (da cui è stato di recente tratto il film “Maze runner”), fatta una breve […]

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  6. […] assai diversa da altri romanzi adolescenziali in voga di questi tempi (“Hunger games”, “Il labirinto”, “La via di fuga”, “Divergent”, “Twilight” e altre storie di vampiri innamorati), […]

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  7. […] e diventa il nemico diretto dei protagonisti, Thomas e amici. Già leggendo i primi due volumi (“Il labirinto” e “La via di fuga”) il nome di questa associazione mi aveva lasciato molto perplesso, […]

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  8. […] anticipando, con questo romanzo del 1979, opere come “Hunger games” (2008) di Collins e “Maze Runner” (2009) di Dashner e, soprattutto, il nostro tempo con i suoi reality e sport estremi, qui fusi […]

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