LA MAESTRIA NARRATIVA DI UN AUTORE COMMERCIALE

Dopo aver finito di leggere, non proprio entusiasticamente, i libri di tre premi Nobel (Munro, Lessing e Llosa), passo, con piena soddisfazione a leggere un autore italiano, vincitore di numerosi premi anche se nessuno di livello paragonabile: Valerio Massimo Manfredi. Lo avevo già apprezzato per la trilogia “Alexandros” e, indirettamente, per il film “L’ultima legione”, tratto da uno dei suoi romanzi. Ho ora completato la lettura de “Lo scudo di Talos” (1988), approcciato nell’intento di documentarmi su Sparta, argomento connesso al romanzo che ho ripreso a scrivere in questi giorni.

Trattandosi di scrittore la cui celebrità appare connessa all’attività di conduttore televisivo, qualcuno lo accusa di essere un autore commerciale. Che cosa questo voglia dire è un discreto mistero. Sono commerciali gli autori che arrivano al successo grazie a una buona presenza mediatica? Ci sono forse altri modi per diventare famosi? Direi che, più che altro, ci sono diversi approcci ai media, ma senza di questi diventa ben difficile per qualunque autore, Nobel compresi, raggiungere fasce ampie di lettori. Se, invece, definiamo commerciale un autore perché sa scrivere in modo chiaro, limpido e sa farsi apprezzare dai lettori, allora, in questo caso, posso concordare che Manfredi sia “commerciale” e riterrei l’aggettivo un complimento.

Ebbene, la mia modesta impressione è che dei quattro autori da me citati sia proprio lui quello che scrive meglio: una trama coinvolgente, personaggi ben delineati, uno stile senza pretese ma chiaro ed efficace, un ambientazione ben studiata, una suspance tenuta viva da un continuo succedersi di eventi. Poco importa che le vicende narrate siano ben note (almeno a me), trattandosi delle grandi battaglie del
mondo greco contro l’invasore persiano, perché Manfredi riesce a creare un personaggio, Talos- Kleidemos, che oltre a esserne testimone diretto e protagonista, offre al lettore una propria storia originale, un proprio dramma personale, forse un tantino caricaturale (abbandonato ai lupi perché zoppo, viene allevato da un servo ilota e alla fine riconquista il suo ruolo nella famiglia d’origine e nella società), ma non per questo meno efficace, con la sua doppia natura di spartiate e ilota (padrone e schiavo), incerto su quale parte prendere nel conflitto tra i dominatori della città e i loro sottoposti.

Valerio Massimo Manfredi

Valerio Massimo Manfredi

Spesso un segnale di scrittura debole per me è il ricorso a inutili scene di sesso. Qui non manca un amore travagliato, ma Manfredi non vi indulge, dimostrando in questo di essere assai meno “commerciale” di altri o forse di esserlo così tanto da capire quanto e quando il ricorso al sesso sia accettabile nella narrazione.

Insomma, se i tre Nobel mi avevano lasciato con un po’ di delusione, qui ritrovo un libro da leggere con piacere e che si lascia con l’impressione che qualcosa rimarrà nella memoria ancora a lungo anche dopo aver chiuso il lettore (sì, anche questo l’ho ascoltato in TTS sul mio e-reader!).

 

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7 responses to this post.

  1. Sottoscrivo in toto!

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  2. Posted by Jeck86 on 28 dicembre 2013 at 22:36

    Lo scudo di Talos è uno dei migliori tra iromanzi di Valerio Massimo Manfredi.
    Non tutti i suoi libri sono allo stesso livello.
    In generale, i romanzi di Manfredi si aprono con i fuochi d’artificio, ma poi, dopo un paio di capitoli perdono mordente, diventano più cupi e uggiosi, prima di concludersi di nuovo in modo molto coinvolgente.
    Se volessimo fare un grafico della suspance o del ritmo della narrazione possiamo disegnare una U.
    A volte il momento noioso dura poco, altre volte dura per quasi mezzo libro, a volte la fessione del ritmo narrativo è poco profonda e a malapena ci se ne accorge, altre volte la storia diventa talmente immobile e pallosa che vien voglia di gettare il libro dalla finestra.
    Due esempi sono:
    L’armata perduta, nuonostante il libro subisca una flessione l’attenzione resta alta e non mancano i colpi di scena.
    Le Paludi Di Hesperia: comincia in modo molto interessante, ma più o meno a metà del libro diventa soporifero.

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  3. […] Lo scudo di Talos – Valerio Massimo Manfredi […]

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  4. […] questa battaglia ho appena finito di leggere un altro romanzo, “Lo scudo di Talos” di Valerio Massimo Manfredi e ricordò ancora bene il fantasioso film “300” tratto dal […]

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  5. […] due romanzi che ho letto sulla battaglia sono “300 guerrieri”(2007) di Andrea Frediani e “Lo scudo di Talos” (1990) di Valerio Massimo Manfredi”. Sulla battaglia e su Sparta ho anche letto, negli ultimi […]

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  6. […] già ho avuto modo di notare leggendo la trilogia su “Alexandros” o “Lo scudo di Talos”, Manfredi è un autore che ben conosce i fatti narrati, che scrive con leggerezza e precisione e […]

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