LE DEBOLEZZE DELLA MORTE

José Saramago - Le Intermittenze della Morte

José Saramago – Le Intermittenze della Morte

Il Premio Nobel José Saramago ha scritto romanzi affascinanti come “Cecità”, “La Zattera di Pietra” e “Il Vangelo Secondo Gesù Cristo”, assai più godibili de “Le Intermittenze della Morte”, anche se l’ipotesi da cui parte questo romanzo è quanto mai affascinante: cosa succederebbe se le persone, un giorno, smettessero di morire?

Il racconto si caratterizza per una visione forse un po’ troppo generale, mostrando gli effetti sulla Nazione (si direbbe il Portogallo, anche se non viene mai detto) piuttosto che calarsi con costanza sui singoli personaggi e questo, temo, rende la narrazione meno coinvolgente, seppur interessante nel suo sviluppo.

La vera protagonista è la morte (meriterebbe una maiuscola, ma Saramago non gliela concede), che a metà dell’opera si personifica in una bella donna di poco più di trent’anni.

Durante sette mesi di “sciopero” della morte, vediamo la conseguente crisi delle imprese di pompe funebri, costrette a far funerali agli animali domestici, degli ospedali sovraffollati, dove la gente non guarisce ma neppure muore, delle assicurazioni (meno credibile, dato che il Caso Morte, non è certo la sola polizza trattata) e delle istituzioni politiche.

La cittadinanza trova però un rimedio: portare i moribondi fuori confine, dove trapassano all’istante, perché all’estero la morte è sempre attiva. La cosa però trova l’interesse della Maphia (scritta con il ”ph”, forse per differenziarsi da quella siciliana), che prende il controllo del traffico di moribondi.

Finalmente la morte torna al lavoro, concludendo in una notte quel che non aveva fatto in sette mesi (una sorta di ecatombe). Al suo ritorno le regole per morire sono cambiate: ciascuno riceverà prima del decesso una lettera viola che lo avvertirà del prossimo trapasso.

José Saramago

José Saramago

L’idea però mostra presto i suoi difetti (non si dice, però, cosa questo potrebbe comportare alla vigilia di una battaglia, in cui si sapesse già da una settimana quanti e quali saranno i morti!).

Ciò che turba la morte e la induce a prendere le femminee fattezze che si diceva è una delle lettere viola che insistentemente torna indietro. La morte/ donna, per capire andrà allora a conoscere il violoncellista cinquantenne cui è destinata.

Insomma, una storia che affronta temi quanto mai importanti, ma che si perde in una sorta di satira di costume, senza mostrare veramente il dramma di tali mutamenti vissuti dai mortali dalla sorte sospesa, né i veri orrori che né potrebbero derivare. Non certo degna, a mio modesto parere, di un Premio Nobel.

 

Firenze, 21/08/2012

 

Morte

 

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4 responses to this post.

  1. […] non è certo nuovo nel toccare temi religiosi. Penso anche a “Le Intermittenze della Morte” […]

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  2. […] Le Intermittenze della Morte – Jose Saramago […]

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  3. […] vangelo secondo Gesù Cristo, Cecità, Caino, La zattera di Pietra, Le intermittenze della morte, Memoriale del […]

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  4. […] di A.E. Van Vogt. Sempre che l’immortalità non diventi un capriccio della Morte, come ne “Le intermittenze della morte” del nobel José Saramago e in tal caso l’immortalità potrebbe rivelarsi un problema sociale. […]

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