UN TRANQUILLO PROFESSORE INGLESE, VISTO DA UN TRANQUILLO PROFESSORE AMERICANO

Risultati immagini per stoner libroSono stato indotto a leggere “Stoner” di John Edward Williams (Clarksville, 22 agosto 1922 – Fayetteville, 3 marzo 1994) dai numerosi commenti positivi letti in rete, che ne parlano come di un romanzo straordinario, nonostante l’esilissima trama.

Il romanzo tratta di un professore universitario inglese, figlio di contadini, del suo improvviso amore per la letteratura (era partito studiando agraria), del suo fallimentare matrimonio, della sua bruscamente interrotta breve relazione extra-coniugale, del suo mancato rapporto con la figlia, della sua difficoltosa e lenta carriera universitaria, del suo pensionamento e della sua dolorosa morte di tumore.

È possibile sia in qualche modo autobiografico, essendo l’autore, come il protagonista, un professore universitario di umili origini.

Stoner è un romanzo del 1964, pubblicato nel 1965 e ripubblicato nel 2003, anno in cui raggiunge il suo grande successo (50.000 copie, non comunque i milioni di copie dei bestseller internazionali).

Insomma, Stoner è uno di noi, forse persino più grigio e noioso della maggior parte di noi, eppure chi ha adorato questo libro ne esalta il modo in cui è scritto.

Io, purtroppo, sono uno che tiene alle trame e quando sono esili, per me il romanzo perde molti punti. Da amante della fantascienza, dell’ucronia, del thriller, ricerco sempre il succedersi degli eventi, le ambientazioni particolari, i colpi di scena. In questo libro non c’è nulla di tutto ciò. Non riesco quindi a collocarlo tra i miei preferiti.

Devo però ammettere che è un libro che si fa leggere bene. Ci sono momenti emozionanti, come la scoperta della scrittura da parte di Stoner (ne avrei fatto un romanzo intero!) o il finale con il tumore che avanza e Stoner che cerca di chiudere i conti con la propria vita.

John Williams

John Williams

Ci sono personaggi di grande malvagità come la moglie Edith o il collega Lomax che riescono a distruggere la sua vita familiare, affettiva e lavorativa, eppure la loro è una “malvagità tranquilla”, non raggiunge mai punte di pathos. Stoner non reagisce mai con violenza o passione agli atti o eventi che lo distruggono. Tutto gli scorre sopra. Vorremmo sentirlo reagire e vibrare, ma non lo fa.

Forse anche per questo ci rappresenta. Forse anche per questo somiglia alla maggior parte di noi, che attraversa la vita come se fosse un fiume la cui corrente non si può contrastare. Forse in questo saper rappresentare la vita comune sta la grandezza di questo piccolo romanzo.

La sua forza sta nel mostrarci con fredda e tranquilla linearità la vita di un uomo qualunque dalla nascita alla morte.

 

Firenze, 21/08/2013

 

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2 responses to this post.

  1. […] che nasce con un “difetto” strutturale per il mio modo di valutare un’opera di narrativa: ha una trama esile. Questa si può riassumere agevolmente, senza togliere nulla al piacere di chi dovesse ancora […]

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