IL VECCHIO E LA NATURA

Risultati immagini per il vecchio e il mare hemingwayIl Vecchio è solo. Il Vecchio lo nutre il mare. Il Vecchio sono ottantacinque volte che esce con la sua barca senza tornare con un pesce. Uno vero, uno con cui ripagarsi della fatica e del tempo. Il Vecchio ha un solo amico, il Ragazzo. Il Ragazzo pesca con lui da quando aveva cinque anni, ma il Vecchio ha il malocchio, pensano i suoi genitori, e l’hanno costretto a cambiare barca. Il Vecchio ora è solo. Solo con il mare. Parla da solo. Rimpiange il Ragazzo.

Come il Capitano Acab aspetta il grande pesce. Quello vero. Quello importante. Qualcosa abbocca al suo amo. Un pesce enorme che trascina la barca per giorni.

È una battaglia quella del Vecchio con il Pesce, che ammira e che rispetta, ma che deve uccidere. Non è la grande balena bianca di Melville, ma il vecchio è solo e le forze non sono più quelle di una volta. Il pesce è più grande della sua barca. Il Vecchio combatte con la fame, la sete, la fatica, i crampi, il sonno, ma resiste.

È vita quotidiana, ma è una battaglia epica, immortale, indimenticabile. È la più grande e bella delle imprese, quella di un Uomo con poche risorse contro la Natura. Di un Uomo che vive nella Natura, con la Natura.

Ho appena riletto “Il Vecchio e il Mare” di Ernest Hemigway. “Il Vecchio e il Mare” è tutto questo. Dico di averlo riletto, perché ero convinto di averlo già fatto molti anni fa, ma ora non ne sono convinto. Se l’avessi fatto davvero non avrei potuto dimenticarlo così. Oppure sì. La nostra sensibilità cambia con il tempo. Ho letto questo libro perché ci sono alcuni autori classici, pochissimi, forse solo due (Dostoevsji e Hemingway) che non sono mai riuscito a farmi piacere.

Del russo ho letto di recente un paio di cose (“I Demoni” e “Le Notti Bianche”) e proprio non sono riuscito a digerirlo. Dell’americano conservavo un ricordo negativo, risalente a letture giovanili, e una profonda antipatia per quest’uomo dall’aria arrogante, che non faceva che scrivere di caccia e battaglie. Sapevo di sbagliarmi, che non era giusto ricordarlo così e che dovevo riaffrontarlo: leggerlo ancora, dopo tanti anni dall’ultima volta. Visto le recenti pessime esperienze con l’autore de “I Demoni”, pensavo fosse un tentativo inutile, ma un nome così qualche ora dovevo dedicarla e credo di aver fatto bene a sforzarmi di superare il mio pregiudizio.

Ne “Il Vecchio e il Mare” si parla di pesca. Siamo dunque dalle parti dell’Hemigway che ricordavo: uomini che uccidono. Eppure quella che viene descritta è una lotta per la sopravvivenza. Il Vecchio non è un naufrago, costretto a pescare per estrema necessità, ma la pesca è il suo mestiere, è il solo modo che conosce per procurarsi da vivere, per nutrirsi. È povero e sfortunato. Nonostante la sua abilità ed esperienza il Mare non lo ricompensa più con i suoi frutti. Pesca solo piccoli animali di cui nutrirsi sul momento, con cui placare i morsi della fame. Conosce il Mare e le sue creature. Le ama, le capisce, le rispetta. Questo rende la sua impresa una vera impresa, una lotta epica, una grande storia.

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Ernest Hemingway

Il Vecchio e il Mare” è un buon libro. È scritto bene, in modo moderno, essenziale, diretto, senza inutili fronzoli. Il protagonista è intenso, vero, concreto, vibrante. La trama è semplice ma non meno vera e coinvolgente. La storia è una di quelle che ti rimane dentro (o che dovrebbe farlo!).

Sarà ora, dunque, di scoprire meglio questo autore. Forse gli altri romanzi torneranno a deludermi, ma, a questo punto, glielo devo, a quest’altro vecchio, al vecchio Ernest.

Certo “Il Vecchio e il Mare” ha una storia di quelle che sono particolarmente nelle mie corde e gli altri libri  potrebbero non avere questo vantaggio. Amo questo tipo di sfide.

Leggendolo non ho pensato solo al grande “Moby Dick” di cui è, in un certo senso, una versione in miniatura, ma a tutte le altre belle storie in cui un uomo (o pochi uomini) affrontano le forze più grandi di loro della Natura, da, ovviamente il “Robinson Crusoe” di Defoe, a “Nelle Terre Estreme” di Krakauer, a (sebbene sia anche altro) “Hunger Games” della Collins, a “La Bambina che amava Tom Gordon” di King, ad “Ayla Figlia della Terra” (e romanzi successivi) della Auel, a Verne, a Salgari, ma anche a vicende fantascientifiche come “Io sono Leggenda” di Matheson, “Darwinia” di Wilson, “La Strada” di McCarthy, a film come “127 Ore”, “Frozen”, “In the Wild”. In particolare, ho pensato che McCarthy, forse, debba qualcosa a questo romanzo per il suo splendido “La Strada”, se non altro per lo stile, per questa solitudine e, più palesemente, per l’anonimato universale dei personaggi (il Vecchio e il Ragazzo qui, l’Uomo e il Bambino là).

Firenze, 07/07/2013

Ernest Hemingway

Ernest Hemingway

 

 

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10 responses to this post.

  1. […] Il vecchio e il mare – Ernest Hemingway […]

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  2. […] scrittori che ho apprezzato molto come Thomas Mann, Luigi Pirandello, Herman Hesse, André Gide, Ernest Hemingway, Albert Camus, John Steinbeck, Pablo Neruda, William Golding, Gabriel Garcia Marquez, Toni […]

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  3. […] un titolo così, un incipit così e un autore come Hemingway, mi sarei aspettato qualcosa tipo “Il vecchio e il mare” o, alla peggio, una sua versione sottotono: […]

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  4. […] storico), “Il giardino segreto” di F.H Burnett (una bella avventura di crescita e scoperta), “Il vecchio e il mare” di Hemigway (che mi ha riconciliato con un autore che non amavo), “Il signore delle mosche” […]

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  5. […] Il Vecchio e il Mare, Verdi colline d’Africa, I 49 racconti […]

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  6. […] è un premio vinto da grandi autori come Carducci, Kipling, Mann, Pirandello, Hesse, Gide, Eliot, Hemingway, Camus, Pasternak, Quasimodo, Steinbeck, Sartre, Becket, Marquez, Golding, […]

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  7. […] Nobel, vinto, non per nulla, da nomi come Carducci, Kipling, Mann, Pirandello, Hesse, Gide, Eliot, Hemingway, Camus, Pasternak, Quasimodo, Steinbeck, Sartre, Becket, Marquez, Golding, Morrison, Saramago, […]

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  8. […] Premio che è stato assegnato a nomi come Carducci, Kipling, Mann, Pirandello, Hesse, Gide, Eliot, Hemingway, Camus, Pasternak, Quasimodo, Steinbeck, Neruda, Sartre, Becket, Marquez, Golding, […]

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  9. […] al secondo, può essere che provi una terza volta. Con Hemingway è andata così. Leggendo “Il vecchio e il mare” ne ho finalmente colto la grandezza. Con Dostojevsky non c’è ancora stato verso di […]

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