I BAMBINI ASSASSINI

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Il Signore delle Mosche” (pubblicato nel 1954) del premio nobel William Golding potrebbe sembrare una semplice avventura per ragazzi, ma è un romanzo che ci parla di come siamo veramente, una piccola distopia isolana che rinnega il ridicolo concetto dell’innocenza infantile.

Golding si avvale dell’idea del naufragio su un’isola deserta che parte dall’ampia tradizione letteraria dell’”Odissea” omerica, del “Robinson Crusoe” di Defoe (con tutte le sue varianti, quali i “Robinson italiani” di Salgari o la “Swiss Family Robinson” di Johann David Wyss), della “Tempesta” di Shakespeare, dei “Viaggi di Gulliver” di Swift, , de “L’Isola di cemento” di Ballard, per non parlare di Coleridge, Camoe, Hopkins e altri.

William Golding

William Golding

I naufraghi sono tutti bambini, di varie età e provengono da civilissime famiglie inglesi. In un primo momento cercano di darsi un’organizzazione e delle William Goldingregole, ma poi l’istinto selvaggio prevale. I conflitti interni e la paura irrazionale li spingono a rinunciare all’obiettivo che all’inizio sembrava primario: tornare a casa e alla civiltà. Conflitti di potere e desiderio d’avventura li spingono a dedicare sempre più risorse alla caccia e, poco per volta, si trasformano in selvaggi, con riti propiziatori e danze tribali. La violenza si scatena e la loro fragile organizzazione prende un’allucinante deriva distopica.

Trionfa l’homo homini lupus immaginato da Hobbes. La civiltà si sfalda. Golding, come ogni altro autore di distopie, sembra volerci mettere in guardia sulla vulnerabilità delle nostre forme organizzative, ricordandoci che ogni fanciullo porta in sé non l’innocenza ma un profondo e radicatissimo istinto ferino, che solo un forte condizionamento sociale può domare.

Firenze, 17/08/13

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14 responses to this post.

  1. […] Il signore delle mosche – William Golding […]

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  2. […] Herman Hesse, André Gide, Ernest Hemingway, Albert Camus, John Steinbeck, Pablo Neruda, William Golding, Gabriel Garcia Marquez, Toni Morrison, Dario Fo (per il teatro), José Saramago e Mo Yan (che ne […]

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  3. […] “Il vecchio e il mare” di Hemigway (che mi ha riconciliato con un autore che non amavo), “Il signore delle mosche” di Golding (una storia di sopravvivenza che mostra l’istinto ferino di ciascuno di noi) e […]

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  4. […] I BAMBINI ASSASSINI UN TRANQUILLO PROFESSORE INGLESE, VISTO DA UN TRANQUILLO PROFESSORE AMERICANO […]

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  5. […] “Il signore delle mosche” un gruppo di ragazzini civilizzati, abbandonati su un’isola deserta si trasformano in […]

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  6. […] già scrivevo commentando il primo volume, siamo invece piuttosto lontani dallo spirito de “Il signore delle mosche”, sebbene anche qui abbiamo dei ragazzi che combattono per […]

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  7. […] Hesse, Gide, Eliot, Hemingway, Camus, Pasternak, Quasimodo, Steinbeck, Sartre, Becket, Marquez, Golding, Morrison, Saramago, Grass e, di recente (2012), da […]

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  8. […] Hesse, Gide, Eliot, Hemingway, Camus, Pasternak, Quasimodo, Steinbeck, Sartre, Becket, Marquez, Golding, Morrison, Saramago, Grass e, persino di recente (2012), da Mo Yan. Tra questi, del resto, ci sono […]

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  9. […] di “Cast Away”, ai sopravvissuti soprannaturali del telefilm “Lost”, ai ragazzini de “Il signore delle mosche”, anche perché in questi ultimi manca la solitudine che caratterizza gran parte […]

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  10. […] cui appassionarmi, come è stato per premi nobel come Pirandello, Hesse, Marquez, Saramago, Yan, Golding, Camus e Mann o almeno da leggere con piacere come Grass, Vargas Llosa, Morrison, Böll, Beckett, […]

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  11. […] Gide, Eliot, Hemingway, Camus, Pasternak, Quasimodo, Steinbeck, Neruda, Sartre, Becket, Marquez, Golding, Morrison, Saramago, Grass e Solženicyn, possa essere riconosciuto anche a  Doris […]

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  12. […] selvaggi della Lessing non hanno neanche un po’ della vivacità e concretezza dei bambini de “Il Signore delle mosche”, anche questo citato dalla Palusci, e scritto da un premio nobel di ben altro livello, qual è […]

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  13. […] del francese Marcel Schwob (1896). Il loro tentativo di organizzarsi rimanda, invece, a “Il signore delle mosche” del nobel […]

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