L’ANELLO DI CONGIUNZIONE TRA DRACULA E McCULLEN

Nell’evoluzione letteraria della figura del vampiro dalle sue prime forme romanzesche dell’ottocento (Polidori, Byron, Mistrali, Le Fanu e, infine, Stoker) “Intervista con il Vampiro” di Anne Rice si pone idealmente a metà strada tra il Conte Dracula disegnato da Bran Stoker e Edward McCullen, il vampiro protagonista della saga “Twilight” di Stephenie Meyer, sebbene, essendo stato pubblicato nel 1976, sia cronologicamente assai più vicino a “Twilight” (il primo volume è del 2005) che non a “Dracula” (1897).

A parlare in prima persona è un vampiro, cosa che sposta decisamente la centralità narrativa su questa figura, che nel romanzo ottocentesco tendeva invece a essere posta ai margini del punto di vista, proprio per accentuarne il mistero e l’orrore.

Anne Rice invece ne esplora la psicologia e la personalità, il modo di pensare. Pur mantenendo tutte le caratteristiche che già avevamo visto nell’opera di Stoker (dorme in una bara, non può uscire di giorno, è molto forte, ha i famosi canini, si nutre di sangue umano), diventa figura assai più umana. È un uomo condannato a una “non-vita” eterna che un po’ ama e un po’ detesta. Ha sentimenti ed emozioni. Odia e ama. Cerca compagnia, pur restando il suo cuore gelido.

Il rapporto con il vampiro Lestat, che l’ha reso simile a sé, o con il fascinoso Armand è complesso e articolato. Quello con la piccola Claudia è a metà tra il rapporto padre-figlia e quello di due amanti, pur restando speciale per la natura vampiresca dei due.

Vi troviamo poi anticipati alcuni elementi caratteristici della saga della Meyer (è velocissimo; si tormenta quando deve trasformare qualcun altro in vampiro; cerca di nutrirsi di animali per non uccidere esseri umani; si distingue da altri vampiri: non tutti sono ugualmente malvagi; si scontra con altre creature della notte).

Anne Rice

Anne Rice

Se è vero che “Twilight” deve molto a questo romanzo, non si può però dire che abbia fatto progredire particolarmente il genere e “Intervista con il Vampiro” rimane un’opera decisamente superiore per spessore e approfondimento dell’analisi psicologica dei personaggi. Anche la trama, per quanto piuttosto essenziale, si presenta meno scontata e l’amore tra vampiri viene raffigurato in modo assai diverso dal classico romanzo rosa, come a volte pare fare l’opera della Meyer.

Se Théopile Gautier (“La morte amoreuse” del 1836 – più un fantasma, in realtà, che un vampiro, sebbene ami il sangue) e Le Fanu, oltre un secolo prima (1872), ci avevano mostrato il primo vampiro donna, Anne Rice ci offre quello che se forse non è il primo vampiro-bambina, ne è però uno dei meglio disegnati, con la piccola Claudia costretta per secoli nel suo corpo da bambina, ma che vorrebbe essere donna o almeno donna-vampiro.

Di sicuro con la Rice il vampiro ha smesso, volutamente, di fare paura, si è posto più vicino al lettore e non gli sarà difficile, un trentennio dopo, diventare un bravo scolaretto come McCullen.

 

Firenze, 17/08/2013

 

Brad Pitt in "Intervista con il vampiro"

Brad Pitt in “Intervista con il vampiro”

Annunci

2 responses to this post.

  1. […] Intervista con il vampiro – Anne Rice […]

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: