VIAGGI UCRONICI DI UN CRONODETECTIVE

Avendo appena pubblicato il secondo volume della serie “I Guardiani dell’Ucronia” (“Jacopo Flammer nella Terra dei Suricati”) mi ha incuriosito riprendere in mano un libro il cui titolo richiama un po’ quello della serie: “I Guardiani del Tempo” di Poul Anderson. Si tratta del primo volume (1960) di una serie (Time Patrol) di 5 romanzi, pubblicati fra il 1960 e il 1991 (in realtà l’ultimo è una versione estesa del primo).

La mia edizione è del giugno 1977 e immagino di averlo letto più o meno allora, pur non conservandone alcun ricordo.

Ha in comune con i miei romanzi l’idea che esistano delle squadre di guardiani che controllano le alterazioni temporali, ma le somiglianze tra i due cicli finiscono lì.

Anderson immagina, come di consueto, un tempo lineare. I suoi guardiani cercano di evitare che questo venga modificato dal suo percorso “reale”. A decidere quale sia il giusto succedersi degli eventi sono i Danelliani, un’evoluzione degli umani, che vivrà tra un Carlo Menzinger - Jacopo Flammer nella terra dei suricati - I Guardiani dell'Ucroniamilione di anni. A volte, però, i Danelliani non si limitano a mantenere inalterato il Tempo, ma lo orientano a loro modo.

Anche la visione della Storia di Anderson è piuttosto classica: la Storia segue il suo corso, piccole variazioni non sono determinanti e i grandi eventi non ne vengono alterati.

Nei miei romanzi questi due concetti sono invece completamente diversi. Innanzitutto immagino il tempo come un frattale. Ogni minimo evento crea un diverso corso della Storia, che è tutt’altro che inalterabile. Questo fa sì che esistano infiniti universi divergenti, in ciascuno dei quali il tempo e la Storia hanno seguito un diverso corso. Questi universi ucronici coesistono tra loro. I miei guardiani non si preoccupano affatto che la Storia muti percorso, ma cercano solo di arginare gli spostamenti da un universo all’altro degli Intelliraptor, una razza evolutasi dai velociraptor e che ha costruito le Porte del Tempo. Sono loro a dominare i viaggi nel tempo. I guardiani sono non solo umani, ma esseri derivati dall’evoluzione di molte altre specie, tutti alleati tra loro per arginare la violenza e la malvagità fine a se stessa dei raptor.

Nei romanzi di Anderson i guardiani (solo umani) hanno la loro base nella preistoria (dove è anche ambientato il primo romanzo con Jacopo Flammer), mentre i mei guardiani si ritrovano in un universo “de-raptorizzato” che ha la sua capitale in Govinia, dove tutti i tempi possibili si mescolano.

Ciro Il grande

Ciro Il Grande (moderinizzato)

Ciro il Grande

Ciro il Grande

Protagonista de “I Guardiani del Tempo” è un cronodetective, Manse Everard, proveniente dal 1954. Viene assoldato per far parte della Time Patrol e si unisce ad altri guardiani provenienti da altri tempi, tutti compresi in un arco di alcuni decenni.

Jacopo Flammer, invece, è un bambino, nato nel 1997, nipote di un Guardiano dell’Ucronia, che si ritrova per caso coinvolto in un’avventura in una preistoria alternativa (“Jacopo Flammer e il Popolo delle Amigdale”) e, da lì, in altri universi. Anche lui avrà accanto compagni provenienti da altri tempi, innanzitutto i due bambini Elisa (nata nel 1964) e Marco (1961), oltre alla loro nonna. Incontreranno poi Guardiani di numerose altre razze e tempi (orsi, suricati, pappagalli, maiali, tigri, scimpanzé…).

Il primo volume scritto da Anderson riunisce alcune avventure attraverso il tempo.

In una, uno dei suoi compagni scompare ed Everard lo ritrova nei panni di Ciro il Grande, l’Imperatore persiano. Il suo dilemma è come riportarlo indietro al suo tempo, senza alterare la Storia.

Poul Anderson

Poul Anderson

In un altro racconto Everard viene incaricato dai Danelliani di alterare la Storia: i Mongoli hanno scoperto l’America prima degli Europei e deve rimettere le cose a posto (ne “Il Colombo divergente” scrivo del fallimento della missione del genovese).

In un’altra storia, i Cartaginesi hanno sconfitto (a causa di un’alterazione temporale causata da dei ribelli) i Romani, alterando tutto il corso della Storia e facendo scomparire i guardiani da tutti i secoli futuri. Everard, con i pochi guardiani rimasti nel passato antecedente, cerca di riportare le cose a posto.

Questo è il racconto per me più interessante, perché è il solo di questo volume che ci mostra un tempo ucronicamente modificato.

Le lingue moderne sono tutte scomparse ed Everard deve comunicare in greco antico con una studiosa locale. Di Roma è rimasto solo un vago ricordo. La terra è divisa in nazioni molto diverse. La scienza non si è sviluppata, anche se esistono alcune macchine. Il cristianesimo non è mai nato e l’ebraismo si è estinto.

Il romanzo (in realtà una raccolta di racconti) non presenta grandi approfondimenti storici e ogni tema viene forse trattato troppo velocemente, ma rimane una piacevole avventura, quanto mai suggestiva per gli amanti dei viaggi nel tempo e, in parte, dell’ucronia.

Mi ha poi, senz’altro, messo voglia di leggere gli episodi successivi, cosa che è sempre un buon segno! Mi pare però di capire che in edizione italiana siano piuttosto difficili da trovare.

 

Firenze, 18/08/2013

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One response to this post.

  1. […] I guardiani del tempo – Poul Anderson […]

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