LA SCOMPARSA DELLA PIZZA DALLE TAVOLE ITALIANE

Tutto cominciò negli anni ’80 con la scomparsa della pizza dalle tavole degli italiani, poi un misterioso morbo prese a diffondersi, forse attraverso la televisione, corrompendo la mente delle persone e, velocemente, l’italiano fu dimenticato, i libri divennero incomprensibili, le opere d’arte furono distrutte e, decenni dopo, l’Italia divenne il Buruguay, una provincia extra-continentale degli Stati Uniti d’America, in cui, nel 2050, nessuno aveva più memoria di cosa fosse stata l’Italia prima del 2025.

L’autore, impersonandosi in uno studioso del futuro, scopre tracce dell’antica e perduta Italia, conservate da un misterioso personaggio immune dalla devastazione culturale che, in una sorta di metafora distopica, ha devastato il non-più-bel-Paese. Si riappropria allora, alla meno peggio, del vecchio “dialetto” italiano e lo usa per raccontare l’esito delle sue ricerche.

Questo in sostanza il contenuto dello snello romanzo “Il menu” (senza accento) scritto da Sergio Sozi, testo che ho scoperto leggendo un articolo di Gianfranco De Turris, che lo cita tra gli autori di distopie italiane nel numero 7 della rivista letteraria “IF – Insolito & Fantastico” dedicata, appunto alle distopie.

Di distopia, in effetti, si tratta, cioè di opera che descrive mondi alternativi degenerati, genere che ha visto opere come “Noi” di Zamjatin, “Il mondo nuovo” di Huxley”, “1984” di Orwell, “Cielo di sabbia” di Lansdale, “La Torre Nera” di King, “Fahrenheit 451” di Bradbury, “Non lasciarmi” di Ishiguro, “Ubik” di Dick e molte altre.

Il menu” però non è solo distopia. Scritto nel 2005-2006, descrive un mondo che inizia a mutare nel 1984, dunque, sebbene i temi siano quelli della fantascienza (futuri diversi, virus letali, apocalissi…), l’aver collocato tale momento nel passato (rispetto al momento della stesura del romanzo), lo rende un’ucronia, cioè la descrizione di come le cose sarebbero potute andare (ma non sono andate) e, allora, possiamo pensare a “Il vangelo secondo Gesù Cristo” di Saramago, il “Libro degli Yilané” di Harrison, “Il mondo perduto” di Conan Doyle, “Roma Eterna” di Silverberg, The Man in the High Castle“ di Dick, i miei “Giovanna e l’angelo” e  “Il Colombo divergente”, i cicli “Invasione” e “Colonizzazione” di Turtledov, “Il complotto contro l’America” di Roth, “22/11/’63” di King, solo per citarne alcuni.

Sergio Sozi

Il menu” è anche satira e metafora dei giorni nostri, come spesso sono distopie e ucronie. Mostrandoci la totale scomparsa della cultura italiana, denuncia l’imbarbarimento della cultura attuale, l’asservimento mentale alla televisione, l’abbruttimento dell’urbanistica moderna, che affoga le opere del passato, l’impoverimento di una delle cucine che furono tra le più ricche del mondo.

Tutto ciò viene descritto giocando a ricostruire la lingua di oggi, come se fosse una lingua morta da riscoprire. Pochissimi invece sono gli accenni alla nuova lingua anglo-italiana del rinato Buruguay, che sarebbe stato interessante scoprire, come nota lo stesso De Turris nella recensione che citavo e che mi ha fatto scoprire questo autore romano, classe 1965, trasferitosi, dopo un soggiorno in Umbria, in Slovenia, forse, viene da sospettare, se mi è permessa la battuta, per sfuggire al… crollo e alla scomparsa dell’Italia!

 

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2 responses to this post.

  1. Posted by Sergio Sozi on 18 settembre 2014 at 15:54

    Egr. Sig. Menzinger,
    La ringrazio per l’attenzione e la precisa scheda sulla mia modesta opera. In caso di interventi, commenti od opinioni, saro’ lieto di intervenire in questo blog.
    Cordialmente
    Sergio Sozi

    Rispondi

  2. […] Il menu – Sergio Sozi – (e-book) – romanzo fantastico. […]

    Rispondi

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