FORREST GUMP CENTENARIO

Sono stato tentato di intitolare questo post “La Leggerezza del Romanzo Storico”. Sono però poi rimasto sull’idea originale di fare riferimento al celebre personaggio interpretato da Tom Hanks, Forrest Gump, perché la somiglianza tra Allan Karlsson è il fortunato idiota del film mi è parsa la caratteristica più immediata del notevole romanzo “Il Centenario che saltò dalla finestra e scomparve” di Jonas Jonasson. Il vecchietto che fugge dall’ospizio il giorno del suo centesimo compleanno, sebbene abbia fatto solo tre anni di scuola e sia di una sincerità così genuina da sfiorare l’idiozia, in realtà idiota non è, altrimenti non sarebbe arrivato alla sua età affrontando pericoli di ogni genere. Non è però solo il fatto che nella sua vita, che ha coperto oltre un secolo, dal 1905 in poi, abbia incontrato una gran quantità di personaggi famosi (Franco, Truman, Johnson, Mao, Stalin, Oppeneimer e vari altri, oltre a un improbabile fratello scemo di Albert Einstein) e che sembri un ingenuo a farlo somigliare a Forrest Gump, quanto l’inguaribile, sincero, confortante ottimismo di entrambi, che nessun dramma riesce a smuovere.

Se Forrest Gump, dopo mesi passati a correre dichiara “mi sento un po’ stanco!” e si ferma, Allan Karllsson attraversa l’Himalaya a piedi, affronta eserciti e malviventi, ma si preoccupa solo di trovare un buon pranzo e qualcosa di forte da bere.

Jonas Jonasson

Jonas Jonasson

Il romanzo si svolge su due piani temporali, da una parte il presente (l’anno 2005) in cui assistiamo alla fuga di Allan e alle sue peripezie, inseguito dalla Polizia e dai delinquenti cui ha rubato, inavvertitamente, una valigia piena di banconote; dall’altra la vita di Allan, in tutto il corso del ventesimo secolo.

La prima parte è scoppiettante di trovate paradossali, che rendono la fuga sempre più rocambolesca, la seconda parte, ci aiuta, capitolo dopo capitolo, a capire che Allan Karlsson non è solo un vecchietto stufo di stare in ospizio, ma un uomo senza del quale il secolo passato sarebbe stato assai diverso. La sua vita non è meno divertente a variopinta della sua fuga da centenario.

Grazie alle sue doti di artificiere, per esempio, partecipa alla guerra in Spagna e salva la vita a Franco, che sta per rimanere vittima di una bomba da lui stesso predisposta per far saltare un ponte, fa amicizia con Truman che lo manda segretamente in Cina ad aiutare Chang Kai-shek, suggerisce a Oppenheimer come costruire la bomba atomica e poi rivela il segreto prima ai russi e, decenni dopo, agli indonesiani. Litiga con Stalin e viene mandato in vacanza a Bali da Mao e così via, in una successione di eventi che suona del tutto improbabile ma che l’autore, lo svedese  Jonas Jonasson è così abile da rendere quasi plausibili e sicuramente spassosi. Le due storie scorrono così in parallelo e si rimane costantemente in attesa di scoprire quale altra incredibile (direi, anzi, “mirabolante”) avventura vivrà o ha vissuto il nostro simpatico centenario, cui una dote che non manca mai è la sincerità e non si preoccupa, per esempio, di dichiarare al comunista Stalin la sua amicizia con il fascista Franco o al fisico svedese che lo interroga, per assoldarlo come esperto nucleare, di aver studiato solo fino all’età di nove anni, ma non gli dice di saper costruire bombe atomiche, perché lui non glielo chiede.

Forrest Gump

Forrest Gump

La sua spontaneità, salvo rare eccezioni, lo renderà simpatico a tutti i potenti e gli aprirà la strada a nuove fantasmagoriche imprese.

Eppure questo libro non è solo una storia scritta molto bene, che ti spinge ad andare avanti senza posa, senza dare tregua e lasciare un solo attimo alla noia, ma ha anche l’incredibile pregio di affrontare il romanzo storico in un modo nuovo, con una leggerezza davvero rara, dote forse tra le più pregiate di uno scrittore. Non si tratta, però, della solita scontata satira dei personaggi e degli avvenimenti storici (operazione che raramente sopporto), ma dell’inserimento di una trama inventata in un contesto storico (tipica del romanzo storico, appunto), offrendo nel contempo il piacere di una narrazione e una funzione didattica di conoscenza della Storia. Qui la Storia viene un po’ manipolata (sfiorando quasi l’ucronia) per giustificare il ruolo determinate del centenario, ma assistiamo comunque, in prima persona, a molti degli eventi più significativi del secolo scorso, dalla Guerra di Spagna, alla Seconda Guerra Mondiale, alla Guerra di Corea, alla Guerra Fredda.

Forse è troppo dire che Jonasson, con questo romanzo, ha rivoluzionato il romanzo storico, anche perché, presumibilmente, il suo scopo era solo quello di scrivere una storia simpatica, ma mi pare innegabile, che abbia comunque saputo giocare con disinvolta e briosa leggerezza con gli eventi dell’ultimo secolo.

Firenze, 06/03/2013

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6 responses to this post.

  1. […] Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve – Jonas Jonasson […]

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  2. […] i romanzi letti nel 2013 che mi sono piaciuti di più ci sono “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” di Jonas Jonasson (un modo rivoluzionario di scrivere in modo allegro un romanzo storico), “Il […]

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  3. […] 1)      Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve […]

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  4. […] mese fa mi è capitato di leggere il bel romanzo “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” (2009) di Jonas Jonasson e avevo avuto l’impressione di trovarmi di fronte a un nuovo modo, […]

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  5. […] il grandioso King o ai nostrani Baricco ed Eco o magari a un Lansdale, un Roth, un Eugenides o un Jonasson. Persino un Menzinger sarebbe meglio di certe scelte […]

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  6. […] magari un Lansdale, un Roth (anche lui più volte candidato), un Eugenides o un Jonasson. Eco, purtroppo, ci ha lasciato prima di poterlo vincere e non mi risulterebbe si possano dare […]

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