LA CHIAMATA DEL QUARTO: LA SCHIZOFRENIA E IL SUO OPPOSTO

Risultati immagini per stephen king Terre desolateIl ciclo della Torre Nera di Stephen King è qualcosa di complesso e quindi difficilmente definibile. Il primo volume (“L’Ultimo Cavaliere”), conservava toni da western e faceva quasi pensare che ne fosse solo una versione un po’ futuribile, eppure già lì c’erano tutti gli elementi per farci capire quanto fosse rilevante la componente fantascientifica. Pensate anche solo all’incipit della serie: “L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì. Il deserto era l’apoteosi di tutti i deserti, sconfinato, vasto fino a traboccare nel cielo per enne parsec in tutte le direzioni.” In quella singola parola “parsec” c’è già la promessa di tutta la magia fantascientifica che seguirà. Già “L’Ultimo Cavaliere” ci parla di viaggi nel tempo, viaggi tutt’altro che lineari ed elementari, il secondo volume (“La chiamata dei tre”) è incentrato su  questi. Ci sono delle porte (nel terzo volume si parlerà di “sinapsi temporali” e credo che queste porte potrebbero esserle, anche se King ancora non ce lo dice). Non sono solo banali aperture tra un “quando” e un altro, ma aperture attraverso le quali il Pistolero Roland riesce a entrare nella mente dei tre, alla ricerca di nuovi compagni per la sua avventura. Sinapsi appunto, come quelle della mente. Si parla molto della mente nel secondo volume e si continua a farlo nel terzo. Si capisce la centralità di questo argomento forse maggiormente leggendo “Terre desolate”, ma già nel volume precedente era un concetto evidente. I primi volumi de “La Torre Nera” sembrano quasi il risultato di uno studio sulla schizofrenia in tutte le sue forme e persino nel suo opposto.

Il primo chiamato è il tossico Eddie Dean, la sua è una schizofrenia artificiale, tra lo stato di lucidità e quello di allucinazione, la seconda chiamata è una vera schizofrenica, Detta-Odetta Holmes, con due personalità che si combattono tra di loro. Roland Deschain di Gilead guarisce entrambi. Anche lui però è in qualche modo schizofrenico, alla rovescia (forse per questo è la cura per gli altri due). Quando abbandona il proprio corpo sulla spiaggia infestata di aramostre e entra nei corpi dei suoi ospiti è una mente sola con due corpi!

Nel terzo volume “Terre desolate” ritroviamo il ragazzino Jake Chambers che Roland aveva lasciato cadere e morire nel primo volume. In realtà non è morto ma si è sdoppiato. Una metà vive nel tempo di Roland e una nella New York in cui il ragazzino è nato e di questo Jake soffre. Anche Roland ne soffre e la sua sofferenza non è solo dovuta al rimpianto per averlo dovuto sacrificare in nome della ricerca della Torre Nera (questa storia è una grande Quest e Roland un cavaliere alla ricerca del suo particolare Santo Graal), ma anche alla necessità di consentire al bambino di ricongiungere la propria personalità e di farlo ricongiungere a Roland e agli altri due. Sarà lui il quarto del Ka-tet, di quel gruppo di unione psichico-spirituale costituita da Roland, Eddie e Susannah Dean (la schizofrenica Detta-Odetta ora guarita e riunita). Ne “La chiamata dei tre”, il terzo a essere chiamato è l’uomo che ha ferito due volta Detta-Odetta e fatto morire Jake. Anche lui è una sorta di schizofrenico, un serial-killer (o “serial-feritore”, se preferite) che si nasconde sotto i rispettabili panni di un uomo normale. Il destino per lui è la morte. Sarà Jake, non lui, a completare nel terzo volume il quartetto. Un altro ricongiungimento è tra Eddie e Susannah, che divengono marito e moglie, nella più ovvia delle ricongiunzioni di due anime gemelle, ma all’interno del ka-tet, come parte di un disegno più grande.

Cosa poi dire dell’altro grande schizofrenico del terzo episodio, il treno malandrino Blaine il mono? Oltre che pazzo ha una personalità divisa tra il Grande Blaine e il Piccolo Blaine. Perché poi è rosa se ha un’identità maschile, mentre la sua gemella, che ha lasciato morire, si chiama Patricia ma è azzurra? Nel terzo libro non si dice ma sorge il sospetto che in realtà il perfido Blaine sia la depressa Patricia e che il suo suicidio sia in realtà stato un “trenicidio”.

In “Terre desolate” l’ambientazione diventa decisamente fantascientifica, eppure gli elementi magici sono rilevanti, quasi a dirci che tra scienza e magia il confine è labile, è solo una questione di punti di vista, di conoscenza della realtà. In questo mondo di un lontanissimo futuro, la civiltà tecnologica è un ricordo perduto del passato, le cui vestigia talora riappaiono. Il mostro che custodisce l’accesso al Vettore, la strada per la Torre Nera, è un orso gigantesco che sopravvive da millenni, temuto dalla popolazione locale come un demone. Gli amici di Roland lo sconfiggeranno e uccideranno, scoprendo che è solo un cyborg con cervello positronico (e qui immagino che King debba ringraziare Isaac Asimov). Lo assistono piccoli mostri, che altro non sono che robot. La figura centrale del volume è un essere mostruoso che vive in una zona proibita e che si rivelerà essere un treno ipertecnologico, in grado di correre alla velocità del suono e dotato di un cervello folle degno di quello HAL 9000 che vediamo in “2001 odissea nello spazio”.

Con lui Roland e i suoi amici intraprenderanno un nuovo duello, ma non con le pistole, bensì a colpi di indovinelli, come se si trattasse di un’antica sfinge (non per nulla uno di quelli che gli pongono è proprio quello edipico).

Il volume finisce in modo improvviso e tronco, lasciando i nostri eroi a combattere con il treno folle. King ci spiega che vuole prendersi tempo per decidere come andare
avanti. Mi pare una scelta saggia, dato che è meglio fermarsi piuttosto che rovinare una buona storia, però poteva anche aspettare a trovare il seguito prima di pubblicare, no? Sono favorevole ai finali aperti, soprattuto in quella che è una serie, ma anche questi hanno le loro regole. Ci si sarebbe, insomma, aspettati che il duello si completasse e che il treno li depositasse, lasciandoli partire per nuove avventure, prima di scrivere la parola fine in fondo al libro, no?

Comunque, continua, a maggior ragione, la voglia di andare avanti, con questa bella e ricca storia (anche se non adoro gli indovinelli) e così ho già iniziato a leggere “La sfera del buio”. King ha fatto aspettare i suoi lettori dal 1991 (anno di pubblicazione di “Terre Desolate”) al 1997, anno dell’uscita del quarto volume. Il vantaggio di aver scoperto in ritardo questa storia e questo autore è nel dover aspettare!

Leggi anche:

– Il western fantasy di King – L’ultimo Cavaliere (La Torre Nera) – Stephen King

La chiamata del libro – La chiamata dei tre (La Torre Nera) – Stephen King

– La bambina che sconfisse la natura – La bambina che amava Tom Gordon – Stephen King

– King for President of Ucronia – 22/11/’63 – Stephen King

– IT: un mostro lovecraftiano emerso da arcani abissi spazio-temporali – IT – Stephen King

– The Second King – Le notti di Salem – Stephen King

– Tutto è kinghiano – Tutto è fatidico – Stephen King

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7 responses to this post.

  1. Adoro il Re, malgrado non abbia mai avuto modo di iniziare la serie de La Torre.

    Fai un salto sul mio blog, ti ho nominato per il Liebster Award. 😉

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  2. […] dei tre”), che non ha esaurito il suo effetto neanche durante la lettura del terzo romanzo (“Terre desolate”) (a parte il finale […]

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  3. […] “Il mondo nuovo” di Huxley”, “1984” di Orwell, “Cielo di sabbia” di Lansdale, “La Torre Nera” di King, “Fahrenheit 451” di Bradbury, “Non lasciarmi” di Ishiguro, “Ubik” di Dick e […]

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  4. […] in una storia che ci parla di schizofrenia, droga, follie omicide; leggendo il terzo volume “Terre desolate” veniamo proiettati in un capolavoro fantascientifico popolato da antiche macchine pensanti che […]

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  5. […] Terre desolate. La Torre Nera Vol. 3 – Stephen King – (e-book) – romanzo. […]

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  6. […] La torre nera III: Terre desolate(1991) (The Dark Tower III: The Waste Lands) […]

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  7. […] La torre nera III: Terre desolate(1991) (The Dark Tower III: The Waste Lands) […]

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